John Fante | Chiedi alla polvere

“Chiedi alla polvere” trattasi di uno dei libri più simpatici che io abbia mai letto. Ma non lo dico così per dire, termini di paragone ne ho parecchi; è che la scrittura di Fante che scorrevole, i personaggi sono bislacchi al punto giusto, il ritmo è perfetto, Bandini è imbranato tanto quando Camilla è passionale. Pensare che questo romanzo sia rimasto nascosto in una biblioteca polverosa, finché Chales Bukowski un giorno…

Titolo: Chiedi alla polvere

L’autore: John Fante (Denver, 1909 – Los Angeles 1983) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense di origini italiane

Editore: Einaudi

Il mio consiglio: procuratevene una copia al più presto!

Lettore, Chiedi alla polvere del deserto del Mojave perché per quasi quarant’anni questo romanzo è rimasto sepolto in uno scaffale di una biblioteca di Los Angeles.
Chiedilo a quella polvere nera, che per anni ha ricoperto le pagine di John Fante, in modo che nessun lettore lo vedesse.
Chiedilo a Bukowski che negli anni ’70 trovò Chiedi alla polvere nella polverosa biblioteca della polverosa Los Angeles.
È del tutto per caso che io mi sia imbattuta in questo libro. Non l’ho trovato in una biblioteca come capitò a Bukowski, ma mi è stato regalato, una bella copia nuova senza nemmeno un granello di polvere.
John Fante scrisse Chiedi alla polvere alla fine degli anni ’30 e venne pubblicato negli Stati Uniti nel 1939. Nonostante sia un libro eccezionale, autoironico e narri delle buffe avventure tragicomiche dell’aspirante scrittore Arturo Bandini, il volume rimase quasi sconosciuto, a marcire nella polvere. Ironia della sorte, il libro di John Fante rimase dimenticato per anni, come l’unico racconto pubblicato da Arturo Bandini viene ignorato, nonostante i suoi tentativi di disseminarlo praticamente ovunque. Sì, uno scherzetto della sorte, verrebbe a pensare. In fondo, il romanzo di Fante ha una matrice fortemente autobiografica: Bandini è l’alter-ego di Fante.
Arturo Bandini lascia il Colorado e la famiglia e scappa verso ovest per realizzare il suo unico sogno: diventare scrittore. Arriva a Los Angeles, quella città scintillante pizzicata tra dalla polvere che arriva con le folate torride dai deserti dell’est e la sottile nebbia che sale dall’oceano.
Ma se la fama non arriva allora si fa la fame. Bandini si nutre quasi esclusivamente di arance comprate dal giapponese al mercato. Ma Arturo non si arrende, nossignore. Al posto di pregare Crocifisso, assente nella sua squallida camera d’albergo, si rivolge alla fotografia di Hackmunth, noto editore e gli invia lunghissime lettere, dove esterna tutto il suo dolore di aspirante scrittore.
Già, ma Bandini aveva già pubblicato qualcosa su una rivista? Sì, ma solo un misero racconto, sì, proprio quel racconto su quella rivista polverosa che gira e rigira nella hall e che nessuno si prende la briga di leggere; ma la sua vita di scrittore scalcagnato, già complicata così, si complica maggiormente quando in un pessimo bar e lì incontra l’amore della sua vita: Camilla Lopez. Bandini si innamora di lei all’istante, vorrebbe persino sposarla. Ma Camilla è messicana è crudele è antipatica è arrogante è insolente. Ah, dimenticavo: e odia Arturo Bandini.
Bandini manifesta a Camilla il suo amore, con doni e sonetti, asprigni e stridenti come i granelli di polvere tra i denti. Camilla manifesta Bandini il suo odio, forte e vigoroso.
In tutto questo turbinio di amore e odio, però, Arturo Bandini trova infine quel pezzetto di gloria. Forse il suo sogno d’amore con Camilla non si potrà realizzare, ma il suo sogno di diventare scrittore forse sì.
A meno che, anche il bellissimo e innovativo romanzo di Arturo Bandini resti sepolto nella biblioteca di Los Angeles sotto la sabbia del deserto del Mojave. Questo Fante non ce lo dice.
Per toglierti ogni dubbio, lettore, Chiedi alla polvere.

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