J. M. Coetzee | Vergogna

In questo momento vengo punito per ciò che è successo fra me e sua figlia. Sono caduto in disgrazia, e non sarà facile risollevarmi. Non rifiuto la punizione. Non mi ribello. Anzi, la vivo giorno dopo giorno, cercando di accettare la vergogna come la condizione della mia esistenza. Pensa che a Dio sia sufficiente, se vivrò per sempre nella vergogna? [Vergogna, J. M. Coetzee, trad. G. Bona]

David Lurie vive a Cape Town, è un professore universitario sui cinquant’anni, ha due matrimoni alle spalle ed si ritiene un uomo piacente. David ama le donne, ne frequenta parecchie, sempre diverse; quando al campus universitario incontra Melanie, una giovane studentessa di colore, decide di averla a tutti i costi.

Melanie viene sedotta dal professor Lurie, il quale stravede per quel corpo così giovane e perfetto. Dopo l’ennesimo incontro, Melanie prende coraggio decide di denunciare il professor Lurie per molestie sessuali. La carriera di David è in pericolo: l’accusa grava su di lui come un peso insopportabile; all’inizio David è sicuro che se la caverà, che tutto finirà nel dimenticatoio e che lui potrà tornare ad insegnare all’università. Ma la vicenda prende una piega diversa.

David Lurie, stimato professore di linguistica, è costretto ad abbandonare l’insegnamento e l’università; decide di rifugiarsi nella fattoria della figlia Lucy, la quale vive nelle remote e pericolose campagne lontane da Cape Town.

Lucy è una donna forte, omossessuale e sicura di sé che manda avanti una fattoria da sola e che si occupa di ospitare cani dietro compenso e vende prodotti agricoli e fiori al mercato di una città vicina. David stenta a comprendere la vita che Lucy ha scelto, ma la aiuta spinto dallo spirito paterno.

Una notte, alla fattoria, arrivano tre uomini di colore: picchiano selvaggiamente David, violentano Lucy, uccidono i cani e distruggono tutto. È a questo punto che David inizia ad interrogarsi sulla violenza che permea il luogo in cui vive e a capire ancora meno il perché Lucy si ostini a non andare da quel luogo e a non denunciare le violenze subite.

Lucy non risponde. Vorrebbe nascondere la faccia, e David sa perché. A causa della vergogna. Ecco cosa hanno ottenuto i tre visitatori, ecco cosa hanno fatto a questa giovane donna moderna e sicura di sé. La storia si sta diffondendo a chiazza d’olio. Non quella di Lucy, la loro, perché ne sono i proprietari. E la storia dice che l’hanno rimessa in riga, che le hanno fatto vedere a che cosa serve una donna. [Vergogna, J. M. Coetzee, trad. G. Bona]

Kgaswane Mountain Reserve, South Africa (fonte: Marco Schmidt, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons)

“Vergogna” (trad. Gaspare Bona, Einaudi, 229 pagine, 12 €) è uno dei romanzi più noti dello scrittore sudafricano J. M. Coetzee, Premio Nobel per la Letteratura nel 2003. È uno di quei libri scritti in modo eccezionale che sollevano una serie di interrogativi e di questioni, tanto che chi legge si deve necessariamente fermare e pensare a ciò che avrebbe fatto al posto dei protagonisti.

All’inizio del romanzo, David Lurie appare come un professore arrogante e sicuro che potrà ottenere tutto ciò che vuole; ottiene Melanie, quasi con la forza, dopo averla sommersa di moine e colta di sorpresa. Quello che David non si aspetta è che Melanie – giovane, fragile e timida – sia capace di denunciarlo. È così che si sgretolano, pezzo dopo pezzo, le sicurezze di David Lurie.

Ora David è un uomo che ha perso il lavoro, la sicurezza economica e certezze. La narrazione si sposta quindi in una campagna violenta, dove vendette e ripicche tra bianchi e neri sono all’ordine del giorno.

– Sii ragionevole, Lucy. Le cose sono cambiate. Non possiamo fare finta che non sia successo niente.
– Perché no?
– Perché non è una buona idea. Perché è pericoloso.
– Quel posto non è mai stato sicuro, e poi ci torno per amore di un’idea, buona o cattiva che sia. Ci torno e basta.

[Vergogna, J. M. Coetzee, trad. G. Bona]

David Lurie è sconvolto: Melanie, la studentessa da lui sedotta, è riuscita a trovare il coraggio di ribellarsi e a sporgere denuncia; Lucy, la figlia che appare così forte e sicura di sé, non reagisce agli episodi violenti, anzi li accetta, tanto quell’angolo di mondo non può che essere così.

E se… e se questo fosse il prezzo da pagare per restare sulla mia terra? Forse loro la vedono così, e io dovrei mettermi nei loro panni. Pensano che io sia in debito. E si considerano dei semplici esattori. Perché lasciarmi vivere qui senza pagare? Forse è questo che si dicono [Vergogna, J. M. Coetzee, trad. G. Bona]

Dopo l’aggressione notturna alla fattoria, David inzia a rendersi conto del male che ha inflitto a Melanie e alla sua famiglia. Vorrebbe rimediare, ma la sensazione di vergogna per ciò che ha fatto alla studentessa e per quello che hanno vissuto lui e Lucy alla fattoria, lo perseguita, gli schiaccia il cuore come fosse un macigno.

La vergogna per il suo comportamento è ogni giorno più forte e l‘unico modo per cercare di andare avanti non è combatterla o eliminarla, ma è imparare a conviverci.

Sì, concordo con te, è umiliante. Ma forse è il punto di partenza giusto per ricominciare da capo. Forse è una lezione da accettare. Bisogna saper ricominciare dal fondo. Senza niente. Senza una carta da giocare, senza un’arma, senza una proprietà, senza un diritto, senza dignità. [Vergogna, J. M. Coetzee, trad. G. Bona]

Titolo: Vergogna
L’Autore: J. M. Coeztee
Traduzione dall’inglese: Gaspare Bona
Editore: Einaudi
Perché leggerlo: per chi vuole rendersi conto di ciò che significa vivere in Sudafrica, dove l’apartheid è finito ma quella sgradevole sensazione di vendetta e risentimento sono più vivi che mai.

(©Riproduzione riservata)

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