Quando il blog va in vacanza: arrivederci a settembre!

Buongiorno lettrici e lettori!

Come lo scorso anno, interrompo la scrittura di articoli, recensioni e rubriche durante il mese di agosto: non è solo il caldo a far svanire la voglia di mettermi di fronte allo schermo del computer a scrivere, ma ci sono altri motivi per tirare un po’ il fiato dopo la prima metà dell’anno.

Oltre a leggere, in estate c’è molto da fare: ho ripreso a frequentare con costanza le montagne vicine a me, ora che le escursioni le sento molto meno faticose e viaggio più spedita anche in salita. Ho scoperto che i nostri panorami possono regalare belle sorprese e ogni luogo ha un’anima, basta trovarla e apprezzare quei piccoli dettagli che lo rendono unico.

Nonostante il caldo, sfreccio quasi tutti i giorni per un’oretta con la mountain bike. È così bello star fuori, lasciare i pensieri vagare, decidendo all’ultimo secondo se imboccare il bivio a destra o sinistra.

Parco Nazionale del Gran Paradiso (foto: Claudia)

Il tempo per leggere ci sarà anche quest’estate, un’oretta riesco sempre a ritagliarmela. Ma vorrei approfittare di questo mese di fermo del blog per leggere con più calma, senza troppa urgenza di scrivere il mio commento sulle mie letture. Vorrei scegliere i libri con più cura, leggendo forse meno testi ma appunto con più tranquillità.

Non ho ancora scelto i libri che leggerò quest’estate: non riesco a fare programmi, leggo quel che mi pare quando mi viene in mente. Può darsi che ci saranno delle letture che mi porteranno a Nord e altre ad Est, i due punti cardinali che al momento mi interessano di più; mi piacerebbe anche leggere una saga famigliare, senza dimenticare una raccolta di racconti.

E poi, c’è da organizzare il viaggio estivo, anche se alla partenza manca ancora un bel po’. Dopo la Sardegna, Creta e Malta, sarà di nuovo un’isola quella che visiterò verso settembre. La terza isola più grande del Mediterraneo, la più orientale dell’Unione Europea, più vicina all’Asia che alla nostra cara Europa, divisa da una lunga linea da 44 anni. Avete indovinato?

Per vivere al meglio l’estate, ritornerò a scrivere sul blog la seconda settimana di settembre: ci saranno le recensioni delle letture dell’estate e i miei diari di viaggio.

Come sempre potrete consultare il blog per cercare suggerimenti di lettura, viaggiando attraverso oltre cento Paesi del mondo. Troverete suggerimenti di lettura per tutti i gusti: dai reportage di viaggio alle autobiografie, dai romanzi ai racconti.

Per seguire le mie letture ci sono la pagina Facebook e l’account Instagram, che saranno sempre attivi.

Vi auguro una buona estate, qualche bella lettura (ma non troppe! siete in vacanza) e soprattutto tanto divertimento!

A presto, Claudia

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Stoccolma e arcipelago, una piccola guida letteraria

La Svezia, come il resto del Nord Europa, è sempre stato uno dei miei desideri. Ho sognato per lungo tempo di organizzare un viaggio in Svezia: immaginavo i luoghi, le città, i paesaggi e grazie alle mie letture riuscivo a vivere e i meravigliosi spazi svedesi.

Dopo aver tanto letto sulla Svezia, nel giugno scorso il mio sogno si è concretizzato prendendo un aereo per Stoccolma. La cosa buffa è che mi sono sentita come a casa, pur non avendo mai messo piede prima in Svezia.

Il potere dei libri è davvero grandioso.

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Stoccolma in noir

Era in gamba, aveva un’ottima presenza sullo schermo e sapeva farsi valere (…) Se avesse continuato, avrebbe avuto senza dubbio una carica dirigenziale molto meglio remunerata (…) Invece aveva scelto deliberatamente di abbandonare il mondo della tv e di puntare su Millenium, un progetto ad alto rischio che era iniziato in un angusto scantinato di Midsommarkransen, ma che aveva avuto sufficientemente successo da permettere il trasferimento, verso la metà degli anni novanta, nei locali più ampi e più accoglienti di Götgatbacken nel quartiere di Södermalm [Uomini che odiano le donne, Stig Larsson, trad. C. Giorgetti Cima, Marsilio]

Un caratteristico angolo del quartiere di Södermalm (foto: Claudia)

Il mio primo incontro con la Stoccolma letteraria avviene leggendo “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson, edito in Italia da Marsilio. Inizialmente impressionata dalla mole del romanzo, leggendolo mi sono resa conto di quanto fosse scorrevole, accattivante e piacevole.

Mikael Blomkvist è un noto giornalista investigativo, co-direttore della rivista svedese Millenium. Un giorno, il giornalista riceve la chiamata del potente industriale Henrik Vanger: l’uomo ha bisogno di Blomkvist per scoprire che cosa sia successo alla prediletta nipote Harriet, scomparsa nel 1966. Nel giorno dell’anniversario della scomparsa, ogni anno, Vanger riceve un fiore secco incorniciato. Mikael Blomkvist indaga aiutato dall’hacker Lisbeth Salander.

Il successo della saga Millenium, che comprende altri due volumi oltre Uomini che odiano le donne, è stato talmente forte che l’ufficio turistico di Stoccolma e molte guide private hanno iniziato a proporre il Millenium tour, un giro che conduce i visitatori nei luoghi dei romanzi di Stieg Larsson.

Tra i più interessanti, l’abitazione di Mikael Blomkvist al principio di Bellmansgatan, un lussuoso edificio con una vista unica sul canale di Riddarfjaerden e sulla città vecchia Gamla Stan; la redazione della rivista Millenium, all’angolo tra Götgatan e Hökensgata, proprio accanto alla fermata della metropolitana Slussen.

L’incantevole piazza di Mosebacke, con al centro la statua delle Sorelle di Nils Siogren, un luogo dove Lisbeth incontra il suo avvocato Annika, e bevono birra sedute accanto al Södra Teatern.

Tramonto sul Riddarfjaerden e vista su Gamla Stan (foto: Claudia)

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Sandham, l’isola degli omicidi

Dopo dieci minuti di passeggiata nel bosco, sbucò sulla spiaggia occidentale e davanti a lei si aprì il consueto scenario mozzafiato. Era davvero splendido (…) Nora si sedette su un masso al limitare del bosco per godersi la pace di quel luogo (…) Sprofondò le mani nelle tasche e si incamminò verso est. Se percorreva tutta la costa fino a Trouville e poi tornava verso casa passando per il bosco, ci avrebbe messo all’incirca un’ora. Una passeggiata né troppo lunga né troppo corta [Nel nome di mio padre, Viveca Sten, trad. A. Ferrari, Feltrinelli]

Trouville, isola di Sandhamn (foto: Claudia)

Mi sono innamorata perdutamente dell’isola di Sandhamn leggendo due romanzi gialli di Viveca Sten: “Il corpo che affiora” e “Nel nome di mio padre“. Terminato di leggere il primo libro, ho deciso che sarei andata a visitare l’isola di Sandhamn.

Giunta sull’isola, la sensazione è stata nuovamente quella di essere a casa: grazie alla lettura del primo romanzo della Sten, ogni scorcio mi pareva famigliare e utilizzando una mappa fornita dall’ufficio del turismo ho percorso l’intera isola a caccia dei luoghi dei romanzi.

Nel primo romanzo “Il corpo che affiora” conosciamo i due amici protagonisti, il poliziotto Thomas Andreasson e l’avvocato Nora Linde, alle prese con un rompicapo apparentemente senza soluzione: il cadavere di un uomo, in avazato stato di decomposizione, è stato ritrovato su una delle spiagge dell’isola. Come se non bastasse, a pochi giorni di distanza, altre due persone muoiono e il mistero si fa più fitto. Sarà una casuale scoperta di Nora nel capanno di Villa Brand a fare luce sul mistero.

Kvarnberget, Villa Brand nei romanzi di Viveca Sten (foto: Claudia)

Nel romanzo “Nel nome di mio padre” s’intrecciano passato e presente degli abitanti di Sandhamn, una storia di famiglie rivali e rancori mai sopiti. I luoghi qui sono la foresta di pini, dove i figli di Nora e altri amichetti fanno una macabra scoperta; il centro dell’abitato di Sandhamn, innevato e gelido; la chiesetta sulla roccia e il lontano cimitero sul bordo occidentale dell’isola.

Lasciò di nuovo vagare lo sguardo sui tronchi che lo circondavano, mentre una sensazione di disagio lo invadeva inesorabile. Il bosco gli pareva non finire mai, anche se lui sapeva bene che terminava sull’altro lato dell’isola, poco prima della spiaggia. Ma dal punto in cui si trovava non vedeva nulla [Nel nome di mio padre, Viveca Sten, trad. A. Ferrari, Feltrinelli]

La fitta foresta di pini che ricopre il centro dell’isola (foto: Claudia)

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Runmarö, la magia delle notti d’estate

Ogni estate ci sono alcune notti – non molte, ma alcune – in cui tutto è perfetto. La luce, il caldo, i profumi, la foschia, il canto degli uccelli… le farfalle. Chi può dormire, allora? Chi vuole? La maggioranza, a quanto pare. A me invece viene da piangere di gioia e mi metto a girovagare per l’isola fino all’alba, sognando e pensando che le notti d’estate sono la nostra risorsa meno sfruttata. Questo pensiero è nuovo, ma i sogni e le passeggiate ci sono state sempre, da che ricordo. [L’arte di collezionare mosche, Fredrik Sjöberg, trad. F. Ferrari, Iperborea]

In viaggio verso Sandhamn, attraverso l’arcipelago di Stoccolma (foto: Claudia)

Forse il mio amore per l’arcipelago di Stoccolma ha radici più lontane, perché prima di leggere i gialli della Sten ho letto “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg.

Questo è un libro che sfugge ad ogni classificazione, è impossibile da inserire in un genere letterario, ma per me è stata una lettura gradevole, divertente ed umoristica, mai noiosa o accademica, nemmeno quando Fredrik Sjöberg si lancia sulle disquisizioni a proposito dei suoi amati sirfidi.

Benché Sjöberg divaghi e parli di altri noti scienziati, artisti, scrittori ed esploratori, a me questo libro ha trasmesso soprattutto la voglia di andare a vedere dal vivo l’arcipelago, ammirare i suoi colori e assaporare i suoi profumi.

E ho pensato a Sjöberg quando, di ritorno da Sandhamn in traghetto, sorseggiavo un tè caldo e mangiavo biscotti al burro e cioccolato, mentre ammiravo i magnifici colori del tramonto, quasi alle dieci di sera.

Tramonto alle ore 22.30 sull’arcipelago di Stoccolma (foto: Claudia)

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Gita ad Uppsala in compagnia di un piastrellista

Veniva preso da una sorta di malinconica tristezza anche solo a passare nelle vicinanze e vedere giovani betulle e cardi crescere fra i binari dove un tempo correvano i vagoncini ribaltabili, riempiti fino all’orlo di pesante argilla dell’Uppland. Perché gli ricordava, in qualche modo vago e generico, un’epoca in cui la sua vita era ancora popolata di gente (…) Ogni cosa era mondo, e nulla in quel mondo gli apparteneva sul serio. Così ebbe inizio il giovedì di Torsten Bergam [Il pomeriggio di un piastrellista, Lars Gustafsson, trad. C. Giorgetti Cima, Iperborea]

Uppsala, Svezia (fonte: Paulius Malinovskis, Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0)

Torsten Bergam è un piastrellista di Uppsala, una città a nord di Stoccolma. Torsten è un uomo che vive in compagnia della sua solitudine. Moglie e figlio sono morti, lui si arrangia con qualche lavoretto rigorosamente in nero e si concede giusto qualche goccetto ogni tanto. Torsten non ha amici, ma un conoscente finlandese un giorno gli telefona per chiedergli se ha voglia di sistemare le piastrelle del bagno di un edificio in ristrutturazione di proprietà di un facoltoso committente.

Quello di Torsten sarà un lungo pomeriggio, durante il quale il suo lavoro verrà rimestato dai ricordi che spesso tornano a tormentarlo.

Durante il mio viaggio a Stoccolma non ho avuto la possibilità di andare ad Uppsala, ma l’ho aggiunta al piccolo itinerario letterario perché, dalla immagini che ho visto, mi sembra una cittadina molto gradevole ed è facilmente raggiungibile in giornata dalla capitale svedese.

Nel romanzo di Gustafsson, Uppsala è tratteggiata come una città malinconica, dove la narrazione di concentra su un fabbricato fatiscente in periferia. “Il pomeriggio di un piastrellista” parla di una Svezia differente, quella di persone che hanno problemi con l’alcool e con i soldi, quella gente che vive ai margini, sola, nell’indifferenza della società ed è continua preda dei propri ricordi e malinconie.

La vita era quella che era, e diventava quel che diventava. E nemmeno era possibile tornare indietro e riparare. La miseria dell’esistere [Il pomeriggio di un piastrellista, Lars Gustafsson, trad. C. Giorgetti Cima]

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La letteratura nordica: uno sguardo d’insieme

La scelta del titolo Miniature deriva del resto dalla loro natura di testi brevi, ma anche dalla circostanza che non sempre trattano le opere centrali di ciascun autore. Tesi piuttosto a cogliere un piccolo particolare nel grande affresco rappresentato dalla produzione di uno scrittore e seguendo spesso una strada tracciata dall’occasione editoriale (…), i brevi testi si aprono all’osservazione di un particolare, di un’opera secondaria, verso un paesaggio più ampio sullo sfondo, l’intera produzione dell’autore e la mappa un tempo incerta, ora sempre più dettagliata, delle letterature nordiche nell’orizzonte del lettore italiano [Miniature. Frammenti di letterature dal Nord, Bruno Berni, Aguaplano]

L’ultimo libro del nostro itinerario letterario svedese è “Miniature. Frammenti di letterature dal Nord” di Bruno Berni, edito da Aguaplano. Nella raccolta di miniature del professor Berni, ritroviamo molti autori e autrici provenienti dal Nord Europa, dagli autori classici a quelli contemporanei, indicativamente attraverso due secoli di letteratura nordica.

Gli spunti per la lettura e l’approfondimento sono tanti, e nel caso della letteratura svedese sono davvero numerosi. Il viaggio attraverso “Miniature. Frammenti di letterature dal Nord” permette di spiccare il volo dalla Groenlandia alla Danimarca, dalla Finlandia all’Islanda. La mia lista di libri da leggere si è allungata notevolmente, dopo aver letto “Miniature”. Sono sicura che, se siete appassionati di Nord Europa come me, si allungherà anche la vostra.

Stoccolma, in tutta la sua meraviglia (foto: Claudia)

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Questo articolo è stato scritto per il progetto #particongoodbook ideato da Giulia Cuter della redazione GoodBook.it.

Salone Internazionale del Libro di Torino: 10 consigli per organizzare la vostra visita

Buongiorno lettrici e lettori, tra pochi giorni il 31° Salone Internazionale del Libro prenderà il via: dal 10 al 14 maggio 2018 Torino sarà la Capitale della Lettura. Per me si tratta di un evento irrinunciabile e da anni dedico una giornata al Salone. Mai come quest’anno ho voglia di andarci: non ho potuto andare né a Tempo di Libri, né al Book Pride e nemmeno potrò andare alla Grande Invasione di Ivrea a giugno.

Libri ovunque, sorrisi, chiacchiere, volti amici e nuove conoscenze. Al Salone si respira cultura e si possono fare grandi scoperte. Allo stesso tempo, per essere visitato al meglio, occorre qualche accortezza, soprattutto chi andrà la prima volta (o sono anni che non va e si è dimenticato quanto può essere sfiancante il Salone).

Ho pensato di raccogliere in questo articolo 10 consigli per organizzare al meglio la vostra (prima) visita al Salone Internazionale del Libro di Torino. Buona lettura e buona organizzazione!

1 Raggiungete Lingotto Fiere con i mezzi pubblici

La logistica è il primo punto da prendere in considerazione. Sono sicura che non avete nessuna voglia di girare a vuoto con l’auto per un’ora attorno al Lingotto Fiere, pregando in hindi tutte le divinità indiane che vi liberino un posto (pure a pagamento, tra l’altro). Forse se arrivate presto un posto potete anche trovarlo, ma Lingotto Fiere è ben collegato con le stazioni ferroviarie principali. Oltre a numerose linee di autobus, Lingotto Fiere è collegato dalla veloce metropolitana di Torino.

Considerate l’idea di arrivare in treno, inquinerete meno e sarete senz’altro meno stressati; se alle casse esibirete il biglietto del treno avrete un piccolo sconto (7 € anziché 10 €).

2 Ottimizzate i tempi (in particolare se arrivate da lontano)

A nessuno piace stare in coda e a noi italiani men che meno. Le code per entrare al Salone possono essere molto lunghe e dato che a maggio inizia a far caldo, può essere fastidioso attendere per ore sotto il sole. In sostanza, rischiate di entrare già stanchi e stufi al Salone. Per questo vi suggerisco di dare un’occhiata al sito del Salone e di acquistare on line i biglietti: è vero che acquistare il salta fila ha un sovrapprezzo, ma che è meglio spendere un euro in più che stare un’ora in piedi!

3 Studiate il programma e la mappa con la posizione degli stand

Il Salone è immenso e il programma non è da meno: appena sarete entrati al Salone chiedete una mappa degli stand e il programma degli eventi della giornata; sedetevi, prendere la matita e segnate gli eventi che vi interessano o gli editori che conoscete o che volete conoscere.

Il programma è già consultabile, così se avete solo un giorno da dedicare al Salone potete sceglierlo in funzione dell’evento che vi interessa. Vi ricordo che per gli autori o gli eventi più ‘grossi’ è bene arrivare una mezz’oretta prima che cominci perché le sale dove si svolgono si riempiono facilmente.

4 Rivalutate la Francia

Ebbene sì, quest’anno nessun Paese ospite esotico: i nostri cugini d’Oltralpe saranno i protagonisti della 31° edizione del Salone è dedicata alla Francia. Dalla letteratura alla saggistica, dai libri per ragazzi alle bande dessinée, sono tanti gli Autori e le Autrici francesi e provenienti dalle ex-colonie che ci faranno compagnia quest’anno. Date un’occhiata tra i nomi!

5 Riposatevi (è un ordine!)

L’effetto serra che si sviluppa nei padiglioni di Lingotto Fiere può essere esasperante: dovete fare una pausa! Purtroppo tra gli stand e le corsie vedrete poche panchine per risposarsi, ma nell’area d’ingresso e all’esterno del padiglione opposto all’entrata dovreste trovare una (minuscola) area pic nic. Eventualmente, accampatevi da qualche parte o sulle gradinate d’ingresso e riposatevi, sfogliando magari il vostro ultimo acquisto. E valutate il prossimo.

Questa foto l’ho scattata da un punto rilevato dove mi ero appollaiata per mangiare!

6 Portatevi il pranzo da casa (e tanta acqua!)

Al Salone ci sono bar e chioschetti che vendono street food, senza troppa varietà. Ci sono code chilometriche per procacciarsi un panino, c’è il rischio di mangiare in piedi perché ci sono pochi posti a sedere e aggiungete anche che col prezzo di panino e bibita vi comprate (almeno) un libro. Quindi? Suggerisco di portarsi qualcosa da casa (acqua, soprattutto, ricordate l’effetto serra?) e di mangiarlo seduti sulle gradinate d’ingresso o nella piccola area pic nic esterna (se siete fortunati a trovare un posto).

7 Siate curiosi (e indipendenti!)

Il Salone del Libero è principalmente scoperta: troverete un autore nuovo, un libro ambientato in un luogo che non conoscevate, scoprirete una casa editrice magari piccola ma con un buon catalogo interessante. Tutto questo solo se sarete curiosi e vi metterete in gioco. E’ vero che nel punto 3 vi ho detto di scegliere gli stand da vedere, ma ritagliatevi un po’ di tempo per visitare qualche stand che vi ispira anche solo per il nome dell’editore o per l’arredamento scelto (lo stand di NN Editore, ad esempio, sembra un salottino!).

8 Armatevi di pazienza

Avrete bisogno di pazienza per ogni passo, soprattutto se andrete al Salone al sabato o alla domenica. Ci saranno parecchie code: all’ingresso, ai chioschetti (a meno che non seguiate il consiglio n.6), ai bagni, agli eventi più importanti, negli stand grandi (ma voi seguirete il punto n.7 e quindi questa coda la eviterete).

9 Parlate con gli editori (non vi mangiano!)

Una delle migliori scoperte durante uno dei tanti Saloni del Libro è stata quando mi sono avvicinata allo stand di Keller Editore. Mi avevano colpito le copertine e ho potuto scambiare due parole con con l’editore che, ovviamente senza impegno, mi ha suggerito un libro. Il libro era un reportage sulla guerra dei Balcani e dato che ne sapevo poco e niente, l’ho comprato e divorato in pochi giorni. Da allora di libri editi da Keller ne ho letti tanti, e non mi hanno mai delusa.

Il mio consiglio è quello di avvicinarsi agli stand e farsi consigliare dall’editore. Raccontategli qualcosa di voi, di ciò che vi piace leggere, se avete un luogo del cuore, se vorreste approfondire una tematica. Insomma, mettete da parte la timidezza: il Salone è come una grande festa dove i protagonisti siete voi lettori e il libri.

Lettori accampati sulle gradinate d’ingresso

10 Non solo Salone: visitate Torino!

E già che ci siete, in particolare se vi fermate più giorni, visitate Torino! Dopo le Olimpiadi invernali del 2006, Torino ha saputo trasformarsi in una bella città a misura di turista. Il centro è piccolo, i mezzi pubblici frequenti e capillari, le vie sono disposte a scacchiera ed è facile orientarsi. Vi elenco i luoghi di Torino che preferisco e che vi suggerisco di visitare:

  • Museo Egizio
  • Museo Nazionale del Cinema e Mole Antonelliana
  • Palazzo Reale
  • Palazzo Madama
  • Piazza Castello e Via Garibaldi
  • Piazza Carignano e Piazza San Carlo
  • Via Po e Piazza Vittorio
  • Duomo di Torino
  • Parco del Valentino e Borgo Medievale
  • Museo di Pietro Micca (l’eroe dell’Assedio di Torino del 1706)

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Ora siete pronti a organizzare e vivere al meglio il vostro 31° Salone Internazionale del Libro di Torino! Ci vediamo là?

Le migliori letture del 2017: la classifica finale

Puntuale come sempre, ecco l’articolo in cui raccolgo le migliori letture del 2017. Ho letto in totale 71 libri, meno dell’anno scorso e di questo sono molto contenta: tra i buoni propositi del 2018 da lettrice c’è quello di leggere meno libri ma sceglierli con più cura.

In questo articolo vi parlerò dei dieci libri più belli letti nel 2017, con un breve commento. Prendete appunti, ché non è mai troppo tardi per regalarsi un libro. Buona lettura!

Leggendo Tabucchi sognavo il Portogallo

Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi (Feltrinelli) è il libro che ho deciso di leggere dopo aver prenotato il volo per Lisbona. Sarei andata in Portogallo per la prima volta e avevo voglia di documentarmi a proposito del piccolo stato affacciato sull’Oceano Atlantico. A metà romanzo ho capito che sarebbe diventata una delle migliori letture dell’anno. Rua da Saudade è quasi nascosta, bisogna cercarla con attenzione, ma c’è; Pereira invece non l’ho incontrato: un motivo per tornare nella splendida Lisbona?

Di viaggi e di confini: la mia Europa

Trans Europa Express di Paolo Rumiz (Feltrinelli) è un reportage di viaggio che mi è stato suggerito da Pina, lettrice che cura il blog Il mestiere di leggere. Rumiz racconta di un viaggio compiuto da Nord verso Sud, dalla Norvegia alla Turchia, passando più volte attraverso la cerniera d’Europa, il confine tra l’Unione Europea e la Russia. Mentre leggevo Trans Europa Express, la mente vagava assieme al giornalista Rumiz e iniziava a sognare un viaggio così avventuroso e istruttivo.

Due raccolte di racconti: famiglie irlandesi, famiglie filippine

Tutto in ordine e al suo posto di Brian Friel (marcos y marcos, trad. D. Benati) è una raccolta di racconti agrodolci che raccontano l’Irlanda del Nord e i suoi abitanti. I racconti all’apparenza sembrano tristi: si parla di alcolismo, povertà, nidiate di figli da crescere e difficoltà economiche. Eppure, Friel riesce sempre a strappare un sorriso al lettore e i suoi personaggi non si perdono mai d’animo, mettendo tutto sommatto ogni cosa in ordine e al suo posto.

Famiglie ombra di Mia Alvar (Racconti edizioni, trad. G. Guerzoni) è una raccolta di racconti dove le famiglie smembrate sono protagoniste: dalle Filippine al Medio Oriente, giungendo sino in Europa o addirittura in America, le famiglie descritte da Mia Alvar si sparpagliano per il mondo, dando origine alle famiglie ombra.

Da un figlio per il padre, la Libia che non mi aspettavo

Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro di Hisham Matar (Einaudi, trad. A. Nadotti) è la storia di un figlio, Hisham, che torna in Libia dopo più di trent’anni per scoprire cosa è successo a Jaballa Matar, suo padre, oppositore del regime di Gheddafi. Con una scrittura seducente, elegante e con un tono pacato, quasi volesse sussurrarci questa storia, Hisham Matar regala ai lettori un libro che contiene tutto l’amore che un figlio nutre verso il padre e verso il proprio Paese d’origine.

Da un padre per il figlio, il polveroso Midwest americano degli anni ’50

Gilead di Marylinne Robinson (Einaudi, trad. E. Kampmann) è un romanzo magnifico perché è come una trapunta calda quando a settembre iniziano le prime serate fredde. Un libro che racconta di un’America rurale che esiste solo più nei ricordi, o nelle lettere polverose che si disfano se le si legge. E il reverendo Ames, col suo gran cuore, è uno dei personaggi meglio riusciti incontrati nei romanzi.

Da Guernsey con amore (per i libri e per la vita)

Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows (Astoria, trad. G. Scocchera e E. Rinaldi) è un romanzo epistolare che funziona alla perfezione, raccconta una storia vera e una inventata, con leggerezza e molto sentimento. È un libro ricco di persone buone e capaci a sacrificare loro stesse per il bene degli altri; poi parla di libri e di ciò che possono fare per noi: salvarci e farci incontrare le persone che cambieranno per sempre la nostra vita.

Le graphic novel, tra Cile e i confini ‘caldi’ d’Europa

Gli anni di Allende di Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta (Edicola ediciones, trad. P. Primavera) è un’ottima graphic novel che illustra con precisione e dettaglio gli anni appena precedenti alla vittoria di Salvador Allende, il periodo del suo mandato come presidente del Cile e la sua drammatica morte. Un ottimo libro per coloro che sono curiosi di scoprire qualcosa su una delle più importante figure politiche del Sudamerica del Novecento.

La crepa di Carlos Spottorno e Guillermo Abril (add editore, trad. F. Bianchi) è una graphic novel dove vengono raccontati i confini caldi d’Europa, quei confini fatti di fili spinati, campi minati e uomini, donne e bambini che cercano di raggiungere un luogo sicuro. Una storia drammatica per aprirci gli occhi sulla disperazione del prossimo.

Se ami il Nord, naviga alle Lofoten

Il libro del mare di Morten A. Strøksnes (Iperborea, trad. F. Felici) è stata l’ultima lettura del 2017 ed è entrata nella classifica perché si tratta di un libro unico che sfugge ad ogni tentativo di classificazione. Morten e Hugo sono due amici che decidono di andare a caccia dello squalo di Groenlandia, enorme predatore che nuota nelle gelide acque delle Lofoten; ma nel frattempo, Morten racconta aneddoti, spesso divertenti, curiosità scientifiche e geografiche. Il libro perfetto per chi ama il Nord Europa e vuole sentirsi coinvolto attraverso tutti i sensi.

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Con la speranza che il 2018 mi porti tempo per leggere e belle letture, ora che vi ho svelato i migliori libri dell’anno, tocca a voi raccontarmi quali sono state le vostre letture preferite!

 

Libri, viaggi e buoni propositi per il 2018

L’aforisma che mi ha accompagnata per tutto il 2017 è una frase estratta dal libro Trans Europa Express di Paolo Rumiz: “I sogni di chi viaggia sono i più facili da decifrare“. Pur amando questa citazione al punto di averla appuntata un po’ dappertutto, per far sì che mi rispecchi davvero forse dovrei riscriverla più o meno così: “I sogni di chi viaggia e legge sono i più facili da decifrare”.

Leggere e viaggiare sono due mie grandi passioni e spesso si compenetrano, poiché dopo la lettura di un libro inizio a sognare un viaggio oppure dopo un viaggio vado alla ricerca di un libro che me lo ricordi.

Così, prima di pubblicare l’articolo con le letture migliori dell’anno, ho scritto un breve memoir, come una pagina di diario, che parli appunto di libri e viaggi, senza dimenticare i buoni propositi per il 2018.

Le mie letture, i buoni propositi

Il 2017 è stato decisamente generoso: ho letto molti libri e sono quasi sempre riuscita a ritagliarmi tempo per leggere. Facendo un bilancio su numeri e qualità, penso di aver letto troppi libri e alcuni di questi li ho terminati troppo in fretta. Leggere, per me, è un piacere; io non leggo per lavoro, quindi tra i buoni propositi per il 2018 da lettrice compaiono per primi quelli di leggere meno titoli, leggerli più lentamente e cercare di sceglierli con più cura. Preferirei non leggere di tutto e poi ritrovarmi tra le mani un libro orrendo o che non rispecchia i miei gusti e desiderare solo di toglierselo dai piedi il più in fretta possibile.

Rallentare la lettura godersi la storia parola per parola, senza sentirsi in dovere di terminare un libro perché se ne hanno già altri dieci in attesa o si deve per forza scrivere la recensione in tempi brevi.

Dei 71 libri letti quest’anno 70 sono stati recensiti (in realtà, di due mancano ancora le recensioni perché li ho terminati la scorsa settimana). Uno non l’ho recensito, i motivi sono due: è un libro che non mi è piaciuto e che ho terminato saltando le pagine. Non ha nessun senso parlare di un libro senza averlo letto interamente: spesso leggo delle recensioni che mi sembrano dei copia-e-incolla dai comunicati stampa (che ricevo anche io via mail) oppure delle recensioni così vaghe che potrebbero adattarsi ad una rosa di titoli. Può darsi che nel 2018 non recensirò tutti i libri che leggerò: una recensione, se scritta bene, porta via almeno un paio d’ore; per certi libri basterà un post su Facebook.

Forse non scriverò le recensioni di tutti i libri letti nel corso del 2018: preferisco scrivere meno recensioni e cercare di curarle di più.

Il giro del mondo a che punto è? Quest’anno ho raggiunto il traguardo di 100 Paesi visitati attraverso i libri, per cui per completare il giro me ne mancano poco meno di altri cento. Inizia a diventare difficile scovare libri tradotti in italiano e scritti di autori provenienti da Paesi particolari, ma un passo per volta aggiungerò mattoncini al mio progetto.

Leggere le letterature straniere che più straniere non si può è sempre una priorità.

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I miei viaggi, i miei desideri

Dopo le letture, ecco il bilancio dei viaggi in Italia e in Europa. Questo è stato un anno molto europeo, più europeo che italiano: ho messo piede in 7 stati europei e ho visitato 3 regioni italiane.

Ad aprile ho viaggiato tra Svizzera e Liechtenstein (con due piccole puntate l’una in Austria, l’altra in Germania). A luglio è stata la volta di una veloce corsa in Provenza, sfruttando la relativa vicinanza tra Francia e Piemonte: il rovente altopiano di Valensole mi ha incantata e spero che in futuro ci sarà occasione di tornare di nuovo.

Il vero viaggio del 2017 si è concretizzato ad agosto: ho realizzato il sogno di volare a Lisbona e per una ventosa e soleggiata settimana sono stata in Portogallo, visitando non solo la capitale lusitana ma anche i suoi dintorni. Un vaggio davvero stupendo, tra i migliori mai organizzati.

Settembre è il mio mese preferito e mi ha regalato un altro viaggio bellissimo: il mio compleanno l’ho trascorso in una delle mie regioni d’Italia preferite: l’Umbria. Ho trascorso tre giorni nella cittadina di Gubbio, e ho girovagato tra Assisi e Spoleto, attraverso i luoghi del santo Patrono d’Italia, San Francesco, e del celebre prete investigatore Don Matteo. Ritornando a casa, ho fatto una tappa a Ravenna, incantevole città che custodisce dei mosaici a dir poco unici e dopo tanti anni ho reso omaggio al Sommo Poeta.

A dicembre ho realizzato il mio secondo sogno baltico: sono salita su un aereo diretto a Nord-Est e ho raggiunto Riga, l’elegante e stupenda capitale della Lettonia. Presto arriverà un articolo sulla Riga letteraria, un percorso attraverso i libri e i luoghi, senza dimenticare il buon cibo (ebbene sì, in Lettonia ho mangiato molto bene).

E i desideri per i viaggi del 2018? Vorrei concentrarmi su tre punti cardinali: Sud, Est e Nord.

Italia: nel 2018 vorrei continuare i miei giretti in Valle d’Aosta, la mia regione d’Italia preferita dopo il Piemonte, ma non mi dispiacerebbe ritornare in Liguria o scoprire qualche città lombarda.

Europa: nel 2018 mi piacerebbe soggiornare in una bella isola mediterranea, magari in estate. Desiderei iniziare a scoprire l’Est Europa, un’elegante capitale, forse? Infine, come già sapete, la mia bussola punta sempre a Nord, per cui vorrei che nel mio 2018 ci fosse posto per almeno un viaggio in Nord Europa.

I viaggi è vero che prosciugano le finanze, ma quando torno è innegabile: mi sento sempre più ricca di quando sono partita.

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E ora, un po’ di ringraziamenti. Grazie per avermi letta, grazie per il vostro supporto, grazie per i vostri commenti e la vostra fiducia. Che sia un 2018 positivo per tutti, che possa vederci realizzati tanti sogni e che ci conservi sempre la curiosità di scoprire nuovi luoghi, nuove culture e nuove esperienze!

Intervista a Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, Edizioni Black Coffee

Nel marzo 2017 si è affacciata al panorama editoriale italiano una nuova casa editrice, guidata da due giovani traduttori tostissimi, vulcanici e con un progetto volto a portare in Italia la letteratura nordamericana contemporanea, in particolare opere d’esordio. Durante questi primi mesi di attività, i libri editi da Edizioni Black Coffee hanno conquistato i lettori italiani, me compresa.

Grazie alla collaborazione con Good Book.it – ringrazio Giulia Cuter per avermi coinvolta – ho avuto la possibilità di intervistare Sara e Leonardo riguardo al loro progetto editoriale.

Buona lettura!

Edizioni Black Coffee, progetto di letteratura nordamericana contemporanea.

1 Come nasce la passione per gli Stati Uniti e la letteratura nordamericana, tanto forte averla fatta diventare il vostro mestiere?

La mia passione è sbocciata all’università. Prima leggevo solo classici, per lo più inglesi. Poi ho iniziato a seguire un corso di Franco Minganti, grande studioso ed esperto di letteratura angloamericana, e mi si è aperto un mondo. Gli Stati Uniti mi avevano sempre affascinato, ma non tanto per la loro produzione letteraria. Erano i loro spazi sterminati, più di ogni altra cosa, a chiamarmi. Volevo sapere cosa si provasse ad abitarci, a passarci attraverso, volevo uscire dalla claustrofobia della città europea e perdermi. Così sono partita, e ogni volta che tornavo portavo con me un libro che mi aveva colpito. A casa ne traducevo qualche passo – perché la mia più grande passione è, e sempre sarà, la traduzione – e lo proponevo a varie case editrici. In cambio ricevevo solo rifiuti. Ricordo però che in quel periodo affinai un certo gusto, capii cosa c’era in quella letteratura che non trovavo altrove.

Col passare del tempo, la smania di diventare parte attiva nel processo di traduzione e pubblicazione di certe opere non accennava ad andarsene. Per farmela passare, ho dovuto incontrare Leo (lui è quello pratico, io la paranoica). Da quando l’ho conosciuto le parole sono diventate azioni. Negli Stati Uniti abbiamo iniziato ad andarci insieme: trascorrevamo ore in libreria, a cercare la novità, qualcosa che ci stupisse. Non ci rendevamo conto che nelle opinioni che ci scambiavamo al ritorno dal viaggio c’era il germe della casa editrice che avremmo fondato. Non c’era consapevolezza, solo stupore di fronte a quella letteratura che si rinnovava all’infinito e continuava a influenzare il resto del mondo. Dedicarle la nostra vita è stata una conseguenza naturale.

2 La casa editrice Black Coffee si è affacciata al panorama editoriale italiano con un progetto preciso, deciso ad occuparsi di una particolare nicchia della letteratura nordamericana. I libri pubblicati negli USA sono tantissimi: ci raccontate come scegliete quelli da pubblicare?

Il punto è che abbiamo in mente un discorso sull’America contemporanea e i libri che pubblichiamo sono tutti tasselli di quel discorso. Non abbiamo, ovviamente, la presunzione di dire «questo è il meglio della letteratura americana di oggi» – il nostro è solo uno dei tanti percorsi possibili. E dal momento che ci piace rischiare, i nostri libri hanno in comune una certa spericolatezza linguistica e tematica.

Quando mi imbatto in un potenziale Black Coffee lo capisco subito: può essere il libro più strambo e sconosciuto della Terra, ma ha perfettamente senso affiancato agli altri. Pubblichiamo esordi, ma non badiamo troppo al successo che hanno riscosso in patria. Se crediamo che per il lettore italiano rappresentino una novità oppure offrano un punto di vista originale, li pubblichiamo. Stessa cosa per i recuperi dal passato: se un certo autore non è arrivato in Italia, non stiamo a chiederci «Come mai? Troppo rischioso?». Se ai nostri occhi ce n’è bisogno, lo ripeschiamo.

Le prime tre pubblicazioni della casa editrice Edizioni Black Coffee.

3 Al momento in catalogo avete cinque libri: due romanzi, due raccolte di racconti e una non-fiction, tutti scritti da donne. Quale tra queste pubblicazioni vi rende più orgogliosi e perché?

Siamo fieri di ogni singolo titolo che siamo riusciti a portare in Italia. Alexandra Kleeman, Bonnie Nadzam, Mary Miller e Amy Fusselman sono autrici molto giovani ed è una grande soddisfazione vederle crescere. Può darsi che la loro scrittura non sia ancora matura, ma crediamo che sia giusto ascoltarle e seguirle nel loro percorso. Diverso è il caso di Joy Williams: portare i suoi racconti in Italia è stata una vera conquista. Avevamo di fronte un’autrice molto nota e apprezzata negli Stati Uniti, un mostro sacro del racconto americano, ed eravamo un po’ in soggezione. Quando Joy ha accettato la nostra proposta, quasi non ci credevamo: una casa editrice così piccola che pubblicava una scrittrice così importante… In questo senso forse L’ospite d’onore è il nostro orgoglio più grande.

 

4 Parliamo dell’ultima novità “L’ospite d’onore”, raccolta di racconti di Joy Williams. Sara, su Instagram hai scritto che per pubblicarlo avete “sputato sangue”: ci racconti un aneddoto legato a questa vostra fatica?

Non c’è un aneddoto in particolare, è stato più un accumularsi di tante situazioni difficili… Come dicevo, Joy Williams era una scrittrice ben al di là della nostra portata – e delle nostre finanze: acquisire i diritti di The Visiting Privilege ha implicato uno sforzo economico non indifferente! Ne abbiamo parlato per giorni e alla fine ci siamo convinti che per Black Coffee sarebbe stato un passo importante. Una volta acquisiti i diritti, poi, ci siamo resi conto che, per comunicare a dovere un’autrice di quella portata, sarebbe stato necessario mettere in campo tutte le nostre forze – e anche di più. Sarebbe stata un’impresa titanica, un vero e proprio investimento. Anche della traduzione ci siamo occupati noi, e neanche in questo caso è stata una passeggiata: i racconti sono tanti e la difficoltà elevata. Uniformare le nostre due voci allo stille dell’autrice ha richiesto un impegno disumano. Per un po’ Joy Williams è stata una presenza palpabile in casa nostra!

Questo, insomma, ha significato «sputare sangue», ma non rimpiangiamo nulla. Quando il libro è arrivato in redazione abbiamo provato una soddisfazione immensa. Mai avremmo creduto di essere capaci di tanto. Ora sta a voi giudicare se abbiamo fatto un buon lavoro.

Leonardo Taiuti e Sara Reggiani, editori e traduttori di Edizioni Black Coffee.

5 Come descrivereste il primo anno di vita di Black Coffee? E quali sono i progetti per il 2018?

È stato un anno entusiasmante: dalla pubblicazione del primo libro, a marzo, abbiamo fatto passi da gigante e ricevuto tante conferme. Il progetto piace e suscita curiosità: il primo obiettivo per noi è raggiunto. Il 2018 sarà l’anno del consolidamento: ora che siamo riusciti a far passare il messaggio, dobbiamo tenere fede alla parola data e restare coerenti con le scelte operate finora. Così avremo ancora esordienti e recuperi dal passato, racconti e romanzi. A maggio pubblicheremo l’opera di un autore, Ben Marcus, che siamo ansiosi di strappare al silenzio in cui è stato inspiegabilmente relegato nel nostro Paese. E poi abbiamo in serbo una piccola novità in pieno spirito Black Coffee: da febbraio inizieremo a pubblicare Freeman’s, una rivista letteraria curata dall’ex direttore di Granta, nonché noto critico e scrittore, John Freeman. Questa scelta si inserisce in un discorso già avviato (tramite la collaborazione con The Believer e Hobart di cui proponiamo una selezione di contenuti sul nostro sito) sulla vivace realtà delle riviste letterarie americane: vogliamo fornire una cornice e un contesto ai libri che proponiamo in catalogo, oltre ad aprire una piccola finestra su un strumento di diffusione culturale cui purtroppo, in Italia, si dà troppo poco peso.

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Ringrazio Sara e Leonardo per la disponibilità nell’intervista, e Giulia Cuter di GoodBook.it per avermi dato l’opportunità di realizzare questo pezzo.

(© Riproduzione riservata)

Ti regalo un libro: speciale Natale

Regalare un libro è come regalare un’emozione. In un piccolo parallelepipedo con la copertina sgargiante e con quel profumo di carta appena stampata, sono contenuti storie, sentimenti, viaggi, gioie e dolori. Un libro può far compagnia, può divertire, può aiutare a superare un momento difficile, un libro può tante cose, ma deve essere il libro giusto.

Lungi dall’essere una guida all’acquisto consapevole, questo articolo è una breve lista di libri che in un modo o nell’altro mi hanno emozionata e che penso potrebbero andar bene per una certa tipologia di lettori.

Avete letto bene: una certa tipologia di lettori. Mi raccomando, non regalate un libro a chi non legge, non è molto carino perché sembra davvero che non sapevate cosa donare e avete arraffato la prima cosa che avete trovato al supermercato. Premesso ciò, Ti regalo un libro, speciale Natale.

Il libro: Trans Europa Express di Paolo Rumiz (Feltrinelli, 231 pagine, 9.50 €)
A chi regalarlo: ai lettori che amano viaggiare, che vogliono leggere aneddoti e notizie sulla nostra vecchia Europa; il libro perfetto per ha la valigia sempre pronta, con l’essenziale, e una mappa pasticciata e stroppicciata piena di appunti sulle cose da vedere.

Il libro: Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere di Marco Truzzi (fotografie di Ivano Di Maria, Exòrma edizioni, 158 pagine, 14.50 €)
A chi regalarlo: ai lettori che vogliono capire la situazione politica che stiamo vivendo, per chi vuole aprire gli occhi sull’attualità, per farsi un’idea su cosa sta diventando l’Europa e su cosa potremmo fare noi per invertire questa tendenza.

Il libro: Ombre. Dipinti ispirati a Edward Hopper AA. VV. (trad. L. Briasco, F. Deotto, L. Sacchini, Einaudi, 304 pagine, 18.50 €)
A chi regalarlo: ai lettori che amano i buoni racconti americani e apprezzano l’arte, in particolare le tele di Edward Hopper.

Il libro: La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead (SUR edizioni, trad. Martina Testa, 376 pagine, 20 €)
A chi regalarlo: ai lettori che apprezzano i romanzi coinvolgenti, ricchi di colpi di scena e di azione. Un romanzo adatto anche ai giovani lettori che è giusto che imparino e sappiano che cos’è stata la schiavitù in America.

Il libro: Atlante leggendario delle strade d’Islanda a cura di Jón R. Hjálmarsson (trad. Silva Cosimini, Iperborea, 225 pagine, 16 €)
A chi regalarlo: ai lettori che sono affascinati dal Grande Nord e a coloro che apprezzano suggestioni e antiche leggende. Un libro per sognare l’Islanda e i suoi miti, i luoghi e i paesaggi; per immergersi in una cultura millenaria, per sorridere, inquietarsi e suggestionarsi; per chi c’è stato e per chi sogna di andarci, in quelle terre remote, tra ghiacci e vulcani.

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Se i miei suggerimenti non vi bastano e siete ancora curiosi, vi consiglio di fare un salto sul blog di Federica Una ciliegia tira l’altra perché anche lei ha scritto un bell’elenco di libri da regalare o regalarsi!

Autobiografia semi-seria di una lettrice giramondo

Oggi è un giorno speciale: Il giro del mondo attraverso i libri compie quattro anni! Chi l’avrebbe mai detto che per così tanto tempo avrei parlato di romanzi, consigliato libri, raccontato viaggi e condiviso tante fotografie sul blog!

Il mio progetto di lettura lo conoscete: viaggiare attraverso i libri e visitare idealmente tutti quei Paesi che non potrei vedere di persona. Ma… che cosa sapete di me?

Sono quell’entità che vaga – libro alla mano – in giro per il mondo, saltando dall’Angola alla Bolivia, passando per la Nuova Zelanda e approdando in Vietnam, per poi correre in Estonia e quindi rientrare in Italia. Dato che in tutto questo tempo non credo di essermi mai presentata, ho deciso di scrivere un’autobiografia rigorosamente semi-seria in quaranta punti per raccontare qualcosa in più della lettrice giramondo quale sono.

Spero che il risultato di questa autobiografia semi-seria vi diverta e vi faccia trovare, chissà, qualche punto in comune con il mio profilo di lettrice giramondo. Siete pronti a scoprire qualche cosa in più di chi scrive ormai da quattro anni su Il giro del mondo attraverso i libri? Tre, due, uno… via!

  1. Il primo libro letto da sola fu “Cipì” di Mario Lodi edito da Einaudi.
  2. I miei genitori sono lettori: mia mamma legge romanzi d’avventura, mio papà adora i saggi storici (ha un debole i Savoia e l’Assedio di Torino del 1706).
  3. Se sono una lettrice, lo devo ai miei genitori e alla maestra di italiano, Daniela.
  4. Ho iniziato la carriera da lettrice leggendo i libri del Battello a Vapore, rispettando le fasce d’età.
  5. Da bambina il mio libro preferito era “Fra Pierino e il suo ciuchino” di Munoz Juan Martin.
  6. A proposito di “Fra Pierino e il suo ciuchino“: ricordo di averlo portato in vacanza ad Alassio nel lontano settembre 1998: lo leggevo ad alta ai miei cugini più piccoli ad ore pasti (colazione, pranzo, cena) e suppongo che il personale dell’hotel lo abbia imparato a memoria.
  7. Tra i quattordici e diciotto anni ho letto soprattutto romanzi thriller, gialli e tutto ciò che aveva a che fare con il crimine e i criminali (se ve lo chiedete, sì, sono ancora piede libero).
  8. Durante gli anni in cui leggevo soprattutto thriller e romanzi sui criminali, mi sono innamorata dell’agente speciale dell’FBI Aloysius Pendergast, nato dalla penna di Lincoln Child e Douglas Preston.
  9. Ho avuto un rapporto complicato con la saga di Harry Potter: l’ho apprezzato i primi anni e l’ho detestato quando è diventato un fenomeno di massa.
  10. Verso i sedici anni ho letto “Il signore degli anelli” di J. R. R. Tolkien e ho deciso che non avrei più letto romanzi afferenti al genere fantasy perché per me la scrittura di Tolkien è inarrivabile.
  11. Dopo la fase letteratura criminale e letteratura fantasy, ho iniziato a leggere romanzi e saggi inerenti alla geologia e alla paleontologia (il mio preferito è sempre “La vita meravigliosa” di Stephen Gould).
  12. Prima di aprire il blog e i canali social, ho seguito pagine e altri blog di lettura, i quali mi hanno ispirata e guidata nella scelta delle letture.
  13. Il personale gusto di lettura è arrivato col tempo, ho impiegato anni a trovarlo ed ora sono decisamente soddisfatta.
  14. Come sapete, il progetto di leggere libri scritti da autori e autrici di tutto il mondo deriva dall’idea di Ann Morgan, giornalista inglese che cura il blog A year of reading the world.
  15. Di conseguenza, volendo fare il giro del mondo attraverso i libri quando trovo un autore che ha un cognome strambo cerco subito di individuare la nazionalità e se è proprio strana mi esalto.
  16. Benché molti demonizzino i social network, è proprio grazie ad essi che ho scoperto tanti bellissimi libri ed editori che probabilmente non avrei trovato mai (o ci avrei impiegato un sacco di tempo).
  17. Grazie ai social network ho conosciuto diverse blogger davvero brave, le quali mi hanno fornito spunti di lettura e occasioni di continuo miglioramento.
  18. Al momento non ho un libro preferito, ma potrei citare due libri che ho amato molto: “Ho paura torero” di Pedro Lemebel e “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi.
  19. Non ho una libreria di fiducia, compro libri dove capita, sia nelle librerie di catena che on line.
  20. Ho una decina di tessere delle biblioteche della zona. E me ne vanto.
  21. Quando vedo una libreria devo entrarci; idem per le biblioteche.
  22. Quando entro in una libreria o in una biblioteca devo fare una foto, anche a caso.
  23. Quando entro in una libreria difficilmente uscirò senza un libro. Se proprio non trovo niente compro un segnalibro.
  24. Colleziono segnalibri!
  25. Cerco di leggere tutti i giorni.
  26. Il momento preferito per leggere è alla sera, prima di andare a dormire.
  27. Ho un libro sempre con me. Non si sa mai, magari trovo dieci minuti per leggere.
  28. Sottolineo le frasi che mi colpiscono di più, mentre leggo, ma non sempre: qualche volta incollo un post-it colorato per non sciupare il libro.
  29. Se leggo un libro con la sovracoperta, prima di iniziarlo ripongo con cura la sovracoperta in un luogo dove non si spiegazzerà.
  30. Ho molta cura dei libri, ma c’è stata un’occasione in cui ne ho lanciato uno dalla finestra. Non mi pento di quel gesto.
  31. Confesso che qualche volta ho saltato le pagine del libro che stavo leggendo.
  32. Se un libro non mi cattura lo abbandono senza pietà.
  33. Negli acquisti sono impulsiva, fin troppo, spesso compro libri che mi ispirano sul momento ma poi arrivata a casa mi dico: “Perché l’ho comprato?“.
  34. Quando sono in viaggio non riesco a leggere, ma un libro prendo sempre.
  35. Quando leggo ho bisogno di silenzio: non riesco a leggere dove la gente parla o ci sono rumori troppo forti.
  36. Leggendo, ho scoperto che i libri possono cambiare il modo di vedere le cose.
  37. Grazie ai libri si possono conoscere persone davvero interessanti.
  38. Ho scoperto che attraverso i libri posso viaggiare senza muovermi dal divano.
  39. E ho scoperto che i libri possono irspirare i miei viaggi reali.
  40. Se un giorno incontrassi il genio della lampada gli chiederei di poter conoscere tutte le lingue del mondo: così potrei leggere tutti i libri che vorrei senza aspettare le traduzioni e potrei mettermi in viaggio senza portarmi appresso i frasari di cortesia.

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Mi auguro che la mia autobiografia semi-seria vi sia piaciuta e, ringraziandovi di avermi letta e seguita, sarei curiosa di sapere se in qualcuno dei 40 punti vi siete ritrovati!

(Ri)diventare lettori: cinque consigli per approcciarsi alla letteratura

Con il trascorrere del tempo possono cambiare molte cose in noi: è possibile che nascano nuove passioni e che altre vengano accantonate. Dopo anni che non leggete potrebbe venirvi voglia di riprovarci, di riprendere un libro in mano, perché ne avete sentito parlare tanto oppure perché avete bisogno di leggere quel determinato libro per lavoro. Tutti siamo stati ‘lettori’: durante gli anni scolastici ci sono state assegnate delle letture, ma alcuni di noi una volta completata l’istruzione hanno deciso di non leggere più per molteplici motivi.

Riprendere a leggere dopo tanto tempo sarà un po’ come iniziare a correre: non si comincia iscrivendosi alla maratona di New York, ma correndo solo due minuti per volta (e fidatevi che per chi non è allenato due minuti sono molto lunghi e il fiatone arriva subito).

Anche per ricominciare a leggere si dovrà procedere per gradi: a chi si riapproccia alla lettura non suggerirei mai di cominciare a leggere “Guerra e pace” di Lev Tolstoj, non penso che arriverebbe nemmeno alla fine del primo capitolo. Quindi come ricominciare a leggere? L’articolo che state leggendo è un compendio in cinque punti che illustra un possibile approccio alla lettura per ragazzi e adulti che vogliono ritornare a leggere. Spero che questo scritto possa esservi utile e possa fornirvi qualche spunto interessante.

Mid-Manhattan Library, New York (Photo by Sebas Ribas on Unsplash)

1. La lettura: impegno ma grandi soddisfazioni

I docenti delle scuole medie e superiori durante gli anni scolastici assegnano letture viste dagli studenti come ‘obblighi’: la lettura di un libro è semplicemente il passaggio necessario per consegnare la scheda libro e per ottenere un buon voto di italiano. A volte gli studenti apprezzano i testi suggeriti dai docenti, ma più di frequente una volta terminati gli studi, mancando la motivazione del buon voto in italiano, i ragazzi non cercano più l’occasione di leggere.

Come dovete procedere per (ri)cominciare a leggere? Innanzi tutto, è importante sapere che la lettura è un’attività impegnativa, non dal punto di vista fisico ma mentale: anzittuto, servono concentrazione e motivazione per leggere un libro. Ricominciare a leggere dopo tanto tempo vi richiederà all’inizio parecchio impegno – per terminare un libro ci metterete molto di più rispetto agli amici lettori – ma giunti al termine del vostro romanzo la soddisfazione sarà immensa. Per prima cosa, dovrete trovare il tempo per leggere…

2. Il tempo per leggere: la lettura non è una gara

Ma chi è che ha il tempo di leggere al giorno d’oggi? Le troppe e tante cose da seguire è innegabile che portino via tempo ed energia. Gli amici lettori vi diranno di leggere nei ritagli di tempo: niente di più sbagliato.

Chi non è abituato a leggere non può pensare di leggere nei ritagli di tempo: pochi minuti liberi non sono sufficienti per immergersi completamente nella storia. Inoltre, non vi consiglierei di leggere sui mezzi pubblici o nelle sale d’attesa, semplicemente perché solo luoghi dove la gente parla oppure fa gesti o cose che possono distrarvi.

Dovreste decidere di dedicare un preciso momento della giornata – cercando di mantenerlo fisso per far sì che diventi un rito quotidiano – e di scegliere un luogo il più possibile silenzioso, per potervi concentrare su quello che legge. Potreste ricavarvi il tempo per leggere prima di cena, oppure prima di andare a dormire, al mattino presto o ancora sacrificando un po’ di tempo alla tv o ai social network.

In più, dovete tenere a mente che leggere è un piacere, non una gara. Su Internet spopolano le Reading Challenge, vere e proprie maratone di lettura, dove lettori più o meno pazzi leggono tantissimo e a gran velocità. Ecco, non curatevi della velocità della lettura, bensì preoccupatevi della qualità delle letture. È preferibile leggere un libro bello – solo uno – anziché quattro brutti e uno bello. Leggendo troppo in fretta si perdono dettagli e leggendo troppi libri le storie sfumano l’una nell’altra e verrà difficile, in futuro, ricordarsi cosa si è letto.

3. La lettura non è costosa

Sì, ma i libri costano. Beh, certo che costano, sono un prodotto commerciale a tutti gli effetti. Un biglietto del cinema costa, una serata in pizzeria costa, una vacanza costa, il carburante per la macchina costa. Epppure, nessuno di noi rinuncia ad una serata al cinema, una pizza con gli amici, una breve vacanza o un giro in macchina. Al contrario di tutte queste attività elencate, ci sono molti modi per leggere gratis (o quasi):

  • Prendere in prestito i libri dalla biblioteca: se non volete azzardarvi a spendere 20 euro per un libro che – magari – non vi piacerà, fate un salto in biblioteca. Con una tessera gratuita avrete accesso a illimitati prestiti.
  • Le offerte lampo degli ebook: se avete un tablet potete scaricare innumerevoli libri in formato epub o pdf e leggerli comodamente sul dispositivo che preferite; tenete d’occhio IBS.it o Amazon, dove ogni giorno vengono messi in vendita libri a partire da 0.99 centesimi, mentre spesso le anteprima dei romanzi sono gratuite: potreste quindi leggere i primi due capitoli di un libro e decidere se acquistarlo oppure no.
  • Curiosate nei mercatini dell’usato: spesso di possono fare buoni affari e molte volte i libri sono tenuti bene.
  • Fateveli prestare dagli amici lettori!
  • Partecipare agli eventi di bookcrossing (scambio di libri fisico) oppure iscriversi gratuitamente ad Acciobooks (piattaforma di scambio di libri on line).
  • Aspettate le offerte che gli editori fanno ogni tanto nel corso dell’anno: spesso i libri vengono scontati sino al 25% oppure cercate tra i reminders sui siti quali Mondadori Store o IBS.it, a volte gli sconti toccano il 55%.

Libreria a Bradford, United Kingdom (Photo by Michael D Beckwith on Unsplash)

4. Ma cosa leggo? La scelta del libro

C’è un libro che fa proprio per voi e quando lo leggerete vi sembrerà che sia stato scritto apposta per voi Bisogna solo trovarlo! Nella scelta del libro potrete essere aiutati da diverse figure:

  • Il bibliotecario già citato, il quale conosce molto bene i libri potrà consigliare il romanzo giusto.
  • Il libraio saprà suggerire delle belle letture.
  • L’amico che legge, quello che impresterà il libro con tanto di motivazione del perché leggerlo.
  • Le recensioni sui giornali o su internet possono aiutare a farsi un’idea di quello che “va di moda” (anche se non necessariamente il primo libro in classifica sul Tuttolibri è il migliore.
  • Un giro sui social network: sulle pagine degli editori italiani, dei blogger che parlano di libri, sui gruppi di lettura su Facebook
  • Partecipare ad un gruppo di lettura organizzato dalla biblioteca o dalla libreria di quartiere: un gruppo del genere prevedere che si legga lo stesso libro in un determinato lasso di tempo (solitamente un mese) e che alla lettura segua una serata di discussione.
  • Partecipate a fiere ed eventi letterari, ce ne sono tutto l’anno sparsi lungo tutta la Penisola: dal famoso Salone Internazionale del Libro di Torino al BookPride di Milano, dal Triestebookfest a Più libri, più liberi di Roma; curiosate negli stand degli editori e parlate con loro: sapranno certamente suggerirvi un buon libro da leggere.

5. I benefici della lettura

Ma la fatica di leggere ripaga? Quali sono i benefici della lettura? Io ve ne indico sette, ma sono certa che ce ne siano molti di più.

  • La lettura aiuta a migliorare e aumentare la concentrazione, in un mondo fatto di distrazioni non è poca cosa.
  • Leggere fornisce ispirazione: che sia per un viaggio, per un evento da organizzare, per un oggetto da creare.
  • I libri migliorano le nostre capacità critiche: impariamo a vedere luoghi e persone in modo diverso, ci aiuta a sfatare stereotipi e pregiudizi e nei libri, nella maggior parte, ci sono personaggi nei quali possiamo identificarci.
  • Si imparano delle nozioni, informazioni utili nella vita di tutti i giorni o semplici curiosità.
  • Leggere aiuta a migliorare il nostro modo di scrivere e di parlare, di spiegare ed esporre concetti. Ci insegna anche delle parole nuove o ci ricorda parole che non utilizziamo mai.
  • I libri ci trasportano in luoghi e tempi lontani, in epoche diverse, in località che forse non vedremo mai direttamente. Il tutto a fronte di una spesa di pochi euro e di un po’ di concentrazione e impegno.
  • Grazie ai libri è possibile incontrare tante persone accomunate dalla nostra stessa passione. E c’è chi dice che nessuna amicizia è più veloce di chi ama gli stessi libri.

Io dico che ne vale la pena ricominciare a leggere, vi assicuro che le fatiche iniziali verranno ripagate!

Il blog va in vacanza: ci rileggiamo a settembre!

Il blog va in vacanza! Ecco, finalmente l’ho scritto!

Da qualche giorno rifletto se pubblicare contenuti sul blog ad agosto: le visite sono sempre numerose ma io ho deciso di staccare perché dopo una pausa si lavora meglio, e anche se la cura del blog non è un lavoro a tutti gli effetti, io credo che per scrivere buoni articoli servano tempo e soprattutto concentrazione.

In questi mesi addietro “Il giro del mondo attraverso i libri” mi ha dato molte soddisfazioni: lettrici e lettori che mi hanno fatto i complimenti per questo lavoro di diffusione della lettura, nuove case editrici mi hanno dato fiducia e offerto collaborazioni (scoprirete presto quali sono!) e le visualizzazioni sono alte. Tutto questo mi fa piacere perché significa che c’è chi crede in me e nel mio lavoro; ci sono tante persone che leggono i libri o si avvicinano alla lettura e cercano un suggerimento (quasi) personalizzato.

Quindi ho deciso che tornerò a scrivere a settembre. Durante queste settimane in cui non verrà aggiornato, il blog sarà consultabile per cercare spunti e consigli di lettura. Potete consultare gli archivi mese per mese, oppure la sezione ‘Il mondo in un libro‘ dove troverete libri ambientati in più di novanta Paesi del mondo. Se avete fretta e non potete sfogliare le pagine del blog, potete utilizzare il bottone ‘Cerca‘ inserendo una o più parole chiave.

Ho molti romanzi da leggere, ma non so ancora quali leggerò e mi lascerò guidare dal mio solito istinto. Appunterò citazioni e impressioni su un taccuino, e da settembre troverete on line tutte le recensioni dei romanzi letti ad agosto. I canali social, invece, non andranno in vacanza: essi mi impegnano molto meno tempo, per cui aggiornarli non sarà un problema. Quindi, potrete seguire le mie letture in diretta sulla pagina Facebook Il giro del mondo attraverso i libri e su Instagram seguendo claudia_giromondolibri.

Altro? Certo. Il mio viaggio vero e proprio. Viaggiare con i libri è bellissimo ma a volte sento il bisogno di volare più lontano. Come sapete, quando viaggio non riesco a leggere perché preferisco utilizzare il tempo per vedere più cose possibili e curiosare in giro.

Ma quest’anno porterò con me un libro che ho già letto. Curiosi? È un libro che celebra la capitale europea che mi ospiterà, una storia che mi ha emozionata, che scuote gli animi e dimostra che le persone possono cambiare e che ognuno di noi, nel nostro piccolo, può fare qualcosa per il proprio Paese. Il romanzo è il magnifico “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (Feltrinelli) e la città che visiterò è Lisbona.

Accompagnata da questo libro e dal dottor Pereira giungerò alla fine dell’Europa continentale, ammirerò i tramonti sull’Oceano e sul Tago, proverò quella sensazione che si definisce saudade, infine andrò alla ricerca della copia di “Sostiene Pereira” scritta in portoghese (e possibilmente usata).

Prometto che quando tornerò vi racconterò le letture di agosto e le emozioni scaturite dal viaggio in Portogallo che sogno da tempo!

Auguro a voi lettrici e lettori buone vacanze e buone letture!

Claudia