Respirare a Parigi, conserva l’anima | Diario di viaggio #2

Con il post precendente, ci siamo lasciati dopo una visita in notturna alla Pyramide du Louvre e una passeggiata lungo la Senna a Parigi. Se siete pronti per dedicarvi alla lettura della seconda puntata del mio diario di viaggio,vi accompagnerò alla scoperta di tre bellissimi musei di Parigi: il Museo del Louvre, il Museo d’Orsay e l’Orangerie. Per visitare in tutta libertà i musei di Parigi abbiamo acquistato il Paris Museum Pass, uno strumento utilissimo per non perdere tempo a fare la coda alle biglietterie dei musei, è una sorta di abbonamento che vi apre le porte a oltre 60 musei a Parigi e nell’area attorno alla Regione parigina. Per noi è stato molto utile, non abbiamo fatto nemmeno un minuto di coda e abbiamo risparmiato parecchio sul prezzo dei biglietti dei singoli musei.

Musée du Louvre, che la caccia al tesoro abbia inizio!

La nostra maratona artistica inizia con uno dei musei più famosi del mondo, il Museo del Louvre. Dal nostro hotel prendiamo il metrò per quattro fermate e scendiamo alla stazione Palais Royale Musée du Louvre e alle 9.30 siamo all’ingresso della Pyramide di vetro. Un breve controllo del contenuto della borsa e dello zaino da parte dell’addetto alla sicurezza e siamo pronti per perderci tra le immense sale e gallerie.

Qualche consiglio per la visita… al Louvre vi serviranno cinque cose: il Paris Museum Pass o il biglietto singolo già acquistato on line, scarpe comode, macchina fotografica con la batteria carica, una mappa del museo con le indicazioni per le opere principali e… un’idea di quello che volete vedere, altrimenti con più di 30.000 opere esposte rischiate di rimanere un po’ storditi.

Al Louvre veniamo accolti dalla Nike di Samotracia, la splendida Vittoria Alata attribuita a Pitocrito e ritrovata sull’isola greca di Samotracia, da qui il nome. Visto che il museo ha appena aperto e c’è ancora relativamente poca gente, decidiamo di andare subito a vedere l’opera più nota e famosa del Louvre, la piccola “Monna Lisa” di Leonardo Da Vinci, che è talmente importante che ci sono indicazioni dappertutto per raggiungere la sua sala. Arrivati alla Galleria principale e ci guardiamo attorno per cercare la Gioconda, ecco che la scorgo all’interno di una sala: come un magnete lo sguardo di Monna Lisa mi attrae nella stanza dov’è conservata e la contempliamo senza troppa folla attorno, per tutto il tempo che ci va. Monna Lisa di fronte ha “Le nozze di Cana” un quadro spettacolare di Pietro Veronese.

Ora che la curiosità è soddisfatta, siamo alla ricerca di altri capolavori che vogliamo vedere e che sono indicati sulla mappa. Sembra una caccia al tesoro, o meglio una caccia all’opera artistica. Il Museo del Louvre è davvero uno spettacolo per gli appassionati d’arte e di scultura: non passa sala che io non mi stupisca indicando un dipinto famoso. Apprezzo anche i dipinti meno famosi, e lascio vagare lo sguardo nelle sale, approfondendo solo ciò che mi colpisce davvero. Forse, il modo migliore per apprezzare il Louvre è perdersi: lasciatevi trasportare dall’arte e dall’immensa cultura presente nei piani del palazzo. Rimango piacevolmente colpita dai pittori francesi in particolare, da Gericault “La zattera della medusa“, Delacroix “La libertà guida il popolo” e David “L’incoronazione di Napoleone” e “Il giuramento degli Orazi“; dai fiamminghi; dall’arte iraniana e babilonese (c’è anche il Codice di Hammurabi!) e “Amore e Psiche” del nostro Antonio Canova (se vi siete persi la mia gita a Possagno in Veneto, a Casa Canova, potete leggerla qui). “La libertà guida il popolo” di Eugénie Delacroix per me è il simbolo della Francia, ho sempre collegato le terre francesi con questo quadro e resto incantata un po’ di minuti a guardarlo.

la liberta guida il popolo

Dopo tutta quest’arte, si è fatta una certa ora… così decidiamo di pranzare direttamente da Paul al Louvre: due ottimi panini e due cappuccini, e siamo pronti a ripartire: prossima tappa, il Museo dell’Orsay.

Musée de l’Orsay, la meraviglia senza fine

Dal Louvre si arriva in una decina di minuti a piedi al Museo de l’Orsay, posto su la Rive Gauche della Senna. Per chi ha il Paris Museum Pass si può saltare la fila ed entrare direttamente dall’ingresso C, dopo il solito controllo delle borse e zaini, non ci resta che decidere da quale sala iniziare.

L’Orsay è celebre perché qui sono custoditi numerosi capolavori delle correnti artistiche dell’Impressionismo e post-Impressionismo: prima di essere un museo, era una stazione ferroviaria, la Gare d’Orsay, costruita a fine Ottocento. L’impianto della stazione è rimasto, come sono rimasti gli orologi che segnavano ai viaggiatori l’approssimarsi della partenza dei treni. Senza dubbio, tra i musei visitati è quello con la location più originale.

museo orsay

Per prima cosa, visitiamo la sala delle opere di Van Gogh, lo sfortunato pittore olandese naturalizzato francese: “La chiesa di Auverse” con i suoi blu carichi e le curve della cattedrale accendono in me una grande passione, che brucia quando vedo “Notte stellata“, con quelle stelle magnifiche riflesse sull’acqua, e capisco che l’Orsay è un museo fantastico, ma il bello deve ancora iniziare.

E’ infatti il Piano 5 che mi conquista e mi emoziona: quassù infatti si trovano i veri capolavori dell’Impressionismo. Entro nella sala e vengo subito catturata da “Colazione sull’erba” di Eduard Manet: è felicità pura, quella sensazione di aver atteso da sempre questo momento e stentare a credere che ora sono davvero qui, immersa in tutta questa bellezza. Tra le sale ecco comparire Monet, altri dipinti di Manet, Renoir, Degas, Cezanne e Gauguin. Davvero l’Orsay per me ha rappresentato la meraviglia senza fine.

orsay

Usciti dal Museo de l’Orsay, c’è ancora tempo per visitare l’Orangerie, dove sono conservate le serie di tele che Claude Monet ha dedicato alle ninfee del suo bellissimo giardino a Giverny. Attraverso il Pont des Art, dal quale si apprezza la panoramica della Rive Droite e della Rive Gauche, entriamo nei Jardin Tuileries, in direzione Place de la Concorde, una piacevole passeggiata rilassante lontani dal traffico parigino.

L’Orangerie, dagli agrumi alle… ninfee!

Cosa c’entrano le arance se andiamo a vedere dei quadri sulle ninfee? Molto semplice: in origine, il palazzo che oggi ospita il museo d’arte, era un’orangerie ovvero un giardino d’inverno, un luogo adibito a ricovero invernale per agrumi o piante esotiche, tipicamente annesso ad una villa, in questo caso al Palazzo delle Tuileries.

Le due sale principali che accolgono il visitatore sono molto grandi e si ha la sensazione piacevole di essere circondati da ninfee, piante e laghetti. Se si lascia correre la fantasia, si può quindi immaginare di essere proprio a Giverny, nel giardino che Claude Monet amava tanto. Al piano inferiore invece sono conservate opere di Renoir, Monet, Rousseau, Picasso e Cezanne.

orangerie

Usciti dall’Orangerie lo spettacolo non è finito, perché Parigi non smette mai di stupire! La sera sta calando e si accendono le luci di Place de la Concorde, degli Champs Elysée e in lontananza si scorge la Tour Eiffel vestita di luce.

Dopo una passeggiata lungo il mercatino di Natale di Place de la Concorde, riprendiamo la metrò alla stazione Concorde della Linea 1 e in pochi minuti siamo a Saint Paul Le Marais, all’hotel. Una cena in una gustosa trattoria cinese (ottimo il riso al curry con le verdure e l’ananas fritto), ma sfortunatamente inizia a piovere. Una cosa che non deve mancare nel vostro bagaglio è l’ombrello. Così, optiamo per una passeggiata in Place des Voges, bellissima piazza porticata nel cuore del Marais, sede di molte gallerie d’arte, ristoranti di gran lusso e in un angolino della piazza ecco spuntare la casa dove visse lo scrittore Victor Hugo. Ultima tappa in una piazza importante per ogni francese, Place de la Bastille, dove oggi svetta la Colonna di Luglio, mentre la prigione è stata distrutta il 14 luglio 1789.

La stanchezza oggi è tanta e il suono della pioggia che picchetta sul tetto della stanza, cullano i nostri pensieri e ci accompagnano nel sonno. Domani sarà un’altra giornata, ricca di molte altre avventure.

… Se volete scoprire com’è andata la nostra terza giornata a Parigi, seguite la prossima puntata!

Annunci

4 pensieri su “Respirare a Parigi, conserva l’anima | Diario di viaggio #2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...