Ondjaki | Buongiorno compagni!

Il mio viaggio alla scoperta della letteratura africana fa tappa in Angola, in compagnia del romanzo Buongiorno compagni! di Ondjaki (Iacobelli editore, 121 pagine, 12 euro). Il romanzo di Ondjaki è stato per me il primo incontro con la letteratura angolana e mi ha permesso di scoprire un pezzetto della storia di questo Paese.

20160606_080701

Titolo: Buongiorno compagni!

L’Autore: Ondjaki nasce a Luanda nel 1977, dopo aver studiato in Portogallo si trasferisce a Rio De Janeiro, dove vive attualmente. In italiano sono disponibili anche Il fischiatore e Le aurore della notte, tradotte da Vincenzo Barca. Ondjaki ha vinto diversi premi letterari di valenza internazionale

Traduzione dal portoghese: Livia Apa

Editore: Iacobelli

Il mio consiglio: Buongiorno compagni! racconta una bellissima storia narrata attraverso la voce di un bimbo, che con i suoi occhi innocenti vede il suo Paese cambiare. Peccato per i (numerosi) refusi nel testo.

“Soprattutto vi volevamo dire, a voi che non siete altro che bambini angolani, a voi che siete alunni della scuola, e a voi che siete nostri amici, che la lotta, la rivoluzione non cessa mai: l’educazione è una battaglia. Le vostre scelte formative, quando deciderete di essere professori, meccanici, medici, operai, contadini… anche questa scelta è una battaglia che cambia il futuro del vostro Paese (…)” Eravamo interdetti… spirito rivoluzionario? A me veramente non mi piaceva neanche svegliarmi presto… copiavamo in quasi tutti gli esami… [Buongiorno, compagni!, Ondjaki]

La voce che racconta la storia narrata in Buongiorno compagni! è quella di un bambino angolano che vive a Luanda, la capitale dell’Angola. I genitori economicamente stanno bene, al punto di potersi permettere un domestico, compagno António, al quale il piccolo narratore vuole davvero bene.

I coloni portoghesi hanno concesso l’Indipendenza all’Angola nel 1975 e lasciato il posto al MPLA (movimento marxista leninista) che, grazie all’appoggio dell’URSS e di Cuba, instaura nel Paese un sistema monopartitico. La vicenda si svolge dai primi Anni Novanta, quando le truppe straniere iniziano a ritirarsi dall’Angola alle elezioni presidenziali, come raccontato alla fine del libro.

Il piccolo protagonista sta vivendo ancora l’invasione sovietica: gli angolani dispongono di tessere annonarie per acquistare pochissimi generi alimentari e per essere controllati negli acquisti; i russi hanno preso possesso delle spiagge più belle dell’Angola, dov’è vietato l’ingresso agli angolani. Nella sua immensa innocenza, il bambino che ci racconta la storia, immagina che in Russia esista una bellissima spiaggia riservata solo agli angolani. Sono questi i principi del comunismo, giusto?

A scuola ci sono maestri cubani: sanno poco il portoghese e fanno pasticci con la lingua, ma sono arrivati da molto lontano per insegnare ai bambini i precetti della Rivoluzione e del marxismo. I piccoli angolani sono invitati in radio per formulare un pensierino per il Primo Maggio: ma non possono leggere i loro pensierini, è meglio leggere quelli già scritti per loro dal MPLA.

Il bambino osserva tutto, pur essendo molto piccolo. Quando l’amata zia arriva dal Portogallo con una valigia piena di cioccolata, il piccolo nipotino si chiede quante tessere annonarie abbia la zia a Lisbona, mentre la zia resta sconvolta dallo scoprire che per gli angolani la spiaggia più bella è vietata.

Ma tira aria di cambiamento, di novità. Nell’ ’89 è crollato il muro di Berlino e il sogno comunista vacilla anche in Angola; i maestri cubani tornano a Cuba e lasciano i piccoli studenti con un discorso commovente. Ci si prepara per le prime elezioni presidenziali, ma… saranno davvero trasparenti come hanno promesso?

Certamente, da ora in poi, non sarà più necessario chiamarsi compagno e compagna. I nomi propri basteranno per indicare amici e parenti.

Nel vedere tutta quell’acqua, mi ricordai solo dei compiti che facevamo sulla pioggia, il suolo, l’importanza dell’acqua. Una compagna professoressa, che era convinta di essere una poetessa, diceva che è l’acqua a portare quell’odore che la terra emana dopo la pioggia, è l’acqua che fa crescere nuove cose sulla terra, anche se alimenta le sue radici, l’acqua fa esplodere un nuovo ciclo, cioè, lei voleva dire che l’acqua aiuta la terra a dare nuove foglie. Allora pensai “Ah, ecco… e se piovesse in tutta l’Angola…?” poi sorrisi. E sorrisi soltanto. [Buongiorno, compagni!, Ondjaki]

La storia raccontata in Buongiorno compagni! di Ondjaki mi è piaciuta molto; non conoscendo quasi nulla della storia dell’Angola, sono stata molto soddisfatta nell’apprendere parecchie cose, descritte sempre in modo semplice e discorsivo, proprio come se parlasse un bambino. Mi è al contrario dispiaciuto moltissimo trovare parecchi refusi ed errori di stampa, nonché alcune frasi poco scorrevoli.

Spero che, se ci saranno nuove edizioni, questi verranno corretti, perché il romanzo è molto bello e lo ritengo decisamente adatto anche ad un giovane pubblico di lettori.