Romesh Gunesekera | La luna del pesce monaco

Quanto ho tribolato per entrare in possesso di questa raccolta di racconti. Volendo fare il giro del mondo attraverso i libri, mi sono ritrovata a cercare autori singalesi e un testo che mi ispirava era ‘La luna del pesce monaco’ di Romesh Gunesekera; Feltrinelli non lo ristampa da anni e l’unica possibilità di poterlo leggere era trovarlo in biblioteca. Solo una biblioteca del circuito che frequento di solito ce l’aveva, ma essendo una città distante, avrei speso più di carburante che quello che valeva il libro. Che fare? Comprarlo usato, visto che nessuno dei miei amici ce lo aveva (“Gunese…kecosa?? Mai sentito, ma che ti leggi?!”). Così lo compro usato sul Libraccio; 13 giorni di attesa e ‘La luna del pesce monaco’ è con me.

Titolo: La luna del pesce monaco

L’autore: Romesh Gunesekera è nato a Colombo nel 1954, ha vissuto tra lo Sri Lanka e le Filippine prima di trasferirsi in Inghilterra. ‘La luna del pesce monaco’ è il suo primo libro, una raccolta di racconti. Con “Barriera di coralli” (ed. italiana Feltrinelli) ha vinto il Booker Prize

Editore: Feltrinelli (fuori stampa, la mia è un’edizione del 1994)

Il mio consiglio: è un buon punto di partenza per conoscere Gunesekera

 

Un’isola sperduta in mezzo all’Oceano Indiano, una terra con una forma simile ad una lacrima: questa è l’isola di Sri Lanka, la vecchia Ceylon. Dove i paesaggi sembrano paradisi, dove gli elefanti pascolano dei grandi parchi nazionali e i Budda riposano nelle grotte sotterranee. Un’isola che non è, però, solo un paradiso di spiagge impalpabili e mari cristallini; ma un’isola che è stata il teatro di cruente battaglie sia per l’indipendenza, sia per la conquista del potere tra due gruppi etnici, i singalesi e i tamil.

Nei nove racconti raccolti in ‘La luna del pesce monaco”, Gunesekera indaga ogni punto della sua isola, inscenando dialoghi e situazioni che incuriosiscono il lettore a scoprire di più della storia del suo Paese. I racconti abbracciano un arco temporale che va dall’indipendenza dall’Inghilterra del 1948 fino alla guerra civile tra singalesi e tamil.

I personaggi di Gunesekera sono in bilico tra la speranza di un nuovo Paese e la tristezza amara della sconfitta; i governi si alternano, gli atti terroristici proseguono; negozi incendiati, bombe sulle spiagge, attentati, rapimenti e omicidi; fiumi che si tingono di rosso, tanto è il sangue che scorre. Gunesekera ce lo descrive con un tono asciutto ma cruento, ecco una citazione:

Il sole era caldo. CK ripercorreva tutte le tappe del proprio sogno. Ma di lì a due mesi l’intera isola sarebbe stata avvolta dalle fiamme: e la costa orientale, così come il nord, si sarebbe trasformata in un campo di battaglia infuocato. La spiaggia di CK minata, mitragliata, bombardata, devastata, la macchia della zona arida – madre terra contesa – divelta, incendiata, esumata. La carneficina a Colombo, i massacri a Vavuniya, la battaglia del Passo dell’Elefante erano ancora di là da venire. Quel giorno di metà maggio, nel cuore di Londra, non potevamo saperlo.

Ci sono personaggi che vogliono tornare in Sri Lanka, dopo aver trascorso molto tempo all’estero, in India o in Inghilterra; ci sono personaggi che vogliono scappare dallo Sri Lanka, non ne possono più della guerra e dell’odio che affligge quel paradiso. C’è voglia di rinascita, l’isola è magnifica, potrebbe attirare il turismo internazionale, se fosse più stabile dal punto di vista politico; c’è voglia di costruire case, palazzi, alberghi e pensioni. C’è voglia di vivere, in quell’isola che assomiglia ad una lacrima, la lacrima dell’India; la lacrima di tristezza, mai di gioia.

Nei nove racconti Gunesekera ci racconta tutto ciò che c’è di positivo, sulla sua isola, parlandoci delle bellezze naturalistiche e archeologiche; ma non si risparmia le tensioni forti e violente tra i gruppi opposti.

I racconti sono brevi, ma intensi, scorrevoli ma complessi; non è necessario conoscere tutta la storia dell’isola per capire gli eventi, che fanno da sfondo ai racconti. Mi piacerebbe leggere anche ‘Barriera di coralli’, ma temo che anche quello sarà difficile da reperire. E’ un peccato che un libro così bello e così intenso non venga più stampato.