Ishmael Beah | Memorie di un soldato bambino

Come molti stati dell’Africa, anche la storia della Sierra Leone è costellata da guerre civili, colonizzazioni, fame e morte. Il piccolo Stato affacciato sull’Oceano Atlantico, ricco di diamanti e altri minerali preziosi, negli anni trascorsi è stato una vera e propria polveriera che alla minima scintilla prendeva fuoco e veniva distrutta. Tutte le storie di guerra sono tristi da raccontare. Ma quando di mezzo ci sono dei bambini, soldato per di più, la faccenda assume dei contorni davvero drammatici.

Titolo: Memorie di un soldato bambino

L’autore: Ishmael Beah è nato nel 1980 in Sierra Leone. Ha vissuto diversi conflitti nel suo Paese d’origine, fino a spostarsi e stabilirsi negli Stati Uniti. Laureato in Scienze Politiche, oltre a “Memorie di un soldato bambino”, ha scritto anche “Domani sorgerà il sole”, sempre edito in Italia da Neri Pozza

Traduttore: Luca Fusari

Editore: Neri Pozza

Il mio voto: 4/5

I villaggi conquistati e trasformati in basi e le foreste in cui dormivamo diventarono la mia casa. La squadra era una famiglia, il fucile il mio custode e protettore, l’unica regola era uccidere o restare uccisi. I miei pensieri non andavano oltre. Combattevamo da più di due anni, ammazzare era ormai diventato un gesto quotidiano. Non provavo pietà per nessuno. La mia infanzia se n’era andata senza che me ne accorgessi, il mio cuore oramai somigliava a un pezzo di ghiaccio. [Memorie di un bambino soldato, citazione pagina 136]

Mogbewemo 1993, Sierra Leone. Ishmael vive con la sua famiglia e i suoi amici in questa città non ancora toccata dalla guerra, della quale si sente parlare colo per sentito dire. Ma un giorno, drammaticamente, la sua vita cambia. La guerra civile arriva anche alle porte di casa sua e lui e il fratello Junior miracolosamente riescono a scamparla. Assieme al fratello e ai suoi amici, si nascondono nella foresta e vagano di villaggio in villaggio alla ricerca di qualcosa da mangiare. Quando finalmente giungono in prossimità di un villaggio, un signore dice a Ishmael e a Junior che i genitori sono poco distanti, al sicuro in un villaggio vicino. I fratelli vorrebbero subito raggiungere i genitori, ma l’uomo li obbliga a fermarsi per la notte. La mattina dopo, con entusiasmo, i fratelli corrono al villaggio vicino ma scoprono solo macerie, morte, roghi, sangue e raffiche di mitra. I ribelli hanno devastato tutto. I loro genitori sono morti.

E’ facile per gli uomini dell’esercito arruolare Ishmael e Junior, li allettano con la vendetta. Potranno uccidere chi ha ucciso i loro genitori. E così, i due fratelli poco più che tredicenni, vengono addestrati per combattere e uccidere. Intossicati da cocaina, brown brown e marijuana, ai ragazzi vengono dati AK47 e viene spiegato loro il funzionamento. Unica missione: tagliare gole, appiccare fuoco, rubare provviste nei villaggi, sparare.

Ishmael viene catturato in un vero e proprio vortice di droga, morte e follia. Torturato dagli incubi e dalle forti emicranie, per Ishmael è tempo di riscatto, se vorrà. Il percorso per riabilitarsi non sarà facile: è molto più facile sparare al prossimo credendolo l’assassino dei genitori, piuttosto che ammettere le proprie debolezze.

Memorie di un soldato bambino” è un romanzo difficile da leggere, non per la prosa che è anzi molto scorrevole e iptonica; è un romanzo difficile da leggere perché è difficile accettare che un ragazzo di tredici anni imbracci un mitra e uccida altri ragazzi. Un ragazzino dovrebbe solo andare a scuola e preoccuparsi di studiare e imparare, i bambini della Sierra Leone non sono stati così fortunati come i ragazzi occidentali.

Oggi la guerra in Sierra Leone è terminata e molti dei soldati bambini, come Ishmael Beah, sono riusciti ad uscire dall’incubo, ma non senza fatica e dolore. Eppure, in molte zone del mondo, ancora oggi ci sono uomini senza scrupoli che rapiscono e obbligano i bambini e i ragazzini a seguirli nelle foreste e nei deserti, dove dopo averli drogati, insegnano loro a diventare macchine della guerra.

Testimonianze come quella di Ishmael Beah dovrebbe far riflettere tutti, a proposito di questa drammatica piaga.

Approfondimento sulla condizione dei bambini soldato nel mondo (fonte UNICEF)

L’UNICEF stima che 250.000 bambini siano coinvolti in conflitti in tutto il mondo. Sono usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi, e le ragazze, in particolare, sono costrette a prestare servizi sessuali, privandole dei loro diritti e dell’infanzia.

Oltre un miliardo di bambini vivono in 42 paesi colpiti, tra il 2002 e oggi, da violenti conflitti. Ma l’impatto dei conflitti armati sui bambini è difficile da stimare a causa della mancanza di informazioni affidabili e aggiornate.

Si stima siano 14,2 milioni i rifugiati in tutto il mondo, di cui il 41 % di età inferiore a 18 anni. E sono 24,5 milioni gli sfollati a causa dei conflitti, di cui il 36 % sono minorenni. Non ci sono dati attendibili sul numero dei bambini associati a forze armate, ma oltre 100.000 bambini sono stati smobilitati e reintegrati dal 1998, come Ishmael Beah.

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