Respirare a Parigi, conserva l’anima|Diario di viaggio #1

Il titolo di questo post è una citazione di Victor Hugo, scrittore francese vissuto per buona parte della sua vita a Parigi. Il motivo della scelta del titolo sta nel fatto che sono appena tornata da un viaggio nella capitale francese e ne sono tornata talmente entusiasta che ho pensato di dedicare a Parigi qualche articolo sul mio blog.

Per evitare di scrivere post troppo lunghi, che possono poi rivelarsi confusionari o noiosi da leggere, ho pensato di suddividere in quattro articoli il mio diario di viaggio in quattro puntate, essendo stata quattro giorni a Parigi con il mio fidanzato. Ho poi pensato di scrivere alcuni “speciali” sui musei visitati e sulla mitica Libreria Shakespeare and Company. Se siete pronti per partire, avviamoci al Binario numero 1 di Torino Porta Susa e saliamo sul TGV diretto a Parigi…

Respirare a Parigi, conserva l’anima. Diario di viaggio, prima puntata

Il nostro viaggio per Parigi inizia a Torino Porta Susa, con i biglietti del TGV acquistati on line con la promozione  Mini a soli 35 euro e dopo cinque ore e quaranta minuti, puntualissimi, arriviamo alla Gare de Lyon. Già muniti dell’abbonamento del metrò, bus e RER acquistato on line sul sito Parigi.it, ci avviamo alla stazione della metrò e in sole due fermate sulla Linea 1, scendiamo alla stazione Saint Paul – Le Marais, a dieci metri dall’hotel che ho prenotato on line su Booking.it. Per tre notti soggiorniamo all’Hotel Pointe de Rivoli, nel cuore del quartiere Marais: il personale ci accoglie gentilmente e immediatamente ci fornisce la card della nostra stanza. Siamo al quinto piano, e dalla stanza si gode di un’ottima vista sulla rue Saint-Antoine; la stanza e il bagno sono molto puliti e ben riscaldati, ogni giorno il personale pulisce la camera e il bagno e ci sostituisce gli asciugamani e il tappetino della doccia. Per essere un Hotel 2 stelle siamo decisamente soddisfatti, soprattutto siamo entusiasti della posizione accanto al metrò, poiché in pochi minuti possiamo raggiungere molte attrattive che abbiamo in programma di visitare (per darvi un’idea, siamo arrivati all’Arc de Trionphe in soli 15 minuti, ma ci sarà tempo per parlavi di questo bellissimo monumento…!). Per un viaggio a Parigi mi sento di consigliare un soggiorno nel Marais: diviso tra il III e IV Arrondissement, sulla Rive Droite della Senna, è una zona molto bella, tranquilla e ricca di negozi, bistrot, gastronomie e supermercati. Noi eravamo vicini a due grossi discount, una farmacia, parecchie trattorie cinesi, un’edicola, Starbucks café e ristoranti francesi, insomma non ci mancava proprio nulla!

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Montmartre, l’emozione di abbracciare Parigi

Dopo una doccia veloce, siamo pronti per partire alla scoperta di Parigi. Il nostro obiettivo è di salire sulla Collina di Montmartre nel XVIII arrondissement, visitare la Basilica del Sacro Cuore e passeggiare per le viuzze del quartiere, ma soprattutto io ho voglia di abbracciare Parigi dall’alto per rendermi conto di quanto è grande la città che mi ospiterà nei prossimi giorni.

Per arrivare a Montmartre prendiamo il metrò e cambiamo la Linea 1 alla fermata Concorde e prendiamo la Linea 12 fino ad Abbesses. Saliti per gli interminabili gradini della stazione, arriviamo nel cuore di Montmartre, nel pieno di un mercatino di Natale! Seguiamo le indicazioni per il Sacro Cuore e in pochi minuti arriviamo alla Funicolare. Per salire al Sacro Cuore ci sono due possibilità: a piedi salendo le scale o dal parco o le scale esterne, oppure si può prendere la Funicolare, il cui biglietto è compreso nel mio abbonamento per cui scegliamo la Funiculare.

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Si arriva ad un piazzale di fronte alla Basilica del Sacro Cuore e da lassù si vede Parigi… ma non tutta! E’ davvero una città immensa, penso, per vederla e conoscerla non basta una vita intera! Dopo la visita alla Basilica, passeggiamo tra le viuzze di Montmartre, respirando quell’aria d’arte e di poesia davvero unica. Giungiamo a Place du Tertre, una piccola piazza piena di pittori e caricaturisti, di negozietti di souvenir e di bristrot. Passeggiando ad un certo punto mi volto e… eccola, è lei, la Tour Eiffel che spunta tra i tetti dei palazzi…! Capisco di essere davvero arrivata a Parigi quando la vedo! Ma ne spunta così poco che non riesco a fotografarla, ma ci sarà tempo nei giorni a venire.

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La Pyramide du Louvre, il mio sogno diventa realtà

Mentre torniamo all’hotel con il metrò, decidiamo cosa vedere dopo cena. La scelta è decisamente vasta, sempre grazie al Linea 1 del metrò che tocca molte importanti attrattive. Decidiamo di vedere la Pyramide du Louvre illuminata, sono molto curiosa per due motivazioni: una, perché è proprio con un omicidio al Louvre che inizia un romanzo che mi era piaciuto molto “Il Codice da Vinci” di Dan Brown e l’altra perché voglio vedere dov’è l’ingresso per organzzarmi per il giorno successivo.

Sempre con la Linea 1 presa sotto casa, scendiamo dopo sole quattro fermate alla stazione Palais Royal Musée du Louvre. Salendo le scale per riemergere in superficie l’emozione sale… mi guardo attorno e vedo un grandioso hotel illuminato di rosso, ma… la Pyramide dov’è? Mi volto – come spesso descriverò – e all’improvviso laggiù oltre la strada ecco un pezzo della Pyramide di Ming Pei, l’architetto americano con origini cinesi che ha fatto discutere molto i parigini a proposito di questo progetto. Attraverso la strada con lo sguardo fisso sulla Pyramide, che ad ogni passo diventa sempre più grande. A destra e sinistra, le ampie finestre mi permettono di sbirciare dentro il museo e vedo una serie di sculture in marmo e immensi corridoi. Usciamo sulla piazza e quasi mi commuovo: sono qui, sono a Parigi, ci sono arrivata per davvero! La piazza di fronte al Louvre è silenziosa, il traffico è lontano e si sente solo il rumore dell’acqua delle grandi e spettacolari fontane. Sbircio anche attraverso i vetri della grande piramide: c’è l’accesso al museo, l’ingresso Denon, quello prioritario per chi come noi ha il Paris Museum Pass (ne parlerò meglio nella prossima puntata).

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Passeggiare in quella piazza immensa, circondata dalla grande Pyramide e dalle piramidi più piccole, fontane, lanterne, rapita dalla magnifica simmetria del Palazzo mi conquista profondamente. In lontananza si scorge la Gran Rue, la ruota panoramica montata per le feste natalizie in Place de la Concorde e poi lei, immancabile, bellissima, scintillante… la Tour, che mi regala uno spettacolo di luci scintillanti per un paio di minuti e poi ritorna illumintata di arancione. Due passi verso la Senna, per godersi lo spettacolo del Museo dell’Orsay riflesso sull’acqua e in lontananza i due campanili di Notre-Dame.

C’è il tempo per qualche scatto notturno, per immortalare quei momenti, imprimerseli bene nella mente e nel cuore. Sono a Parigi da poche ore, ma la città mi ha già conquistata. In pochi minuti ritorniamo in hotel: il programma per i prossimi giorni è molto intenso, c’è bisogno di riposarsi… Lungo rue de Saint Antoine, la gente passeggia, le autovetture circolano, i semafori lampeggiano. Ma io tiro le spesse tende e il tepore della stanza mi fa addormentare in pochi minuti…

…. Se volete sapere cos’abbiamo fatto il secondo giorno a Parigi, non perdetevi la prossima puntata…!

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6 pensieri su “Respirare a Parigi, conserva l’anima|Diario di viaggio #1

  1. Che spettacolo e che voglia di ritornarci, soprattutto per rendere giustizia ad una città di cui una gita scolastica poteva offrire solo un assaggio! Grazie per aver condiviso con noi i tuoi bellissimi scatti e le emozioni parigine, aspetto con curiosità la prossima puntata! 🙂

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    • Ahahah sì, beata gioventù… io avevo la stanza al quinto piano in hotel, di scale ne facevo già fin troppe (però, l’ultimo giorno non avevo più il fiatone da asma, vedi che fa bene andare su e giù a piedi!)

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