5 consigli per superare il blocco del lettore

Succede a tutti coloro che leggono e di recente è accaduto anche a me: sto parlando del blocco del lettore, quella sensazione per cui non si ha voglia di leggere oppure si iniziano uno, due, cinque libri diversi ma giunti nemmeno ad una decina di pagine si ripongono in libreria sbuffando e innervosendosi.

Il blocco del lettore in me sopraggiunge soprattutto dopo aver letto un libro molto bello (e quindi mi chiedo se il libro che leggerò dopo ne sarà all’altezza) oppure quando ho letto talmente tanto che mi passa letterlamente la voglia, o ancora quando mi preparo per un viaggio o quando la vita reale prende il sopravvento e bisogna risolvere alcune questioni che tolgono energia alla lettura.

E’ da prima di Pasqua che apro e chiudo libri, leggo alcune righe all’inizio, qualcuna a metà libro e poi sbuffo e lo rimetto sullo scaffale. Sono sicura che ho tra le mani un bel libro, ma non ho proprio voglia di leggerlo.

Così, ho lasciato perdere la lettura, mi sono preparata per il viaggio attraverso la regione dei Quattro Stati nei pressi del Lago di Costanza e mi sono concentrata sulla bozza di questo articolo che state leggendo, chiedendomi come superare il blocco del lettore fornendo cinque pratici consigli.

PRIMO CONSIGLIO: Non leggete!

Sembra strano ma se non si ha voglia di leggere perché impuntarsi? Il primo consiglio vi suggerisce di superare il blocco smettendo di leggere per un po’ di tempo. Oltre alla lettura – per fortuna! – ci sono tantissime altre attività: una biciclettata, una passeggiata, una serata fuori con gli amici, giardinaggio, uscite al museo o serate al cinema, la preparazione di un viaggetto… Insomma, non è necessario leggere a tutti i costi, è meglio fare una pausa mentale e la voglia di leggere tornerà dopo aver staccato la spina dai libri.

SECONDO CONSIGLIO: Scegliere un libro a caso in biblioteca

I nostri scaffali straripano di libri, nuovi o vecchi, ma non abbiamo voglia di leggerne nessuno di questi. Nessun problema, basta correre in biblioteca e lasciarsi ispirare dalle novità oppure farsi allettare dalla riscoperta di un classico o ancora chiedere suggerimento ai bibliotecari!

TERZO CONSIGLIO: Una storia che si sa già che coinvolgerà

Molti di noi hanno un luogo e un tempo del cuore, un periodo storico che ci affascina oppure un posto nel mondo che ama perché l’ha visitato o perché sogna di andarci. Nel mio caso, luogo e tempo del cuore sono gli Stati Uniti degli Anni Cinquanta e Sessanta: quando non riesco a leggere, mi rifugio nei romanzi ambientati in quei luoghi e in quegli anni.

QUARTO CONSIGLIO: Un autore o un’autrice che ci piace

Abbiamo degli scrittori o scrittrici preferiti, quegli autori che ci sorprendono sempre nonostante il tempo passi e i libri scritti da loro aumentino nella nostra libreria. Questi autori ci danno (quasi) la certezza che non ci deluderanno, perché ci piace il loro stile, perché amiamo come raccontano le storie, come ricreano la magia nelle pagine; per questo come quarto consiglio per superare il blocco del lettore c’è quello di iniziare a leggere un romanzo di un’autrice o un autore che seguiamo e apprezziamo da tempo.

QUINTO CONSIGLIO: Rileggere un libro molto amato

Forse sembrerà il più assurdo, eppure perché non rileggere un libro che abbiamo amato tanto? Può darsi che a qualcuno sembrerà di perdere tempo a rileggere un libro già letto, con tutti quelli nuovi e vecchi ancora da leggere. Ma rileggendo un libro si possono scoprire molte sfumature che durante la prima lettura si erano ignorate, vuoi perché noi nel frattempo siamo cresciuti o vuoi perché alcune parti le avevamo lette con la fretta di raggiungere il finale.

*

Ecco, sono questi i miei cinque suggerimenti per superare il blocco del lettore! Se è da dieci giorni che non leggo un libro significa non che io abbia perso la voglia di leggere, semplicemente non ho trovato la storia che mi coinvolge in questo preciso momento. Non smetto di cercarla, perché so che c’è e non vede l’ora di farmi trascorrere alcune orette in buonissima compagnia; aspetterò che il romanzo arrivi e sono certa che sfoglierò le pagine con la curiosità di chi non vede l’ora di conoscere il finale e di poter parlare di ciò che ha letto!

I migliori libri letti nel 2016: la mia personale lista

Tirare le somme a fine anno mi piace molto e come buona parte dei blogger che si occupano di libri e letteratura, anche io ho intenzione di compilare la mia personale lista dei migliori libri letti nel 2016. Quest’anno ho letto parecchio e ho proseguito il giro del mondo attraverso i libri “visitando” nuovi Stati stranieri grazie ai romanzi; ho scoperto autori e autrici nuovi, spesso ho seguito i consigli degli altri lettori e blogger, e a volte mi sono lasciata andare all’istinto e al mio personale gusto di lettrice.

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Quindi, vi presento la mia personale lista dei migliori libri letti nel 2016: cliccando sul titolo del romanzo verrete reindirizzati alla recensione completa con tanto di citazioni per incuriosirvi.

  1. La tua presenza è come una città di Ruska Jorjoliani (Corrimano, 169 pagine, 14 €). L’Autrice è nata in Georgia ma da molti anni vive in Sicilia, è giovanissima e questo è il suo romanzo d’esordio scritto in italiano e pubblicato con una casa editrice palermitana indipendente. E’ nella mia lista perché è un romanzo raffinato, intelligente e con una trama ad incastro perfetto.
  2. Il pappagallo che prevedeva il futuro di Luciano Lamberti (trad. V. Barca, gran vía edizioni, 96 pagine, 10 €). Quelli dell’argentino Lamberti sono racconti pressoché perfetti, in particolare quello che dà il titolo alla raccola, Il pappagallo che prevedeva il futuro, appunto. Inquietanti, magnetici, geniali, sono racconti brevi ma di grande effetto, da leggere e rileggere con piacere e brivido.
  3. Sanctuary Line di Jane Urquhart (trad. N. Manuppelli, Nutrimenti, 239 pagine, 17 €). La scrittrice canadese Jane Urquhart ha scritto un romanzo di una bellezza rara e struggente; ambientato sulle rive di un lago canadese, la protagonista entomologa ed esperta di farfalle monarca guarda al suo passato con viva nostalgia e narra al curioso lettore le vicende legate ad un drammatico segreto famigliare.
  4. Andarsene di Rodrigo Hasbún (trad. G. Zavagna, SUR, 120 pagine, 15 €). Hasbún, scrittore boliviano, racconta con precisione chirurgica e grande magnetismo la storia della famiglia Erlt, rifugiata in Bolivia dopo la Seconda Guerra Mondiale. In particolare, si focalizza sul personaggio di Monika, che passò alla storia come la vendicatrice del Che Guevara.
  5. Come ti scopro l’America di Emanuela Crosetti ((Exòrma, 360 pagine, 17,50 €). La giornalista e fotografa italiana Emanuela Crosetti parte per l’America, sulle tracce dei due mitici pionieri Lewis e Clark. Quello che ci consegna è un diario di viaggio, corredado da stupende fotografie, in grado di emozionare e commuovere anche chi in America non c’è mai stato. Con un’abilità particolare per le descrizioni dei luoghi e dei sentimenti, la Crosetti fa letteralmente viaggiare e sognare. Imperdibile.
  6. Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati di Davide Bacchilega (Las Vegas Edizioni, 305 pagine, 15€). Davide Bacchilega ha scritto un giallo coinvolgente, geniale e molto divertente. Una serie di delitti insanguina la Romagna nebbiosa, che di allegro e gioviale sotto Natale non ha nulla. Colpo di scena finale, a regola d’arte, anche se io – mi vanto un po’ – avevo individuato il/la colpevole.
  7. Isole minori di Lorenza Pieri (E/O edizioni, 207 pagine, 17 €). Lorenza Pieri scrive la storia di una famiglia, sullo sfondo dell’isola del Giglio, una vicenda che inizia negli Anni Settanta fino ad arrivare alla tragedia della Costa Concordia. E’ un libro emozionante, commovente, scritto in modo brillante e scorrevole. Per me un altro imperdibile.
  8. Sergio Y. va in America di Alexandre Vidal Porto (E/O edizioni, 183 pagine, 16,50 €). Il brasiliano Vidal Porto ha scritto una storia molto originale, narrata attraverso le parole dello psicoterapeuta di Sergio Y. Cosa è successo a Sergio Y. quando è andato in America? Perché il viaggio a New York l’ha cambiato e gli ha stravolto la vita, tanto da non aver più bisogno delle sedute dallo psicologo? Un romanzo altamente coinvolgente con una punta di giallo.
  9. Trilogia della pianura di Kent Haruf (Benedizione, Canto della pianura, Crepuscolo, trad. F. Cremonesi, NN editore). Credo non possa mancare, tra i migliori libri letti nel 2016, la Trilogia della pianura perché Haruf racconta la vita di persone comuni, esistenze che si intrecciano sullo sfondo dell’immaginaria Holt, in Colorado, il tutto narrato con semplicità e delicatezza.
  10. [recensione in arrivo] Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson (trad. L. Cangemi, Iperborea, 564 pagine, 19.50 €). La mattina del suo ottacinquesimo compleanno, Miriam esclama di non chiamarsi Miriam, Camilla, la nipote, vuole vederci chiaro. Così, passeggiando in un parco la nonna racconta alla nipote i segreti che non ha mai rivelato a nessuno. La scrittrice svedese Axelsson racconta con lucidità e senza risparmiare i dettagli crudi, una delle più drammatiche vicende del Novecento: l’Olocausto, in particolare visto con gli occhi di una giovane donna appartenente al popolo rom. Un libro indispensabile.

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Ecco quindi i migliori libri letti nel 2016, secondo il mio gusto personale. Di libri brutti per fortuna non ne ho letti, alcuni non molto convincenti sì, ma preferisco, in questo articolo, parlare di libri belli. Anche quest’anno l’esperienza con il blog e il mondo ad esso collegato si chiude in positivo.

Infine, un brevissimo bilancio sui viaggi di quest’anno: ho felicemente visitato una bella città d’arte italiana, Bologna, e tre capitali europee, la Valletta, Tallinn e Helsinki. Ho potuto rivedere un tramonto sul mare (a Malta) e l’agognata alba rosa sul Mar Baltico (a Tallinn), sono stata in Finlandia, terra che mi ispira e mi affascina da tantissimi anni, e con tutto il cuore mi auguro di poterci ritornare in futuro.

Non compilo la lista dei viaggi del 2017: ho solo una vaga idea di dove vorrei andare e mi auguro di proseguire i viaggi in Europa, il mio caro Vecchio Continente.

Ringraziandovi tutti, davvero, di cuore perchè mi leggete, io continuerò ad occuparmi del blog Il giro del mondo attraverso i libri possibilmente con maggiore competenza e professionalità. I progetti ci sono, e sono molti, se vi andrà di seguirmi ancora ne sarò felice.

Buon Anno e buone cose positive a tutti!

Caro Babbo Natale, quest’anno ti ho (quasi) raggiunto

Caro Bab81b3ae0ab2e9f1b0ca66075218d0e137bo Natale, quest’anno ti ho (quasi) raggiunto e ho realizzato uno dei miei sogni più grandi: visitare la capitale della Finlandia, Helsinki. In realtà, fermandomi a Helsinki tra me e te c’erano ancora 812 km, e ti ho immaginato davvero molto impegnato, lassù a Rovaniemi: accontentare tutti deve essere davvero difficile e questo periodo per te non è certo una vacanza.

Per molti anni ti ho scritto e le lettere sono giunte sempre a destinazione, ho sempre avuto molto e mi ritengo una persona decisamente fortunata. Quest’anno, dopo essere passata in terra finnica, ho deciso di mettermi a scriverti di nuovo e sono certa che le parole arriveranno alle tue vecchie orecchie.

Vedrai, non ti chiederò molte cose, diciamo quelle più che essenziali. Stai a sentire, d’accordo?

Vorrei continuare a leggere, tanto e bei libri, vorrei proseguire il mio giro del mondo attraverso i libri, anche se sono davvero molti gli Stati che mi mancano. Vorrei continuare a curare questo spazio on line, il mio blog, prezioso per me perché mi permette di catalogare e ricordare le emozioni che scaturiscono dalla lettura dei libri.

Vorrei che venissero pubblicati meno libri in Italia, perché preferirei averne pochi ma belli anziché tantissimi ma destinati palesemente al macero entro pochi mesi dall’uscita. Vorrei comprare meno libri, perché ho paura di non avere tempo per leggerli tutti e ne escono davvero tantissimi, praticad82239eae57192dce319ca9898b25b01mente ogni settimana.

Vorrei che le persone a cui voglio bene avessero salute e tranquillità, ce ne dimentichiamo sempre di quando sia bello star bene, più o meno finché non ci ammaliamo. Mi piacerebbe continuare a vivere in modo spensierato, anche se la vita a volte ci mette di fronte ad una realà molto cruda e difficile; preferirei non vedere più scene di violenza sui bambini o sugli animali e scene di bullismo nelle scuole. Sarebbe bello se ognuno di noi fosse un po’ più umile e magari anche sincero.

Vorrei impare sul serio a fare i biscotti: con le ricette senza burro mi restano sempre un po’ duri e secchi. Vorrei ringraziare tutte le persone e gli amici che mi hanno fatto compagnia quest’anno e ringraziare chi legge il mio blog e chi segue i miei – a volte – strampalati consigli di lettura: senza di voi probabilmente avrei già smesso di scrivere.

Mi piacerebbe imparare a scrivere meglio, soprattutto quando finisco di leggere libri belli oppure visito un luogo emozionante: se imparo a trasmettere le emozioni è fatta.

Vorrei continuare a visitare l’Europa, il Vecchio Continente al quale sono così affezionata. E’ vero che i recenti e sanguinosi fatti di cronaca mi spaventano, gli attentati di Parigi, Bruxelles, Nizza, Monaco di Baviera e Berlino mi hanno lasciata sgomentata e terrorizzata, però vorrei continuare a viaggiare. Quando torno da un viaggio ho qualche soldo in meno nel portafoglio, però nell’animo mi sento molto più ricca.

Come vedi, caro Babbo Natale, sono stata più che onesta, no?, ti ho chiesto ben poche cose materiali, tanto quelle le dovremo lasciare indietro per forza. Meglio concentrarci sulle emozioni e sui sentimenti: quelli non ce li ruberà mai nessuno.

Buon Natale a tutti e grazie per essere passati, anche solo una volta e magari per sbaglio, sul mio blog!

Claudia

Libri sotto l’Albero: consigli di lettura speciale Natale

Se poi non ti piace, lo cambio, d’accordo?“. Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase al momento della consegna o della ricezione di un regalo. In effetti, è sempre molto difficile fare il regalo giusto, quello che piace: vuoi perché non si incontrano i gusti dell’altro o perché ci sono davvero tante cose da regalare, è facilissimo sbagliare dono.

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In questo articolo vorrei dare dei suggerimenti a coloro che vorrebbero regalare un libro, cercando il più possibile di avvicinarsi ai gusti di chi lo riceverà. Innanzi tutto, alcuni consigli in generale:

  • Assicuratevi che il destinatario del regalo legga
  • Dovreste conoscere un po’ la persona alla quale regalerete il libro: se l’avete conosciuta da pochissimo tempo o non sapete quasi nulla ma dovete “farle/fargli giusto un pensierino” forse sono meglio dei cioccolatini, no?
  • Fatevi consigliare dal libraio, ché sicuramente è un ottimo lettore e avrà qualche idea per voi e il vostro regalo
  • Consultate la rete che può essere una miniera di suggerimenti (o una trappola): ci sono blog letterari che forniscono opinioni sulle più recenti novità editoriali
  • Se proprio non avete idea di cosa prendere e vi secca dover poi cambiare il dono, acquistate un buono in una libreria o nelle grandi catene
  • Se volete un libro particolare, magari di una casa editrice piccolissima, premuratevi di ordinarlo per tempo – dal libraio o direttamente sul sito della casa editrice

Ecco i consigli per gli acquisti di Natale, troverete libri per tutti i gusti e per tutte le tasche, inoltre cliccando sul titolo del libro verrete indirizzati alla mia recensione completa di citazioni per ispirarvi!

Libri per chi ama viaggiare

Vladivostok. Nevi e monsoni di Cédric Gras (Voland, 209 pagine, 15 €)

Come ti scopro l’America di Emanuela Crosetti (Exòrma, 360 pagine, 17.50 €)

Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città di Sara Porro (EDT, 127 pagine, 8.90€)

Libri per chi ama le storie famigliari

Andarsene di Rodrigo Hasbún (SUR edizioni, 120 pagine, 15 €)

Le cose che restano di Jenny Offill (NN Editore, 235 pagine, 17 €)

Anche noi l’America di Cristina Henríquez (NN Editore, 316 pagine, 17 €) 

Libri per chi vuole capire il mondo che lo circonda

Ragazzi di zinco di Svetlana Aleksievič (E/O, 316 pagine, 14 €)

Preghiera per Chernobyl Svetlana Aleksievič (E/O, 293 pagine, 14 €)

Salam è tornata di Gianluca Serra (Exòrma edizioni, 238 pagine 15.90 €)

Libri per chi ama le biografie e autobiografie

Breve diario di frontiera di Gazmend Kapllani (Del Vecchio editore, 187 pagine, 16 €)

L’altra figlia di Annie Ernaux (L’Orma editore, 81 pagine, 8.50 €)

La mia lotta per la libertà di Yeonmi Park (Bompiani, 298 pagine, 18 €)

Libri per chi ama i gialli e i rompicapo da risolvere

Sergio Y. va in America di Alexandre Vidal Porto (E/O, 183 pagine, 16.50 €)

L’uomo tigre di Eka Kurniawan (Metropoli d’Asia, 166 pagine, 12.50 €)

Le ossa di San Lorenzo di Vicente Alfonso (NN editore, 200 pagine, 17 €)

Una morte sola non basta di Daniela Alibrandi (Del Vecchio editore, 406 pagine, 19 €)

Dietro la scena del crimine di Cristina Brondoni (Las Vegas edizioni, 164 pagine, 10 €)

Libri per chi ama le raccolte di racconti

Il pappagallo che prevedeva il futuro di Luciano Lamberti (gran vía edizioni, 96 pagine, 10 €)

Sono il guardiano del faro di Éric Faye (Racconti edizioni, 150 pagine, 14 €)

Le cose che non facciamo di Andrés Neuman (SUR edizioni, 152 pagine, 15 €)

Libri per chi ama graphic novel e fumetti

Rufolo di Fabio Tonetto (Eris edizioni, 12.50 €)

Da quassù la Terra è bellissima di Toni Bruno (Bao Publishing, 204 pagine, 20 €)

Una vita cinese di Li Kunwu e Philippe Ôtié (add editore, 256 pagine, 19.50 €)

*

Quelli che ho consigliato sono tutti libri che, in un modo o nell’altro, mi sono ritrovata ad apprezzare. Di recente mi è capitato di dare suggerimenti per gli acquisti in vista del Natale, e spero che il consiglio andrà a buon fine.

Buona caccia al regal… ehm, Buone Feste a tutti!

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© Il giro del mondo attraverso i libri

(© Riproduzione riservata)

Tre anni di letture in giro per il mondo: Buon Compleanno al blog!

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Sono trascorsi tre anni dalla prima recensione pubblicata su questo spazio on line, quando ho mollato gli ormeggi per imbarcarmi in questa avventura, senza sapere bene dove mi avrebbe condotta. Tre anni fa sono idealmente salita sulla mongolfiera di Phileas Fogg decisa a visitare tutti i Paesi del mondo passando attraverso i libri: in tutto questo tempo ho letto moltissimo, ho scritto parecchio, ho (s)consigliato diversi romanzi e ho avuto il piacere di collaborare con Autori e case editrici. Ho partecipato alla creazione di eventi letterari alla Libreria Sulla Parola di Caluso (TO) assieme ad Elisa La lettrice rampante, sto attualmente collaborando con un gruppo di undici bookblogger attraverso il progetto Book Bloggers Blabbering.

Mi sono innamorata di tanti luoghi, ho sognato moltissime destinazioni e viaggi, ho conosciuto tantissimi altre lettrici e lettori come me, vicini e lontani.

Soprattutto, in questi anni ho letto due libri bellissimi che mi hanno cambiato il modo di percepire il mondo e le cose: “Anime baltiche” di Jan Brokken e “Ho paura torero” di Pedro Lemebel. Il primo mi ha insegnato che “viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è la via più breve per arrivare a se stessi” e io non posso che essere d’accordo; il secondo mi ha permesso di capire che i sentimenti non vanno mai repressi, che bisogna viverla, la vita, ed essere esattamente quello che ci sente di essere, senza maschere o artifici.

Sono trascorsi tre anni molto belli, tra libri e viaggi, reali e immaginari. Ringrazio tutti voi lettrici e lettori perché mi avete fatto e mi state facendo compagnia in questo lungo giro del mondo: spero di continuare ad avervi a bordo sulla mia mongolfiera e mi auguro di poter leggere e consigliare ancora tanti libri belli!

Sui social, oltre al blog…

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Cappadocia truly is a land of fairy-tales come true… #Turkey #HomeOf #Cappadocia Photo by @didi_finlay

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Finalmente settembre: nuovi inizi e tanti progetti!

Buongiorno e ben ritrovati, lettrici e lettori del blog Il giro del mondo attraverso i libri! Rieccomi qui a scrivere e aggiornare questo spazio on line!

Nelle ultime settimane non ho più aggiornato il blog perché ho trascorso le vacanze nell’arcipelago maltese, isolette cariche di luce, di calore, dal mare cristallino, caldo e trasparente; isole con città arroccate su pietre calcaree a picco sul mare e dove mi sono fortemente emozionata durante la visita alla piccolissima capitale Valletta.

Come forse ho già detto molte volte, non riesco (quasi) mai a leggere in vacanza: vuoi perché ho tanta voglia di visitare, vuoi perché il mare non lo vedo mai e quando sono in spiaggia preferisco passeggiare e guardarmi attorno, senza una meta precisa su cui posare lo sguardo. Insomma, da quasi due settimane non ho più letto libri e ieri quando sono rientrata da Malta mi è venuta voglia di leggere e di recuperare tutte le letture arretrate, per poi parlarne sul blog.

E questo mi ha sopresa, forse proprio perché avevo bisogno di staccare un po’ dalla quotidianità, dal mondo dei social network e anche un po’ dalle letture, che ultimamente sono state parecchie. Oggi scrivo con molta più vitalità ed entusiasmo rispetto due settimane fa e ho veramente voglia di combinare qualcosa di nuovo, e forse questa è l’ennesima dimostrazione che ogni tanto fermarsi a riflettere e riposare fa bene.

Finalmente inizia settembre che, come ho già scritto, è il mese dell’anno che preferisco. Settembre è sempre come un nuovo inizio: le giornate sono meno luminose, ma anche meno afose, ho sempre un’energia incredibile di avviare progetti, nuove letture, nuove gite ed escursioni. Guardo le foglie che iniziano a cadere e capisco che l’autunno imminente per me è davvero la stagione migliore, quella che aspetto tutto l’anno.

Immagine via Pinterest

Quindi cosa bolle in pentola per il blog? Dopo una settimana di scarsissima presenza sui social network (la vita è qui fuori!), ieri pomeriggio ho:

  • dato un’occhiata alle interessanti novità letterarie che usciranno a breve, tra questa settimana e la fine dell’autunno
  • dato uno sguardo ai succosi sconti on line che molte case editrici stanno facendo per invogliare ad acquistare scorte di libri per l’autunno (e ho fatto un super acquisto on line, presto vi racconterò cosa ho preso!)
  • deciso che avvierò a breve  una nuova rubrica di viaggi e libri (ancora un po’ di pazienza e rivelerò tutto)
  • e alle porte c’è una nuova collaborazione con la casa editre BAO Publishing con un nuovo blogtour (se mi seguite su Facebook avete già visto l’evento).

Questo breve articolo l’ho scritto per aggiornare il blog dopo un po’ che non lo facevo, mentre le recensioni ai libri che leggo, gli articoli di approfondimento letterario e le nuove rubriche ripartiranno con costanza da lunedì 12 settembre!

Insomma, ci sono davvero tante cose che mi aspettano questo autunno che sta per arrivare…! Spero vorrete continuare a seguirmi in queste avventure in giro per il mondo con i libri!

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XXIX Salone del Libro di Torino: il mio racconto

Buongiorno lettrici e lettori! Mentre molti di voi si preparano per andare al Salone del Libro o come me ne hanno già nostalgia, io vi racconto la mia esperienza personale, vissuta nella giornata di giovedì 12 maggio.

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Finalmente il Salone del Libro!

La giornata dello scorso giovedì è stata davvero ricca di emozioni, di nuovi libri e di nuove conoscenze, soprattutto ho conosciuto dal vivo persone con le quali mi ero solo rapportata via mail oppure on line.

Ho incontrato per prime Silvia e Giulia allo stand di Exòrma editore. Giulia l’ho conosciuta attraverso il suo blog Il diario dei libri, mentre Silvia l’avevo sentita tramite mail. Chiacchierando un po’ con loro, mi consigliano di leggere il romanzo di Claudio Morandini “Neve, cane, piede“, da poco pubblicato. Mi fido di loro e lo acquisto (con un po’ di sconto, grazie Silvia!). In realtà, l’ho già divorato e ve ne parlerò prossimamente.

Passo a salutare – anzi a conoscereValentina di Gorilla Sapiens edizioni e incontro anche il simpaticissimo gorilla di peluche, la mascotte della casa editrice. Dovrebbero fare dei mini portachiavi con il gorilla, insomma, dei gadget gorillosi perché sono davvero simpatici!

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Il gorilla sorveglia i gorillibri!

Corro da Safarà edizioni per cercare Alice, ricordate che è stata lei a coinvolgermi per il blog tour del romanzo dell’autore ceco Tomas Zmeskal “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme“? Purtroppo Alice non era ancora arrivata, così chiacchiero con la sua collega e l’editore, e mi rivelano i prossimi romanzi che pubblicheranno nella collana KEL (Kaleidoscopic European Literature). Tradurranno per noi lettori italiani autori danesi, islandesi, irlandesi, inglesi, slovacchi, cechi e montenegrini. Insomma, una collana da tenere d’occhio anche perché alcuni autori sono Premi Europei per la Letteratura!

Qualche giorno prima del Salone del Libro, su Facebook avevo visto comparire una casa editrice nuovissima e giovanissima: Racconti edizioni. Incuriosita vado a conoscerli. Due degli editori – tutti giovanissimi – mi raccontano il loro progetto di pubblicare solo ed esclusivamente raccolte di racconti, genere decisamente bistrattato dai lettori italiani (anche lettori forti). Gli autori saranno sia italiani che stranieri, per adesso hanno in catalogo tre autori stranieri. Mi piace la grafica delle loro copertine, il formato del libro e mi piace l’idea di leggere racconti, così prendo due raccolte, che leggerò prossimamente. Al Salone erano in super anteprima, ma dal 19 maggio potrete ordinare i libri on line o dal vostro libraio di fiducia.

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Da Racconti edizioni, non solo libri ma anche biscottini!

Da Keller editore non ho dubbi sul libro da acquistare: “Sassi vivi” di Anna Rottensteiner mi affascinava da tempo, così decido di prenderlo (anche se, in realtà, avrei acquistato praticamente tutto il loro catalogo!).

Mettendo da parte la timidezza – con quel clima allegro e festoso la timidezza la si deve obbligatoriamente mettere da parte – vado dai ragazzi di Casa Sirio edizioni. Come forse ricorderete, ho vinto la loro ultima novità grazie ad un concorso lanciato da loro su Facebook. Sono tutti gentilissimi: mi regalano il libro di Steve Hockensmith “Elementare, cowboy” e chiacchieramo un bel po’, di parecchie cose: dalla grafica delle loro copertine al fatto che molti dei loro libri sarebbero perfetti da leggere nelle scuole, ma spesso i docenti non hanno molta voglia di collaborare e di mettersi in gioco. Un vero peccato.

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Casa Sirio è davvero una casa, grazie per l’accoglienza!

Ancora non lo so, ma sto per ricevere una bellissima sorpresa: il mio fidanzato fino alla sera prima mi aveva detto che non sarebbe passato al Salone, e invece… mi scrive un messaggino e mi dà appuntamento da Einaudi. E’ buffo ricevere un appuntamento al Salone del Libro! E’ stata un vera sorpresa trovarlo lì, a vagare anche lui tra montagne di libri, così per far sì che la sorpresa fosse davvero completa, lo trascino da Libraccio e mi faccio comprare “Un lungo silenzio” di Angeles Caso, nuovo ma scontatissimo (3 euro!).

Accompagnata ora, e non più sola, saluto Francesca e Sara di Lindau: un’accoglienza davvero gioiosa e tenerissima! Anche Lindau è davvero una casa, oltre che una casa editrice.

Fazi mi tenta con lo sconto del 50% sull’autore del giorno, che giovedì era Elisabeth Strout: così acquisto “Olive Kitteridge”, dopo aver letto solo recensioni positive.

Ci perdiamo ancora in un mondo di Adelphi, passiamo da Sellerio (gentilissimi!) e resto un po’ delusa dalla Bao Pubblishing perché non hanno portato il libro che avrei voluto prendere. Infine, prima di uscire, saluto Carlotta e Andrea di Las Vegas edizioni e acquisto l’ultimissima novità “Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati” di Davide Bachilega.

Insomma, alla fine della fiera (è il caso di dirlo), me ne torno a casa con otto libri nuovi! Due regalati, uno scontatissimo e gli altri acquistati, alcuni scontati alcuni no. Degli acquisti sono decisamente soddisfatta: ora mi servono duemila anni per leggere tutti i libri che ho preso, ma prometto che presto ve ne parlerò!

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Il bottino del Salone del Libro!

Un po’ di nostalgia per il Salone del Libro ce l’ho già, e al prossimo Salone mancano almeno 365 giorni… Però, per fortuna, tra due settimane inizia La Grande Invasione a Ivrea… seguitemi e vi terrò aggiornati!

Aspettando… Il Salone Internazionale del Libro di Torino (e altri eventi)

E’ già da qualche settimana che penso al Salone Internazionale del Libro. Penso a come organizzarmi la giornata, a quale treno prendere, quali (e quanti!) libri acquistare e quante persone incontrare. L’appuntamento al Salone del Libro per me è (quasi) irrinunciabile; ho scritto quasi perché l’anno scorso non ho potuto andarci, dato che ero in Spagna. Ma quest’anno non me lo farò sfuggire.

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Ho deciso che andrò al Salone del Libro il giovedì, il giorno di apertura. Sono già stata al Salone di giovedì e mi sono trovata molto bene: c’è relativamente poca gente, si può curiosare tra gli stand degli editori in tutta tranquillità e si possono fare delle chiacchiere.

Mi prenderò tutta la giornata per me stessa, per leggiucchiare qualche trama, per conoscere nuovi editori, per salutare amici e – se ne avrò voglia – partecipare a qualche incontro. Ho selezionato quattro incontri interessanti che si terranno la giornata di giovedì, spero di avere tempo di andarci (tutte quelle montagne di libri mi fanno perdere completamente il senno). Gli incontri che reputo interessanti sono questi:

METTERE A FUOCO IL PRESENTE: LA QUESTIONE SIRIANA Incontro con Shady Hamadi – Anime arabe-Attualità e politica – giovedì 12 maggio, ore 11:30 Arena Bookstock

QUARANT’ANNI DI MEMORIA Le nonne di Plaza de Mayo e la loro lotta – Bookstock Village – giovedì 12 maggio, ore 13:30 Spazio Book

LA CULTURA E L’EDITORIA DELL’AZERBAIGIAN Babel Spazio Internazionale – giovedì 12 maggio,ore 15:30

APPENA ARRIVATI: NUOVI EDITORI IN LIBRERIA Seminari di traduzione – giovedì 12 maggio, ore 16:00 – Sala Madrid

 Riguardo alla lista di libri da acquistare… si sta allungando a dismisura e ho paura che una volta di fronte a tutti quei magnifici stand scintillanti e invitanti perderò il senso della misura, ma sinora ho selezionato (solo) tre titoli, curiosamente tutti italiani e poi passerò allo stand di Casa Sirio editore per ritirare il romanzo che ho vinto con il concorso:

Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati di Davide Bachilega (Las Vegas edizioni, 303 pagine, 15 euro) >>leggi le prime pagine

Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino (Hacca edizioni, 184 pagine, 15 euro) >>leggi la scheda

Sassi vivi di Anna Rottensteiner (Keller editore, 128 pagine, 13 euro) >>leggi la scheda

Elementare, cowboy di Steve Hockensmith (Casa Sirio, 372 pagine, 18 euro) >>leggi la scheda

Come sempre sarà bello girovagare tra gli stand, incontrare persone, scambiarsi opinioni, fare mezz’ora di coda per andare in bagno e probabilmente avere tutti i capelli arricciati a causa della pioggia (danno pioggia per giovedì, il clima di Torino è sempre un po’ così). Ma sono sicura che sarà una giornata divertente.

Venerdì 13 maggio andrò allo ZAC di Ivrea (TO) ad ascoltare la presenzazione del romanzo Andarsene di Rodrigo Hasbún (SUR edizioni, traduzione Giulia Zavagna, 120 pagine, 15). Ho finito ieri questo bellissimo libro, ve ne parlerò lunedì! Qui le informazioni sul tour italiano dello scrittore boliviano.

Infine, sabato 14 maggio mi piacerebbe andare a Vercelli a Libriamoci, il baratto dei libri al Museo Leone. Qui tutte le informazioni.

E voi lo fare un salto al Salone del Libro? Avete già idee di cosa acquistare o di quali incontri seguirete? Se passate giovedì scrivetemi, magari ci incrociamo!

Praga è una città magica | Prima tappa del blogtour “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme”

Buongiorno lettrici e lettori! Qualche mese fa vi ho anticipato che tra maggio e giugno avrei partecipato al blogtour del romanzo “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme” di Tomáš Zmeškal, con la traduzione di Laura Angeloni, organizzato da Safarà editore. L’uscita del romanzo è prevista per giugno, ma è già disponibile sul sito e-commerce di Safarà editore.

La prima tappa è stata affidata a me e oggi vi parlerò delle emozioni che ho vissuto quando ho visitato Praga, la città dove è ambientato il romanzo di Tomáš Zmeškal. In calce all’articolo, vi fornirò le prossime date del blogtour e dei siti che le ospiteranno, nonché tutti i dati tecnici del libro.

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Ho l’impressione che, così come non si può di solito misurare l’entità di un dolore o di un amore, allo stesso modo io non possiedo uno strumento idoneo e calibrato per misurare le mie sensazioni [© Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Tomáš Zmeškal, traduzione Laura Angeloni]

Ti hanno detto che Praga è una città magica e che te ne saresti innamorata. Sorvoli le cime innevate della catena alpina ma ancora non sai quanto la piccola capitale ceca ti affascinerà, più di ogni altra città visitata finora. Sei nel cuore dell’Europa centrale, crocevia di storia e cultura, sei in uno di quei luoghi di cui hai sempre sentito parlare e letto sui libri, ma che non hai ancora vissuto.

Arrivi a Praga e hai bisogno di camminare perché Praga è un vero e proprio scrigno di tesori e quando meno te lo aspetti spunta uno scorcio che ti colpisce al cuore. Cammini lentamente lungo Smetanovo Nábřeží, costeggiando il fiume Moldava: è inverno, il sole tramonta presto, vedi le luci artificiali che si accendono una ad una e tremolano riflesse sull’acqua. Le vedi, le statue di pietra lungo il Ponte Carlo, il ponte più antico della città. Ti emozioni perché questo ponte, queste pietre, sono state calpestate dai re della Repubblica Ceca, in un’epoca così lontana che non riesci ad immaginare.

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Tramonto sulla Moldova (foto: ©Claudia)

Non ti curare se il clima fa i capricci e se ogni tanto dal cielo grigio cade qualche goccia d’acqua: apri l’ombrello e non ti fermare, quando le torri e i tetti di Praga sono bagnati di pioggia i riflessi delle luci donano loro un fascino particolare. Salti sul tram numero 22 e scendi a Malostranské náměstí, non ti preoccupare se non riesci a pronunciare quello che ti pare uno scioglilingua, a Praga ci sarà sempre qualcuno disposto a darti una mano per scendere alla fermata giusta.

Imbocchi la Nerudova, è in salita ma verrai ripagata dal magnifico panorama; sei arrivata al Castello e ora guarda: la città è di fronte a te e lo so che ti sembra incredibile che con uno sguardo tu possa cogliere così tanta bellezza, lo so è successo anche a me.

Ti sembra tardi ma non lo è, segui la Karlova e sei arrivata al cuore di Praga, la Piazza della Città Vecchia. Sei circondata da torri e palazzi così belli che cerchi di studiarli uno ad uno per non dimenticarli mai. Sali sulle torri perché solo dall’alto puoi capire quanto è bella Praga: sali sulla Torre dell’Orologio, sali sulla torre astronomica, sali sulla torre di Petřín, quella buffa imitazione della Tour Eiffel.

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Il fascino di Praga dall’alto (foto: ©Claudia)

Ascolti i cechi che parlano la loro lingua: ti sembra incomprensibile, piena di consonanti che stridono, ma più ascolti le loro conversazioni più resti ammaliata dalla musicalità delle loro parole e dall’eleganza degli accenti strambi che vedi comparire ovunque quando tenti di leggere il nome di una via, di una fermata, di un cibo.

Ascolti i silenzi, ti sembra straordinario che in una capitale si possa ascoltare il silenzio, ma a Praga è possibile, non ti hanno forse detto che è magica? Il silenzio si ode nel vecchio cimitero ebraico, nel quartiere Josefov: passeggi tra le antiche lapidi con i caratteri yiddish, tenti di indovinare chi erano quegli uomini e quelle donne dei quali oggi resta nient’altro che una pietra muschiosa, sbeccata e sbilenca.

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Il cimitero ebraico nell’antico ghetto di Praga (foto: ©Claudia)

Vai a Vyšehrad, la roccia sul fiume, la collina dove l’imponente cattedrale dei Santi Pietro e Paolo sorveglia la città. Entri nel cimitero, c’è la tomba di Jan Neruda, poeta e scrittore ceco che celebrò soprattutto il quartiere Malá Strana, sì proprio quel luogo che ti ha tanto affascinata.

Praga non finisce di sorprenderti, dopo tre giorni te ne stai rendendo conto. Sei arrivata in Piazza San Vanceslao, è un luogo allegro e vivace, ma qui si consumò un pezzo drammatico della storia della Repubblica Ceca: qui nell’estate del ’68 iniziò l’invasione russa, tu adesso calpesti  il suolo che assorbì il peso cigolante dei carri armati sovietici.

Non ti sei resa conto di quanto siano passati in fretta quattro giorni. A Praga pare che il tempo non segua lo stesso corso come negli altri luoghi, sembra che si squarci all’improvviso generando una finestra sugli avvenimenti del passato. E questa, forse, è la sua vera magia.

Sei di nuovo all’aeroporto, pronta a sorvolare le Alpi per tornare a casa. Al gate pensi che in ceco non hai imparato che una parola, una sola. Non hai voluto imparare a dire addio perché in cuor tuo sai che tornerai: così hai imparato a dire na shledanou Praha, arrivederci Praga.

Il valore degli oggetti era poco definibile, era probabilmente niente più che il valore dei ricordi [© Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Tomáš Zmeškal, traduzione Laura Angeloni]

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Il Castello di Praga e il Ponte Carlo, una notte d’inverno (foto: ©Claudia)

Informazioni sul romanzo:

lettera_d'amoreIl libro: Lettera d’amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal, traduzione di Laura Angeloni (Safarà edizioni, 384 pagine, 19,50 euro)

La trama: Nella vertiginosa polifonia che Zmeškal è qui chiamato a dirigere, le voci degli amanti Josef e Květa si levano con note particolarmente intense: la necessità di ricostruire un legame spezzato in modo innaturale innesca l’alchimia della narrazione, a cui le storie collaterali si legano come particelle di una stessa sostanza. La scrittura cuneiforme, giunta da una dimensione lontana nel tempo e nello spazio, cercherà di offrire un codice al contrario per la decifrazione e la ricomposizione della chimica dei sentimenti, in una narrazione che restituisce il senso più autentico dell’arte del romanzo.

Dove acquistarlo: da giugno in tutte le librerie, ma è acquistabile sul sito e-commerce di Safarà editore

Prossime tappe del blogtour!

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Di libri e di cultura: una giornata a Milano tra BookPride e musei

Buongiorno lettrici e lettori, come avevo anticipato nei giorni passati, ecco il mio articolo di resoconto sulla giornata di ieri: una mattinata intensa al BookPride a BASE di Milano e un pomeriggio ancor più intenso in giro per musei (con ingresso libero in occasione dell’iniziativa musei gratuiti ogni prima domenica del mese).

BookPride: cos’ho visto, cosa ho fatto, chi ho incontrato e soprattutto… cos’ho comprato!

Alla scorsa edizione del BookPride non ero potuta andare, per cui per me questa è stata la prima volta. In effetti, la fiera è piccina, molto più piccina del Salone del Libro di Torino – al quale io sono abituata – ma confesso che questo suo essere piccola non mi è dispiaciuto: essendoci andata di mattina, ho trovato poca gente e ho avuto la possibilità di chiedere consigli direttamente agli editori, nonché chiacchierare un po’ con loro chiedendo allegramente di tradurre autori provienienti dalla Guyana francese (spiazzandoli, aggiungo).

E’ vero che gli editori non hanno portato tutto il loro catalogo, ma è stato meglio così: anziché tre libri ne avrei altrimenti presi cinque e i miei buoni propositi sarebbero andati in fumo.

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Alice mi racconta perché i libri di Safarà editore sono… storti! (foto: Paolo)

Per prima cosa sono stata allo stand di Safarà edizioni, un editore di Pordenone, dove la simpatica Alice mi aveva invitata per omaggiarmi di una copia della loro ultima novità “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme” dell’autore ceco Tomás Zmeskal. Alice mi ha contattata qualche mese fa per chiedermi se avrei voluto ospitare sul mio sito un blogtour di promozione di questo romanzo; dopo aver letto la trama e qualche recensione straniera, ho accettato soprattutto per due motivi: il romanzo è ambientato a Praga (e io amo questa città) e l’autore ha vinto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura (che per me, dopo aver letto due autori che hanno vinto questo premio, sta diventando una garanzia di qualità del libro).

Dopo aver incontrato Alice, mi prefiggo di comprare solo i due romanzi che avevo segnato, ma nel mio vagare trovo lo stand dell’editore marcos y marcos e là, in bellavista, c’è “Il battello bianco” di Tschingis Aitmatov, scrittore originario della Kirghisia. Questo libro non l’ho preso per caso: lo incontrai per la prima volta citato da Tiziano Terzani in quel libro magnifico che è “Buonanotte signor Lenin“, dove il giornalista toscano racconta la dissoluzione dell’ex-URSS. Arrivato a parlare della Kirghisia, Terzani cita Aitmatov e da quel momento – son passati quasi due anni – mi sono prefissata di leggerlo. Sarà una delle mie prossime letture.

Così, trovo il piccolo stand dell’editore milanese Metropoli d’Asia, per capirci coloro che hanno pubblicato il bellissimo romanzo di Eka Kurnianwan, lo scrittore indonesiano di cui presto vi parlerò. Racconto all’editore di quando sia rimasta colpita da Kurnianwan, candidato tra l’altro al Man Booker International Prize, e acquisto senza tanti dubbi la loro ultima novità “E adesso?” di A Yi, scrittore cinese molto noto in Patria. La storia parla di un tipo un po’ psicopatico, ma io sono sicura che questo spaccato anomalo di una Cina che di solito sembra ordinatissima, mi piacerà molto.

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Il catalogo di Metropoli d’Asia è magnifico, se cercate libri di scrittori asiatici contemporanei e di oggi, questo è l’editore giusto (foto: Claudia).

Come ultimo acquisto, scelgo la novità dell’editore gran vía, una casa editrice specializzata in letteratura spagnola e latinoamericana (ispanofona). Acquisto senza nessun dubbio “Il pappagallo che prevedeva il futuro” di Luciano Lamberti, giovane promessa argentina della letteratura di oggi, con un nome curiosamente italianissimo. Ho scelto proprio questo, tra il loro bellissimo catalogo, perché a me piacciono molto i racconti e più sono strampalati più mi garbano (ce n’è uno che parla di come vivono i giganti!). Ah, è a loro che ho chiesto se avevano autori ecuadoregni, paraguayani, boliviani o della Guyana francese!

Passo anche allo stand de La nuova frontiera, altra casa editrice che amo molto: vorrei comprare “Di uomini e bestie” di Ana Paula Maia, ma sfogliandolo leggo a caso delle scene un po’ forti, credo di non essere ancora pronta per questo tipo di lettura. E me ne dispiace un po’, forse dovrei superare le mie ansie e le mie paure. Chissà, magari al Salone ci ripenserò…

Girovagando per musei: Museo di Scienze Natuali, Galleria di Arte Moderna e Museo del Novecento

Approfittando dell’ingresso libero per tutti nei musei statali, ogni prima domenica del mese, io e il mio fotografo ufficiale scegliamo di andare a visitarne tre. Il primo è il Museo di Scienze Naturali, del quale io avevo un ricordo bellissimo della sala dei cristalli ma già da qualche anno – da quello che mi ha detto un operatore – non è più possibile vederla perchè nella sala che fu dei cristalli ora allestiscono le mostre temporanee. Che delusione, anche se il percorso dei fossili è sempre molto carino da intraprendere.

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Al Museo di Scienze Naturali hanno tolto i cristalli, per fortuna ci restano i dinosauri (foto: Paolo).

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La sala principale della Galleria di Arte Moderna di Milano (foto: Paolo)

Il secondo museo è la Galleria di Arte Moderna di Milano, ad un paio di minuti a piedi dal Museo di Scienze Naturali. Alla GAM si possono fare fotografie e abbiamo cercato di immortalare tutta questa bellezza. Con la pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento, senza dubbio la GAM sale sul podio dei musei di Milano che mi piacciono di più. Tra i dipinti che ho preferito ci sono senza dubbio quelli che hanno come soggetto la lettura, come “In lettura” di Federico Zandomeneghi, “La lettura” di Federico Faruffini e “Prime letture” di Plinio Nomellini. Come dimenticare poi il ritratto del buon Alessandro Manzoni ad opera di Francesco Hayez, le vedute del Vesuvio di Giuseppe De Nittis (tanto belle che sembrano fotografie) e l’ultima sala con dei paesaggi di una bellezza impareggiabile. Menzione speciale per Angelo Morbelli che con “La stazione Centrale di Milano” mi ha fatta sognare un’epoca che non c’è più, con una vena di malinconia e una di romanticismo.

Con le ultime forze rimaste, ritorniamo in Piazza Duomo per visitare il Museo del Novecento, che ne vale la pena già solo per vedere “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Oltre a Pellizza da Volpedo, il museo custodisce opere di Umberto Boccioni, Henri Matisse, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Vassilij Kandinskji, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Renato Guttuso e… una Merda d’artista di Piero Manzoni, la n. 80.

Il viaggio di ritorno in metrò è un po’ surreale, affollatissima e sporchissima tanto da togliere il respiro (la metrò di Milano se la gioca con l’orrenda metrò di Roma), ma arriviamo alla Stazione Centrale con anticipo (così mi prendo ancora un segnalibro alla Feltrinelli).

Non mi resta che leggere tutto ciò che ho comprato e… organizzare la prossima prima domenica del mese per vedere altri tesori di Milano senza pagare nemmeno un euro!