Diario di viaggio Creta #6 | Il paradiso a Elafonisi e il misticismo della costa sud-ovest

Eccomi qui a raccontarvi la penultima puntata del nostro viaggio sull’isola di Creta, in Grecia. Forse ho incosciamente aspettato così tanto a parlarvi del giorno più bello perché così ho avuto la scusa per riguardare le foto di quei luoghi splendidi… quindi, inizio il racconto della giornata trascorsa nella costa sud-ovest di Creta, tra spiagge quasi tropicali e luoghi dal fascino mistico!

Elafonisi e Kedrodasos, due spiagge dai colori caraibici

Il sabato mattina ci svegliamo di buon ora, perché ci sono da percorrere in macchina circa ottanta chilometri, per raggiungere la spiaggia di Elafonisi da dove alloggiamo noi a Galatas, nella periferia ovest di Chania. Per arrivare a Elafonisi partendo da Galatas ci sono due soluzioni: la prima è seguire tutta la litoranea sino a Trachilos, e poi scendere verso sud costeggiando Falasarna verso Kambos, mentre la seconda è quella di giungere poco prima di Kissamos e attraversare le montagne del sud-ovest di Creta, viaggiando attraverso piccoli paesini incastrati tra i monti e le gole scavate dal torrente Tiflos. Secondo voi qualche scegliamo?

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On the road verso Elafonisi… (foto: Claudia)

Ovviamente la strada attraverso le montagne! Da Galatas si arriva poco prima di Kissamos, svoltando a Drapanias e seguendo per Topolia; quindi giunti al bivio a Mili si segue per Elos e giunti a Vathi si tiene la sinistra e si segue per Moni Chrisoskalitissa (il Monastero dello Scalino d’Oro). Quando dalle montagne vedo spuntare uno spicchio di Mar Libico tiro un sospiro di sollievo, perché siamo praticamente arrivati. Vi consiglio di dotarvi di cartina, so che sembra un po’ antiquato come strumento, ma fidatevi che tra le montagne di Topolia ed Elos il navigatore prende poco: meglio non rischiare!

Scorgo il Monastero dello Scalino d’Oro sulla destra, tappa del pomeriggio, e proseguiamo ancora verso sud per circa cinque chilometri, la strada è una sola e non si può sbagliare. L’ultimo chilometro è sterrato, poi si arriva in un grande parcheggio (ovviamente gratuito). Siete arrivati, benvenuti nell’area protetta dell’isola di Lafonisi e della spiaggia di Elafonisi!

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Benvenuti a Elafonisi! (foto: Claudia)

La prima cosa che noto appena scendo dalla macchina è il fortissimo vento: in effetti, il proprietario dell’alloggio dove residiamo ci ha detto che quasi sicuramente avremmo trovato vento. Qui siamo dove il Mar di Creta incontra il Mar Libico, proprio nell’angolino sud-ovest dell’isola, probabilmente trovare una giornata non ventosa è una vera rarità, ma il vento non toglie la bellezza di questo luogo incantevole.

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Acque cristalline, montagne, sabbia finissima… cosa volere di più? (foto: Claudia)

La spiaggia di Elafonisi è molto vasta, credo sia impossibile riempirla tutta anche in agosto, in ogni caso a metà settembre è perfetta e l’acqua davvero caldissima. Come sempre, c’è una porzione attrezzata e un’ampia porzione libera. Noi decidiamo di non fermarci alla prima spiaggia, ma di raggiungere a piedi l’isolotto di Lafonisi, incluso nella Rete Natura 2000 e completamente privo di settori attrezzati. Per arrivare all’isolotto bisogna attraversare uno stretto braccio di mare che al mattino è sostanzialmente emerso, mentre al pomeriggio quando la marea sale arriva l’acqua più o meno sino al ginocchio.

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Attraversando il braccio di mare verso l’isolotto di Lafonisi (foto: Claudia)

Arrivati all’isolotto di Lafonisi non c’è che l’imbarazzo della scelta per sistemarsi e godersi il sole e l’acqua cristallina. La spiaggia è rosa corallo e bianca, l’acqua trasparente e limpidissima; qua è là emergono gli scogli nerissimi, e nel retro spiaggia vi è una delicata vegetazione che comprende anche i bianchi e bellissimi gigli di mare.

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Una piccola caletta sull’isolotto di Lafonisi (foto: Claudia)

Il tutto circondato dalle splendide montagne che abbiamo appena attraversato… cosa volere di più?

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Ecco dove ho fatto il bagno… che meraviglia (foto: Claudia)

Dopo una bella serie di bagni e un pranzo al sacco in spiaggia, decidiamo di provare a percorrere il sentiero E4 in direzione Kedrodasos. Sfortunatamente, mi immaginavo un sentiero più agevole (tipo i nostri italiani, per capirci) invece è piuttosto avventuroso.

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Il sentiero E4 in direzione Paleochora (foto: Claudia)

Il sentiero va percorso con almeno le scarpe da ginnastica (meglio se gli scarponcini) e i pantaloni lunghi (le rocce sono alquanto taglienti). Ci sono diversi sali scendi anche un po’ impegnativi, per i bambini è bene prestare molta attenzione. Noi non essendo dignitosamente equipaggiati, ci siamo fermati alle prime baie di Kedrodasos, che in ogni caso erano davvero incantevoli…

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L’acqua di cristallo a Kedrodasos (foto: Claudia)

Sulla via del ritorno verso il parcheggio, abbiamo visto anche un simpatico serpentello, quindi sì ci sono i serpenti anche a Creta, guardate sempre dove mettere mani e piedi e non fate come me che vado a caso…

Moni Chrisoskalitissa, ovvero il Monastero dello Scalino d’Oro

Il Monastero dello Scalino d’Oro è un piccolo e solitario monastero arroccato in cima ad un’altura dalla quale si scorge un panorama mozzafiato. Mentre nel pomeriggio torniamo verso nord, ci fermiamo per una sosta e decidiamo di visitarlo. L’ingresso prevede un’offerta di 2 euro (1 euro per gli studenti).

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I puri di cuore salendo questa scala vedranno lo scalino d’oro (foto: Claudia)

Il Monastero nel corso della sua storia movimentata fu spesso abbandonato a sé stesso, e tanto i turchi quanto i tedeschi distrussero molti dei suoi edifici, lasciando per fortuna intatto il corpo principale della chiesa. All’ingresso si viene accolti da un piccolo e curato giardino, e dovunque il vostro sguardo si poserà vedrà il bianco e il blu, i colori della Grecia.

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Il Monastero dello Scalino d’Oro (foto: Claudia)

Si dice che solo i veri puri di cuore riescano a vedere lo scalino d’oro mentre si sale la scalinata verso la porzione rilevata dove sorge la chiesa. Io purtroppo non l’ho visto… (una scusa per tornarci?). Oltre al corpo principale dove sorge la chiesa, c’è anche un delizioso piccolo museo con alcuni arredi del primo Novecento, piatti, tazze e posate, e un piccolissimo vano – con un’antica bandiera greca – il locale dove i monaci tenevano di nascosto le lezioni a bimbi greci durante la cruenta dominazione turca.

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Mmm, no, nemmeno dall’alto riesco a vedere il gradino d’oro (foto: Claudia)

Terminata la visita al Monastero, decidiamo di riprendere la strada verso nord e fermarci a Topolia per visitare le Grotte di Santa Sofia (Agia Sofia Caves).

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Uno dei bellissimi gattini del monastero (foto: Claudia)

Le Grotte di Santa Sofia

Raggiungere le Grotte di Santa Sofia è piuttosto semplice: le indicazioni e il parcheggio si trovano lungo la strada che collega Elos a Topolia. Questa è stata una sosta nata per caso, dato che avevo sentito parlare delle Grotte di Santa Sofia ma non avevo ben capito dove fossero. Il fatto è che, partendo un po’ sprovveduti, non abbiamo potuto visitarle appieno, dato che ci mancava l’oggetto assolutamente necessario per visitarle… una pila!

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L’ingresso alle Grotte di Santa Sofia (foto: Claudia)

La giovane e gentilissima ragazza all’ingresso ci spiega che la visita alle grotte è possibile in totale autonomia ma sarebbe meglio avere con sé una piccola luce e delle scarpe antiscivolo. Non avendo una pila, noi abbiamo provato a percorrere un tratto delle grotte ma era davvero molto buio (non sono illuminate) per questo a malincuore abbiamo rinunciato. Ed è stato un vero peccato, dato che le grotte conservano reperti del neolitico e nelle porzioni più interne avremmo potuto vedere delle stalattiti alte più di sei metri.

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Una piccola chiesa all’interno della grotta (foto: Claudia)

Abbiamo però visitato le porzioni più illuminate, scoprendo dei piccoli angoli molto suggestivi e icone ortodosse antichissime. Le Grotte di Santa Sofia sono un luogo sacro e a ricordarlo sventola la bandiera della chiesa ortodossa assieme alla bandiera greca.

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Antiche icone ortodosse (foto: Claudia)

L’aria umida e fresca che si respira ha qualcosa di mistico: la spiritualità è molto forte, anche grazie alla luce fievole delle candele dorate e dalla presenza di icone anche molto antiche. Insomma un luogo da non perdere, ma con le dovute accortezze: pila e scarponcini antiscivolo!

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La Vergine e il Bambino (foto: Claudia)

Così, dopo gli ultimi chilometri di viaggio ritorniamo a Galatas in tempo per vedere un altro tramonto sul mar di Creta. La giornata in cui ho visto la spiaggia di Elafonisi, il Monastero dello Scalino d’Oro e le Grotte di Santa Sofia è stata senza dubbio la più bella ed emozionante, anche se sarà il tramonto al porto della città di Chania a farmi davvero capire quanto io ho amato il viaggio in Grecia… ma questo ve lo racconterò prossimamente!

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Diario di viaggio Creta #5 | Le rovine di Aptera e il Lago Kournas

La quinta puntata del viaggio a Creta non toccherà località balneari, per dimostrare che l’isola più grande della Grecia non è solo mare meraviglioso, ma molto di più. Vi dimostrerò che Creta è davvero un’isola completa, perfetta per soddisfare le aspettative di tutti coloro che la visitano.

Per cui, se siete pronti, ecco la descrizione delle tappe del nostro quinto giorno a Creta!

Le rovine di Aptera: un sito archeologico di una bellezza unica

In soli venti minuti d’auto, arriviamo nel paesino di Aptera partendo come sempre da Villa Anastasia, a Galatas. Una volta giunti ad Aptera “nuova”, basta seguire le chiare indicazioni per arrivare ad Ancient Aptera (è qui che ho visto la prima volta i cartelli stradali crivellati di pallottole, non ci credevo, invece estistono!).

Dalla strada principale si imbocca una strada sterrata che conduce ad un ampio parcheggio: siete arrivati al sito archeologico dell’antica Aptera. Sulla guida che avevo io c’era scritto che l’ingresso era gratuito, invece è a pagamento, ma è una cifra molto bassa considerando quanto è vasto e bello il sito archeologico: l’ingresso a testa costa 3 euro. Sinceramente li ho pagati volentieri, perché credo che sia giusto pagare qualcosina per entrare in un sito archeologico che necessita di manutenzione costante e ovviamente abbisogna di personale, che giustamente deve essere stipendiato.

L’antica Aptera è un sito davvero grande, appena arrivati c’è un cartello che spiega dove sono collocati gli ambienti più importanti: ricordatevi che la città non si sviluppa solo all’interno dell’area recintata, ma se imboccate a piedi la stradina sulla destra dopo il parcheggio giungerete ad altre porzioni della città, che meritano senza dubbio di essere viste.

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Un ambiente della città al di fuori della zona recintata: non dimenticate di visitare anche la porzione esterna! Da qui si gode un panorama unico sulle White Mountains, i monti più alti dell’isola (foto: Claudia)

Nella regione di Chania, il sito di Aptera – posto a 200 m sul livello del mare – conserva i resti di una importante città-stato del VII secolo. Il sito fu rielaborato in molte occasioni: fondata dai Micenei (nonostante ci siano tracce di resti risalenti al tardo periodo minoico), è stata ampliata dai Dori ed è stata abitata fino al periodo bizantino. L’area coperta da Aptera è molto estesa e purtroppo solo pochi sono gli scavi finora svolti.

Il nome “Aptera” secondo la leggenda proviene dal nome Apteron, che fu re di Creta e visse attorno al 1800 a. C. Ma un’altra tradizione vuole Glauco come fondatore della città di Aptera, le cui mura sono costituite da larghe pietre poligonali sul lato orientale, e da pietre rettangolari sul lato occidentale.

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L’antica città-stato di Aptera dominò e controllò gli ingressi nella baia di Souda (foto: Claudia)

L’Antica città-stato di Aptera controllava due porti, Minoa (l’attuale Marathi) e Kissamos, in questo modo fu in grado di dominare il commercio in tutta la regione tra l’acme minoica fino al periodo bizantino, in particolare tra il III e il IV secolo a.C., Aptera sopravvisse fino al VII secolo d.C., periodo in cui fu distrutta da un fortissimo sisma.

Dove oggi si trova il Monastero bizantino di Aghios Ioannis (San Giovanni) un tempo sorgeva il Tempio delle Muse; a poca distanza c’erano gli uffici del collegio del governo, dei quali è stato conservato un muro pieno di iscrizioni, e ci sono poi resti costruiti in vari periodi tra cui: un teatro, i bagni romani, le cisterne per l’acqua.

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Le cisterne costruite dai romani (foto: Claudia)

Gli ambienti delle cisterne sono molto vasti, in altezza misurano circa otto metri: con le dovute attenzioni, si può ovviamente metterci il naso… Non vi sembra l’ingresso a Moria?

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L’interno delle cisterne romane (foto: Claudia)

Molto suggestivi sono il giardino interno e la Chiesa bizantina di Aghios Ioannis (San Giovanni) costruita nel XII secolo d.C., come dicevo sui resti del Tempio delle Muse.

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Un giardino curato e nascosto accanto al Monastero di Aghios Ioannis (foto: Claudia)

A circa cinquecento metri da Aptera, si trova l’edificio del castello turco, un’imponente costruizione di calcare bianco che domina la Baia di Souda. Purtroppo, il giorno in cui siamo stati noi in visita il castello era chiuso.

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Il castello turco (foto: Claudia)

La vista da Aptera vale davvero il viaggio: dal castello verso Nord potete abbracciare l’intera baia di Souda; mentre a Sud, potete vedere le vette delle White Mountains (i Monti Bianchi, in greco Lefkà Òri).

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La baia di Souda vista dal castello turco (foto: Claudia)

Una piccola meraviglia naturalistica, il Lago Kournas

Da Aptera ci dirigiamo verso il piccolo villaggio di Kournas, che sorge lungo le rive dell’omonimo lago. In macchina ci mettiamo circa cinquanta minuti, sempre seguendo per Kournas oppure Mouri, il paese limitrofo. Troviamo un parcheggio all’ombra di secolari olivi e iniziamo l’esplorazione della località lacustre.

Kournas è il nome di un villaggio che si sviluppa lungo le rive del lago ai piedi di alte montagne: si trova nella regione di Apokoronas, più vicina a Rethymno che a Chania, a pochi chilometri da Geogioupoli, suggestiva località marina.

Il Lago Kournas è l’unico specchio d’acqua cretese ad essere naturale, gli altri sono tutti bacini artificiali. Il lago è piuttosto grande, misura circa 3.5 kilometri di perimetro, mostra una forma tondeggiante molto particolare come originali sono i colori delle sue acque.

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I monti si specchiano nelle originali acque del Lago Kournas (foto: Claudia)

Le acque sono balneabili, è possibile anche affittare dei pedalò o delle attrezzaure per fare il bagno. Lungo la riva Sud è possibile mangiare in una delle tante taverne tipiche che costeggiano il perimetro del lago. Noi ne abbiamo scelta una a caso, e siamo rimasti decidamente soddisfatti sia del cibo che dell’ospitalità e della gentilezza dei ristoratori. Seduta a tavola in un locale che sembrava una specie di palafitta con vista lago spettacolare, con i tralici d’uva sulla testa come tetto, ho mangiato un’insalata greca buonissima (quelle olive me le sogno ancora adesso), accompagnata da una crepes ripiena di ricotta e condita con abbondante miele (sfakiani pita). Mentre cercavo di catturare le sfumature del lago ho pensato di essere davvero fortunata ad aver avuto l’occasione di vedere un posto così bello.

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Quanta bellezza in un panorama (foto: Claudia)

Lungo le rive del Lago Kournas, oltre a ristoranti e negozi di alimentari, ci sono molti negozietti con souvenir davvero graziosi, dalle semplici cartoline alle ceramiche cretesi. Dopo aver passeggiato lungo le rive per digerire la buonissima sfakiani pita, ho comprato alcune cose carine in queste botteghe, che mi aiuteranno a ricordare i bei momenti trascorsi ai piedi dei monti che si specchiano in un originale lago.

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Un negozio di tipici souvenir cretesi (foto: Claudia)

Ma il viaggio a Creta non è ancora finito! Perché è vero che vi ho detto che Creta non è solo mare, ma la più bella giornata del viaggio, per me, è stato il giorno in cui siamo scesi a Sud-Ovest e abbiamo visitato una spiaggia davvero da sogno, uno di quei posti che se non li vivi non credi che esistano. Se siete curiosi, vi do appuntamento alla prossima tappa di viaggio!

Diario di viaggio Creta #4 | Istantanee di paradiso nella laguna di Balos

La quarta puntata del viaggio in Grecia tocca un luogo per me davvero speciale. Quando ho iniziato a documentarmi a proprosito della Grecia, in tutti gli elenchi delle spiagge più belle che trovavo in rete compariva sempre la laguna di Balos. Così, cercando informazioni e immagini di Balos,  ho scoperto che sembrava veramente un posto fantastico. Quando poi ho realizzato che non era affatto lontana da Villa Anastasia, dove avevo prenotato, ero elettrizzata all’idea di un’escursione alla Penisola di Gramvusa, dove si trova questa spiaggia fantastica. Ma andiamo per ordine…

Come arrivare a Balos: alcuni utili consigli

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Il percoso evidenziato per arrivare a Balos (fonte: Google Maps)

Come si vede dal percorso evidenziato in blu, da Villa Anastasia a Balos ci sono meno di 50 km. Si può arrivare a Balos in diversi modi, alcuni più economici altri un po’ meno.

Via mare si può arrivare a Balos tramite escursioni private (piuttosto care) che partono dai porti di Chanià o Kissamos. Sempre via mare si possono prendere dei barconi turistici, meno cari delle crociere private, che partono dal porto di Trachilos. Lo svantaggio di andare a Balos con il barcone turistico è che si ferma molto poco in spiaggia, indicativamente due orette, il vantaggio è che si ferma all’isola di Gramvusa e permette la discesa per una passeggiata o per un bagno.

L’altra via per arrivare a Balos è via terra e vi assicuro che è la scelta migliore, perché… è semplicemente uno spettacolo! Noi non per taccagneria ma per puro spirito di avventura, decidiamo di arrivare a Balos con la macchina. Come sempre, la segnaletica è buona e dopo aver superato il piccolo porto di Trachilos, svoltiamo a destra ignorando le indicazioni per Falasarna e giungiamo ad un ampio spiazzo con una piccola casetta bianca: eccoci all’ingresso del parco naturale della Penisola di Gramvusa! Entrare nell’area protetta ha un costo, ma è irrisorio rispetto a ciò che ci aspetta in spiaggia: si tratta di 1 euro a persona. Viene consegnato un biglietto che è bene conservare fino al termine della gita.

Pagata la quota, siamo liberi di iniziare l’avventura perché sì, l’avventura inizia adesso! Infatti, da Galatas sino al casotto del parco la strada è asfaltata, mentre superato il casotto iniziano circa 10 chilometri di strada sterrata.

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Un’immagine dei 10 chilometri di sterrato che conducono a Balos. Le allegre caprette fanno compagnia (foto: Claudia)

Prima di partire ho letto di tutto a proposito di questi 10 chilometri di sterrato: gente che ha rotto la macchina, che giura non ci andrà mai più, persone che descrivono il percorso come un incubo, insomma mancava solo che scrivessero di rapimenti da parte degli UFO… Ora che ci sono stata posso scrivere la mia opinione: non è assolutamente niente di tutto ciò, è chiaro che si tratta di una strada sterrata, bisogna guidare con estrema attenzione e mantenere una velocità di 20 km/h, a tratti anche meno. Non ci sono guardrail, è vero, ma guidando lentamente nel caso che una vettura proceda in direzione contraria, si può comunque fare manovra. Ad esempio, a me era sembrata molto più rischiosa la salita in auto lungo la strada dell’Assietta, in Piemonte.

Ancora qualche utile consiglio: giunti al termine della strada sterrata, c’è un ampio parcheggio gratuito dove lasciare la macchina. Consiglio di arrivare presto (attorno alle 10.00) così da trovare posto. Nel parcheggio c’è anche un bar piuttosto pittoresco a prezzi onesti (un litro e mezzo d’acqua l’ho pagato 1 euro). A questo punto, inizia la parte veramente divertente: la discesa a piedi in spiaggia, da intraprendere con scarponcini o scarpe da ginnastica robuste (c’era gente con i piedi tagliati a causa delle rocce perché era scesa in ciabatte!).

La discesa dura circa mezz’oretta, una prima parte in piano e poi inizia una bella discesa ripida. Scendendo si gode un panorama incredibile sull’isoletta di fronte alla laguna di Balos, una delle spiagge più belle mai viste (assieme ad Elafonisi, ma ne riparleremo nei prossimi articoli).

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Che ne dite, una vista così ripaga ogni fatica vero? (foto: Claudia)

Frammenti di paradiso…

Scendiamo in spiaggia ed essendoci poca gente scegliamo con calma dove sistemarci; decidiamo di piazzarci in prima fila, proprio di fronte ad una piccola insenatura dove la sabbia è rosa e l’acqua di cristallo. Il prezzo di un ombrellone e due lettini è di 7 euro al giorno: più che onesto per un posto così! Voi prendete pure l’ombrellone che volete, verso le undici il gestore della taverna fa un giro per vedere se c’è qualche bagnante nuovo e si paga comodamente sul posto.

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Il nostro angolo di paradiso a Balos! (foto: Claudia)

Per mangiare ci sono due taverne, entrambe con prezzi onesti per essere solo due e per di più in un posto così. Noi ci siamo portati qualcosa da casa e ci concediamo un pic nic con vista.

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Un tuffo di blu a Balos (foto: Claudia)

A Balos si viene per il mare stupendo, la possibilità di fare qualche escursione nei paraggi, si può fare snorkeling il tutto nell’assoluto relax! Quest’inverno mi riguarderò questi scatti e sicuramente mi scalderanno il cuore.

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Incantevoli scorci a Balos (foto: Claudia)

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Il mare è sempre più blu! (foto: Claudia)

Perché ho amato così tanto la laguna di Balos? Perché l’acqua assumeva mille sfumature di turchese in funzione del cambiamento di luce solare, le brulle alture di calcare rosso cingevano la laguna con un tenero abbraccio, la sabbia era fatta di coralli e minuscole conchiglie, nel retro laguna l’acqua era bassa, caldissima e ricca di conchiglie di molluschi.

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Una passeggiata nella laguna di Balos (foto: Claudia)

Sulla via del ritorno, oltre al fiatone per la risalita con il sole che picchiava, ho provato fitte di nostalgia. Balos e la sua laguna, così incantevoli e incredibili, mi rimarrano a lungo nel cuore e ho scritto questo articolo non solo per ricordare a me stessa cosa ho provato durante il viaggio, ma anche per consigliarvi questo posto nel caso un giorno passaste da Creta.

Continuate a seguire le prossime puntate! Scoprirete che l’acqua a Creta non è favolosa solo in mare, ma anche… in un originalissimo lago!

Diario di viaggio Creta #3 | Akrotiri, dove il misticismo incontra splendide spiagge

Il sole splende anche il nostro terzo giorno a Creta e la giornata prevede una buona dose di spiagge meravigliose e un pizzico di misticismo. Partiamo così alla scoperta dell’Akrotiri, ovvero quello sperone roccioso dove i rilievi si spingono sino a 500 metri sul mare che costituisce “il capo” ad est di Chania.

La quiete mistica di un Monastero immerso nella natura

La prima tappa della giornata è la visita al Monastero di Agia Triada (in greco Μονή της Αγίος Τριάδος) ovvero il Monastero della Santa Trinità. Il Monastero – tutt’oggi abitato – è molto semplice da trovare seguendo i cartelli stradali marroncini e al di fuori del complesso vi è un ampio parcheggio gratuito. Consiglio di arrivare per le 9.00, orario di apertura, per godere appieno della pace del chiostro, ché più tardi viene invaso turisti scaricati a stormi dagli autobus dei tour organizzati; l’ingresso al Monastero prevede un’offerta di 2.50 euro a persona.

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Il cortile del Monastero di Agia Triada (foto: Claudia)

Il Monastero di Agia Triada fu costituito nel XVII secolo da due fratelli della famiglia veneziana Zangaroli, divenuti poi monaci convertiti alla fede ortodossa. Il Monastero fu impostato su una chiesa preesistente, e costruito secondo il gusto veneziano, con una pianta cruciforme e tre cupole che svettano con austerità. La cupola maggiore si trova nell’intersezione tra le navate, mentre le cupole piccole si trovano sul retro. La chiesa è riccamente decorata e i soffitti sono magnificamente affrescati; la chiesa è dedicata alla Santa Trinità mentre le cappelle laterali sono dedicate ad Agios Ioannis Pròdromos.

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Il retro della chiesa principale (foto: Claudia)

La chiesa è un curioso misto di arte occidentale in un esterno di classico stile bizantino. La torre campanaria fu aggiunta solo in seguito, mentre le due iscrizioni che si osservano all’ingresso sono in lingua greca e latina e si riferiscono ai due padri fondatori del complesso. Il Monastero di Agia Triada fu anche un’importante scuola teologica nel XIX secolo.

Oltre al gusto artistico orientale che incontra quello occidentale all’interno della chiesa (dove non ho potuto fare foto perché era vietato), ho apprezzato molto il giardino curatissimo racchiuso tra le mura del Monastero. Passeggiando con tranquillità tra i fiori di ibisco dalle tinte forti e sgargianti o tra le timide roselline selvatiche, ho respirato un’aria mistica in un luogo dove il tempo sembrerebbe essersi fermato.

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Lo splendido e rigoglioso giardino del Monastero di Agia Triada (foto: Claudia)

Oltre alla chiesa, si può visitare un piccolo ma suggestivo museo dove sono conservati reperti molto antichi del Monastero e dei suoi abitanti, e dove viene spiegata in dettaglio la storia non solo del Monastero di Agia Triada ma anche degli altri numerosi Monasteri ortodossi dell’Akrotiri.

Seitan Limania, la spiaggia dai colori paradisiaci che porta il nome di Satana

E ora, dopo esserci riempiti l’anima di tranquillità e misticismo, partiamo per la prima spiaggia che abbiamo in programma di visitare oggi e che ha il nome che curiosamente richiama il diavolo.

Per arrivare alla spiaggia di Seitan Limania (che letteralmente significa Porto di Satana), bisogna impostare il navigatore verso il minuscolo villaggio di Chordaki, quindi seguire per la frazione Akropoli e infine seguire sempre per Porto Limani o Seitan Limania, ci sono le doppie indicazioni. La strada è asfaltata ma dopo l’altopiano dove ci sono le grandi cave di calcare e la chiesetta bianca dedicata a San Raffaele, il percorso scende bruscamente lungo una serie di tornati molto stretti e ripidi (la pendenza è del 10%) completamente privi di protezioni, quindi consiglio vivamente di guidare con estrema prudenza.

Giunti alla fine della discesa, si parcheggia l’auto lungo la strada e ci si incammina verso la spiaggia di Seitan Limania, anche chiamata Stefanou Beach (lo scrivo perché potreste trovarla con questo nome sulle altre guide turistiche). Qui vi troverete di fronte ad uno spettacolo unico!

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I colori paradisiaci della spiaggia del… diavolo! (foto: Claudia)

Per scendere in spiaggia occorre prestare molta attenzione, perché si scende lungo un sentiero sterrato poco segnato e privo corde per aggrapparsi. Comunque bastano un paio di robuste scarpe da ginnastica e un po’ di spirito d’avventura! La discesa dura circa quindici minuti, ma chiaramente il tempo dipende dalla velocità della camminata. La spiaggia è priva di servizi, quindi occorre portare tutto da casa se ci si vuole fermare tutto il giorno. Non è una spiaggia di sabbia, bensì è costituita da piccoli granellini di calcare, e il mare qui non digrada lentamente ma diventa profondo dopo pochi metri da riva. Essendo un piccolo fiordo, l’ora migliore per vedere le spettacolari sfumature dell’acqua va da mezzogiorno alle tre, dopodiché scende l’ombra.

Qui i colori sono davvero unici: l’azzurro cristallo del mare che digrada verso il blu man mano che ci si allontana da riva, i calcari bianchi e rossi che la racchiudono e quella vegetazione aspra e secca, che ne fa da contorno. Insomma, un luogo ancora poco frequentato che sicuramente darà grandi soddisfazioni a chi cerca panorami e spiagge ancora intatte e non prese d’assalto dal turismo di massa.

Risalendo lungo la strada che ci porterà all’ultima tappa della giornata, ci fermiamo a visitare la chiesetta di San Raffaele, quella caratteristica costruzione bianca che albergava nella mia immaginazione ogni volta che pensavo alla Grecia. La chiesetta a picco sul mare l’ho trovata aperta e ho potuto curiosare all’interno, tra la polvere e la moltitudine di icone.

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La piccola ma stupenda chiesa di San Raffaele a picco sul mare (foto: Claudia)

Stavros la spiaggia di Zorba il greco

L’ultima tappa della giornata è in parte letteraria, perché sono davvero curiosa di vedere la spiaggia di Stavros, luogo citato nel romanzo “Zorba il greco” dello scrittore cretese Nikos Kazantzakis e portata sul grande schermo nel 1964, da un bravissimo Anthony Quinn che proprio qui ha recitato la famosa scena dove i protagonisti ballano il sirtaki.

Anche raggiungere Stavros è semplice e attorno alla spiaggia i parcheggi sono tutti gratuiti. La spiaggia è in parte attrezzata e in parte libera, i prezzi degli ombrelloni e delle consumazioni al bar sono molto onesti.

Stavros è stata una vera sorpresa. Avevo visto alcune foto in rete, ma non mi sarei mai immaginata una spiaggia così bella… Circondata da aspri e brulli rilievi di calcare, Stavros è una baia calma dalle acque limpidissime, basse e calde costituita di sabbia finissima, a tratti rosa corallo a tratti dorata, che digrada dolcemente, cosa che fa di Stavros una spiaggia ottima per far giocare i bambini in tutta sicurezza. Insomma, Stavros sembra proprio una grande piscina!

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La stupenda Stavros… non vi viene voglia di fare un bagno? (foto: Claudia)

Guardando verso il mare aperto, ci sono gli scogli di calcare, che generano buffe e originali piscine naturali dalle acque limpidi e caldissime.

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I rilievi dell’Akrotiri si buttano in mare… (foto: Claudia)

Dopo la sosta alla spiaggia di Stavros è ora di rientrare: dobbiamo pianificare la giornata successiva che prevederà la visita ad una delle spiagge più belle di tutta la Grecia. Se siete curiosi di scoprire i colori e le suggestioni della Laguna di Balos, nella penisola di Gramvousa, non perdetevi la prossima puntata!

Creta | Diario di viaggio #2

Buongiorno lettrici e lettori, ecco la seconda puntata del viaggio a Creta che ho fatto quest’estate! Per chi si fosse perso il primo articolo, potrà leggerlo cliccando qui.

Se il primo giorno a Creta era di per sé stato emozionante pur nella sua semplicità, il secondo giorno è stato davvero entusiasmante poiché siamo riusciti ad unire le bellezze del paesaggio con una visita ad un sito archeologico. E allora, cosa aspettiamo, partiamo da Villa Anastasia al mattino presto e dirigiamoci verso una località balneare dall’esotico nome Falasarna!

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La discesa verso la spiaggia di Falasarna (foto: Claudia)

Verso Falasarna: il percorso in pillole

Dal nostro appartamento a Villa Anastasia alla spettacolare spiaggia di Falasarna ci sono circa 50 chilometri, che si sviluppano quasi interamente lungo la New Road, l’unica autostrada (gratuita!) che esiste sull’isola di Creta e che la attraversa da Est verso Ovest. Partendo presto non troviamo traffico e in meno di un’ora arriviamo alla nostra meta. Tutti i parcheggi retrostanti la spiaggia di Falasarna sono gratuiti, per cui c’è solo l’imbarazzo se scegliere un posto all’ombra o al sole!

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Il percoso per arrivare a Falasarna (fonte: Google Maps)

L’Antica città minoica di Phalasarna, un salto nel passato

Come sa bene chi mi segue, io amo l’archeologia e quando ho scoperto che accanto alla spiaggia di Falasarna c’era la possibilità di visitare un sito archeologico, mi sono subito informata su prezzi e orari di apertura.

Per evitare il caldo – anche se era la seconda settimana di settembre il sole picchiava forte! – decidiamo di visitare prima il sito archeologico dell’Antica Falasarna e poi andare in spiaggia.

Per raggiungere il sito dell’Antica Falasarna, una volta giunti nei primi parcheggi della spiaggia si prosegue sino al termine della strada asfaltata (dove c’è l’Hotel Falasarna Beach) e si percorrono circa 4 chilometri su strada strerrata attorniati da splendidi campi di ulivi. Al sito c’è un piccolo parcheggio e gli orari di apertura sono dalle 9 alle 15, l’ingresso è gratuito. Il percorso è libero, si può passeggiare tra le rovine e di tanto in tanto vi sono pannelli esplicativi in inglese e greco.

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Il Trono, un dettaglio del sito archeologico dell’Antica Phalasarna (foto: Claudia)

L’Antica città di Phalasarna era già abitata nell’epoca Minoica e continuò ad esserlo anche in quelle arcaica e classica. Phalasarna raggiunse l’apice del suo splendore attorno al IV secolo a. C. e mantenne questo stato fino al 67 a. C. quando venne distrutta dai Romani (forse perché Phalasarna era diventata una roccaforte dei pirati).

Oggi, passeggiando tra le rovine di quella che fu una delle splendide città minoiche collegate direttamente con Alessandria d’Egitto, si possono osservare i canali che conducevano le navi all’interno del porto fortificato; la cosa sorprendente è che il porto dove attraccavano le navi oggi si trova un paio di metri al sopra della spiaggia, com’è possibile? Nel 500 d.C. circa, la parte occidentale di Creta si innalzò, e il porto di Phalasarna si ritrovò a circa 9 m sul livello del mare!

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Il porto dell’Antica Phalasarna oggi si trova a 9 m sul livello del mare, il motivo è l’innalzamento verso l’altro di questa porzione dell’isola di Creta (foto: Claudia)

L’Antica Phalasarna fu una delle più potenti città marinare dell’isola di Creta, durante il periodo ellenico. Cittadella fortificata, ancora oggi possiamo immaginare le rovine dei templi dedicati alla dea Artemide. Il porto militare di Phalasarna era fortificato dalle mura cittadine e da due torri, collegate da pontili. Gli scavo tutt’ora in corso stanno portando alla luce i tratti di pontili con i pali per l’ormeggio di grandi navi o piccole imbarcazioni.

Grazie al lavoro degli archeologi, è stata scoperta la pavimentazione che dal porto conduceva all’acropoli, i bagni pubblici del IV-III secolo a.C. e le cisterne per l’acqua. I calcari rossi usati per costruire la città si trovavano a sud del porto, dove c’era anche una grande vasca per i pesci.

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Il canale dove risalivano le navi per attraccare ed entrare nell’Antica Phalasarna (foto: Claudia)

Infine, è stata rinvenuta anche la necropoli, fuori dalle mura ovviamente: le sepolture sono di vario genere, dalle tombe a fossa, a cista oppure scavate nella roccia.

E dopo quest’immersione di cultura, siamo pronti per immergerci nel Mar di Creta!

Falasarna, la spiaggia dai mille colori

La prima cosa che ho pensato quando mi sono trovata di fronte alla lunga spiaggia di Falasarna è stata: questo è un dipinto; quell’acqua aveva così tante gradazioni di blu e di azzurro che era impossibile che fosse vera, sembrava stata saggiamente pennellata dall’esperta mano di un pittore impressionista. Giunta poi sul lungo mare, la mia sopresa si è raddoppiata: la sabbia è rosa ed è costituita da migliaia di piccolissimi frammenti di conchiglie e coralli.

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La spiaggia di Falasarna dal nostro angolino magico (foto: Claudia)

Nella prima parte della mattinata restiamo nella spiaggia libera – a Creta la maggior parte delle spiagge solo libere, solo una piccola parte è attrezzata – ma nel pomeriggio si alza vento così decidiamo di noleggiare due lettini e un ombrellone (7 euro).

Non riesco a smettere di guardare quei colori, passeggiando lungo la battigia, calpestando quella soffice sabbia rosa e bianca e accarezzando gli scogli neri. Respiro profondamente per cercare di ricordarmi tutto, ogni singolo passo: dai colori incredibili ai profumi della macchia mediterranea, dalla brezza che spira dal mare all’incredibile morbidezza della sabbia sotto i miei piedi. Sono colpita dalla nursery delle tartarughe, sì anche alle tartarughe marine piace Falasarna e vengono qui a deporre le uova; mi commuove pensare che la prima cosa che vedranno le piccole tartarughine appena uscite dal guscio sarà questa spiaggia  incantevole…

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Falasarna ha mille gradazioni di blu: le tartarughine, una volta uscite dalla nursery, nuoteranno qui per la prima volta… (foto: Claudia)

C’è quiete, qui a Falasarna. Sembra incredibile che qualche migliaia di anni fa qui attraccassero i pirati per iniziare le loro scorribande a Creta. Mi guardo attorno e capisco all’improvviso che questo luogo mi ha conquistata: di fronte ho il mare di cristallo e dietro le guglie taglienti delle montagne di calcari rossi e bianchi, ricoperti di vegetazione piegata dal forte vento.

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Vorrei diventare vento e vivere qui, a Falasarna a increspare le onde… (foto: Claudia)

Infine, anche oggi, ci concediamo il tramonto. C’è chi dice che a Falsarna si vedano i tramonti più belli di Creta, poiché essendo ad Ovest si vede il sole compiere il ciclo finale prima di essere inghiottito dal mare. Non so se sia il più bel tramonto di Creta, ma per me rimarrà uno spettacolo magico, quasi divino, che nel caos della nostra vita moderna dovremmo imparare a rivivere di nuovo.

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La magia di un tramonto, una sensazione che mi porterò sempre nel cuore (foto: Claudia)

Se siete rimasti colpiti dalla bellezza della spiaggia di Falasarna e dalle rovine dell’Antica città minoica, non perdetevi le prossime puntate perché Creta ogni giorno mi ha riservato moltissime sorprese! Alla prossima!

Creta | Diario di viaggio #1

Buongiorno cari lettori e care lettrici! Questo sarà il primo di una serie di articoli nei quali vi racconterò del mio viaggio a Creta, in Grecia, un’isola che è davvero un piccolo mondo a parte. L’idea di compiere un viaggio in Grecia frullava nella testa mia e del mio fidanzato già da un annetto, più o meno dopo il nostro ritorno dalla Sardegna l’anno scorso.

Perché andare in vacanza in Grecia? Perché lo Stato ellenico è la patria della cultura classica, della democrazia, dal greco antico derivano molte parole italiane e molto più frivolmente, in Grecia ci sono delle spiagge spettacolari.

Convinti della nostra scelta sullo Stato, cerchiamo l’isola che potrebbe fare per noi. La scelta ricade su Creta perché l’isola più grande e più meridionale della Grecia è un microcosmo: sorge dal mare con vette alte quasi 2.500 metri, è un luogo che mette d’accordo tutti, da chi ama il mare a chi preferisce una gita in montagna oppure una giornata rilassante sulle rive di un lago. Creta regala panorami unici ed entusiasmanti, siano essi spiagge dalle sfumature caraibiche a paesini di case bianche sparpagliate lungo le montagne. Insomma, all’epoca abbiamo pensato che Creta fosse l’isola perfetta per una vacanza avventurosa e divertente e non ci eravamo sbagliati!

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Cartina dell’isola di Creta: la stellina gialla indica la posizione di Villa Anastasia, la nostra base per partire alla scoperta di Creta! (fonte: Wikipedia, modificato)

Ho organizzato il viaggio a Creta contattando direttamente Villa Anastasia, la struttura che ci avrebbe ospitati, e prenotando i due voli dall’Italia diretti all’aerodromo di Chania, la capitale dell’omonima Prefettura cretese, la più occidentale. Oltre ai preziosi consigli dei gestori della struttura, di cui vi parlerò in seguito, ho utilizzato il navigatore Garmin con le mappe europee (che spesso ci abbandonava morendo all’improvviso) e la guida “Creta” edita da Marco Polo con cartina stradale 1:300.000 (prezzo di copertina 10,90).

Inizia il nostro viaggio… siete pronti?

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Le acque cristalline della Laguna di Balos sono la copertina del Diario di viaggio!

Come arrivare a Creta dall’Italia

La nostra penisola è ben collegata con l’isola di Creta da una serie di voli con scalo delle compagnie di linea che battono bandiera greca (Aegan e Olympic, entrambe scalano ad Atene), oppure con voli diretti low cost delle compagnie Easyjet (che vola su Iraklio, la capitale di Creta) e Ryanair che vola da Bergamo e altre città italiane direttamente sull’aeroporto di Chiania. Noi scegliamo di volare da Bergamo Orio al Serio direttamente a Chiania, perché alloggeremo in un appartamento a soli 4 km da Chania, mentre Iraklio dista circa 130 km. Prenotiamo quindi il volo Bergamo – Chania con qualche mese di anticipo: l’orario è da vampiri, ma suvvia, siamo giovani e stiamo andando a Creta!!!

Come muoversi a Creta

Creta, come dicevo, è l’isola più grande di tutto l’arcipelago greco, per cui per godere appieno delle bellezze naturali (e spesso gratuite!) che offre, occorre muoversi parecchio (rintanarsi nei villaggi turistici non fa per noi, siamo ancora vivi non siamo fossili!). Premetto che ho visto circolare molti autobus della KTEL e delle ANEK, e a pochi metri dal nostro appartamento ci sono diverse agenzie viaggi che propongono gite ed escursioni giornaliere nelle località più famose. Noi, in ogni caso, per essere liberi e senza orari, decidiamo di noleggiare una macchina. Grazie al suggerimento dei gestori della struttura che ospite, affittiamo una macchina da un autonoleggio privato, anziché dalle grandi compagnie come Europacar, Avis, Herz, ecc…; il signor Dimitris ci aspetta all’aeroporto di Chiania puntualissimo, assieme ad Enrico, uno dei gestori dell’appartamento che sarà la nostra base per una settimana. Dopo aver sbrigato per pratiche del noleggio, il signor Dimitris ci accompagna al parcheggio dell’aeroporto e ci consegna la Hundai I10 che ci porterà in giro per Creta!

Dove dormire a Creta

Quando cercavo informazioni sulle strutture nella zona di Chania, mi sono imbattuta in un sito dal nome suggestivo: Microcosmo Creta: “Un piccolo mondo per una grande vacanza”. Ho iniziato per pura curiosità a leggere gli articoli scritti da Beatrice ed Enrico, due ragazzi italiani che vivono a Creta e aiutano Andreas e Maria, due signori greci proprietari di Villa Anastasia, ad avere sempre gli appartamenti occupati da viaggiatori e turisti. Quasi senza che me ne accorgessi Creta pian pianino è entrata nel mio cuore e mi sono ritrovata ad amarla ancora prima di metterci piede (lo so che è buffo, ma la Spagna mi aveva fatto lo stesso effetto!).

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Uno dei tanti bellissimi fiori del grande giardino di Villa Anastasia (foto: Claudia)

L’appartamento che abbiamo prenotato a Villa Anastasia è davvero spazioso e comodo per due persone: è al piano terra, con un patio per mangiare all’aperto con vista sul giardino, c’è un ampia stanza che funge da salotto e cucina, una stanza da letto molto spaziosa (con aria condizionata) e un grande bagno con vasca e persino lavatrice! Siamo decisamente soddisfatti, e visto che siamo un po’ stanchi decidiamo di visitare le spiagge sotto casa per fare una passeggiata semplice ma suggestiva.

Kalamaki, Aghii Apostoli e Sunset Beach: il respiro del Mar di Creta

A pochi minuti a piedi dal nostro appartamento, è possibile fare una bella passeggiata lungo una serie di baie che danno origine a spiagge suggestive dalla sabbia dorata (non per niente, un altro dei loro nomi è Golden Beach, spiaggia d’oro).

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Barchetta sulla spiaggia di Kalamaki (foto: Claudia)

Stanca dalla levataccia imposta dalla Ryanair, non disedegno però questa bellissima passeggiata lungo mare. Abitando pizzicata tra colline e montagne, non vedevo l’ora di essere al mare!

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La spiaggia è libera e gratuita, l’ombra è offerta dai pini marittimi (foto: Claudia)

Le spiagge sotto casa presentano ampie porzioni libere e altre attrezzate con lettini, ombrelloni e punti di ristoro. In diversi punti l’acqua è bassa e molto tranquilla, ideale per farci giocare i bambini. Dove è più esposta ai venti, l’acqua è più mossa e dà origine a pittoresche onde che s’infrangono sugli scogli.

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La spiaggia di Kalamaki e sullo sfondo il paesino di Galatas (foto: Claudia)

Risalendo un brevissimo tratto in salita, si raggiunge un piccolo promontorio dove a farla da padrona è una graziosa chiesetta bianca a picco sul mare.

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La pittoresca chiesetta che domina le baie (foto: Claudia)

Il promontorio è piatto e una serie di alberi piantati in filari ordinati regala ombra e profumo di resina. Da quassù il panorama è un vero spettacolo!

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Il Mar di Creta in tutto il suo splendore con l’isoletta di Agii Theodori sullo sfondo (foto: Claudia)

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Il promontorio dai filari ordinati e l’isoletta di Agii Theodori sullo sfondo (foto: Claudia)

Il momento più atteso per me è il tramonto: io amo i tramonti in spiaggia e il mio primo tramonto cretese lo porterò sicuramente nel cuore per sempre.

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Il tramonto a Kalamaki, il mio primo tramonto cretese! (foto: Claudia)

Dopo cena, ci concediamo ancora una passeggiata sino ad una graziosa chiesetta bianca e blu sul molo, poi la stanchezza si fa sentire pesantemente e non resta che preparare l’itinerario per il giorno successivo: visiteremo il sito archeologico di un’antica città minoica poi distrutta dai romani e la magnifica spiaggia di corallo di Falassarna! Se siete curiosi, vi do appuntamento alla prossima puntata!