Tierno Monénembo | Il re di Kahel

Aveva davvero attraversato il Mediterraneo, veniva davvero dall’Europa? Aveva l’impressione di no, di essere partito direttamente dalla brulicante mangrovia della sua infanzia per quella, reale e splendida, che si dispiegava sotto i suoi occhi. L’Africa, lui aveva voglia di costeggiarla lentamente prima (…) Il mistero di quel paese gli andava dritto al cuore [Il re di Kahel, Tierno Monénembo, trad. G. Fredianelli]

Marsiglia, novembre 1879. Il visconte francese Olivier de Sanderval è figlio di periti chimici e ingegneri, e per mantenere moglie e figli ha lavorato nel settore industriale in fiorente espansione, ma il suo sogno è sempre stato un altro. Sin da bambino, Sanderval sognava di essere un esploratore: a otto anni si era convinto che un giorno sarebbe diventato il sovrano dei selvaggi in qualche luogo remoto e lontano.

Compiuti quarant’anni, Sanderval si imbarca sulla Niger, con direzione Africa occidentale. Sanderval vuole andare nella regione del Fouta-Djalon, un’area dell’Africa occidentale complessa e impenetrabile, che affascina il visconte francese per via del nome e della sua geografia.

L’idea di Sanderval è quella di proporre all’almâmi, il sovrano del Fouta-Djalon, la costruzione di una ferrovia che possa collegare il remoto regno tra le foreste e altopiani con la costa. Francesi, portoghesi e inglesi sono ben presenti nell’Africa occidentale, hanno parecchi interessi e Sanderval si dovrà scontrare anche con loro, oltre ai regnanti locali e all’almâmi.

Sanderval trascorre in Africa molti anni: effettuerà cinque soggiorni nel Fouta-Djalon tra il 1880 e il 1919, anno della sua morte. Torna in Francia per rendere conto delle sue scoperte alla Società Geografica, ma scende di nuovo in Africa perché sente di appartenere a quei luoghi e crede che sia vicino al momento in cui si ritaglierà un regno tutto suo. Si ammala, rischia di restare ucciso, subisce un tentativo di avvelenamento, si innamora di una donna bellissima, si inimica dei regnanti, se ne fa amici altri. Tutto questo, nonostante le immense difficoltà, è per lui la realizzazione di un sogno.

Ma quel paese ora lo conosceva, lo desiderava, ne aveva bisogno: era diventato la sua droga. Capiva la magia delle sue luci e i misteriosi segreti dei suoi boschi. Si inebriava dei suoi odori di fonio e di gelsomino, si stordiva di piacere davanti ai suoi fiumi e alle sue vallate tortuose. I suoi sogni più pazzi si confondevano con i suoi orizzonti luminescenti e le sue cime coperte di azzurro [Il re di Kahel, Tierno Monénembo, trad. G. Fredianelli]

Fouta Djallon

Fouta Djallon (fonte: Wikipedia, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)

Il re di Kahel” di Tierno Monénembo (trad. G. Fredianelli, Nuova Editrice Berti, 19€) è un romanzo storico che racconta in modo preciso e corposo la storia del visconte Olivier de Sanderval, avventuriero ed esploratore dell’Africa occidentale.

Il motto di Sanderval era “conoscere piuttosto che combattere“. Il visconte era europeo lungimirante, visionario, perché nell’epoca delle grandi colonizzazioni, si opponeva a colonialismo in senso stretto, preferiva aprire il dialogo con le popolazioni, arrivare in pace nei regni dei sovrani d’Africa e non usare nessun tipo di arma, se non un po’ di dialettica per convertire i sovrani al progresso.

Con la sua capacità di dialogo e la sua infinita pazienza, Sanderval riuscirà a farsi regalare l’altopiano del Kahel e a diventarne simbolicamente il sovrano, sempre e comunque agli ordini del più potente almâmi. Sanderval sarà anche uno dei primi fondatori della città di Conakry, sull’isola di Timbo: Conakry diventerà la capitale della Guinea e la principale città di riferimento.

Allo stesso tempo, grazie a Olivier de Sanderval, i francesci riusciranno ad unire tutti i territori dell’attuale Guinea Conakry: unendo la regione del Fouta-Djalon ai settori precedentemente conquistati, i francesi fonderanno la Guinea nel 1895 e la incorporeranno ai territori dell’Africa Occidentale Francese. Tale resterà fino al 1958 quando la Guinea Conakry voterà per la propria indipendenza al referendum indetto da De Gaulle.

Pur essendo un romanzo storico, “Il re di Kahel” è scritto con uno stile molto scorrevole e piacevole da leggere. Monénembo riesce perfettamente a rendere l’idea dell’epoca storica, degli intrighi legati alla colonizzazione e alle diffoltà quotidiane che i colonizzatori o gli esploratori dovevano sopportare e risolvere.

Tierno Monénembo è nato in Guinea ma sceglie di scrivere il suo romanzo dal punto di vista di un francese, un estraneo, riuscendo a mostrare l’Africa e le sue popolazioni viste dagli occhi di un europeo. Monénembo descrive gli ambienti del Fouta-Djalon e dell’Africa attraverso la meraviglia e il trasporto che percepisce Sanderval, l’europeo che per tutta la vita ha sognato di essere in Africa.

È un romanzo che consiglio a chi è appassionato di storia, a chi è curioso e vuole conoscere la figura del visconte Olivier de Sanderval, e a chi desidera avvicinarsi alla cultura e alle vicende dell’Africa appena prima e durante l’epoca coloniale.

Titolo: Il re di Kahel
L’Autore: Tierno Monénembo
Traduzione dal francese: Gabriele Fredianelli
Editore: Nuova Editrice Berti
Perché leggerlo: per chi desidera avvicinarsi alla cultura e alle vicende dell’Africa appena prima e durante l’epoca coloniale.

(© Riproduzione riservata)

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