10 cose da vedere a Tallinn: vi racconto la mia fiaba baltica

Ci siamo! Sono quasi le undici del mattino quando il comandante del velivolo annuncia di allacciare le cinture di sicurezza perché a breve iniziano le manove d’atterraggio. Incollo il naso al finestrino mentre il velivolo si abbassa, la coltre di nuvole bianche e paffute si dirada e finalmente vedo la terra estone, un po’ tremolante perché sono commossa. Mi emoziono perché era da tanto tempo che desideravo visitare Tallinn: tutta colpa dello scrittore olandese Jan Brokken!

L’atterraggio è perfetto: capitano ed equipaggio ci salutano e ci ringraziano; le hostess spalancano il portellone, ci siamo davvero, metto il naso fuori, respiro a pieni polmoni e dico entusiasta: “Tutto sommato non fa così freddo!“.

È più o meno così che è iniziata la mia fiaba baltica!

In questo articolo descriverò 10 cose che non dovrebbero mancare durante il vostro soggiorno a Tallinn. La piccola capitale estone si visita tranquillamente in un fine settimana (2 giorni pieni), senza correre troppo: quasi tutte le attrazioni di cui vi parlerò le troverete a poca distanza dal centro.

Siete pronti per partire con me?

1. Piazza delle Libertà (Vabaduse Väljiak)

L’Estonia ha avuto una storia particolarmente turbolenta e nel corso del tempo ha dichiarato ben due volte l’indipendenza: il 24 febbraio 1918 e il 20 agosto 1991. Il 24 febbraio 1918 l’Estonia dichiarò la propria indipendenza, cosa che non piacque né alla Russia né alla Germania, potenze che volevano annettere i territori baltici. L’Estonia venne così invasa dalla Russia, ma gli estoni non si diedero per vinti: la Guerra di indipendenza estone durò dal 1918 al 1920. Purtroppo, l’indipendenza dell’Estona ebbe vita breve: nel 1940 l’U.R.S.S. invase di nuovo il piccolo stato baltico e la Germania di Hitler giunse a salvarl: gli estoni salutarono con calore ed entusiasmo i nazisti, sperando che li liberassero dai sovietici e gli ridessero la libertà.

Peccato che non andò proprio così. I nazisti divisero la popolazione estone generando una pericolosa spaccatura negli strati sociali e abbandonarono l’Estonia solo nel 1944, momento in cui i sovietici decisero di nuovo di invadare l’Estonia. La dominazione sovietica in Estonia durò 47 anni e la definitiva indipendenza arrivò il 20 agosto 1991, due anni dopo la caduta del muro di Berlino e la disgregazione dell’immensa Unione Sovietica.

La bella Piazza delle libertà ricorda a tutti questa storia fatta di coraggio, indipendenza e resistenza verso gli invasori: qui la grande croce commemora i caduti della guerra d’indipendenza contro la Russia (1918-1920) e nelle giornate di vento i tre colori estoni – blu, bianco e nero – sventolano con orgoglio.

2. Palazzo Kadriorg e il suo parco

Sinora ho parlato della storia più recente dell’Estonia, ma i russi puntarono gli occhi sul piccolo stato baltico molto prima del 1918. La dominazione zarista in Estonia è narrata molto bene nel romanzo storico “Il pazzo dello zar” di Jaan Kross (trad. A. Alberti, Iperborea, 433 pagine, 19 €), che vi suggerico di leggere prima di un viaggio in Estonia.

Sebbene Jaan Kross abbia ambientato il romanzo a Võisiku, nel distretto di Viljandi, quando ho visitato il Palazzo Kadriorg e il suo magnifico parco non ho avuto problemi ad immaginarmi nella tenuta di Timotheus von Brock, il pazzo dello zar, appunto. La magia dei libri è anche questa.

L’attuale stupenda configurazione del Palazzo Kadriorg la si deve a Pietro il Grande che, quando entrò vittorioso a Reval, l’antico nome di Tallinn, decise di modificare un antico maniero in stile danese per donarlo alla moglie Caterina, su progetto dell’architetto veneziano Nicola Michetti. I lavori iniziarono nel luglio del 1718, gli zar dimorarono svariate volte, ma dopo la morte di Pietro il Grande, Caterina si disinteressò al palazzo, che poco alla volta cadde nell’oblio.

Oggi il Kadriorg è restaurato ed visitabile: ospita una piccola ma bellissima collezione d’arte estone, mentre in estate sono molti gli eventi che vengono ospitati nei giardini del parco. Il parco è visitabile gratuitamente, invece per entrare nel Palazzo si paga 5 €.

3. Il lungo mare di Pirita e l’alba invernale sul Mar Baltico

Pirita è un comune che confina con Tallinn, raggiungibile rapidamente dal centro città in autobus oppure a piedi, infatti la lunga passeggiata che costeggia il Mar Baltico è molto rilassante e panoramica.

“Che cosa ci fa su questa nave?” mi chiese in inglese  uno dei doganieri. “Volevo vedere il Mar Baltico”, risposi assonnato. “Perché, cos’ha di speciale?” “Secondo i marinai è il più bello di tutti.” “Mai notato”. “E’ la luce a essere speciale. Morbida e calda”. “La luce?” gli uomini si scambiarono un’occhiata. “In autunno s’infiamma.” “Lei che cosa fa di lavoro?” “Lo scrittore.” “Ah!” Un pazzo, ma non pericoloso. Mi sembrò di cogliere una punta di sarcasmo nel modo in cui mi timbrò il passaporto [Jan Brokken, Anime baltiche, trad. C. Cozzi e C. Di Palermo]

Di Pirita mi interessavano due cose: vedere l’alba sul Mar Baltico (alle 9.28 del mattino!) e le rovine del convento di Santa Brigida, un edificio gotico dedicato alla santa svedese. Il convento fu quasi interamente distrutto da un incendio ad opera di Ivan il Terribile durante la guerra di Livonia nel 1577. Con il tempo si svilupparono diverse leggende popolari e i contadini estoni raccontavano l’esistenza di passaggi segreti che collegavano Pirita al centro della città.

Io di fantasmi non ne ho visti, però ho camminato sulla sabbia ghiacciata del Baltico ed è stato veramente emozionante.

4. Le torri di Tallinn e la Città Vecchia Patrimonio Mondiale dell’UNESCO

La città di Tallinn è invasa da torri e torrette di età medievale, per cui potreste ritrovarvi a passeggiare con il naso all’insù per ammirarle tutte. Dai punti più alti della città ne vedrete parecchie, alcune sono visitabili come Kiek in de Kök (letteralmente “uno sguardo in cucina”) e altre hanno nomi buffi come “Margherita la grassa”.

5. Il mercatino di Natale di Tallinn

Certo, direte voi, il mercatino di Natale di Tallinn non si può vedere tutto l’anno, ma io l’ho messo nelle cose da vedere per amo il periodo natalizio e mi piace molto visitare i mercatini delle città italiane ed europee. Rispetto ai mercatini di Parigi o Praga, quello di Tallinn è più piccolino e raccolto, ma non per questo meno vivace, colorato e simpatico.

Al mercatino di Natale di Tallinn c’è di tutto: ambra del Baltico, manufatti in legno, abbigliamento artigianale, souvenir in ceramica, cibo locale e… glögg! Pochi giorni a Tallinn ci hanno resi dipendenti dal glögg una bevanda tipica dei Paesi nordici che viene servita caldissima. Possiamo dire che assomigli ad un infuso alla frutta, come sapore, e il calore che sprigiona quando la si beve è molto piacevole quando la temperatura serale scende sui -4° C! Il prezzo del glögg varia in funzione del contenuto in alcool: più alcool, più euro da sborsare, ma si resta sempre su cifre piuttosto abbordabili!

6. I migliori belvederi

La Città Vecchia di Tallinn è chiamata Toompea (“collina della Cattedrale”) e sorge su un rilievo calcareo proprio nel centro della città. Rispetto alla parte più nuova di Tallinn, la collina è rilevata di circa trenta metri, poco ma quel che basta per ammirare dai numerosi belvederi tutto lo splendore della Città Vecchia e il Mar Baltico.

In inverno il sole tramonta molto presto, noi essendoci stati qualche giorno prima del 21 dicembre abbiamo visto il sole tramontare circa alle 15.00. L’idea di vedere il tramonto da uno dei belvederi si è rivelata decisamente vincente: se ci pensate, è uno spettacolo meraviglioso e gratuito. E se un simpatico gabbiano decide di farvi da modello, le  immagini che porterete a casa saranno ancora più belle!

7. Cortili, passaggi segreti e viaggi nel tempo

Dicevo che la Città Vecchia di Tallinn è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e perdendovi tra i vicoli e i cortili e i passaggi del centro vi renderete conto del motivo di tale scelta; gli edifici e le strade sono rimaste molti simili a com’erano nel Medioevo e non ci sono fabbricati in rovina o abbandonati a sé stessi. Il mio compagno di viaggio, che inizialmente era scettico riguardo a Tallinn, si è ricreduto dicendo che, per lui, il centro storico della piccola capitale dell’Estonia è uno dei più belli e curati mai visti.

A Tallinn si può viaggiare nel tempo: stavamo passeggiando tranquillamente nella Raekoja Plats (la piazza del Mercatino di Natale) quando all’improvviso giungono due uomini in costume medievale che trascinano una strega alla gogna che grida qualche maledizione alla folla. Se entrate nel famosissimo locale III Drakon penserete di essere stati catapultati nel Medioevo: le cameriere e i cuochi sono in costume tradizionale, non ci sono posate, i piatti sono fatti di pane casereccio e i tavolacci sono pure poco puliti.

Ma uno dei miei passaggi preferiti, quello che mi ha fatta davvero credere di poter viaggiare nel tempo (sensazione che è durata un attimo, ma è stata bellissima) è il Katarina käik, ovvero il Passaggio di Santa Caterina: ciottolato, illuminato con le luminarie natalizie e costellato di botteghe artigiane, ecco ho creduto davvero, per un secondo, di aver fatto un salto indietro nel Medioevo!

8. La Cattedrale di Aleksandr Nevskj

Di nuovo un po’ di Russia a Tallinn: non mancate una visita alla splendida e maestosa Cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskj costuita sulla collina di Toompea, dipendente dalla chiesa ortodossa estone, ovvero dipendente dal Patriarcato di Mosca.

La Cattedrale di Aleksandr Nevskj fu costruita nel XIX secolo per iniziativa della popolazione ortodossa; è una classica cattedrale in stile bizantino-russo e lo zar Alessandro III la volle dedicare a Sant’Aleksandr Nevskj come ex-voto a seguito di un incidente ferroviario dal quale lo zar ne uscì indenne.

Durante la dominazione sovietica la Cattedrale fu chiusa e non venne realizzato, come prospettato dai vertici sovietici, il Planetario della città. Nel maggio del 1945 la Cattedrale venne riaperta al culto e nell’ultimo decennio spesso rinnovata e restaurata. La Cattedrale è oggi visitabile ma non è possibile scattere fotografie al suo interno; per questo vi lascio una suggestiva immagine nottura… ah no, forse erano le 16.00!

9. Il pittoresco mercato della stazione

Se siete dei nostalgici sovietici, se volete trovare cianfrusaglie russe, abiti usati, libri in russo, cibo dubbiamente igienico, il Baalti Jaam fa per voi. Il mercato della stazione, Baalti Jaam appunto, si trova a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Tallinn. Io non ho comprato nulla, però sono stata tentata di acquistare un libro russo a 1 € o il busto di Lenin in ottone, ma non sapevo se al controllo dell’aeroporto mi avrebbero fatta passare!

10. Le librerie di Tallinn

La cosa più bella anche se non ho potuto comprare nulla: le librerie di Tallinn. Ne ho visitate due: la Raamatukoi in Harju 1a che è una libreria di libri usati, ma vende anche spille sovietiche, francobolli, cartoline e altre cianfrusaglie; la Rahva Raamat che si trova agli ultimi piani del grande centro commerciale Viru, appena fuori dal Viru Gate.

Nella Raamatukoi è possibile perdersi tra gli immensi e altissimi scaffali di libri usati, principalmente scritti in estone e russo (forse qualcosa in inglese c’è, ma non sono sicura).

La Rahva Ramat invece è una libreria molto grande e direi quasi immersiva. Si trovano libri estoni, russi e inglesi, ci sono divesi servizi bar, tavolini, divanetti e un piccolo angolo verde: mi è sembrato un luogo dove acquistare romanzi sì, ma anche dove trascorrere qualche ora a rilassarsi, immersi da mille libri.

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Come avete visto, Tallinn è molto piccola ma non mancano cose decisamente belle e originali da vedere. Se ci siete stati e volete lasciarmi un commento, sarò ben felice di leggere cosa vi è piaciuto (e cosa no, ovviamente) della piccola capitale estone.

Dato che curo un blog di libri, vi do alcuni suggerimenti di lettura nel caso vogliate intraprendere un bel viaggio in Estonia attraverso i romanzi e racconti:

Anime baltiche, Jan Brokken, trad. C. Cozzo & C. Di Palermo (Iperborea)

Il pazzo dello zar, Jaan Kross, trad. A. Alberti (Iperborea)

Terra di confine, Emil Tode, trad. F. Rosso Manescalchi (Iperborea)

La congiura, Jaan Kross, trad. G. Pieretto (Iperborea)

Le api, Meelis Friedenthal, D. Monticelli (Iperborea)