Viaggio a Vilnius, piccola guida emotiva per scoprire la capitale della Lituania

Cos’è quel sentimento chiamato “nostalgia baltica”

Quando ho scoperto di essere affetta dalla nostalgia baltica ero sul bus che dal centro di Riga, in Lettonia, mi stava portando all’aeroporto. Dal finestrino del pullman vedevo sfilare le casette di legno colorate, i palazzoni grigi e cupi in stile sovietico e sopra di tutto incombeva un cielo color piombo. Pensavo solo ad una cosa: “Nelle Repubbliche Baltiche ci devo ritornare“. L’unico modo per placare la nostalgia baltica era organizzare il viaggio a Vilnius, capitale della Lituania, l’ultimo Stato baltico ancora da scoprire.

Così all’inizio di dicembre sono atterrata in Lituania. La scritta “VILNIUS” sulla sommità dell’aeroporto è bianca, quasi trasparente, si legge a malapena, ma sono quelle lettere comparse mentre l’aereo atterra che, brillando fiocamente nel buio, mi suggeriscono che sono arrivata a destinazione.

Del perché l’anima di Vilnius è bianca

Terre baltiche, terre bianche. La radice “balt-” significa bianco e non a caso lo stemma dello Stato lituano è Vytis, il cavaliere bianco che cavalca un bianco destriero. Se dovessi descrivere la capitale della Lituania usando un colore, non potrebbe che essere il bianco. Sono di questa tinta i palazzi, le chiese, gli edifici governativi, l’università, i monumenti, la stazione dei treni. L’anima di Vilnius è di colore bianco.

La neve mi ha aiutata a vedere Vilnius come una capitale bianca. Il centro storico di Vilnius è iscritto dal 1994 all’UNESCO: è costituito da piccole viuzze tortuose, angoli retti pressoché assenti; è semplice perdere la bussola ma allo stesso tempo è perdendosi che ci scoprono le cose più belle. Come i parchi innevati, cuore bianco di Vilnius.

Passeggiata lungo il fiume Vilna, nel cuore della città (foto: Paolo)

Perché visitare Vilnius?

Prima di partire, le persone mi chiedevano che cosa andassi a fare a Vilnius, una destinazione non proprio consueta. Le risposte a questa domanda sono tante, perché nel corso dell’organizzazione del mio terzo viaggio nelle terre baltiche mi sono accorta che Vilnius era non solo ricca di fascino, ma carica di storia, arte, cultura, letteratura, natura e intriganti tradizioni culinarie.

Si è convinti che un luogo se non è famoso, allora non è interessante. Niente di più sbagliato: se c’è una cosa che ho imparato quest’anno, a Sofia in Bulgaria, è che lo splendore risiede nel dettaglio e spesso è nascosto bene; oppure, la bellezza è grezza e ruvida, difficile da amare a prima vista, ma una volta che entra nel cuore del viaggiatore, resta incastonata per sempre.

Vilnius è la capitale baltica meno turistica. Me ne sono accorta a Milano, quando ho percepito che i viaggiatori italiani erano in numero minore rispetto ai lituani che stavano prendendo posto sull’aereo; nei locali dove ho scelto di pranzare e cenare, non ho mai sentito parlare la mia lingua.

Quando Paolo ed io siamo saliti sulla Collina della Torre di Gediminas e su quella delle Tre Croci, eravamo soli. Me ne sono accorta dal silenzio tragico che aleggia nel vecchio ghetto ebraico e dal silenzio assordante che emanano i boschi attorno al paese di Trakai, dove durante l’Occupazione nazista venivano fucilati gli ebrei prelevati dai ghetti.

È stato piacevole passeggiare lungo viuzze secondarie pressoché deserte, calpestare per primi la neve candida nei grandi parchi e osservare le anatre che dormono indisturbate; è stato inquietante ritrovarsi soli nella stanza delle esecuzioni dove il KGB assassinava gli oppositori al regime sovietico, rendendosi conto all’improvviso che qui buchi sul muro erano i segni delle pallottole.

È stato un sogno ammirare le luci del Parco Lukiškių aikštė, nel silenzio.

Il Parco Lukiškių aikštė, sulla Gedimino prospektas (foto: Claudia)

Istruzioni per catturare l’anima baltica di Vilnius

Vilnius si srotola di fronte ai miei occhi e io sono pronta per cercare di catturare la sua anima baltica. Vilnius è una città affascinante di dimensioni piuttosto contenute, semplice da esplorare a piedi.

Le lunghe passeggiate conducono sulla Gedimino prospektas, nella suntuosa piazza della Cattedrale che è il cuore vivo della città, e si cammina spesso costeggiando il corso del fiume Neris o del piccolo fiumiciattolo Vilna, usando sempre la Torre di Gediminas o le Tre Croci come riferimento.

La Lituania è stato l’ultimo Paese europeo a convertirsi alla religione cristiana. Nonostante questo, in ogni angolo della città si trovano edifici e simboli religiosi, siano esse chiese cattoliche, ortodosse (tenerissime, io le amo e le cerco sempre durante i miei viaggi), luterane oppure l’unica sinagoga rimasta in piedi dopo l’Occupazione nazista in Lituania.

C’è persino, pensate che originalità, una Repubblica autonoma, nel cuore di Vilnius: si chiama Repubblica di Užupis, ed è a tutti gli effetti uno Stato nello Stato.

La storia lituana è concentrata in buona parte nella sua capitale: è necessario indossare scarpe comode e partire alla scoperta della città a cuor leggerlo, lasciandosi incantare da ogni angolino e da ogni piccola piazza, dai colori che di tanto in tanto bruciano sul bianco, dai profumi di cipolla e cepelinai con panna e pancetta, di cioccolata calda o vino speziato, dalla lingua lituana che sembra musica e dallo scricchiolio della neve sotto i pesanti scarponi.

In questo modo catturerete l’anima di Vilnius e pian piano vi accorgerete di amare sempre di più la regione baltica.

La Chiesa di Sant’Anna è una delle più belle chiese di Vilnius (foto: Claudia)

La città di Vilnius appare elegante e malconcia allo stesso tempo: è barocca, pomposa, tronfia quando mostra i suoi monumenti più sfarzosi, grandiosi e a volte bislacchi; è decadente, malinconica e cupa quando mostra la sua eredità sovietica, con i suoi palazzi grigio ferro, i trolleybus scassati, gli autobus senza riscaldamento e il mercato colorato, zeppo di merce d’ogni genere, démodé ai nostri occhi occidentali.

Vilnius ha una doppia anima, in realtà, e io le ho amate entrambe.

Il fabbricato che ospita il mercato centrale di Vilnius (foto: Claudia)

Cose da non perdere a Vilnius

  • La Torre di Gediminas per ammirare Vilnius dall’alto
  • La suntuosa Piazza della Cattedrale, dove in inverno viene allestito il mercatino di Natale
  • Il Palazzo dei Granduchi della Lituania
  • La Cattedrale di Vilnius, barocca, sfarzosa e stupenda
  • Il Campanile tondo di Vilnius
  • La Chiesa di Sant’Anna, una delle più belle della città
  • Il bianco Palazzo del Presidente
  • La Chiesa di San Nicola, cattolica, la più antica di tutta la Lituania
  • La Chiesa russo ortodossa di San Nicola, punto di riferimento per la comunità ortodossa di Vilnius
  • La Collina delle Tre Croci, regala una vista splendida su Vilnius
  • La Repubblica di Užupis e il suo Angelo
  • Il Museo dell’Occupazione e della Lotta per la Libertà (8 €, ma li vale tutti perché la storia dell’Occupazione nazista e sovietica in Lituania va conosciuta)
  • Il Mercato Centrale di Vilnius
  • I due vecchi ghetti ebraici, liquidati crudelmente durante l’occupazione nazista in Lituania
  • La Sinagoga di via Pylimo Gatve
  • Il Castello di Trakai, a circa 30 chilometri da Vilnius, collegato tramite treni o autobus (scriverò un articolo specifico)

Si entra a Užupis, Repubblica indipendente nel cuore di Vilnius (foto: Claudia)

Cosa e dove mangiare a Vilnius

Arriviamo alla parte culinaria del viaggio: a Vilnius ho mangiato molto bene e diversamente dagli altri Stati europei dove ho viaggiato, non ho faticato a ordinare al ristorante. Sarà che grazie ai documentari visti sul canale Marco Polo avevo già un’idea della cucina lituana, sarà che alla prima forchettata ne sono stata immediatamente conquistata (tanto che, prima o poi, tenterò a casa di replicare qualche piatto tipico).

Ora vi suggerisco piatti da provare e vi indico dove li ho mangiati.

Cosa mangiare:

  • Šaltibarščiai: zuppa fredda di barbabietola e kefir, servito con aneto e ghiaccio
  • Gruzdinti mėsėčiai: raviolini con ripieno di vario genere, fritti e serviti con salse (maionese, ketcup, salsa all’aglio)
  • Cepelinai: tipici gnocchi lituani di patate e ripieni con carne o verdure, vengono bolliti e serviti con panna e cipolle
  • Bulviniai blyniai: frittelle di patate semplici servite con salse a scelta (quella all’aglio va sempre per la maggiore)
  • Žemaičių blynai: frittellone di patate farcite con ripieni vari e servite con salse calde
  • Chachapuri: è una sorta di pane farcito con verdure e formaggi, o solo formaggi, tipico della cucina georgiana. E’ uno dei cibi più buoni mangiati durante il viaggio a Vilnius
  • Khinkali: ravioli tipici della cucina georgiana, ripieni di carne macinata, coriandolo e prezzemolo e accompagnati da salsa piccante
  • Kepta Duona: pane nero fritto e servito con salse varie
  • Kibinai: fagottini di pasta sfoglia ripieni di verdure, formaggi o carne tipici della cucina caraita

Dove mangiare a Vilnius e Trakai:

  • Šnekutis, Šv. Mikalojaus g. 15, Vilnius (): bellissimo pub molto caratteristico con tavoli di legno, panche e arredamento semplice e informale. Si ordina al bancone del bar e un cameriere porterà le vostre ordinazioni al tavolo. Prezzi decisamente contenuti e piatti tipici lituani nel menù.
  • Čili pica, Didžioji g. 5, Vilnius (): pizzeria e ristorante informale, con arredamento pratico e colorato. Propone piatti tipici lituani e pizze con strani abbinamenti (ma voi in Lituania non ordinerete la pizza, vero?) a prezzi contenuti.
  • Tbilisi Restaurant, Naugarduko g. 12, Vilnius (€€): suggestivo locale georgiano, con arredamento molto curato e formale. Propone piatti lituani e georgiani, e suggesisco di provare qui le specialità georgiane perché è una cucina veramente eccezionale. Prezzi buoni.
  • Būsi trečias, Totorių g. 18, Vilnius (): pub alla buona, arredato in legno e con la particolarità di avere il soffitto interamente coperto da banconote, un po’ oscuro ma fa atmosfera. Propone cucina lituana a prezzi decisamente contenuti, il servizio è velocissimo ed è ottima la qualità dei cibi.
  • Senoji Kibininė, Karaimų skg. 39, Trakai (): ristorante grazioso, arredato in legno e stoffe tipiche caraite, propone piatti tipici della cucina caraita e lituana.

La Lituania a tavola! (foto: Claudia)

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Come arrivare, come muoversi e dove dormire a Vilnius

Siamo arrivati a Vilnius in aereo, con un volo diretto da Milano Malpensa operato dalla compagnia ungherese Wizz Air. Sia all’andata che al ritorno sono stati rispettati gli orari schedulati, anzi a Milano siamo atterrati con quasi mezz’ora di anticipo. Se comprate un volo Wizz Air vi consiglio di leggere bene le condizioni di trasporto dei bagagli.

Dall’aeroporto di Vilnius si raggiunge il centro città in circa mezz’oretta prendendo il bus n. 88, il biglietto costa 1 euro (prezzo dicembre 2018). Ci sono molti altri autobus che collegano l’aeroporto con la stazione centrale di Vilnius, ma noi abbiamo scelto il n. 88 perché fermava a 50 metri dal nostro Bed & Breakfast. Si può anche raggiungere il centro di Vilnius con il treno o in taxi.

Durante il nostro viaggio a Vilnius abbiamo alloggiato al Bed & Breakfast In Astra: ci siamo trovati molto bene, i prezzi sono onesti, il personale parla inglese ed è molto gentile e puntuale, le stanze sono calde e confortevoli e la colazione molto varia. Il B&B In Astra è vicino alla fermata del bus n.88 e si trova a circa quindici minuti a piedi dalla piazza della Cattedrale. A pochissimi minuti a piedi è presente un supermarket fornitissimo.

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Libri e guide per prepararsi al viaggio:

  • Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys (Garzanti, trad. R. Scarabelli)
  • Sinfonia di novembre e altre poesie di Oscar Vladislas de Lubicz-Milosz (Adelphi, trad. M. Rizzante)
  • Educazione europea di Romain Gary (Neri Pozza, trad. M. Nardi)
  • Gli ebrei di Vilna. Una cronaca dal ghetto 1941-1944 di Grigorij Sur (Giuntina, trad. P. Buscaglione Candela)
  • Estonia, Lettonia e Lituania, Lonely Planet, ETD

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Il primo articolo su Vilnius finisce qui. Prossimamente vorrei scrivere ancora della Lituania e della sua bella capitale, per raccontarvi le curiosità, la storia che più mi ha colpita e la bella escursione al castello di Trakai, a circa 30 km da Vilnius.

Mi auguro che questo articolo vi sia piaciuto e vi abbia messo addosso la curiosità di volare alla scoperta della piccola ma affascinante Lituania.

La Sinagoga di via Pylimo Gatve (foto: Claudia)

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