Luciano Lamberti | Il pappagallo che prevedeva il futuro

Io credo che “Il pappagallo che prevedeva il futuro” di Luciano Lamberti (gran vía edizioni, 96 pagine, 10 €) sia una delle migliori raccolte di racconti lette negli ultimi anni. L’argentino Luciano Lamberti è di sicuro un autore da tenere d’occhio e spero che venga presto tradotto in italiano anche il suo ultimo romanzo.

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Titolo: Il pappagallo che prevedeva il futuro

L’Autore: Luciano Lamberti è nato a Cordóba nel 1978. Oltre ai racconti contenuti ne El loro que podía adivinar el futuro ha scritto un volume di poesie San Francisco Cordóba (2008), un’altra raccolta di racconti El aesino de chanchos (2010) e il romanzo La maestra rural (2016)

Traduzione dallo spagnolo: Vincenzo Barca

Editore: gran vía edizioni

Il mio consiglio: assolutamente consigliato! Leggere dei racconti dove irreale e soprannaturale si mescolano così incredibilmente con il mondo reale è quanto di più geniale io abbia letto ultimamente

Il pappagallo che prevedeva il futuro ti conosce, e a suo modo, ti ama. Conosce la tua famiglia, i tuoi amici, gli amici dei tuoi amici. Quando la terra non era altro che una palla incandescente di pietra liquida, il pappagallo era già lì. Prima che gli uomini muovessero i loro primi passi su due gambe, era lì, e a suo modo li amava. I sumeri incisero la sua figura su vasi di argilla, distrutti poi dagli zoccoli delle orde barbariche. Gli egiziani gli eressero templi segreti. Il pappagallo fu testimone del declino di grandi imperi, di orge pubbliche, di impalamenti collettivi, di battaglie in cui uomini nudi correvano senza testa sulla terra insanguinata come polli decapitati. Furono molti i suoi padroni, parlarono con lui e seppero quel che sarebbe accaduto, ma ne pagarono anche il prezzo. Nel 1952, i soggetti dei primi esperimenti con LSD ebbero un’allucinazione collettiva: videro un uomo con la testa di pappagallo saltare sui tetti, e si cavarono gli occhi. [Il pappagallo che prevedeva il futuro, Luciano Lamberti, trad. V. Barca]

Inizio a parlare de Il pappagallo che prevedeva il futuro proprio dall’incipit del racconto che dà il titolo alla raccolta. Questo incipit l’ho letto e riletto più volte, e ad ogni rilettura mi rendevo conto di quanto sia assolutamente perfetto; la figura del pappagallo che prevedeva il futuro mi ha immediatamente spaventata e inquietata, non capendo cosa fosse davvero: è una divinità buona o cattiva?, cosa è in grado di fare agli uomini? Da questo inizio folgorante si diparte un racconto magnifico, dove Andrés acquista un pappagallo verde un po’ spelacchiato in un mercatino organizzato dopo lo sgombero degli oggetti di una vecchia casa.

Nella raccolta si trovano altri cinque racconti. Ne Perfetti incidenti ridicoli il giovane protagonista ci racconta tutte le disgrazie che gli sono occorse, pur lasciandolo miracolosamente indenne; ne La canzone che cantavamo tutti i giorni ci viene raccontato uno strano fatto successo durante una gita in montagna al fratello del protagonista: dopo aver pranzato, si allontana nel bosco e quando torna non è più lui.

Note sul paese dei giganti è una favolosa raccolta di osservazioni e appunti degli esploratori che – loro malgradosono arrivati al paese dei giganti. Si parla delle loro presunte origini, dei loro comportamenti etologici, dei portali di accesso che conducono dal nostro mondo al loro, della vita privata di chi ha esplorato questo mondo.

CITTA’. Estinguendosi, i giganti si lasciano dietro solo quelle strane città costruite dentro le montagne, rifugi dove si riparano dall’inverno e dai predatori. Le chiamiamo città per riportarle alle nostre capacità linguistiche, anche se a rigore sono un’altra cosa. Nel corso della storia, centinaia di esploratori affascinati hanno percorso le loro alte cripte scavate direttamente nella pietra (…) Nessuno degli esploratori vi ha mai trovato segni di civiltà, neppure rudimentali (…) Solo imponenti scheletri crollati nel posto in cui sono morti, nella postura in cui sono morti (…) Presto gli ultimi branchi sopravvissuti si estingueranno e allora resteranno solo queste tremende buche, buie e deserte per l’eternità, e il paese dei giganti non sarà altro che un racconto per bambini [dal racconto: Note sul paese dei giganti, Luciano Lamberti, trad. V. Barca]

Nel racconto La vita è bella sotto il mare Lamberti ci presenta un mondo dove oltre agli umani vi sono i Residenti, misteriose entità che assomigliano agli umani, ma che non sono umani; i Residenti un tempo avevano un altro aspetto e custodiscono un segreto così potente da poter far ammattire anche Koifman, lo psicologo più integerrimo.

Infine, nell’inquietante quanto bellissimo racconto Il Teatro naturale di Oklahoma si parla del direttore del Teatro che ha un grave problema con un orso russo depresso e di un nonno che parla con gli animali e risolve tutti i problemi. Ma il Teatro naturale di Oklahoma ha qualcosa di inquietante: quando arriva in città accadono cose stranissime e sembra che gli artisti che lavorano lì non invecchino mai.

I racconti in generale mi piacciono molto ma in questo caso, leggendo quelli di Lamberti, ne sono rimasta affascinata e ipnotizzata, come se fossi stata catturata dal vortice di un tornado durante una tempesta; come sia riuscito a mescolare tanto sapientemente il reale con il soprannaturale me lo spiego solo in un modo, e vi assicuro che non è scontato: Luciano Lamberti è uno scrittore geniale. Sono felice di scoprire giovani autori sudamericani davvero bravi: la letteratura sudamericana di oggi è ancora capace di incantare i lettori.

Entonces, Señor Lamberti sus cuentos son geniales, increìbles y deslumbrantes; no sé como usted pueda concentrar toda esta irrealidad en el mundo real, pero la admiro muchissimo y iré a leer con mucho gusto otros cuentos y novelas. Por saber si se va a publicar otra vez en Italia tengo que preguntarlo a los editores o riesgo y lo pregunto al loro que podía adivinar el futuro?

(Per l’aiuto con la traduzione in spagnolo, ringrazio Federica)

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