Simone Cerri | Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano

Negli anni Novanta andava di moda Tele+ e i miei zii erano abbonati. Mio cugino ed io ci sorbivamo dei film americani di una demenza bestiale: erano pellicole praticamente tutte identiche, dove l’intera trama era assolutamente prevedibile, persino da due marmocchi come noi. Quando mi è stata proposta la lettura di “Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano” di Simone Cerri (Las Vegas edizioni, 196 pagine, 10 euro) ho accettato subito, perché i libri editi da questa casa editrice letti sinora mi sono piaciuti molto e perché ero sicura che questo saggio in chiave comica mi avrebbe divertita.

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Titolo: Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano

L’Autore: Simone Cerri è nato a Milano nel 1973. Dai suoi precedenti libri, “Italian Tabloid”, “La farfalla di Lana Turner” e “Un condominio di gente dabbene” non sono stati tratti dei film. Personaggio tragicamente anacronistico, nel tempo libero tira di scherma, compone minuetti, fa di conto e compone strambotti per la sua bella

Editore: Las Vegas edizioni

Il mio consiglio: Consiglio di leggere questo saggio comico che analizza il cinema americano in chiave ironica e divertente a tutti coloro che amano il cinema, anche quello dei film copia-e-incolla. Avvertenza: potreste scoppiare a ridere quando meno ve lo aspettate

Il motel. Mentre i motel italiani sono situati in punti strategici quali svincoli delle tangenziali o uscite autostradali, affinché coppie clandestine possano utilizzarli come scannatoio, la rete americana è studiata per fare in modo che assassini in fuga, killer che cercano un posto isolato prima di un lavoro, e immancabilmente il nostro Jack (mentre è inseguito da tutti i soggetti più pericolosi del nord America) possano avere un’oasi di pace al termine di una giornata stressante. È evidente che si tratta di una pace relativa, dato che in realtà è sempre possibile (anche se statisticamente difficile) che qualcuno rintracci il fuggiasco di turno, dando così luogo a sparatorie assortite. [Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano, Simone Cerri]

Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano” (da ora in poi affettuosamente Bestiario), è una divertente galleria di personaggi, luoghi e situazioni ricorrenti nei film americani che Simone Cerri presenta al lettore; il cinema sforna pellicole ogni giorno, ma sull’originalità di queste ultime spesso ci sono parecchi dubbi.

Guardando un film nuovo al cinema, spesso noi spettatori abbiamo la sensazione di vivere un déjà vu, qualcosa di già visto, di già provato. Un personaggio tipico? Il poliziotto prossimo alla pensione che muore e viene vendicato dai suoi colleghi e amici; un luogo classico? Il vicolo, quelle strade così strette, buie, losche e quasi paludose dove una macchina ci passa rasando gli specchietti, figuriamoci lanciata a folle velocità; una situazione ovvia? Il famosissimo countdown esplosivo, dove solo all’ultimo milionesimo di secondo il nostro eroe riuscirà a disattivare la bomba e a salvare l’intera America dai cattivoni.

Quale tensione, quale climax può trasmetterci oramai la scena del congegno esplosivo collegato al timer? Nessuna: è infatti certo che quando il display digitale indicherà uno, allora l’eroe di turno interromperà il countdown salvando tutti quanti. Evviva. Chi non si salva è lo spettatore medio che, se dotato di buon senso e di un pollice opponibile, non potrà davvero in nessun modo preoccuparsi per le sorti dei protagonisti/umanità. Ma allora perché i registi insistono tanto con questa scena? Non si potrebbero trovare alternative decenti? Anche quella di soffermarsi sulle chiappe della bona di turno se proprio non viene in mente altro [Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano, Simone Cerri]

Nel Bestiario di Simone Cerri vengono presentati personaggi, situazioni e luoghi che si ripropongono continuamente allo spettatore, troppo spesso annoiato a morte da quello che dovrebbe essere il punto di massima tensione del film. Alla domanda: ce la farà a sopravvivere il nostro eroe?, la risposta è sempre sì.

Anche se il nostro eroe – Jack, per esempio – è disarmato ed attorniato da una mandria di terroristi con i kalashnikov che sparano decine di colpi al secondo; anche se la nave del nostro eroe è affondata durante una tempesta, lui si ritroverà il mattino dopo addormentato su di una spiaggia tropicale dalla bellezza quasi commovente; anche se nel centro commerciale dove si svolge l’inseguimento muoiono tutti gli ostaggi, Jack riuscirà a sopravvivere.

Leggendo di gusto questo Bestiario, agile saggio comico, mi sono resa conto più che mai di quando il cinema degli ultimi tempi abbia ben poco di nuovo o innovativo. Oggi c’è la possibilità di inserire in un film degli effetti speciali mai immaginati anche solo qualche anno fa, ma ciò che manca è proprio l’originalità delle storie, dei personaggi, delle situazioni e dei luoghi proposti, e Simone Cerri in questo gustosissimo manuale perfettamente tascabile ce lo ricorda, strappandoci sempre una risata.

E se il prevedibile prende il sopravvento in modo selvaggio sulla nostra capacità intellettiva di guardare un film, non ci resta che andare nei cinema come l’Hart di Napoli, dove al posto delle poltroncine ci sono i letti: così potremo schiacciare un pisolino durante il countdown esplosivo o mentre il barista filosofo analizza la nostra vita lucidando i bicchieri.

Oppure, tra una sventagliata di mitra e un naufragio apocalittico, potremmo leggere “Non sparate sul regista. Bestiario del cinema americano“, perché no, questo non fa dormire e come unico effetto collaterale può far scoppiare a ridere insensatamente quando meno ve lo aspettate. Io vi ho avvertiti.

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