Letture in giro per l’Europa: cinque libri che ho portato con me

Un viaggio inizia sempre con un libro. Grazie alla lettura ho scoperto informazioni preziose sui luoghi che avrei visitato, dettagli e storie che diversamente non avrei trovato nelle guide turistiche; su quest’ultime si trovano notizie importanti legate alla logistica, alla valuta corrente, ai cibi tipici, ai monumenti più famosi, agli eventi o alle sagre, al clima e magari qualche formula di cortesia.

Le guide turistiche sono impersonali e ciò che a loro manca lo forniscono i libri: le emozioni. Per questo, se ne ho l’occasione, prima di partire per un viaggio leggo un romanzo, una raccolta di racconti, un diario o un saggio sul luogo che mi accingo a visitare.

C’è un libro in particolare, uno dei migliori letti nel 2018, che mi ha raccontato l’isola che avrei visitato con tale trasporto ed emozione che, una volta raggiunta, non ho potuto che constatare che avevo iniziato ad affezionarmici prima di partire, quando il viaggio era solo un sogno lontano.

È questo l’insegnamento più prezioso di quest’anno, la sublimazione delle mie due passioni, libri e viaggi: mi sono resa conto che io i luoghi inizio ad amarli attraverso le pagine di un libro. 

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Marzo 2018, viaggio a Sofia (Bulgaria) con il libro “Ad est dell’Occidente” di Miroslav Penkov (trad. A. Arduini, Neri Pozza)

A fine marzo, mia cugina ed io siamo atterrate a Sofia mentre infuriava una bufera di neve. Ho camminato tra le viuzze di Sofia con gli occhi spalancati, cercando di registrare ogni dettaglio possibile. Mi è stato restituito il ritratto di una città che definirei una Bella addormentata, affascinante e con interessanti potenzialità da sfruttare, quieta e vivibile. Sofia è una capitale balcanica da ammirare con rispetto e senza alcun pregiudizio.

La moschea Banja Bashi di Sofia, Bulgaria (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Sofia: talvolta la bellezza vera, ruvida e autentica, è nascosta nei dettagli. Cercatela bene.

Cosa ho scritto su Sofia: Suggestioni dall’Est Europa: consigli per un viaggio a Sofia e 10 curiosità su Sofia, Bulgaria

Cosa ho letto su Sofia e la Bulgaria: “Ad est dell’Occidente” di Miroslav Penkov, una raccolta di racconti ambientati tra la Bulgaria e gli Stati Uniti dove i protagonisti sono giovani e vecchi bulgari alle prese con i ricordi, le speranze e gli insuccessi, sempre divisi tra due mondi: l’Est, dove sono intrappolati, e l’Ovest, che sognano ad occhi aperti.

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Giugno 2018, viaggio a Stoccolma (Svezia) con il libro “Nel nome di mio padre” di Viveca Sten (trad. A. Ferrari, Feltrinelli)

La Svezia è sempre stato un mio sogno. Atterrata all’aeroporto di Arlanda non avevo ancora realizzato di essere davvero in Svezia e il colpo di fulmine vero è scattato sulla metropolitana di Stoccolma quando, all’improvviso, ecco comparire Gamla Stan, il centro storico della capitale svedese, l’immagine da cartolina che sognavo da anni. Stoccolma è la più bella capitale europea tra quelle visitate finora e Sandhamn, isola dell’arcipelago di Stoccolma, è uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto.

Gamla Stan al tramonto (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Stoccolma: chi è geneticamente programmato per amare il Nord Europa non potrà che commuoversi di fronte a tanta bellezza e necessariamente si ritroverà a voler ritornare in Nord Europa

Cosa ho scritto su Stoccolma: Viaggio a Stoccolma, istruzioni per realizzare un sogno e Stoccolma e arcipelago, una piccola guida letteraria

Cosa ho letto su Stoccolma e arcipelago: “Nel nome di mio padre” di Viveca Sten, un romanzo giallo godibile, ben scritto e coinvolgente. Ambientato tra Stoccolma e l’isola di Sandhamn, nell’arcipelago, la Sten racconta due storie parallele, lontane tra loro nel tempo, ma destinate ad intrecciarsi. Un romanzo imprescindibile per innamorarsi dell’isola di Sandhamn (e della Svezia).

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Settembre 2018, viaggio a Cipro con il libro “Un album di storie” di Andonis Gheorghìu (trad. V. Gilardi, Stilo editrice)

Questo è stato il miglior viaggio del 2018, diciamolo subito. L’isola di Cipro è semplicemente un concentrato di meraviglie, perché è una terra dove le emozioni sono forti come il caldo e vale la pena di essere visitata. Che trepidazione mettere piede nelle Tombe dei Re, quanta eleganza ha la luce del tramonto, quanto fascino si nasconde nel cuore verde di Cipro, sui Monti Troodos, e quanto è stato insolito varcare la frontiera pedonale tra Nicosia Sud e Nicosia Nord dopo il rigoroso controllo dei documenti di identità.

Cipro è un piccolo scrigno di tesori, è un’isola che va scoperta attraverso occhi curiosi, dove mi auguro che il turismo di massa non arrivi mai perché la mia isola del cuore merita rispetto e i segni che la Storia ha lasciato qui sono dappertutto e non sempre legati a ricordi felici.

Tramonto a Petra tou Romiou, la spiaggia di Afrodite (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Cipro: ho capito che sono in grado di amare un luogo attraverso le pagine, molto prima di metterci piede fisicamente e Cipro sarà per sempre la mia isola del cuore

Cosa ho scritto su Cipro: Viaggio a Cipro, pensieri emotivi sparsi di un microcosmo di meraviglie e 10 curiosità sull’isola di Cipro

Cosa ho letto su Cipro: “Un album di storie” di Andonis Gheorghìu, un libro che sfugge ad ogni genere, scritto con uno stile accattivante, colloquiale e con una punteggiatura a tratti strampalata. Chi lo leggerà, si sentirà gradito ospite delle famiglie greco-cipriote e turco-cipriote, le quali racconteranno aneddoti allegri o dolorosi. Si percepiranno gli echi della guerra, gli spari dei fucili d’assalto e il boato delle mine antiuomo; si capirà, leggendo, che è un libro che racconta Cipro ma parla di tutti noi: è una serie di storie universali che insegnano cosa accade quando qualcuno incomincia a sottolineare le differenze e a portare gli altri sulla strada della violenza

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Ottobre 2018, viaggio in Val Venosta (Italia) con il libro “Resto qui” di Marco Balzano (Einaudi)

Amo il Trentino Alto Adige, ci ho soggiornato una decina di volte e in ogni occasione mi accorgo di quanto sia verde e sublime questa regione italiana. Tra le destinazioni originali dell’Alto Adige spicca senza dubbio il campanile di Curon Venosta, nell’omonima valle, che spunta dalle acque del grande Lago di Resia. Il bellissimo romanzo “Resto qui” di Marco Balzano è stato il pretesto per organizzare, ad ottobre, un rapido fine settimana on the road in Alto Adige. E vedere il campanile comparire dalle acque del lago, conoscendo le storie che vi sono alle spalle, è stata una vera e propria emozione.

“Resto qui” è tornato a casa (foto: Claudia)

Cosa ho imparato in Val Venosta: talora il luoghi, a prima vista sorprendenti o particolarmente belli, nascondono storie drammatiche e molto tristi

Cosa ho scritto sulla Val Venosta: ancora nulla… ma rimedierò!

Cosa ho letto sulla Val Venosta: “Resto qui” di Marco Balzano, un romanzo dove è stata data voce ad un luogo che a prima vista sembra semplicemente una bizzarria, un campanile romanico perfettamente restaurato che emerge dalle cupe acque di un lago alpino, ma che in realtà nasconde storie lunghe e travagliate. Forse come quelle di Trina ed Erich, di un angolino di Sud Tirolo, di chi, nonostante i soprusi, guerre e violenze, ha cercato di non arrendersi, ha cercato di resistere.

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Dicembre 2018, viaggio a Vilnius (Lituania) con il libro “Gli ebrei di Vilna. Una cronaca dal ghetto 1941-1944” di Grigorij Šur (trad. P. Buscaglione Candela, Giuntina Casa Editrice)

Ah, cara Vilnius, quanto ti sei fatta amare, con le tue costruzioni bianche, con i tuoi parchi innevati, con la tua cruda Storia che grida dalle mura dei vecchi ghetti ebraici e dalla stanza delle esecuzioni del KGB, con i tuoi due fiumi dai nomi romantici – Neris e Vilnia – con quelle tenere e dolci colline, con i tuoi silenzi assordanti e la tua voglia di sussurrarmi racconti nuovi ad ogni passo.

Come non restare ammaliati da Vilnius, dai suoi angoli fatiscenti e dai suoi palazzi tronfi e splendenti?

La Sinagoga di Vilnius, l’unica sopravvissuta alla furia dell’occupazione nazista in Lituania (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Vilnius: che sono decisamente affetta dalla nostalgia baltica e la cura è l’eterno ritorno

Cosa ho scritto su Vilnius: Viaggio a Vilnius, piccola guida emotiva per scoprire la capitale della Lituania

Cosa ho letto su Vilnius: Gli ebrei di Vilna. Una cronaca dal ghetto 1941-1944” di Grigorij Šur, una preziosa perché è scritta da colui che assiste e osserva il crescendo della follia nazista nei confronti della comunità ebraica di Vilnius, raccontando con uno sguardo lucido e oggettivo. Si tratta di un documento fondamentale perché descrive la vita e la morte degli ebrei di Vilnius mentre il dramma si compie. È importante leggere questa testimonianza e farla propria perché mostra fin dove può spingersi la follia degli uomini, una follia che non dovrebbe ripetersi mai più.

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Chissà se con questo articolo un po’ strampalato che unisce due mie passioni, le letture e i viaggi, vi ho ispirati. Nell’augurarvi un buon 2019 ricco di positività e di vostre passioni, vi lascio una delle immagini più belle vissute durante il viaggio a Cipro.

Al tramonto, sulla spiaggia di ciottoli di Petra tou Romiou, il sole all’improvviso ha iniziato a riflettersi sui sassi della battigia e io ero così felice, in quel momento, che ho pensato di intrappolare per sempre quella splendida luce riflessa, magari dentro una scatolina, e aprire questo piccolo scrigno per rivederla quando sarò un po’ triste e per rivivere quell’attimo di felicità.

Vi auguro di incamerare molti bei ricordi, attimi felici, piccoli dettagli gioiosi, e di utilizzarli per rischiarare i momenti in cui, inevitabilmente, la vita prenderà una piega un po’ triste.

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10 curiosità su Sofia, Bulgaria

Appena tornata dal mio viaggio a Sofia, la capitale della Bulgaria, avevo scritto un articolo nel quale raccontavo le mie impressioni sulla città e formivo qualche spunto per la visita.

Poiché l’articolo sta piacendo molto e noto che è uno dei più letti, ho pensato di scriverne un altro nel quale vi racconto 10 curiosità su Sofia e in generale sulla cultura bulgara.

Allacciate le cinture, vi porto in Est Europa!

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1- LEONI A SOFIA

Camminando tra le vie di Sofia, ti imbatterai nei leoni. Vedrai il leone rappresentato sullo stemma della capitale e ben tre leoni rampanti sullo stemma del Paese; durante tutta la sua Storia, la Bulgaria non ha mai rinunciato ai leoni nel suo stemma, persino mentre era sotto l’influsso sovietico: all’epoca era rimasto un solo leone rampante ed era stata aggiunta una stella rossa.

Noterai spesso statue di leoni in bronzo fuori dalle chiese e quando giungerai al ponte sul torrente Iskăr, scoprirai che è chiamato Ponte dei leoni. La moneta stessa in corso in Bulgaria è chiamata lev, ovvero leone. Ma perché tutta questa passione dei bulgari nei confronti dei leoni?

Pare che un tempo in Bulgaria fossero presenti molti leoni e non è escluso che migliaia di anni fa nei Balcani vivessero degli esemplari di Panthera leo, nelle sottospecie P. leo fossilis e P. leo spelaea. Però, si andrebbe troppo indietro nel tempo, per cui forse la passione dei bulgari per i leoni è dovuta al fatto che, se proprio dobbiamo scegliere un animale simbolo, è bene sceglierlo fiero e spaventoso. 

Il Ponte dei Leoni a Sofia (foto: Claudia)

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2. LA NASCITA DELLA LINGUA BULGARA: DALL’ANTICO GLAGOLITICO AL CIRILLICO

La lingua ufficiale è il bulgaro, anche se soprattutto i ragazzi giovani oggi parlano piuttosto bene l’inglese. Il bulgaro fa parte delle lingue slavoniche meridionali e usa i caratteri cirillici, proprio come il russo. L’alfabeto cirillico, composto da 30 lettere con pronuncia fonetica, fu il quarto aggiunto dopo l’ebraico, il greco e il latino, iniziò nel IX secolo d.C.

Prima, nei Balcani la lingua franca era il greco, ed era quella ufficiale anche nel primitivo stato Stato bulgaro, poiché né protobulgari né gli slavi avevano una lingua scritta, era solo orale. Pian piano iniziò a diffondersi l’alfabeto glagolitico, necessario per trascrivere la parlata bulgara. Ma fu l’alfabeto messo a punto dai fratelli Cirillo e Metodio, due greci, a trascrivere in modo preciso i suoni slavi: incominciò a diffondersi quindi l’alfabeto cirillico.

Una curiosità nella curiosità: alcune parole della lingua bulgara hanno radici turche, derivanti dagli anni della dominazione ottomana, e altre parole hanno invece radici più europee (francese, tedesca e inglese).

L’osteria della prima sera. L’oste, l’uomo a destra, non parlava che bulgaro, ma la sua gentilissima moglie ci ha tradotto il menù in inglese e ci ha suggerito quali pietanze ordinare (quello ai piedi dell’avventore non è un tappeto, bensì un coccoloso cocker nero) (foto: Claudia)

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3. UNO STATO, CINQUE RELIGIONI

La Bulgaria è ufficilamente uno stato laico, dove vige la piena libertà di culto dal 1991. Una delle cose che più mi incuriosivano di Sofia, era il crocevia della tolleranza religiosa. Si tratta di un punto della città, in pieno centro, dove sorgono molto vicine la cocattedrale cattolica di San Giuseppe, la Moschea Banya Bashi (risalente all’epoca in cui gli Ottomani dominarono i territori bulgari), la più grande sinagoga sefardita d’Europa, consacrata nel 1909, capace di ospitare circa 1200 persone al suo interno e una cappella ortodossa.

Ha il sapore decisamente affascinante immaginare i rintocchi delle campane cattoliche, assieme ai richiami del muezzin e i sussurri del Talmud degli ebrei. Inoltre, non molto distante si trova la splendida chiesa russa di San Nicola, con le sue cupole ortodosse color pastello. E se ci spostiamo appena più in là, eccola la splendida Cattedrale Ortodossa di Aleksandr Nevskji.

Una sola città, piccola tra l’altro, e cinque interessanti culti.

Momento di pregheria all’interno della Moschea Banya Bashi a Sofia (foto: Claudia)

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4. MARTENICHKA, IL TALISMANO DELLA PRIMAVERA

Mia cugina Elena ed io siamo arrivate a Sofia il 23 marzo, mentre nevicava come mai ci saremmo immaginate. Iniziando a girovagare nei negozietti di souvenir, abbiamo notato che negli espositori c’erano delle graziose bamboline rosse e bianche e dei bellissimi braccialetti di corda intrecciata del medesimo colore.

Passeggiando per Sofia non era raro vedere questo fine bracciale indosso alle persone, persino il responsabile del nostro hotel ne indossava uno. Durante la passeggiata nel parco a fianco della Cattedrale Aleksander Nevskji ci siamo accorte che sui rami degli alberi erano appesi proprio quei braccialetti rossi e bianchi. Ma qual è il mistero della Martenichka, il talismano di primavera, e perché i bulgari lo amano così tanto?

La Martenichka è quell’ornamento che viene indossato il 1° marzo, giorno che secondo la tradizione bulgara segna l’inizio della primavera. Lo scambio della Martenichka risale al IX secolo è una delle tradizioni bulgare più antiche; è un talismano per augurare buona salute e lunga vita: il colore rosso per le guance rosse, floride, e il bianco simboleggia i capelli bianchi, la vecchiaia. Si indossano sul lato sinistro e si devono togliere solo quando si percepisce il primo segno tangibile della primavera: un fiore, una rondine, una giornata tiepida e piacevole.

Una volta rimosso, il bracciale si deve appendere ad un albero oppure mettere sotto una pietra. E non dimenticate di esprimere un desiderio!

NDK, Palazzo nazionale della cultura come si presentava il terzo giorno di primavera (foto: Claudia)

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5. LA TERZA CAPITALE PIU’ ANTICA D’EUROPA

Sofia fu fondata nel VII secolo a.C. pertanto risulta la terza capitale più antica d’Europa, dopo Atene e Roma. Nel corso della Storia, Sofia ha cambiato molti nomi, in funzione di chi dominava i territori bulgari in quel periodo.

Sotto i Traci, si chiamava Sardica, quando fu conquistata dai Romani nel 29 a.C. divenne la capitale della Dacia. Gli Unni la distrussero e quindi fu ricostruita da Giustiniano, che la chiamò Triadiza. Sotto i Bulgari prese il nome di Sredec e successivamente ribattezzata Sofia, che in lingua greca significa saggezza.

Nel 2000 è stata posta la Statua di Sveta Sofia (la Santa Sapienza) nel cuore della città, in sostituzione alla statua di Lenin oggi in mostra al Museo d’Arte Socialista della di Sofia.

Antico e moderno si incontrano a Sofia (foto: Claudia)

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6. LE SORGENTI D’ACQUA

Serdica, antichissimo insediamento tracio, sorse qui proprio per la via della presenza di sorgenti termali. I Traci costruirono un nymphaeum, mentre i Romani costruirono delle terme e un santuario dedicato ad una divinità traumaturgica.

La prosperità di Sofia sotto il dominio romano fu dovuta anche alle captazioni di acqua minerale, dal potere curativo. Oggi a Sofia sono presenti almeno 40 sorgenti termali, e la temperatura dell’acqua va dai 37° ai 45° gradi; ogni sorgente ha uno specifico potere curativo, poiché il chimismo delle acque varia.

I cittadini bulgari possono liberamente attingere l’acqua dalle sorgenti che si trovano in prossimità del Museo della Città di Sofia; recenti scavi in questa zona hanno portato alla luce i resti del tempo romano già citato e una statua di Apollo con un serpente attorcigliato al bastone.

Le sorgenti calde a Sofia: l’acqua è buona da bere, una volta raffreddata, ma è anche molto piacevole scaldarsi le mani durante un gelido giorno di inizio primavera (foto: Claudia)

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7. UNA STELLA DI DAVID AL MERCATO COPERTO CENTRALE HALI

Se dalla Moschea Banya Bashi proseguite verso il boulevard Maria Luiza, incontrerete il Mercato coperto Centrale Hali, dove potrete ammirare prodotti tipici bulgari, pranzare, fare shopping o bere un buon caffé Lavazza a 0.20 centesimi di euro (l’ha bevuto Elena, nota caffeinomane, e mi ha riferito che era ottimo).

Il mercato fu costruito sul progetto dell’architetto bulgaro Naum Torbov, negli anni Dieci del Novecento; per volontà di un imprenditore ebreo, la fontana fu realizzata a forma di stella di David. Il mercato, ricco di fascino, ha una superficie coperta di 3.200 mq, e se si osserva con attenzione la struttura portante in ferro si nota l’influsso dell’architettura dell’Esposizione universale di Parigi del 1900.

Il Mercato Centrale coperto Hali e la sua bella fontana (foto: Claudia)

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8. LA GRANDE LIBRERIA ALL’APERTO

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, alla quale la Bulgaria era assoggettata, venne abolita la censura sui libri e i bulgari iniziarono ad aver voglia di leggere qualche testo che arrivasse dall’Ovest dell’Europa. Dal 1937, infatti, il regime comunista che dominava la Bulgaria aveva fatto sparire tutte le case editrici indipendenti, assorbendole in case editrici controllate con cura dai censori.

Purtroppo, le neonate librerie dovettero chiudere presto a causa della crisi economica del post-comunismo; nacquero così le bancarelle di libri, dove si potevano scambiare o acquistare libri per pochi lev.

Plostad Slavejkov è oggi la via delle bancarelle dei libri, un luogo dal sapore decisamente retrò per noi europei occidentali, ma ricco di notevole fascino.

I libri nei miei viaggi non mancano mai, anche se questa volta non ho comprato nulla (foto: Claudia)

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9. ANTICHE ICONE

Dopo il viaggio a Creta, ho scoperto che adoro l’architettura delle chiese ortodosse e, dal punto di vista artistico, mi piacciono tantissimo le icone. Così è successo che ogni volta che sono stata un po’ ad Est, ho cercato una chiesa ortodossa, ammirandola in tutto il suo splendore (perché, sì, sono proprio splendide).

Sofia non fa eccezione perché è ricca di chiese ortodosse, la più importante – come detto – è quella di Aleksander Nevskji. Tornando alle preziose icone, in Bulgaria sono un vero e proprio oggetto di culto e la produzione artistica è di notevole livello.

La produzione di icone prese avvio nell’865, ma la dominazione ottomana pose un freno all’estro degli artisti. Nonostante il pugno di ferro dei turchi, le scuole di produzione di icone sopravvissero e oggi abbelliscono chiese e possono anche essere acquistate dai venditori di icone fuori dagli edifici religiosi.

Il venditore di icone (foto: Claudia)

10. UN INSOLITO REGALO DI NOZZE

Del viale dedicato allo zar Alessandro II di Russia ciò che colpisce maggiormente è senza dubbio quel pavimento giallo, incredibilmente scivoloso in caso di ghiaccio e neve (fortuna ha voluto che né io né Elena siamo scivolate, ma ci sono stati momenti al limite).

L’Imperatore Francesco Giuseppe volle festeggiare il secondo matrimonio del cugino, il principe Ferdinando I, regalandogli… un pavimento, e si sa che a caval donato non si guarda in bocca. Per costruire questo fantasioso pavimento vennero prelevati dei materiali da una cava presso Budapest, allora parte dell’Impero austro-ungarico; ai cittadini la nuova pavimentazione piacque fin da subito e oggi la possiamo ancora vedere lungo le strade di Sofia, poiché è diventata uno degli elementi tipici della capitale bulgara.

Ma che regalo di nozze originale, un pavimento! (foto: Claudia)

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Bene, siamo giunti alla fine del nostro viaggio attraverso le curiosità della città di Sofia e della Bulgaria. Con la speranza che il mio articolo vi sia piaciuto, vi segnalo che buona parte delle curiosità le ho tratte dal libro “Sofia e dintorni” scritto da Simonetta Zanutto e pubblicato da Odos casa editrice.

Siete mai stati a Sofia? Vi piacerebbe farci un salto? Conoscete qualche altra curiosità legata alla Bulgaria? Io mi auguro di tornarci, perché è una città carica di fascino.

Inoltre, vi segnalo che la città di Plovdiv (Filippopoli in italiano) nel 2019 sarà, assieme alla nostra Matera, Capitale della Cultura: potrebbe essere una bella occasione per iniziare a scoprire questo Paese carico di storia e cultura.

Suggestioni dall’Est Europa: consigli per un viaggio a Sofia, Bulgaria

L’Est Europa è quella parte del nostro continente che da tempo fantasticavo di visitare. Dopo aver visto Praga, Tallinn e Riga, ho deciso che volevo scoprire una città ancora più autentica e meno votata al turismo: la scelta è caduta su Sofia, la capitale della Bulgaria. Nell’articolo vi racconto perché Sofia ha soddisfatto le mie aspettative, conquistandomi, e cercherò di spiegarvi perché una volta rientrata ho di nuovo voglia di volare ad Est.

Cattedrale ortodossa Aleksandr Nevskij (foto: Claudia)

Quella dolce nostalgia che si respira nell’Est Europa

Nell’Est Europa si respira nostalgia. È molto diversa dalla saudade portoghese cantata da Fernando Pessoa, perché l’Est e l’Ovest Europa sono due mondi diversi. Nell’Est dove ho messo piede succede che ad un certo punto, svoltato un angolo, osservato un palazzo, registrato un dettaglio, ad un certo punto sale la sensazione come se lo spazio tempo potesse lacerarsi e farci passare attraverso il viaggiatore, facendolo tornando indietro nel tempo.

Si ha come la sensazione, più di va ad Est, di sentire questa nostalgia per epoche mai vissute. Noi nati alla fine degli anni ’80 e ’90 non possiamo ricordare lo storico passaggio della caduta del Muro di Berlino, il momento in cui la Cortina di Ferro è stata smossa dal vento dell’Ovest e ha mostrato agli europei occidentali ciò che vi era celato dietro. Non posso sapere com’era prima l’Est Europa, e pur avendo una zia che dall’Est arriva, non le ho mai chiesto più di tanto. So qualche dettaglio, conosco qualche storia, ho ascoltato un paio di aneddoti. Il resto l’ho imparato dai libri.

Dopo i racconti e i libri, ci ho messo piede davvero. La prima è stata Praga, città ricca di fascino e turisti; poi è stata la volta dei Paesi Baltici, Estonia e Lettonia, che avranno per sempre un posto speciale nel mio cuore. E adesso, il vero Est, quello autentico, quello dove i turisti iniziano ad arrivare, ma non ancora in grandi massi o gruppi numerosi. La Bulgaria è stata la prima di quegli Stati dell’Europa dell’Est che vorrei visitare: da Sofia sono tornata entusiasta, leggera, felice di aver visto con i miei occhi proprio quello che avevo immaginato.

La spettacolare nevicata del 24 marzo vista dalla finestra del nostro hotel a Sofia (foto: Claudia)

Brevi cenni sulla Bulgaria

La Bulgaria è uno stato che fa parte dell’Unione Europea ma non dello spazio Schengen, si procede dunque al controllo dei documenti alle frontiere (italiana e bulgara) e per i cittadini italiani è sufficiente la carta di identità. La storia della Bulgaria è affascinante quanto articolata e tutti coloro che vi hanno messo piede hanno lasciato una testimonianza: Sofia è una città antica, la terza capitale più vecchia d’Europa, che custodisce una serie di tesori legati ad ogni epoca.

I bulgari derivano dalle popolazioni dell’Asia Centrale, giunti nelle terre bulgare durante il VII secolo, dove si unirono alle popolazioni slave locali e ai traci, dando orgine al primo stato bulgaro. Sono simpatici? A loro modo sì, sono persone spicce e un po’ brusche, ma ti servono con tutta calma e ti danno tempo per pensare a quello che vuoi; molti conoscono l’inglese, ma i più anziani si rivolgeranno a voi in bulgaro, con una nonchalance unica. Forse ci rimarranno un po’ male quando voi alzerete le spalle e ammetterete candidamente di non saper parlare la loro lingua, però poi un sorriso tirato ve lo faranno. Non vi stringeranno la mano, né vi abbracceranno, ma tutti quelli che parlano inglese vi diranno “You’re welcome” quando arriverete e un timido “Come back” quando andrete via.

Moschea Banja Bashi di Sofia (foto: Claudia)

Perché ho scelto Sofia come prima tappa in Est Europa

Per curiosità, sfida personale e per smontare i pregiudizi. Ecco i motivi per cui ho scelto Sofia come prima tappa in Est Europa. Le curiosità erano legate al fatto che, come ho scritto, Sofia è una città antica ed ero sicura che avrei trovato tanto materiale archeologico da ammirare. In una piazza di Sofia ci sono una chiesa ortodossa, una chiesa cattolica, una moschea e una sinagoga e l’idea di una convivenza religiosa gomito a gomito mi ha incuriosita. Inoltre, sono appassionata di arte sovietica e poiché la Bulgaria è stata governata dai comunisti ero certa che avrei trovato espressioni d’arte e retaggi sovietici sparpagliati nella città.

Sfida personale perché sarebbe stato appunto il primo viaggio ad Est e immaginavo che l’Est Europa fosse diverso dall’Europa occidentale. Sapevo che avrei trovato anziani in difficoltà economica (la Bulgaria è uno degli Stati europei più poveri) cani rangagi e rom: in effetti, gli anziani poveri li ho incontrati e i miei centesimi di lev sono finiti a loro, di cani ne ho visti ma per fortuna non molti (e altri centesimi di lev sono finiti ad una raccolta fondi per loro), i rom sono presenti e sono rimasta piacevolmente colpita nel vederli impiegati come cantonieri.

Suggestioni sotto la neve a Sofia (foto: Claudia)

Leggi anche l’articolo: “10 curiosità su Sofia, Bulgaria

Perché organizzare un viaggio a Sofia?

  • Per superare i pregiudizi e gli stereotipi che abbiamo a proposito dell’Europa dell’Est
  • È la terza capitale più antica dell’Unione Europea
  • È una città ricca di storia, cultura, arte e archeologia
  • È una città molto economica e autentica
  • È facile da girare a piedi ed è una città sicura
  • Andare a Sofia sarà per noi europei occidentali come fare un salto indietro nel tempo, molte cose sono rimaste ferme agli anni ’80 e ’90
  • Sofia è una città che apre la mente al viaggiatore curioso, dato che la bellezza può nascondersi dappertutto, da un murale recente alle vetrate istoriate della meravigliosa Cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskij

Murale a Sofia (foto: Claudia)

Informazioni pratiche: come arrivare, come muoversi, dove soggiornare

Dall’Italia è molto facile raggiungere Sofia: da Milano Malpensa partono i voli low cost della compagnia Ryanair a prezzi stracciatissimi: sarà sufficiente stare attenti alle promozioni e con meno di 30 euro andrete e tornerete dalla Bulgaria.

Una volta atterrati al Terminal 2 dell’aereoporto di Sofia, quello più nuovo, per raggiungere il centro città il modo più rapido ed economico è la metropolitana: in circa venti minuti arriverete alla stazione Serdika, lo snodo principale di Sofia. Una corsa singola costa 1.60 lev (circa 0.80 centesimi di euro). La metropolitana è nuova, pulita ed efficiente. I nomi delle fermate sono scritte sia in cirillico che in caratteri latini. Ovviamente, sono disponibili anche autobus pubblici e servizio taxi.

A Sofia ci sono moltissime strutture per tutte le tasche, dagli ostelli con le stanze condivise agli hotel pluristellati e di lusso. Io ho prenotato su Booking.com l’Hotel Rocentro (ex-Renassance), una struttura molto pulita, calda, con colazione e bagno privato per due persone e due notti e in totale abbiamo pagato 85 euro. Mi sento di consigliarlo per la tranquillità del quartiere, la pulizia, il personale (sempre spiccio ma gentile) e per la posizione decisamente centrale. In prossimità dell’Hotel sono presenti sportelli ATM, ristoranti, farmacie e supermercati.

Teatro Ivan Vazov (foto: Claudia)

Libri, guide & company

Per preparare un viaggio a Sofia suggerisco di leggere questi testi:

In particolare, la guida di Simonetta è stata utilissima per scoprire angoli suggestivi e poco noti della città. Perfettamente tascabile, semplice da consultare e ricchissima di dettagli, “Sofia e dintorni” è una delle migliori guide mai trovate. Seguendo i consigli di Simonetta bisognerebbe restare a Sofia almeno una settimana per vedere e provate tutto ciò che viene descritto.

Ma… allora Sofia è una città per tutti? Prenoto?

Devi tenere ben presente che Sofia non è come le blasonate capitali europee, anche se la capitale bulgara si mostra molto più pulita di Roma o Parigi. Probabilmente non conoscerai nessuno dei monumenti principali di Sofia, il termine baklava non ti dirà nulla, il cirillico ti sembrerà ostico, il Vitosha Boulevard ti sembrerà una strada di periferia anziché il viale più elegante della città.

Ma aspetta un attimo e fermati: prova a guardare il mondo con occhi diversi. A Sofia c’è parecchio grigio in giro, ma ci sono anche tanti parchi verdi e fiori nelle fioriere prontissimi a sbocciare. C’è la statua con la Sofia divina, la saggezza, che tende una corona d’alloro e sul braccio ha posata una civetta. C’è una moschea piccola ma bellissima. Ci sono i negozi che profumano di rosa e nelle chiese ortodosse aleggiano gli aromi di cera e incenso. C’è un mercato coperto pieno di colori, gente, scritte incomprensibili a chi conosce solo i caratteri latini. Ci sono i monumenti sovietici e i caseggiati tutti uguali. Ci sono delle sorgenti termali pubbliche e gratuite, e l’acqua è calda, e buona.

Vetrate della Cattedrale Ortodossa Aleksandr Nevskij (foto: Claudia)

Ci sono edifici che ammaliano, come il Teatro Ivan Vazov o la Cattedrale Aleksandr Nevskij. Ci sono edifici in rovina, con i cavi elettrici a vista, gli intonaci scrostati e le tende fruste. C’è un silenzio rotto dal trillo del tram che arriva, c’è il suono cupo del gong nelle stazioni della metro, sovietico e piuttosto minaccioso (“Stai per perdere il treno, sveglia”).

C’era, quando ci sono stata io, il rumore della neve che picchettava sulla tela del mio ombrello e lo scricchiolio sotto i miei pesanti scarponi. Sofia ha un’anima e sta a te decidere se scoprirla aprendo i tuoi sensi e il tuo cuore. Fossi in te, sì, prenoterei. Dai una possibilità a questa originale capitale europea.

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Se prenoti il tuo viaggio attraverso questo link di Booking ti aspetta un sconto di € 15 che riceverai a fine soggiorno!

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