Ondine Khayat | Le stanze di lavanda

La trama e il contesto storico mi hanno convinta a leggere questo romanzo dal titolo “Le stanze di lavanda” con il sottotitolo “Storia di un’infanzia armena”.

Titolo: Le stanze di lavanda

L’autrice: Ondine Khayat è una scrittrice armena nel 1974 che oggi vive e lavora a Parigi

Editore: Piemme

Il mio consiglio: potrebbe piacere a chi ha già letto i romanzi di Hosseni

La storia viene raccontata in prima persona da Louise, una bambina armena che vive la sua infanzia in una grande casa assieme alla sua amata (e amabile) famiglia, una famiglia dove tutti vanno d’amore e d’accordo e sono tutti felici e benestanti. L’infanzia di Louise prende una piega decisamente amara quando nel 1917 i turchi (all’epoca c’era ancora l’Impero Ottomano e l’Armenia come Stato non esisteva ancora, ma gli armeni erano una minoranza all’interno dell’Impero) i turchi decidono di eliminare tutti gli armeni. Così Louise assiste al massacro della sua famiglia, ma riesce a fuggire assieme alla delicatissima sorellina Marie; iniziano mesi difficili, dove lei signorina borghese e viziata si ritrova in mezzo ai campi profughi, a diretto contatto con la violenza e la morte. Louise e Marie finiscono in collegio ad Aleppo, dove la vita è durissima ma certamente meglio che il campo profughi. Le amarezze della vita però per Louise non sono finite, perché sembra quasi che una maledizione le porti via tutto ciò al quale lei si affeziona.

Il romanzo è scorrevole, sullo stile de ‘Il cacciatore di aquiloni’ e ‘Mille splendidi soli’. La storia diciamo che è verosimile ma secondo me molto romanzata; è molto ‘classica’: una famiglia ricca che durante una rivoluzione decade, si sgretola, sopravvivono pochi famigliari, che subiscono angherie e soprusi, fino riuscire poi a costruirsi un nuovo destino sulle ceneri di quello passato. Rigorosamente con il lieto fine. Il contesto storico è giusto accennato, per questo abbasso il voto a 3 stelline: in poche righe si liquida la storia di un popolo per dare spazio alla storia di Louise. Secondo me, un minimo di cura storica in più non avrebbe guastato, giusto perché non tutti conoscono la drammatica storia del genocidio armeno perpetrato dai turchi.