Yeonmi Park | La mia lotta per la libertà

Scrivere di libri qualche volta è davvero difficile. Cosa aggiungere a proposito de “La mia lotta per la libertà” di Yeonmi Park (Bompiani, trad. V. Raimo, 298 pagine, 18 €)?, ogni parola mi sembra superflua, però ne voglio parlare perché la storia della famiglia Park mi ha toccato il cuore, mi ha raccontato cose che non conoscevo, mi ha commossa e fatta arrabbiare. E soprattutto, mi ha fatto capire, ancora una volta, quanto io sia contro ogni forma di dittatura.

20161128_132549

Titolo: La mia lotta per la libertà

L’Autrice: Yeonmi Park è nata a Hyesan, Corea del Nord, nel 1993. Nel 2007, assieme alla mamma, oltrepassa il fiume Yalu e fugge in Cina. Dopo diverse peripezie raggiunge la Corea del Sud. Oggi è attivista per i diritti umani

Traduzione dall’inglese: Veronica Raimo

Editore: Bompiani

Il mio consiglio: tutti noi dobbiamo conoscere le storie come quella di Yeonmi, per capire cosa significa privare un essere umano della propria dignità, dei propri diritti fondamentali e per essere contro ogni forma di dittatura

Ero una bambina caparbia, forse perché avevo sempre dovuto lottare tanto per ottenere qualcosa. Volevo a tutti i costi imparare a leggere, così mi sforzavo per cercare di dare un senso a quei caratteri che fluttuavano sulla pagina. Quando era a casa, a volte mio padre mi prendeva in grembo e mi leggeva i libri per bambini. Adoravo le storie, ma gli unici libri disponibili in Corea del Nord venivano pubblicati dal governo ed eranoa  sfondo politico. Al posto delle fiabe di paura, avevamo dei racconti ambientati in un posto turpe e disgustoso chiamato Corea del Sud, dove i bambini senza casa giravano a piedi scalzi a chiedere l’elemosina per strada. Non avevo mai realizzato, prima di arrivare a Seoul, che in realtà quei libri descrivevano la vita in Corea del Nord. Ma era impossibile per noi vedere oltre la propaganda. [La mia lotta per la libertà, Yeonmi Park, trad. V. Raimo]

Nei primi Anni Novanta a Hyesan, Corea del Nord, nascono Yeonmi ed Eunmi, figlie di Park Jin Sik e Keum Sook. Park Jin Sik sbarca il lunario contrabbandando e rivendendo illegalmente merce che giunge nella Corea del Nord dalla Cina, mentre la madre Keum Sook aveva inizialmente lavorato in una ditta di prodotti chimici per poi passare anche lei al contrabbando di merci e metalli.

La vita nella Corea del Nord è tutt’altro che semplice, fatta di alti e bassi, e nel romanzo viene descritta bene. I primi ricordi di Yeonmi sono legati al freddo e al buio: gli inverni nella Corea del Nord sono rigidi, soffiano i venti freddi dalla Cina, nevica parecchio e spesso la temperatura scende di decine di gradi sottozero. Pochi sono i nordcoreani che possono permettersi il riscaldamento in casa: i combustibili sono molto costosi, le candele sono beni di lusso e persino la luce va e viene.

Nella Corea del Nord bisogna essere fedeli al Partito e adorare i Kim, la dinastia di leader nordcoreani nata all’indomani dalla suddivisione delle due Coree. Il primo fu Kim-Il Sung il Grande Leader, seguito da Kim Jong-il noto come il Caro Leader, morto di recente e sostituito da Kim Jong-un. Ai bambini vengono raccontate cose magiche sui Kim, tra le quali che essi possano leggere nei pensieri di tutti i nordcoreani e che il Caro Leader sia nato su una montagna incantata, che abbia scritto 150 libri in tre anni e che voglia solo il bene per il suo popolo. Certe parole, nella Corea del Nord, assumono significati diversi rispetto al resto del mondo: l’amore, per esempio, si manifesta in un solo modo, quello devozionale verso i membri della famiglia Kim

800px-mansudae_grand_monument_08

La divinizzazione dei Kim: a fianco della statua del “Grande Leader” Kim il-sung è stata installata quella del figlio il “Caro Leader” Kim Jong-il (fonte: Nicor, Wikipedia CC BY-SA 3.0)

In Corea del Nord, il regime non vuole che pensi, e odia le sottigliezze. Tutto è o bianco o nero, con nessuna sfumatura di grigio. Per esempio, in Corea del Nord l’unica forma di amore che puoi descrivere è quella per il leader; (…) [La mia lotta per la libertà, Yeonmi Park, trad. V. Raimo]

Yeonmi, senza pietismi, racconta quanto più di incredibile ci possa essere: cose accadute durante la grande carestia, la gente che moriva di fame e di stenti per le strade e finiva mangiata dagli animali selvatici; Yeonmi parla di un Paese che non produce quasi nulla, dell’assenza dei fertilizzanti e del “furto del contenuto delle latrine“, perché gli escrementi poteva essere rivenduti a caro prezzo. Gli ospedali che versano in condizioni disastrose, dove mancano disinfettanti, medicinali e dove le siringhe vengono riutilizzate molte volte, dove i cadaveri vengono lasciati nel cortile con le orbite vuote mangiate dai ratti, in attesa che qualcuno del governo venga a raccoglierli. Polizia, medici, insegnanti, funzionari governativi, commercianti, tutti avvolti da una spirale di corruzione. Un Paese totalmente allo sbando, dove gli esseri umani non vengono considerati tali, ma sono semplicemente dei robot programmati per adorare e glorificare il regime dei Kim e i loro leader. Tutto questo accedeva nei prima Anni Duemila.

Forse, davvero nel profondo, sapevo che c’era qualcosa di sbagliato. Ma noi nordcoreani siamo abilissimi a mentire, perfino a noi stessi. I bambini morti di freddo, abbandonati nei vicoli dalle loro madri quasi uccise dalla fame, non rientravano nella mia visione del mondo, quindi non riuscivo a gestire e comprendere ciò che vedevo. Era normale scorgere dei cadaveri tra i cumuli di immondizia, cadaveri che galleggiavano nei fiumi, ed era normale andare avanti e non fare nulla quando uno sconosciuto gridava aiuto [La mia lotta per la libertà, Yeonmi Park, trad. V. Raimo]

Proprio come Winston Smith, protagonista del romanzo “1984” di George Orwell, il padre di Yeonmi capisce che non c’è nessuna speranza nella Corea del Nord: questa non è la vita che lui vuole per sua moglie e le sue due figlie. Così, racimolando denaro e corrompendo guardie di frontiera, Yeonmi e la mamma riescono ad attraversare il fiume Yalu e raggiungere la Cina.

hyesan_from_changbai

La città nordcoreana di Hyesan vista dalla città cinese di Changbai. Il fiume Yalu è il confine naturale tra la Nord Corea e la Cina (fonte: Wikipedia CC BY-SA 3.0)

La Cina si rivela un incubo per Yeonmi e sua madre, l’attivista racconta cose tremende, violenze che a rievocarle sono costate lacrime e disperazione. Ma la fortuna è dalla parte di Yeonmi, almeno una volta, e non senza difficoltà riesce a raggiungere la Mongolia e a chiedere asilo politico in Corea del Sud. Qui, nella terra dei nemici dei Kim, Yeonmi scopre cosa significa davvero vivere.

Tutto, persino le emozioni umane più elementari, deve essere insegnato. Cominciavo a capire che non si può davvero crescere e imparare se non si ha un linguaggio all’interno del quale crescere. Sentivo il mio cervello prendere letteralmente vita, come se dei nuovi sentieri si illuminassero in luoghi che erano stati oscuri e desolati. La lettura mi stava insegnando cosa significasse essere vivi, essere umani. Lessi i classici (…) Il vero punto di svolta lo raggiunsi però con la scoperta de La fattoria degli animali di George Orwell (…) Sembrava che Orwell sapesse esattamente da dove venivo e cosa avessi passato. La fattoria degli animali era la Corea del Nord e lui stava descrivendo la mia vita (…) Ridurre l’orrore della Corea del Nord a una semplice allegoria annullò il potere che esercitava su di me. Aiutò a rendermi libera [La mia lotta per la libertà, Yeonmi Park, trad. V. Raimo]

Questa è la storia di Yeonmi e della sua famiglia. E’ la storia di un popolo oppresso da più di cinquant’anni da una dittatura feroce e cruenta. Qui vengono raccontate cose incredibili, impossibili da accettare. In questo libro troverete l’orrore, la tortura, la prigionia, la miseria, la povertà, la fame, insomma la quotidianità di coloro che vivono in trappola in un Paese che è in realtà un inferno. Questa è la storia di Yeonmi e della sua famiglia, del coraggio che si scopre di avere quando si decide di scappare, di cosa succede quando si cade dalla padella alla brace, di cosa accade quando a quasi vent’anni si scopre un mondo completamente nuovo e ci si rende conto di essere vissuti in un universo di menzogne e bugie.

“La mia lotta per la libertà” di Yeonmi Park è un libro da leggere, da sottolineare e da rileggere, per dire ‘no’, sempre e per sempre, ad ogni forma di oppressione e dittatura.