Eleonora Sacco | Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici

Sono ormai anni che cerco sempre di non viaggiare in maniera standard. Nonostante l'epicità intrinseca di un viaggio come la Transiberiana, c'era qualcosa dentro di me che mi diceva che sì, potevo andare oltre, che l'avevo già fatto altre volte, che mi bastava allungare la mano e prendere quello che volevo (...) Nessun viaggio nasce … Leggi tutto Eleonora Sacco | Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici

Franco Faggiani | Non esistono posti lontani

Il viaggio sarebbe stato lungo e denso di imprevisti, saremmo stati in balia di circostanze non dipendenti dalla nostra volontà: la strada sconosciuta, la gente disperata, i rifornimenti, i tedeschi, le bande fasciste, i partigiani. Avremmo dovuto stare nascosti di giorno, viaggiare perlopiù di notte... Agire più con l'inganno che con l'astuzia. I pericoli ai … Leggi tutto Franco Faggiani | Non esistono posti lontani

Lorenzo Gambetta | Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia

I Balcani. Sono sempre lì, nella mia testa. Non riesco a non pensarci e tutto sommato inizia a farsi strada l'idea che non ci sia nulla di male in questo. Da quando li ho toccati con mano, percorrendo in bicicletta la strada che da Zagabria porta a Sarajevo, sono entrati nel mio cuore, nella mia … Leggi tutto Lorenzo Gambetta | Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia

Viaggio in Italia attraverso i libri: consigli di lettura

Un lungo viaggio in Italia, alla scoperta della penisola a forma di stivale che cambia all'improvviso, chilometro dopo chilometro, affascinando milioni di viaggiatori e turisti che la visitano ogni anno. L'obiettivo dell'articolo è duplice: permettervi di viaggiare in compagnia di ottimi romanzi italiani e omaggiare l'Italia, così ferita dalla drammatica crisi sanitaria mondiale. L'Italia, il … Leggi tutto Viaggio in Italia attraverso i libri: consigli di lettura

Lorenzo Mazzoni | Il muggito di Sarajevo

Lasciò scritto un biglietto alla madre, dicendole che non doveva preoccuparsi per lei e che sarebbe andata a Sarajevo a cercare fortuna, si mise uno zaino in spalla e partì verso sud. A Kiseljak trovò il passaggio con i puffi danesi (...) Al check point Sierra One il poliziotto serbo era troppo sbronzo per accorgersi … Leggi tutto Lorenzo Mazzoni | Il muggito di Sarajevo

Paolo Rumiz | Maschere per un massacro

È dalla Serbia che parte la prima, determinante spinta alla disintegrazione della Jugoslavia. Perno di questa spinta è la disinformazione attraverso i mass media (...) è disinformazione pre-bellica. Essa rappresenta qualcosa di tremendamente moderno e complesso: non serve a depistare l'avversario, ma a costruire la guerra nella mente della gente, a gonfiare un antagonismo che … Leggi tutto Paolo Rumiz | Maschere per un massacro

Viaggiare con i libri: “Gli orologi di Praga” di Paolo Ganz

Praga (...) ritrova la sua bellezza nei vicoli, quando le strade si svuotano e le luci si spengono. Ti cammina a fianco, con la spavalda baldanza di una matura signora figlia della Mitteleuropa, lasciando che il vento che scende dalle colline lungo la Moldava le faccia volare lo spolverino (...) ti guarda di sottecchi e … Leggi tutto Viaggiare con i libri: “Gli orologi di Praga” di Paolo Ganz

Paolo Rumiz | È Oriente

C'è una linea d'ombra in Europa. Non è ovest e nemmeno est. Sta al centro, taglia la Mitteleuropa e il suo groviglio di etnie. Corre dal Baltico ai Balcani e segna i luoghi dove i due totalitarismi del ventesimo secolo si sono affrontati nel modo più infame. Disegna una geografia di vergogne: lapidi, ossari, cortine … Leggi tutto Paolo Rumiz | È Oriente

Donatella Di Pietrantonio | L’Arminuta

Non c'era ragione di esistere al mondo. Ripetevo piano la parola mamma cento volte, finché perdeva ogni senso ed era solo una ginnastica delle labbra. Restavo orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l'altra mi aveva restituita a tredici anni. Ero figlia di separazioni, parentele false … Leggi tutto Donatella Di Pietrantonio | L’Arminuta

Valentina Parisi | Una mappa per Kaliningrad. La città bifronte

In realtà Königsberg non aveva bisogno di essere rinominata Kaliningrad per diventare sovietica. E neppure del sacrificio dei 1200 uomini dell'Armata Rossa che caddero durante i tre giorni di assedio, dal 6 al 9 aprile 1945, per strapparla ai tedeschi. Che Königsberg dovesse essere russa l'aveva già spiegato Stalin il 1° dicembre 1943 alla conferenza … Leggi tutto Valentina Parisi | Una mappa per Kaliningrad. La città bifronte