Peter Terrin | Monte Carlo

La curiosità di leggere “Monte Carlo” di Peter Terrin (Iperborea, 170 pagine, 16 €) è dovuta principalmente a due motivi: l’ambientazione durante il Gran Prix a Monte Carlo del 1968 e dal fatto che lo scrittore belga Peter Terrin nel 2010 ha vinto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura; lo stesso premio vinto da Meelis Friedenthal, del quale ho di recente letto e apprezzato Le api. Le mie aspettative riguardo questa lettura non sono state deluse, vi racconto perché.

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Titolo: Monte Carlo

L’Autore: Peter Terrin (1968) è autore di romanzi, racconti e opere teatrali ed è uno dei più importanti scrittori di lingua olandese e una voce unica nel panorama della letteratura belga contemporanea. Vincitore del Premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2010 e il Premio AKO 2013

Traduzione: Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo

Editore: Iperborea

Il mio consiglio: è un romanzo permeato di bellezza e nostalgia, di aspettative mancate e di tristezza: imperdibile

Durante i quarantatré giorni che trascorsi in ospedale a Nizza, Jack Preston ebbe molto tempo per riflettere. La copertura stampa dell’incidente finì per deluderlo. Da alcune osservazioni di Marie e da una commovente lettera di Maureen dedusse che non lui, bensì la guardia del corpo di Deedee veniva considerato un eroe. Agli occhi del mondo quell’uomo l’aveva presa e “trascinata fuori dall’incendio”. Invano cercò di scoprire se si parlava anche del suo ruolo nel salvataggio. O se da qualche parte veniva citato il suo nome. La delusione non lo demoralizzò. Contava su Deedee. Stranamente, quel malinteso lo ringalluzzì. La sfilza di imprecisioni dei giornali l’avrebbe disgustata. Presto di sarebbe fatta sentire e con calorosa riconoscenza avrebbe rivelato chi l’aveva realmente salvata dalle fiamme sul Boulevard Albert 1er. [Monte Carlo, Peter Terrin, trad. C. Cozzi e C. Di Palermo]

Monaco di Monte Carlo, 1968. Jack Preston è un giovane meccanico inglese, un uomo che lavorando sodo si è conquistato un posto importante, nonostante le sfortune della vita. Può dirsi decisamente soddisfatto ora che si trova a Monte Carlo, sulla pista del prestigioso Grand Prix, come meccanico ufficiale del Team Lotus di Colin Chapman. Sugli spalti ci sono il principe di Monaco e la sua consorte americana, mentre tutti – dal pubblico, ai reali e ai piloti – stanno aspettando lei, la diva del cinema, la bellissima Deedee.

Alla griglia di partenza, con lo scotch in mano, Jack sta coprendo le pubblicità sulla carrozzeria della Lotus dove nell’abitacolo il pilota Jim Clark è pronto per correre, quando arriva finalmente Deedee. Tutti gli occhi sono puntati su di lei: dagli spalti una ragazza sta per scattare l’ultima fotografia che ha a disposizione nel rullino; all’improvviso, un odore di benzina e poi un calore infernale, una fiammata parte dalla Lotus di Clark e sta per investire Deedee ma Jack Preston, l’umile meccanico di Aldstead, le fa scudo con il suo corpo  devastandosi in un atto eroico senza precedenti.

Ricoverato d’urgenza all’ospedale di Nizza, Jack Preston trascorre giorni infinitamente lunghi, contorto dal dolore delle ustioni. Ma Jack soffre coraggiosamente pensando che il suo gesto eroico ha salvato la vita e soprattutto la giovane bellezza di Deedee, e ora certamente lei vorrà ringraziarlo, sicuramente gli verranno dedicati reportage sui giornali e chissà, forse sarà anche invitato a qualche trasmissione in televisione…

Il fuoco non è ancora fuoco. Non proprio. Ma il prezioso carburante appena colato dalla Lotus non è più liquido. Sta cambiando forma, in quel preciso istante (…) Una nuvola che lo spinge da dietro e allo stesso tempo lo avvolge. La tuta, la biancheria, perfino la brillantina sui capelli sono ancora barriere efficaci, in grado di proteggerlo, di risparmiare la sua pelle. In questo istante esistono una accanto all’altro, alla pari, la sua tuta e il calore rovente. Il fuoco non è ancora fuoco [Monte Carlo, Peter Terrin, trad. C. Cozzi e C. Di Palermo]

Il romanzo di Peter Terrin mi è piaciuto per diversi motivi. Mi è piaciuto tantissimo il suo stile, capitoli brevi e brevissimi (anche solo di mezza pagina) caratterizzati da frasi incisive, dove in pochissime parole riesce a rendere in modo pressoché perfetto un paesaggio, un personaggio, un evento. Nel libro vengono citati personaggi realmente esistiti, come l’ingegnere Colin Chapman fondatore del Team Lotus e il pilota scozzese Jimmy Clark, morto tragicamente proprio nel 1968 durante una corsa automobilistica in Germania, e per me che un po’ sono appassionata di storia della Formula 1 queste sono vere e proprie chicche.

Perfetto è il personaggio – inventato – di Jack Preston: un uomo umile, nato nella campagna inglese, che con lavoro e sacrificio riesce ad arrivare addirittura al Team Lotus, diventando un meccanico ufficiale. Ma poi l’incidente che gli costa la salute e la carriera, perchè dopo sarà costretto a tornare nella sua officina in Inghilterra.

Eppure, Jack Preston non si arrende: si aspetta che la diva Deedee lo ringrazi, pubblicamente o privatamente; le parole della diva allievierebbero il suo dolore e la sua infelicità di essere tornato una nullità ad Aldstead. Nella sua mente Jack immagina Deedee che lo saluta, che si rivolge direttamente a lui quando è invitata ai talk show. La sua diventa quasi un’ossessione: lui è un eroe, perché nessuno se ne accorge?

Ciò che vuole Jack Preston è un briciolo di notorietà, brillare della luce riflessa di Deedee, anche solo per pochi giorni. Ma questo accade solo nella sua mente, perché si sa che gli eroi vengono dimenticati in fretta. Eppure, anche i divi vengono scordati velocemente: il destino di Deedee ha in serbo per lei un’amara sorpresa.

La narrazione corre in fretta, seguendo i tormenti di Jack e la sua anonima esistenza nella campagna inglese, corre veloce come una Cortina Lotus modificata che sfreccia nel cuore della campagna, verso l’enigmatico finale.

Monte Carlo” è un libro che fa riflettere sul nostro bisogno di notorietà, di spiccare rispetto agli altri, una condizione certamente più intensa oggi rispetto quarant’anni fa. Un romanzo che ci racconta di quanto un evento – bello o brutto – possa modificare intensamente la nostra esistenza, portando addirittura a cambiarci. “Monte Carlo” di Peter Terrin è un libro coinvolgente assolutamente da non perdere.