Mary Costello | Academy Street

Il romanzo “Academy Street” di Mary Costello (Bollati Boringhieri, trad. Maya Guidieri Berner, 179 pagine, 16 euro) racconta con delicatezza la storia di Tess, una ragazza irlandese che a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 lascia la natia Irlanda per seguire la zia Molly e sua sorella Claire, già abbagliate dal sogno americano. E’ leggendo la storia di Tess, con le sue insicurezze e le sue paure, che la mia mente è volata ad inizio secolo e ho di nuovo ripensato ai miei bisnonni catapultati in America.

9788833926049Titolo: Academy Street

L’Autrice: Mary Costello è nata a Galway e oggi vive e lavora a Dublino. Academy Street è stato finalista al Costa First Novel Award 2014 come opera prima

Traduzione: Maya Guidieri Berner

Editore: Bollati Boringhieri

Il mio consiglio: per chi cerca un romanzo con una protagonista sensibile e un po’ timorosa di sbagliare, per chi vuole approfondire i temi dell’emigrazione e dei bigottismo degli anni Sessanta e Settanta

Nei mesi che seguirono, pian piano Tess si adattò al ritmo della città, agli accenti, alle strade che s’intersecavano a griglia, alla metropolitana, ai volti di colore sui marciapiedi, alle sirene di notte, ai negozi a buon mercato stracolmi di merce d’ogni sorta, e ai palazzi che spuntavano come funghi dagli spiazzi nelle strade. Si abituò alle parole nuove: pocket-book, meatloaf, lima beans, Jell-O, al gusto del caffé, ai vestiti attillati, ben rifiniti e poco costosi. All’abbondanza di ogni cosa. [Academy Street, Mary Costello, cit. pagine 65-66]

Nel 1944 ad Easterfild, Irlanda, la piccola Tess conosce per la prima volta il dolore: la sua amata madre muore a causa di un’epidemia di tubercolosi. Il resto della famiglia di Tess si salva, due fratelli, tre sorelle e un padre severo e di poche parole. Anni dopo, la zia Molly invita i ragazzi a raggiungerla a New York, perché a detta sua l’America è la terra in cui tutti possono diventare qualcuno. E’ Claire, una delle sorelle di Tess, a lanciarsi per prima al di là dell’oceano, inviando a casa una serie di lettere entusiaste nelle quali invita anche gli altri a raggiungerla. Tess nel frattempo è diventata infermiera, e nel 1962 lascia il lavoro sicuro all’ospedale di Dublino e vola negli Stati Uniti.

Nonostante la presenza di zia Molly e Claire, Tess percepisce la solitudine che prova solo chi lascia il proprio piccolo paesino alla volta di una città immensa dove non si conosce nessuno. La giovane Tess trova lavoro in un ospedale, inizia a conoscere i componenti della comunità irlandese in America, e trova casa con Anne, una sua collega, in un appartamento al numero 471 di Academy Street. Ed è grazie ad Anne, Tess incontra David, anche lui un immigrato irlandese, del quale Tess si innamora perdutamente. Ma dopo una brevissima relazione – forse mai iniziata se non agli occhi di Tess – David sparisce, dopo una giornata bellissima trascorsa sulla spiaggia di Coney Island.

Lontani dalla portata degli altri, si muovevano in perfetta sincronia, due creature di mare fredde, radiose, splendenti. Nuotarono fino al largo, in acque profonde e a tratti gelide. Ebbe l’impulso di stringerlo tra le gambe e cavalcare la sua schiena, giù nell’oscurità dell’abisso. [Academy Street, Mary Costello, cit. pagina 81]

Sono gli anni ’60, infuria la guerra in Vietnam, il Presidente Kennedy viene assassinato a Dallas e Tess scopre di essere incinta. Assalita da molti dubbi, soprattutto riguardo alla sua condizione di ragazza madre, è indecisa se tenere o dare in adozione il bambino. La sorella Claire dal New Jersey si sposta in California, l’amica Anne si è sposata e Tess si ritrova da sola nell’appartamento di Academy Street, anche se nello stesso palazzo fa conoscenza con una donna nera di nome Willa, colei che diverrà non solo la sua vicina di casa ma anche una vera amica, una confidente su cui contare. Di tornare in Irlanda non se ne parla, come potrebbe essere la vita di una ragazza madre in Europa?

Una sera, in metropolitana, provò ad immaginare come sarebbe stata la sua vita in Irlanda. Pensò a giornate piatte e sempre uguali, a un’esistenza immobile e stagnante, e si sentì oppressa da una coltre di noia greve e paralizzante. Là, in Irlanda, non avrebbe mai potuto tenere Theo. Le sembrava un luogo senza speranza, privo di sogni, o dove era proibito averne. Qui invece la vita poteva essere vissuta a un ritmo più intenso, più autentico. [Academy Street, Mary Costello, cit. pagina 115]

Academy Street” è un romanzo che ho preso quasi per caso in biblioteca: mi piacevano il titolo e la copertina, quella donna seduta sulle scale che legge un giornale tutta assorta e illuminata dal sole. Quando nella quarta ho letto che raccontava una storia di una ragazza irlandese divisa tra la terra natia e la terra dei sogni, ho deciso di leggerlo. La sorpresa è stata che non mi aspettavo un romanzo così bello e coinvolgente, avevo timore che fosse un semplice romanzo d’intrattenimento, mentre è davvero qualcosa di più.

Tess rappresenta tutti coloro che a malincuore lasciano la terra natale alla volta dell’ignoto, nel caso di Tess abbandona l’Irlanda per andare a vivere a New York, una ragazza di campagna che va a finire in una grandissima metropoli quasi tentacolare. Tessi pur non avendo problemi con la lingua parlata negli Stati Uniti, si sente sola e sconfortata, all’inizio, e si lega fortmente alla comunità irlandese e ovviamente cerca rifugio nelle due figure che conosceva già, la zia Molly e sua sorella Claire.

C’è poi l’aspetto dell’essere una ragazza madre negli anni Sessanta: Tess non rivela a nessuno il nome del padre, e quando spiega la sua condizione alla zia Molly, questa si indigna e l’accusa di aver combinato un guaio, come se fosse solo colpa di Tess e non del compagno scomparso. Infine, emergono la bellissima amicizia tra Tess e Willa, la sua vicina di casa in Academy Street e nel romanzo si percepisce il costante bisogno di Tess si essere amata.

Mary Costello ha preso in prestito alcuni fatti della sua famiglia per scrivere questa tenera storia d’amicizia, d’amore e di solitudine, dove Tess è un po’ tutti noi quando veniamo sradicati dal nostro contesto e mandati in un luogo a noi sconosciuto.