Letture in giro per l’Europa: cinque libri che ho portato con me

Un viaggio inizia sempre con un libro. Grazie alla lettura ho scoperto informazioni preziose sui luoghi che avrei visitato, dettagli e storie che diversamente non avrei trovato nelle guide turistiche; su quest’ultime si trovano notizie importanti legate alla logistica, alla valuta corrente, ai cibi tipici, ai monumenti più famosi, agli eventi o alle sagre, al clima e magari qualche formula di cortesia.

Le guide turistiche sono impersonali e ciò che a loro manca lo forniscono i libri: le emozioni. Per questo, se ne ho l’occasione, prima di partire per un viaggio leggo un romanzo, una raccolta di racconti, un diario o un saggio sul luogo che mi accingo a visitare.

C’è un libro in particolare, uno dei migliori letti nel 2018, che mi ha raccontato l’isola che avrei visitato con tale trasporto ed emozione che, una volta raggiunta, non ho potuto che constatare che avevo iniziato ad affezionarmici prima di partire, quando il viaggio era solo un sogno lontano.

È questo l’insegnamento più prezioso di quest’anno, la sublimazione delle mie due passioni, libri e viaggi: mi sono resa conto che io i luoghi inizio ad amarli attraverso le pagine di un libro. 

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Marzo 2018, viaggio a Sofia (Bulgaria) con il libro “Ad est dell’Occidente” di Miroslav Penkov (trad. A. Arduini, Neri Pozza)

A fine marzo, mia cugina ed io siamo atterrate a Sofia mentre infuriava una bufera di neve. Ho camminato tra le viuzze di Sofia con gli occhi spalancati, cercando di registrare ogni dettaglio possibile. Mi è stato restituito il ritratto di una città che definirei una Bella addormentata, affascinante e con interessanti potenzialità da sfruttare, quieta e vivibile. Sofia è una capitale balcanica da ammirare con rispetto e senza alcun pregiudizio.

La moschea Banja Bashi di Sofia, Bulgaria (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Sofia: talvolta la bellezza vera, ruvida e autentica, è nascosta nei dettagli. Cercatela bene.

Cosa ho scritto su Sofia: Suggestioni dall’Est Europa: consigli per un viaggio a Sofia e 10 curiosità su Sofia, Bulgaria

Cosa ho letto su Sofia e la Bulgaria: “Ad est dell’Occidente” di Miroslav Penkov, una raccolta di racconti ambientati tra la Bulgaria e gli Stati Uniti dove i protagonisti sono giovani e vecchi bulgari alle prese con i ricordi, le speranze e gli insuccessi, sempre divisi tra due mondi: l’Est, dove sono intrappolati, e l’Ovest, che sognano ad occhi aperti.

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Giugno 2018, viaggio a Stoccolma (Svezia) con il libro “Nel nome di mio padre” di Viveca Sten (trad. A. Ferrari, Feltrinelli)

La Svezia è sempre stato un mio sogno. Atterrata all’aeroporto di Arlanda non avevo ancora realizzato di essere davvero in Svezia e il colpo di fulmine vero è scattato sulla metropolitana di Stoccolma quando, all’improvviso, ecco comparire Gamla Stan, il centro storico della capitale svedese, l’immagine da cartolina che sognavo da anni. Stoccolma è la più bella capitale europea tra quelle visitate finora e Sandhamn, isola dell’arcipelago di Stoccolma, è uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto.

Gamla Stan al tramonto (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Stoccolma: chi è geneticamente programmato per amare il Nord Europa non potrà che commuoversi di fronte a tanta bellezza e necessariamente si ritroverà a voler ritornare in Nord Europa

Cosa ho scritto su Stoccolma: Viaggio a Stoccolma, istruzioni per realizzare un sogno e Stoccolma e arcipelago, una piccola guida letteraria

Cosa ho letto su Stoccolma e arcipelago: “Nel nome di mio padre” di Viveca Sten, un romanzo giallo godibile, ben scritto e coinvolgente. Ambientato tra Stoccolma e l’isola di Sandhamn, nell’arcipelago, la Sten racconta due storie parallele, lontane tra loro nel tempo, ma destinate ad intrecciarsi. Un romanzo imprescindibile per innamorarsi dell’isola di Sandhamn (e della Svezia).

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Settembre 2018, viaggio a Cipro con il libro “Un album di storie” di Andonis Gheorghìu (trad. V. Gilardi, Stilo editrice)

Questo è stato il miglior viaggio del 2018, diciamolo subito. L’isola di Cipro è semplicemente un concentrato di meraviglie, perché è una terra dove le emozioni sono forti come il caldo e vale la pena di essere visitata. Che trepidazione mettere piede nelle Tombe dei Re, quanta eleganza ha la luce del tramonto, quanto fascino si nasconde nel cuore verde di Cipro, sui Monti Troodos, e quanto è stato insolito varcare la frontiera pedonale tra Nicosia Sud e Nicosia Nord dopo il rigoroso controllo dei documenti di identità.

Cipro è un piccolo scrigno di tesori, è un’isola che va scoperta attraverso occhi curiosi, dove mi auguro che il turismo di massa non arrivi mai perché la mia isola del cuore merita rispetto e i segni che la Storia ha lasciato qui sono dappertutto e non sempre legati a ricordi felici.

Tramonto a Petra tou Romiou, la spiaggia di Afrodite (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Cipro: ho capito che sono in grado di amare un luogo attraverso le pagine, molto prima di metterci piede fisicamente e Cipro sarà per sempre la mia isola del cuore

Cosa ho scritto su Cipro: Viaggio a Cipro, pensieri emotivi sparsi di un microcosmo di meraviglie e 10 curiosità sull’isola di Cipro

Cosa ho letto su Cipro: “Un album di storie” di Andonis Gheorghìu, un libro che sfugge ad ogni genere, scritto con uno stile accattivante, colloquiale e con una punteggiatura a tratti strampalata. Chi lo leggerà, si sentirà gradito ospite delle famiglie greco-cipriote e turco-cipriote, le quali racconteranno aneddoti allegri o dolorosi. Si percepiranno gli echi della guerra, gli spari dei fucili d’assalto e il boato delle mine antiuomo; si capirà, leggendo, che è un libro che racconta Cipro ma parla di tutti noi: è una serie di storie universali che insegnano cosa accade quando qualcuno incomincia a sottolineare le differenze e a portare gli altri sulla strada della violenza

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Ottobre 2018, viaggio in Val Venosta (Italia) con il libro “Resto qui” di Marco Balzano (Einaudi)

Amo il Trentino Alto Adige, ci ho soggiornato una decina di volte e in ogni occasione mi accorgo di quanto sia verde e sublime questa regione italiana. Tra le destinazioni originali dell’Alto Adige spicca senza dubbio il campanile di Curon Venosta, nell’omonima valle, che spunta dalle acque del grande Lago di Resia. Il bellissimo romanzo “Resto qui” di Marco Balzano è stato il pretesto per organizzare, ad ottobre, un rapido fine settimana on the road in Alto Adige. E vedere il campanile comparire dalle acque del lago, conoscendo le storie che vi sono alle spalle, è stata una vera e propria emozione.

“Resto qui” è tornato a casa (foto: Claudia)

Cosa ho imparato in Val Venosta: talora il luoghi, a prima vista sorprendenti o particolarmente belli, nascondono storie drammatiche e molto tristi

Cosa ho scritto sulla Val Venosta: ancora nulla… ma rimedierò!

Cosa ho letto sulla Val Venosta: “Resto qui” di Marco Balzano, un romanzo dove è stata data voce ad un luogo che a prima vista sembra semplicemente una bizzarria, un campanile romanico perfettamente restaurato che emerge dalle cupe acque di un lago alpino, ma che in realtà nasconde storie lunghe e travagliate. Forse come quelle di Trina ed Erich, di un angolino di Sud Tirolo, di chi, nonostante i soprusi, guerre e violenze, ha cercato di non arrendersi, ha cercato di resistere.

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Dicembre 2018, viaggio a Vilnius (Lituania) con il libro “Gli ebrei di Vilna. Una cronaca dal ghetto 1941-1944” di Grigorij Šur (trad. P. Buscaglione Candela, Giuntina Casa Editrice)

Ah, cara Vilnius, quanto ti sei fatta amare, con le tue costruzioni bianche, con i tuoi parchi innevati, con la tua cruda Storia che grida dalle mura dei vecchi ghetti ebraici e dalla stanza delle esecuzioni del KGB, con i tuoi due fiumi dai nomi romantici – Neris e Vilnia – con quelle tenere e dolci colline, con i tuoi silenzi assordanti e la tua voglia di sussurrarmi racconti nuovi ad ogni passo.

Come non restare ammaliati da Vilnius, dai suoi angoli fatiscenti e dai suoi palazzi tronfi e splendenti?

La Sinagoga di Vilnius, l’unica sopravvissuta alla furia dell’occupazione nazista in Lituania (foto: Claudia)

Cosa ho imparato a Vilnius: che sono decisamente affetta dalla nostalgia baltica e la cura è l’eterno ritorno

Cosa ho scritto su Vilnius: Viaggio a Vilnius, piccola guida emotiva per scoprire la capitale della Lituania

Cosa ho letto su Vilnius: Gli ebrei di Vilna. Una cronaca dal ghetto 1941-1944” di Grigorij Šur, una preziosa perché è scritta da colui che assiste e osserva il crescendo della follia nazista nei confronti della comunità ebraica di Vilnius, raccontando con uno sguardo lucido e oggettivo. Si tratta di un documento fondamentale perché descrive la vita e la morte degli ebrei di Vilnius mentre il dramma si compie. È importante leggere questa testimonianza e farla propria perché mostra fin dove può spingersi la follia degli uomini, una follia che non dovrebbe ripetersi mai più.

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Chissà se con questo articolo un po’ strampalato che unisce due mie passioni, le letture e i viaggi, vi ho ispirati. Nell’augurarvi un buon 2019 ricco di positività e di vostre passioni, vi lascio una delle immagini più belle vissute durante il viaggio a Cipro.

Al tramonto, sulla spiaggia di ciottoli di Petra tou Romiou, il sole all’improvviso ha iniziato a riflettersi sui sassi della battigia e io ero così felice, in quel momento, che ho pensato di intrappolare per sempre quella splendida luce riflessa, magari dentro una scatolina, e aprire questo piccolo scrigno per rivederla quando sarò un po’ triste e per rivivere quell’attimo di felicità.

Vi auguro di incamerare molti bei ricordi, attimi felici, piccoli dettagli gioiosi, e di utilizzarli per rischiarare i momenti in cui, inevitabilmente, la vita prenderà una piega un po’ triste.

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Viaggio a Stoccolma: istruzioni per realizzare un sogno

In Svezia ho avuto la conferma di quanto ho sempre immaginato. Ho letto parecchio, sul Nord Europa, e l’ho sognato per anni. Poi un bel giorno ho deciso che era ora di andarci, in Nord Europa. In questo articolo vi racconto il mio viaggio a Stoccolma e vi do qualche suggerimento per organizzare un giro nella capitale della Svezia.

Un amore che arriva da lontano

Già da bambina ero attirata dal Nord: mi ritrovavo a sfogliare i grandi e pesanti atlanti che trovavo nella casa dei nonni e il mio dito percorreva spesso il perimetro delle terre scandinave. Per me non esistevano altre terre con tanto fascino: i Paesi Scandinavi rappresentano un luogo mitologico, sognavo le estati luminose, le notti invernali rischiarate dai colori cangianti delle aurore boreali, credevo che nei boschi ci fossero gnomi e folletti, mi affascinavano le spiagge, con l’acqua cristallina ma gelata, circondate da pini e dal profumo di resina collosa.

Dopo aver visitato Helsinki – seppur brevemente – ho deciso di organizzare un viaggio nella capitale della Svezia, attirata dall’idea delle lunghe notti di giugno e, favorita dall’alta pressione che ha stazionato sulla Scandinavia mentre ero su, ho ricevuto in regalo cieli blu, grandi nuvole di panna e giornate ventose.

Mariaberget visto dall’isola di Riddarholmen (foto: Claudia)

La Svezia ed io: il colpo di fulmine

Quando l’aereo inizia le manovre di atterraggio sull’aereoporto Arlanda, intravedo l’arcipelago di Stoccolma con le sue isolette rocciose che punteggiano il Mar Baltico ad est della capitale della Svezia. L’arcipelago è costituito da decine e decine di piccole e piccolissime isole tra le quali potrei navigare attraverso senza annoiarmi mai. Era uno dei luoghi che sognavo di visitare, in particolar modo dopo aver letto “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg (Iperborea).

Scesa dall’aereo, mi sembra tutto così ordinato, pulito, impeccabile. L’autobus parte spaccando il minuto, l’autista ci saluta cortesemente con un perfetto inglese e ci dà il benvenuto in Svezia. Il viaggio verso Stoccolma è un susseguirsi di fattorie e casette rosso di Falun ai bordi della superstrada.

La prima sorpresa è alla fermata della metropolitana (Tunnelbanna, per trovare la metropolitana dovrete cercare la lettera T) di Gamla Stan: appena il treno riparte non si è più in sotterraneo, bensì in superficie, e voltandosi verso sinistra ecco l’immagine da cartolina di Stoccolma, gli antichi palazzi sull’isola di Gamla Stan. Ora è ufficiale: sono in Svezia ed è già scattato un piccolo colpo di fulmine.

Gamla Stan vista dall’isola di Sodermalm (foto: Claudia)

Alla scoperta di Stoccolma attraverso i cinque sensi

Stoccolma è una città che mi ha colpita molto, mi sono letteralmente innamorata dei palazzi che si riflettono sull’acqua, di quegli scorci stupendi che spuntano all’improvviso e della presenza di tanto verde che conferisce quel tocco di colore che si amalgama perfettamente con l’architettura della città. Sull’isola di Djurgården si ha la sensazione di essere in un immenso parco, naturale e quasi selvaggio, anziché nel centro di una delle capitali del Nord Europa.

Ho pensato di descrivere Stoccolma attraverso i cinque sensi, perché per me è stata così, una città che mi ha coinvolta, trasportata ed emozionata al punto di commuovermi, com’è successo anche sulla spiaggia di Trouville sull’isola di Sandön, della quale vi parlerò in un altro articolo.

Il tatto

Stoccolma attraverso il tatto è toccare i tiepidi graniti del belvedere di Skinnarviksberget, sull’isola di Södermalm. Ci si sdraia su quelle lastre di pietra che hanno milioni di anni, lisce e ammorbidite dagli immensi ghiacciai che hanno coperto la Scandinavia durante le ultime ere glaciali. Dal belvedere di Skinnarviksberget si gode una vista unica su Stoccolma e ogni sera, attorno alle 22.00 in estate, si assiste ad un’attrazione gratuita che spesso dimentichiamo esistere: il tramonto.

Ore 21.40, Stoccolma è avvolta da una luce rosa (foto: Claudia)

Il gusto

Stoccolma attraverso il gusto è assaggiare le specialità svedesi, una proposta dolce e una salata. La tipica girella di uvetta e cannella, spesso accompagnata da marmellata, si chiama Kanelbullar ed è una vera bontà. È ricca di zuccheri e calorie, ma non c’è problema perché Stoccolma è una città che va scoperta usando i piedi. Preparatevi a lunghe passeggiate. Dove trovo le Kanelbullar? In tutte le pasticcerie e panetterie artigianali della città, nella catena 7Eleven e nei supermercati forniti di reparto panetteria.

La proposta salata sono le aringhe fritte che si mangiano al chioschetto Nystekt Stromming, proprio nel cuore di Gamla Stan. Con poco meno di 7.5 euro potrete assaggiare un piatto di aringhe fritte accompagnate da verdure, per poco meno di 5.5 euro potrete mangiare un buger di aringhe e verdure. Dove lo trovo? Qui!

Sempre a proposito di cibo, ho notato che gli svedesi amano fare il pic nic nei parchi e sui colli della città, sia per pranzo che per cena. La vedo un’usanza molto piacevole, ideale per sfruttare le lunghe e tiepide serate estive dopo il buio dell’inverno. Anche noi ci siamo adeguati subito a questa tradizione, armati di panini e dolcetti abbiamo mangiato un pranzo con vista sul Mar Baltico sull’isola di Sandön, dalla quale come dicevo vi parlerò presto.

Pic nic con vista al Monteliusvägen, isola di Södermalm (foto: Claudia)

L’udito

Stoccolma attraverso l’udito è ascoltare stralci di conversazioni in svedese, una lingua che non conosco, ma che suona un po’ dura e un po’ suadente. È sentire le strida dei gabbiani che volano sulla città alla ricerca di pesci e avanzi di pic nic.

Stoccolma è lo stormire del vento tra i mille alberi, sono le grida dei bambini che si divertono nelle giostre del Grönda Lund, è il motore dei traghetti che collegano le quattordici isole su cui si è sviluppata la città. È il rumore degli zoccoli dei cavalli della Polizia reale, è lo sciabordio dell’acqua che accompagna chi passeggia lungo le banchine, è lo sfrerragliare dei treni della metropolitana nel cantiere aperto di Slussen.

Skeppsholmsbron, il famoso ponte con la corona (foto: Claudia)

L’olfatto

Stoccolma attraverso l’olfatto è altrettanto ricca. I profumi che aleggiano sono molti: i lillà in fiore, la frittura delle aringhe, gli effluvi metallici in prossimità dei cantieri. Ci sono gli aromi salmastri tipici delle città sul mare, ma non sono mai invadenti.

Ci sono la resina dei pini e il profumo dei fiori nei parchi sulle isole che sembrano giardini incantati, come l’isola giardino di Djurgården. Sull’isola di Sandön, nei boschi, c’era una fragranza che avrei voluto imbottigliare e portare con me, perché respirare quell’essenza fa scappare via la tristezza, rallegrando gli animi di chi ama il Nord. Nel museo all’aperto di Skansen c’è il puzzo delle alci e delle renne, ma anche la fragranza di antico e polvere quando si entra nelle vecchie casette svedesi di inizio secolo scorso.

Casa contadina a Skansen (foto: Claudia)

La vista

Infine, la vista, il senso che userete più degli altri a Stoccolma. Ovunque l’occhio si posi, c’è una piccola meraviglia, un dettaglio, un oggetto che colpisce, un palazzo che toglie il fiato, un’immagine che si vorrebbe imprimere per sempre nella propria mente.

A Stoccolma, gli occhi alla sera saranno stanchi, si sono posati e hanno ammirato davvero troppe bellezze. Hanno trasmesso tutto al vostro cervello, che ha immagazzinato più ricordi possibili. La luce calda del tramonto di giugno, i colori brillanti dei palazzi reali, le luci del parco divertimenti, i petali dei fiori che sono davvero dappertutto, quel rosso di Falun che ora amate alla follia, il cielo blu che si riflette sul Baltico e le navi bianche che percorrono i bracci di mare.

Hanno registrato il blu e il giallo brillante della bandiera svedese che sventola dappertutto. I ponti, le passeggiate, i sorrisi delle persone che vi daranno una mano ad orientarvi o a trovare una piazzetta. Ricorderete tutto. Dovete ricordarlo. E se per caso ve ne dimenticherete, dovrete ritornare in Svezia ad ammirare la vera meraviglia che è custodita nel Nord Europa.

Gamla Stan (foto: Claudia)

Del perché dovreste organizzare un viaggio a Stoccolma

È una città stupenda, ricca di fascino, regale e magnetica. Stoccolma è la più bella capitale europea che ho visto finora. Gli svedesi sono gentilissimi, parlano tutti un ottimo inglese e sono contenti di aiutare chi ha bisogno di una dritta per vedere o trovare un posto. In Svezia ho avuto la conferma di quanto ho sempre immaginato: spesso si ama un luogo senza averlo ancora visto, vissuto.

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Informazioni pratiche

  • Voli: Stoccolma è collegata molto bene con i maggiori aeroporti italiani. Io ho volato con la Blue Air da Torino.
  • Dall’aeroporto di Arlanda al centro città: Stoccolma è raggiungibile da Arlanda attraverso il treno e una compagnia di autobus, la Flybussarna. Io ho preferito l’autobus: si può comprare il biglietto direttamente on line qui.
  • Dove dormire: ho alloggiato al Mosebacke Hostel, nel cuore di Södermalm, che è un quartiere molto bello, sicuro e tranquillo. Per risparmiare notevolmente, suggerisco di cercare un alloggio con cucina, perché mangiare fuori a Stoccolma è piuttosto costoso, mentre i supermercati hanno prezzi relativamente simili ai nostri.
  • Le attrazioni immancabili: il parco di Skansen è un vero spettacolo. È il museo all’aperto più antico del mondo, con case e fattorie provenienti da tutto il paese che riproducono la Svezia in miniatura, con tanti animali e pure pietre runiche. A Stoccolma sono presenti diversi musei gratuiti e il Museo dei Nobel è gratuito in un determinato orario.
  • Monete e pagamenti: la moneta ufficiale è la corona svedese (1 kr = 0,098 euro), ma io ne ho viste davvero pochissime. La maggior parte degli svedesi usa carte e bancomat, e io ho usato una carta ricaricabile (Poste Pay) per tutta la durata del viaggio. Ho pagato ogni cosa con la carta, dall’escursione a Sandön ai biglietti della metropolitana.
  • Ispirarsi: per organizzare il viaggio fate riferimento all’ottimo sito Visit Stockholm.

Panorama sull’isola di Riddarholmen (foto: Claudia)

Letture per prepararsi al viaggio

La letteratura svedese è ben rappresentata in Italia, grazie al lavoro di diverse case editrici che si occupano di portare a noi lettori italiani i romanzi e gialli di successo in Svezia. Ecco una selezione di libri per incominciare ad amare la Svezia e Stoccolma.

Film per prepararsi al viaggio

Ecco una selezione di film svedesi che ho visto di recente.

  • The Square (2017) diretto da Ruben Östlund
  • Mr. Ove (2015) diretto da Hannes Holm
  • Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (2013) diretto da Felix Herngren

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Con la speranza che l’articolo vi sia piaciuto, vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale vi parlerò dell’isola di Sandön, ad Est di Stoccolma. Voi siete mai stati a Stoccolma? Questo articolo vi ha fatto venire voglia di andarci?

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