Nicol Ljubić | Mare calmo

Ho deciso di leggere “Mare calmo” di Nicol Ljubić (Keller editore, 189 pagine, 14,50 euro) perché avevo letto in passato delle recensioni molto positive in proposito, e perché sono troppo giovane per ricordare la guerra dei Balcani, combattuta nei territori di quella che fu la Jugoslavia. Un lettura che si è rivelata interessante e illuminante.

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Titolo: Mare calmo

L’Autore: Nicol Ljubić è nato a Zagabria. Figlio di un ingegnere aeronautico è cresciuto in Grecia, Svezia e Russia, fino al trasferimento in Germania dove ha studiato Scienze politiche. Oggi vive e lavora a Berlino come giornalista freelance e autore. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari

Traduzione dal tedesco: Franco Filice

Editore: Keller editore

Il mio consiglio: questo è un romanzo intenso e coinvolgente, necessario per avvicinarsi ad un pezzo di storia recente che sembriamo aver dimenticato, pur essendo stato vicino a noi, non solo temporalmente ma anche geograficamente

A volte mi chiedo cosa saremmo noi senza questa guerra, se una persona estranea saprebbe collocare geograficamente la Bosnia se non ci fossero stati Gavrilo Princip e la guerra. A volte ho l’impressione che la definizione di serbi, croati e bosniaci passi solo attraverso la guerra. Chi l’ha subita e dove? Chi ha fatto cosa? Di chi è la colpa? Nel posto dove sono nata sarei anche potuta venire al mondo come bosniaca. Sarei stata la stessa persona, eppure tu mi avresti guardata con occhi diversi – come vittima. In quanto serba, tutti mi vedono come potenziale carnefice, senza sapere niente della mia vita e dimenticando che ci sono vittime anche tra i carnefici e che le vittime diventano carnefici nel momento in cui ne hanno l’opportunità [Mare calmo, Nicol Ljubić, trad. F. Filice]

Robert è uno studente di Storia e vive in Germania con la sua famiglia, suo padre ha origini croate ed è fuggito dai Balcani prima che scoppiasse la guerra. Ana è una studentessa serba e ha origini a Višegrad la cittadina dove scorre la Drina e dove il Premio Nobel Ivo Andrić ambientò il suo libro più famoso “Il ponte sulla Drina“.

Ana e Robert si incontrano a Berlino, in teatro: lei è guardarobiera e lui è lo spettatore che le consegna la giacca. Per Robert scatta il colpo di fulmine e ritorna a teatro per una settimana di fila, nella speranza di rivedere Ana. Quando la ritrova, la invita ad uscire e ne nasce una tenera storia d’amore, fatta di gite sul Mar Baltico e letture pigramente distesi sul letto.

Nonostante l’amore che li lega, nel passato del padre di Ana – il professore universitario esperto di William Shakaspere sempre disponibile per la famiglia e i suoi studenti – nel passato di Zlatko Simić c’è un evento che, nonostante sia avvenuto anni prima, ha il potere di modificare il presente nel quale vivono Ana e Robert.

Quando Robert trova le lettere che Zlatko Simić invia alla figlia, scopre che provengono da Scheveningen, uno stadsdeel marittimo vicino a L’Aia, in Olanda. Che cosa ci fa il padre di Ana rinchiuso nel carcere penale internazionale? Mentre Ana si allontana sempre più da Robert, lui decide di vederci chiaro e intraprende un viaggio verso L’Aia, per assistere alla condanna – o all’assoluzione – di Zlatko Simić.

“Che succederebbe se una persona non sapesse niente di un determinato passato, se non volesse saperne o se non volesse che altri ne fossero al corrente? Il percorso di questa persona e di chi le sta vicino prenderebbe altre vie? Lei e gli altri avrebbero forse un rapporto molto più libero e senza preconcetti?” (…) Gli sembrava assurdo che quella guerra potesse frapporsi tra di loro [Mare calmo, Nicol Ljubić, trad. F. Filice]

Mare calmo” è uno di quei libri che hanno più piani di lettura; si può leggere come una storia d’amore ostacolata da un passato neppure troppo remoto e si può leggere, ad un livello più approfondito, come riflessione su quanto un evento avvenuto nel passato possa far prendere al futuro una direzione del tutto inaspettata e su quando le colpe dei padri è giusto – o sbagliato – che ricadano sui figli e nipoti.

Se a Robert sembra assurdo che il passato di Zlatko Simić possa interessare la loro vita, ad Ana questo passato pesa e importa, e sarà proprio quell’evento che farà vacillare la loro bellissima storia d’amore.

Perché le colpe dei padri, secondo Ana, ricadono sui figli e purtroppo restano come un marchio e segnano la loro esistenza, pur essendo loro innocenti. Perché secondo Ana, Robert che è sempre vissuto sempre a Berlino non ha idea di cosa sia la guerra, non ha mai udito i colpi del mortaio né visto i cadaveri galleggiare sulla Drina, dopo i massacri; Robert infatti quella guerra non la conosce: è uno storico che ignora quel periodo, che non parla il croato, che non sapendo nulla per venire incontro ad Ana legge e si documenta, ma continua a non capire perché debbano essere loro – coloro che la guerra non l’hanno fatta – a subire le conseguenze di quel passato.

Mare calmo” di Nicol Ljubić è un libro poetico e struggente, che mescola passato e presente in un modo assolutamente unico, senza mai confondere il lettore, anzi invitandolo a riflettere e a costruirsi un’opinione personale; è un romanzo narrato in terza persona come un flusso di coscienza, dove i tasselli vengono a poco a poco chiamati per  costruire una storia, secondo me bellissima, che merita davvero di essere letta.