Patrizio Nissirio | Atene, cannella e cemento armato

Però Atene è brutta. Non potrei mai ricordare e contare quante volte ho sentito questa frase dal contrariato turista (da non confondere col viaggiatore, ovviamente) che frettolosamente e con il fiatone si arrampica nella calura agostana sulle pendici dell’Acropoli, così per mettere la bandierina del ‘ci sono stato’ (…) Ad Atene, la Storia e l’Oriente ne segnano per sempre l’identità, a dispetto del suo aspetto moderno solo superficialmente sgangerato. E questo sfugge a tutti quei turisti senza il tempo per conoscerla. Perché è proprio il tempo l’enzima che accende la rovente, sensuale reazione chimica con Atene [Patrizio Nissirio, Atene, cannella e cemento armato]

Nel libro “Atene, cannella e cemento armato” (Giulio Perrone Editore, 139 pagine, 12 €) Patrizio Nissirio, giornalista e scrittore responsabile di ANSAmed, racconta la capitale della Grecia ai lettori italiani, con uno stile ironico, fresco e scorrevole. Molti di coloro che visitano Atene superficialmente – vuoi perché si è di passaggio prima di andare a prendere i traghetti al Pireo, vuoi perché la capitale ellenica è la breve tappa di una crociera – ne restano delusi. Atene è brutta: i monumenti principali sono inglobati tra palazzi osceni, orrendi, molti in costruzione o ormai abbandonati a sé stessi.

L’abusivismo edilizio, l’assensa di piani regolatori, la dittatura militare che ‘regalava’ licenze edilizie, sono alcuni fattori che hanno permesso ad una delle più antiche città del mondo di diventare una foresta di palazzoni e strade tortuose nate a casaccio, costantemente preda del traffico cittadino.

Il giornalista Nissirio nel suo reportage racconta molto bene la storia di Atene: dallo splendore ai tempi dei primi greci alla dominazione ottomana, dalla grande migrazione dei turchi dalla Grecia alle due guerre mondiali, dalla dittatura dei colonnelli all’ingresso nell’Unione Europea; quindi le speranze legate alle Olimpiadi del 2004 e l’affondo della grande crisi che ancora oggi, putroppo, affligge lo Stato ellenico.

L’attuale conformazione della città è figlia della storia che ha vissuto e a primo impatto, in effetti, per un turista o viaggiatore può non essere piacevole. Chi si aspetta una città antica, fatta di rovine (ma curate), piazze e monumenti resta irrimedialmente deluso: ci sono solo palazzi, e traffico, e caos, e inquinamento.

Ma Patrizio Nissirio, dovendo vivere ad Atene per motivi di lavoro, ha trascorso diversi anni nella capitale greca scoprendo che la città presenta degli aspetti affascinanti. I secoli della dominazione ottomana hanno lasciato sapori, profumi, colori, spezie e modi di fare; i monumenti, quelli sopravvissuti, hanno un fascino unico, se si pensa alla loro età; persino il Pireo, il più grande porto greco, ha un qualcosa di romantico.

Nissirio sceglie di raccontare Atene usando, oltre i suoi occhi, le parole dello scrittore Màrkaris Petros, uno tra i più noti giallisti ellenici tradotti in Europa. Attraverso le parole estrapolate dai romanzi di Màrkaris, Nissirio racconta l’Atene moderna, fatta anche e soprattutto di disparità tra poveri e ricchi (la Grecia è uno Stato dove l’evasione fiscale di manifesta con notevole prepotenza), l’arrivo dei profughi e i disordini che necessariamente si creano, il caos quodidiano, le illusioni post Olimpiadi e la palude della crisi. Oltre a Màrkaris, Nissirio cita altri scrittori e scrittici greci tradotti in italiano (una ricca bibliografia alla fine del volume raccoglie degli interessanti spunti di lettura).

I luoghi, particolarmente ad Atene, sono anche intrisi di assenze, di echi. Basta solo concedersi il tempo per ascoltare, persino nel rumore del traffico o tra gli slogan urlati di una manifestazione. E così, improvvisamente, tra gli edifici con gli alti portici sorretti da pilastri in cemento armato, le saracinesche abbassate per sempre e coperte di graffiti, come i muri tutt’attorno, si può avvertire sempre la presenza del fantasma del passato. Enorme, imponente, com’è il passato di questa città. Che in questa pagina di Liberaki ha anche un nome oggi dimenticato sulla via Aristotelous: Silenzio [Patrizio Nissirio, Atene, cannella e cemento armato]

Quando sono stata a Creta non sono passata da Atene perché avevo acquistato un volo diretto verso Chanià, e in parte mi è dispiaciuto non fermarmi – anche solo un paio di giorni – nella capitale greca. Nonostante quai tutti quelli che conosco che ci sono stati mi dicano che è una città invivibile, io sono testarda e a loro non credo: io Atene vorrei vederla. Dalle immagini che ho visto in rete, da ciò che ho letto (e non solo nel libro di Patrizio Nissirio), per come sono fatta, io credo che Atene potrebbe proprio piacermi.

Certo, i palazzi e tutto quel cemento armato, con i ferri che spuntano ovunque, son proprio orrendi. Ma Atene, va scoperta, con calma, senza tanta fretta. Un sito archeologico potrebbe essere nascosto da una serie di palazzoni fatiscenti, l’ideale potrebbe essere di fermarsi un attimo alla taverna, bere qualcosa di fresco mentre si consulta una mappa. La salita all’Acropoli io non lo affronterei alle tre del pomeriggio, rischiando un colpo apoplettico per il calore; sull’Acropoli ci salirei al tramonto, perché credo che solo da lassù potrei rendermi conto di quando davvero sia grande Atene (città che, racconta Nissirio, raccoglie metà della popolazione greca).

Sì, insomma. Credo che potrei innamorarmi di Atene, delle sue luci e delle sue ombre.

Atene, città dai sapori e odori fortissimi, alla fine sa conquistare – e per sempre – chi ci si muove nel modo più aperto e curioso. Prima, però, bisogna passare una sorta di esame: chi si ferma al suo aspetto più esteriore troverà sempre un motivo per non amarla, e fuggire verso il mar Egeo. La città sa invece premiare chi la attraversa a sensi aperti [Patrizio Nissirio, Atene, cannella e cemento armato]

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9 pensieri su “Patrizio Nissirio | Atene, cannella e cemento armato

  1. Atene non è brutta anzi ….. c’è storia cìè arte e soprattutto il cuore della gente …. è caotica disordinata si …. ma brutta diremmo proprio di no ….. un saluto del Pikaciccio ( abbiamo scritto un paio di articoli in merito )

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  2. Grazie per le tue bellissime parole. Atene l’ho visitata a fine maggio. Sono partita senza troppe aspettative tra la solita cantilena di amici e conoscenti…Atene è brutta, sporca, caotica, un giorno basta e avanza….E invece io l’ho amata. Arte, caos, ottima cucina, povertà, arte di strada, traffico, musei stupendi, fascino orientale, palazzi fatiscenti, piazzette animate, grande ospitalità e molto altro ancora. Tutto mescolato in un crescendo di sensazioni che porto nel cuore. Consiglio di andarci e di viverla. Un giorno non basta, merita molto di più.

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