Andrés Neuman | Le cose che non facciamo

Le cose che non facciamo” di Andrés Neuman (SUR edizioni, 152 pagine, 15 €) è uno di quei libri che necessariamente colpiscono per la copertina: di colore rosa shocking, con un ombrellone e una racchetta da pingpong stilizzati mi hanno immediatamente incuriosita. Scoprire che si trattava di una raccolta di brevi (e brevissimi) racconti, un po’ sperimentali, scritti da un prolifico autore argentino, ha fatto sì che mi ritrovassi a leggerlo e ad essere qui a parlarne.

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Titolo: Le cose che non facciamo

L’Autore: Andrés Neuman è nato in Argentina nel 1977. Autore di romanzi, poesie e racconti, in Italia sono stati pubblicati Parlare da soli, Frammenti della notte e Il viaggiatore del secolo, tutti editi da Il Ponte delle Grazie

Traduzione dallo spagnolo: Silvia Sichel

Editore: SUR edizioni

Il mio consiglio: la raccolta di brevi e brevissimi racconti di Neuman la consiglio agli appassionati del genere narrativo breve, a chi piace leggere qualcosa di sperimentale e assurdo, a chi cerca qualcosa di decisamente innovativo

Io? Se mi contraddico? Se mi rendo conto di fare sempre gli stessi errori? Spesso. Spessissimo. Cosa credi. Tanto per cominciare, sono una stupida. E una fifona. E una rinunciataria. E fingo che potrei vivere una vita che non avrò mai. Pensandoci bene, non so cosa sia più grave: non accorgersi di certe cose o accorgersene e non fare niente. Proprio per questo, capisci, ho tirato questa riga. Sì. È infantile. È brutta e piccolina. Ed è la cosa più importante che io abbia fatto quest’estate. [dal racconto Una riga sulla sabbia, Andrés Neuman]

Al termine dell’estate una ragazza traccia una riga sulla sabbia e vieta al compagno di valicarla; un uomo si trova in una clinica e si accinge a partorire suo figlio; un ragazzino sfida se stesso e nuota verso uno scoglio lontano assieme alla ragazza oggetto del suo desiderio. E poi, un poeta scopre che le sue poesie sono andate perdute durante un incidente; un aspirante suicida telefona alla psichiatra per comunicarle la sua drammatica decisione; di un padre, ad un ragazzo, restano solo le scarpe.

I racconti di Andrés Neuman sono rapidi sprazzi di luce che si aprono sulle vite di sconosciuti: iniziano in modo rocambolesco, a volte è necessario leggerli due volte per capire cosa sta succedendo e dove l’autore voglia andare a parare. Quasi sempre il racconto si conclude senza una vera conclusione, e chi legge resta col fiato sospeso. A volte, invece, c’è quel finale “a sorpresa” che inquieta perché la conclusione – dove c’è – è torbida.

Alcuni brani sono dei piccoli capolavori, uno su tutti il racconto che dà il titolo all’intera raccolta Le cose che non facciamo, appunto.

Mi piacciono le lingue che vorremmo parlare e sogniamo di imparare l’anno prossimo, mentre ci sorridiamo sotto la doccia. Ascolto dalle tue labbra quei dolci idiomi ipotetici, le loro parole mi riempiono di stimoli. Mi piacciono tutti i propositi, dichiarati e segreti, che disattendiamo insieme. È questo che preferisco della vita a due. La meraviglia aperta sull’altrove. Le cose che non facciamo. [dal racconto Le cose che non facciamo, Andrés Neuman]

Altri racconti, come scrivevo, sono brevissimi ma intesi, altri sono degli esercizi di stile, per esempio il racconto Dare alla luce dove in tutto il racconto c’è un solo punto, il resto è una foresta di virgole.

(…) è difficile amare per gli uomini, è un rischio essere i primi a commuoversi, a lanciarsi nel vuoto senza sapere quale sarà la risposta o dove si dirigerà la bicicletta, essere amati è diversi, ci osservano, tutto è comodo e gelido, in terza persona, lei mi ama, e una terza persona era proprio ciò che da quella notte si stava generando come una ragnatela microscopica, così, (…) [dal racconto Dare alla luce, Andrés Neuman]

Infine, in appendice ci sono quattro dodecaloghi, imperativi e regole su come dovrebbe essere scritto un racconto ad effetto secondo Andrés Neuman. La trovo una cosa molto originale e molte regole dettate dall’autore riflettono fortemente il suo stile, innovativo e stravagante, la degna conclusione di una raccolta di racconti così particolare. Una norma su tutte? Questa!

XI. Nel racconto, un minuto può essere eterno e l’eternità durare lo spazio di un minuto. [Andrés Neuman]

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Librinpillole: le letture di maggio

Librinpillole è la rubrica che vi racconta e vi consiglia i libri che ho letto nel mese appena trascorso. Buone letture!

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Le letture di maggio!

Il mese di maggio è praticamente volato: grandi protagonisti sono stati le belle letture, il Salone del Libro di Torino, il quinto appuntamento di Una valigia di libri – Viaggio in Nord America e Canada e il viaggio a Bologna per andare a vedere l’emozionantissima mostra di Edward Hopper ospitata a Palazzo Fava (della quale presto vi parlerò qui sul blog!).

Al Salone del Libro ho incontrato molte persone che avevo solo sentito via mail, ho conosciuto editori nuovi dei quali presto vi parlerò e ho portato a casa un bel po’ di libri che ora sono impilati con gli arrivi di maggio e che non vedono l’ora di essere letti

Il quinto appuntamento di Una valigia di libri – Viaggio in Nord America e Canada, creato da Elisa La lettrice rampante e me, grazie all’ospitalità della libraia Stefania della Libreria Sulla Parola a Caluso (TO) ha portato noi lettori e lettrici in Nord America: la partecipazione è stata buona e sono arrivati davvero tantissimi consigli di lettura, sia fisicamente che on line. Il prossimo viaggio, e purtroppo ultimo della rassegna, sarà il 18 giugno e andremo a scoprire le letterature dell’Africa e dell’Oceania: insomma, una bella sfida.

Del viaggio a Bologna ne parlerò presto: ho scaricato le foto che ho scattato, devo ancora rileggere i frettolosi appunti di viaggio e finalmente sarò pronta per parlarvi di questa bella città e soprattutto della mostra del famoso pittore americano.

Passando alle letture, ecco i libri che ho letto questo mese con i relativi consigli ed emozioni:

E adesso? di A Yi (Metropoli d’Asia, 112 pagine, 10 euro) è la storia di un giovane ragazzo cinese che per noia decide di commettere un crimine abominevole ed efferato. E’ un romanzo decisamente inquietante, una sorta di discesa negli inferi nella mente di uno psicopatico e sociopatico. Non lo consiglierei proprio a tutti.

Andarsene di Rodrigo Hasbún (SUR edizioni, 120 pagine, 15 euro) è senza dubbio il romanzo più bello letto questo mese. Il giovane scrittore boliviano ci racconta la storia della famiglia Erlt, in particolare di Monika Erlt, la donna che giustiziò colui che aveva tagliato le mani a Ernesto Che Guevara. Spiegarvi tutte le emozioni scaturite durante la lettura è difficile, per cui non posso che consigliarlo caldamente.

Canto della pianura di Kent Haruf (NN editore, 303 pagine,18 euro) è un romanzo per chi è già stato a Holt, sarà come tornare a casa; ma anche per chi non c’è mai stato, dato che son certa che si innamorerà di questo paese delle pianure del Colorado e delle persone che lo abitano. Bellissimo ed emozionante.

Neve, cane, piede di Claudio Morandini (Exòrma edizioni, 138 pagine, 13 euro) è un romanzo per chi apprezza gli scenari alpini e per chi vuole sentirsi narrare una storia che ha quasi il sapore di una fiaba, davvero piacevole da leggere.

Trilobiti di Breece D’J Pancake (minimum fax, 191 pagine, 16 euro) è una raccolta di racconti non sempre facili da comprendere, e non solo per il linguaggio ma per la simbologia che sta dietro a molti fatti narrati. Non lo consiglio a tutti, ma solo a chi è motivato a conoscere uno scrittore particolare che ha segnato la storia della narrativa americana.

Si può tornare indietro di Ada Murolo (Astoria edizioni, 205 pagine, 16 euro) è un romanzo dolce e commovente che si svolge durante la cerimonia di annessione del 4 novembre 1954, quando le truppe italiane entrarono a Trieste, in una giornata in cui la Storia si fonde con le vicende personali delle due protagoniste femmili Alina e Berta.

Inoltre, questo mese ho letto il romanzo “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme” di Tomáš Zmeškal (Safarà edizioni) la cui recensone sarà pubblicata il 10 giugno, ma vi lascio la prima tappa del blog tour organizzato da Safarà editore dove parlo di Praga e del libro (>>qui).

Infine, ho letto i due volumi della collezione Antiprincipesse pubblicati da Rapsodia editore, che hanno come protagoniste Frida Kahlo e Violeta Parra (>>qui).

E voi, avete partecipato a qualche evento letterario questo mese? Quali libri avete letto a maggio? Quali mi consigliate?

L’appuntamento con Librinpillole è per il prossimo mese, con tante (spero belle!) nuove letture!

Rodrigo Hasbún | Andarsene

Ho letto un libro incantevole che mi ha portata in Bolivia. Ho finalmente potuto scoprire parte di questo Paese sudamericano grazie al magnifico romanzo breve Andarsene di Rodrigo Hasbún (SUR edizioni, trad. Giulia Zavagna, 120 pagine, 15 euro). Il libro racconta, mescolando finzione con realtà, la storia della famiglia di Hans Erlt, colui che passò alla storia come il fotografo ufficiale di Hitler. Ho iniziato il romanzo con le aspettative che ho quando comincio un romanzo che mi ispira, e questa volta potrei addirittura indicarvi il punto in cui ho capito che stavo leggendo qualcosa di unico.

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Titolo: Andarsene

L’Autore: Rodrigo Hasbún (1981) nel 2010 è stato segnalato dalla rivista Granta tra i migliori giovani scrittori in lingua spagnola. Andarsene è il suo primo libro pubblicato in Italia

Traduzione dallo spagnolo: Giulia Zavagna

Editore: SUR edizioni

Il mio consiglio: è un romanzo per chi ha fatto la rivoluzione o l’ha sempre sognata; per chi fotografa ogni cosa perché ha paura di perdere i ricordi. E’ un libro per chi non si sente a casa da nessuna parte e ha la sensazione di dover a tutti i costi lanciarsi per cambiare il mondo

Tu, d’altra parte, hai portato con te pochi ricordi: i diari delle spedizioni, vecchie lettere, non più di dieci foto e questo è tutto. Eviti di riguardarle, l’ultima cosa che vuoi è restare ancorata a luoghi che non esistono più e le foto, i diari e le lettere sono proprio la dimostrazione e la prova che non esistono più. Dovresti nasconderli meglio, forse dovresti disfartene. Sarebbe la cosa più coerente e necessaria, ti aiuterebbe a liberartene del tutto. Eppure non lo fai, perché non sei ancora capace di farlo. Forse non lo sarò mai, pensi [Andarsene, Rodrigo Hasbún, trad. Giulia Zavagna]

Alla fine della seconda guerra mondiale, il fotografo, cineasta e alpinista Hans Ertl fugge da Monaco di Baviera e con la famiglia attraversa l’Oceano Atlantico, per approdare in Bolivia. E’ Heidi la prima voce, di quella che sarà la polifonia del romanzo, ad introdurci nella storia della famiglia Ertl, raccontandoci dell’ossessione del padre per i documentari e per l’archeologia. Hans è appena tornato da una spedizione sul Nanga Parbat e si mette in testa di cercare Paitití, la leggendaria città della civiltà precolombiana.

Hans Ertl organizza la spedizione e con sé porta due delle sue tre figlie, Monika e Heidi, mentre lascia a La Paz Trixi con la moglie. Da questo punto Rodrigo Hasbún racconta pian piano la storia della famiglia Ertl, appassionando il lettore riga dopo riga. Gli anni trascorrono e come in ogni famiglia accadono eventi improvvisi e strani che cambiano le cose, che fanno prendere alla vita una direzione del tutto inaspettata.

Eppure il cuore ti batte forte e ogni tanto ti viene da piangere. Sei in tempo per tornare indietro? Che cosa faresti? Chiederesti scusa a tuo padre e ti rifugeresti con lui alla Dolorosa? (…) Rinunceresti ai sogni e spariresti in Europa, un continente che da molto tempo ti è completamente estraneo? [Andarsene, Rodrigo Hasbún, trad. Giulia Zavagna]

E’ Monika il personaggio più affascinante e più interessante di tutto il romanzo di Hasbún. Monika è la figlia maggiore, quella che non avrebbe voluto andarsene dalla Germania alla volta del Sudamerica; Monika si era opposta tanto da farsi venire crisi di nervi, spaventando i genitori stessi, ma è la figlia prediletta di Hans, tanto che la vuole con sé durante le spedizioni archeologiche, le lascia guidare il Volkswagen e le insegna a riprendere con la telecamera. Il matrimonio sbagliato di Monika con un uomo con il quale non ha nulla da spartire, sarà l’occasione che le farà incontrare un altro uomo, Reinhard il fratello del marito, un giovane e volenteroso medico che vuole cambiare le cose in Bolivia.

Monika Ertl abbraccia la causa comunista, ammira Ernesto Che Guevara come se fosse un Dio, a poco a poco diventa una rivoluzionaria e si allontana dalla famiglia, decidendo di vendicare il Che. Qualcosa si rompe tra Monika e suo padre; tra le sorelle Heidi e Monika non ci sono più parole, c’è solo l’ultimo abbraccio, anche se a quell’epoca nessuna delle due sapeva che sarebbe stato l’ultimo. Heidi se ne va dalla Bolivia, torna in Germania e inizia la sua vita. Trixi, la sorella minore, non sa quale sia il suo posto nel mondo, viaggia tra la Bolivia e la Germania, senza riuscire a fermarsi, senza capirsi.

Prima di tornare all’accampamento ci abbracciammo. Forse era il nostro modo di accettare la distanza che c’era tra noi, il nostro modo di dirci cose che non sapevamo come dirci [Andarsene, Rodrigo Hasbún, trad. Giulia Zavagna]

Andarsene è un romanzo struggente, coinvolgente, narrato con uno stile essenziale e preciso come la lama di un chirurgo; il racconto delle vicende è una polifonia di voci che si rimescolano tra loro, ma senza mai sovrapporsi. Heidi, Trixi e Reinhard narrano i loro punti di vista in prima persona, mentre per Monika Hasbún sceglie di usare la seconda persona singolare e per il padre la terza persona singolare. Questo cambio di prospettiva è ciò che più mi ha colpita, perché la storia è risultata un incastro perfetto di personaggi, luoghi ed eventi.

Andarsene è la storia, in parte vera e in parte romanzata, della famiglia Erlt. Una storia fatta di componenti che se ne vanno per provare a ricominciare all’inizio, alcuni se ne vanno per sempre, altri ritornano ma solo per andarsene di nuovo. Questa lettura mi ha permesso di conoscere una piccola parte della storia della Bolivia e, soprattutto, la storia personale di Monika, un personaggio tanto affascinante quanto sconosciuto in Italia.

Furono i peggiori anni della mia vita e la mia unica consolazione era dirmi che lontano da lì era possibile ricominciare. Furono anni devastanti e la mia reazione, dovunque fossi, una volta dopo l’altra, era obbligarmi a pensare questo. Poi mi diedi per vinta. Non è vero che la memoria è un posto sicuro. Anche lì le cose si deformano e si perdono. Anche lì finiamo per allontanarci dalle persone che più amiamo [Andarsene, Rodrigo Hasbún, trad. Giulia Zavagna]

Aspettando… Il Salone Internazionale del Libro di Torino (e altri eventi)

E’ già da qualche settimana che penso al Salone Internazionale del Libro. Penso a come organizzarmi la giornata, a quale treno prendere, quali (e quanti!) libri acquistare e quante persone incontrare. L’appuntamento al Salone del Libro per me è (quasi) irrinunciabile; ho scritto quasi perché l’anno scorso non ho potuto andarci, dato che ero in Spagna. Ma quest’anno non me lo farò sfuggire.

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Ho deciso che andrò al Salone del Libro il giovedì, il giorno di apertura. Sono già stata al Salone di giovedì e mi sono trovata molto bene: c’è relativamente poca gente, si può curiosare tra gli stand degli editori in tutta tranquillità e si possono fare delle chiacchiere.

Mi prenderò tutta la giornata per me stessa, per leggiucchiare qualche trama, per conoscere nuovi editori, per salutare amici e – se ne avrò voglia – partecipare a qualche incontro. Ho selezionato quattro incontri interessanti che si terranno la giornata di giovedì, spero di avere tempo di andarci (tutte quelle montagne di libri mi fanno perdere completamente il senno). Gli incontri che reputo interessanti sono questi:

METTERE A FUOCO IL PRESENTE: LA QUESTIONE SIRIANA Incontro con Shady Hamadi – Anime arabe-Attualità e politica – giovedì 12 maggio, ore 11:30 Arena Bookstock

QUARANT’ANNI DI MEMORIA Le nonne di Plaza de Mayo e la loro lotta – Bookstock Village – giovedì 12 maggio, ore 13:30 Spazio Book

LA CULTURA E L’EDITORIA DELL’AZERBAIGIAN Babel Spazio Internazionale – giovedì 12 maggio,ore 15:30

APPENA ARRIVATI: NUOVI EDITORI IN LIBRERIA Seminari di traduzione – giovedì 12 maggio, ore 16:00 – Sala Madrid

 Riguardo alla lista di libri da acquistare… si sta allungando a dismisura e ho paura che una volta di fronte a tutti quei magnifici stand scintillanti e invitanti perderò il senso della misura, ma sinora ho selezionato (solo) tre titoli, curiosamente tutti italiani e poi passerò allo stand di Casa Sirio editore per ritirare il romanzo che ho vinto con il concorso:

Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati di Davide Bachilega (Las Vegas edizioni, 303 pagine, 15 euro) >>leggi le prime pagine

Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino (Hacca edizioni, 184 pagine, 15 euro) >>leggi la scheda

Sassi vivi di Anna Rottensteiner (Keller editore, 128 pagine, 13 euro) >>leggi la scheda

Elementare, cowboy di Steve Hockensmith (Casa Sirio, 372 pagine, 18 euro) >>leggi la scheda

Come sempre sarà bello girovagare tra gli stand, incontrare persone, scambiarsi opinioni, fare mezz’ora di coda per andare in bagno e probabilmente avere tutti i capelli arricciati a causa della pioggia (danno pioggia per giovedì, il clima di Torino è sempre un po’ così). Ma sono sicura che sarà una giornata divertente.

Venerdì 13 maggio andrò allo ZAC di Ivrea (TO) ad ascoltare la presenzazione del romanzo Andarsene di Rodrigo Hasbún (SUR edizioni, traduzione Giulia Zavagna, 120 pagine, 15). Ho finito ieri questo bellissimo libro, ve ne parlerò lunedì! Qui le informazioni sul tour italiano dello scrittore boliviano.

Infine, sabato 14 maggio mi piacerebbe andare a Vercelli a Libriamoci, il baratto dei libri al Museo Leone. Qui tutte le informazioni.

E voi lo fare un salto al Salone del Libro? Avete già idee di cosa acquistare o di quali incontri seguirete? Se passate giovedì scrivetemi, magari ci incrociamo!

Cosa leggo? Consigli per gli acquisti al BookPride 2016 (o dal libraio di fiducia)

Buongiorno lettrici e lettori! Come vi ho anticipato ieri sera sulla mia pagina Facebook collegata al blog, ho deciso di scrivere un articolo con alcuni consigli e suggerimenti per gli acquisti librosi al BookPride 2016. Anzitutto, per chi non lo sapesse, il BookPride è la fiera nazionale degli editori indipendenti, promossa da Odei che intende tutelare e promuovere la bibliodiversità. La fiera inizia venerdì 1° aprile – oggi pomeriggio – e si conclude domenica 3 aprile, sarà ospitata a BASE Milano, l’ingresso sarà gratuito e potrete trovare più di 150 editori indipendenti.

L’idea di scrivere un articolo con alcuni suggerimenti è nata per due motivi: in primis, perché di recente sono davvero usciti tanti libri belli e come seconda cosa, dato che gli editori indipendenti sono tantisismi, qualche uscita potrebbe esservi sfuggita (e questo è un promemoria anche per me!).

Presenterò quindi una selezione di romanzi pubblicati di recente da editori indipendenti che potrete trovare al BookPride. Ovviamente, se non andrete al BookPride sono certa che il vostro libraio di fiducia vi potrà reperire tutti i romanzi che vi segnalo. Ecco a voi la mia selezione…

477Titolo: La vita da sogno di Champa il tibetano

Autore//Traduttore: Chan Koonchung//Lorenzo Andolfatto

Editore: Atmosphere libri

Prezzo: 15 euro

Trama: La vita è semplice per Champa, un giovane tibetano. Ha un buon lavoro come autista nella sua città natale di Lhasa, e se il suo capo cinese Mei è un po’ prepotente, beh, si può capire che lei è una seria collezionista d’arte, dopo tutto. E lo fa arrivare a guidare la sua enorme Toyota. Quando comincia a dormire con il suo capo, la vita diventa un bel po’ più complicata. Improvvisamente la vita sessuale di Champa è al di là dei suoi sogni più sfrenati. Ma poi Mei porta a casa una statua di Tara – una statua che brilla con squisita bellezza femminile – e improvvisamente la vita non è semplice per tutti, così Champa fugge per Pechino alla ricerca della propria ispirazione, rubando la Toyota e l’iPhone di Mei e lasciandola arrabbiata e in cerca di vendetta.

frammenti-dalla-sennaTitolo: Frammenti dalla Senna

Autore: Stefano Duranti Poccetti

Editore: Ensemble

Prezzo: 10 €

Trama: Una passeggiata per le strade di Parigi in cui la città, mai come in questo periodo ferita a morte, torna a suscitare il suo naturale fascino letterario e artistico. Una prosa poetica e attenta ci accompagna in un viaggio caleidoscopico in cui i tanti frammenti da cui è composta diventano i pezzi di un puzzle volutamente incompleto.
Parigi si presenta attraverso la voce della Senna, la reale protagonista della narrazione, che, dal suo punto di vista privilegiato, mostra una città al tempo stesso bellissima e contraddittoria; una città di artisti, clochard, prostitute, uomini qualunque, che dal centro alla periferia – quella delle tante banlieue come Aubervilliers – danno respiro e corpo a una delle metropoli più affascinanti al mondo.

pappagalloTitolo: Il pappagallo che prevedeva il futuro

Autore//Traduttore: Luciano Lamberti//Vincenzo Barca

Editore: gran vía

Prezzo: 10 €

Trama: Giganti che vivono in ampie vallate, misteriose entità che prendono possesso di corpi, uomini che parlano con gli animali e animali che parlano come se fossero uomini popolano con totale disinvoltura il vasto universo che Luciano Lamberti costruisce in questo libro. Sei racconti intensi e impattanti, dominati da una poderosa immaginazione, che descrivono il lato inquietante delle cose familiari o l’irruzione del mostruoso nella vita quotidiana. Storie che, allo stesso tempo, diventano soprattutto un modo per narrare la violenza che gli uomini perpetrano contro i loro simili e contro le proprie paure. La migliore tradizione fantastica – quella di Borges, Bioy Casares e Cortázar – rivive nei testi di Lamberti, considerato unanimemente uno dei principali esponenti della letteratura argentina contemporanea, perché come scrive Francisco Ángeles per la rivista letteraria buensalvaje «erano anni che la narrativa latinoamericana non mi coinvolgeva con una raccolta di racconti così potente, stimolante e originale».

20151218144220_alta_montecarloTitolo: Monte Carlo

Autore//Traduttrici: Peter Terrin//Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo

Editore: Iperborea

Prezzo: 16 €

Trama: Maggio 1968, il sole brucia sul circuito di Monte Carlo, dove sta per iniziare l’atteso Grand Prix. Il principe di Monaco, il jet set e la stampa mondiale aspettano l’arrivo di Deedee, la divina stella del cinema francese, sogno proibito di ogni uomo e anche di un giovane e timido meccanico della Lotus: Jack Preston. Ma proprio quando l’attrice fa la sua entrata in pista, un’auto esplode e Jack, travolto dalle fiamme, le fa scudo con il corpo. Lei ne esce illesa, lui gravemente ustionato. Rispedito nel suo piccolo villaggio inglese, stroncata la carriera cui aveva dedicato la vita, Jack attende fiducioso che la donna più desiderata della terra riconosca il suo atto eroico, gli renda l’onore che si merita e gli dichiari il proprio amore, chiamandolo a sé nell’olimpo delle star. Eppure i giorni passano e le cicatrici restano senza che Deedee lo degni di un cenno, mentre la speranza sprofonda sempre più in una cieca ossessione. Con una scrittura essenziale e di una precisione chirurgica, che procede per incalzanti quadri di poesia e humour nero, Peter Terrin si cala negli anni della dolce vita per comporre una parabola densa di suggestioni etiche, sociali, esistenziali. Goffo incompreso, folle fanatico, o giovane incapace di capire che al mondo non importa di lui, Jack Preston non si rassegna all’indifferenza. Vittima dello scarto incolmabile tra noi e gli altri, o di quell’ansia di celebrità che proprio nel ’68 teorizzò Andy Warhol, si rifiuta di cedere alla delusione. Come un uomo di fede che continua a cercare un segno da un imperscrutabile empireo, un antieroe in lotta con l’assurdità della vita, o un moderno Don Chisciotte in un’epoca che offre tanti sogni quanti amari risvegli.

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Autore//Traduttrice: A Yi //Silvia Pozzi

Editore: Metropoli d’Asia

Prezzo: 10 €

Trama: Un giorno qualunque in una provincia del-la Cina. Mentre conduce la sua vita norma-le, un adolescente sta progettando il brutale assassinio della sua unica amica. La attira in una trappola, la strangola, infila il cadavere in una lavatrice e fugge dalla città, dando il via a una caccia all’uomo piena di imprevisti. E adesso? è un romanzo elettrizzante e raffinato su un omicidio privo di movente che ricorda l’assurdo di Kafka, il nichilismo di Camus e la corruzione morale di Dostoevskij. È un’a-nalisi scioccante della disperazione che in-trappola gli abitanti poveri delle campagne e allo stesso tempo un’incursione condotta con grande abilità tecnica nel campo dell’horror e della suspense. Con uno straordinario con-trollo dello stile, A Yi svela l’antefatto psico-logico che ci consente di dare un senso alla drammatica violenza della storia e fornisce degli scorci agghiaccianti e rivelatori su un Paese che vive un radicale cambiamento dal punto di vista sociale, politico ed economico.

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Autrice//Traduttore: Cristina Henriquez // Roberto Serrai

Editore: NN editore

Prezzo: 17 €

Trama: Maribel Rivera è una ragazzina bella e felice, fino all’incidente che le cambia la vita. I genitori decidono di abbandonare la sicurezza della propria casa in Messico per trasferirsi negli Stati Uniti, nel Delaware, così da garantirle la migliore assistenza possibile. Il sogno americano dei Rivera si traduce nella possibilità di dare un futuro alla figlia.
Mayor Toro vive nella casa accanto, e la sua famiglia è arrivata dal Panama quindici anni prima. Il ragazzino è il solo che riesca, lentamente, a entrare in sintonia con Maribel e a farle tornare il sorriso. Le voci di Mayor e di Alma, la madre della ragazza, si alternano con quelle della comunità dei vicini: uomini e donne dalle vite divise, che devono lottare per conquistare un nuovo presente, lasciandosi alle spalle la nostalgia e le fatiche del passato.
Anche noi l’America è un romanzo di speranze e sogni, di possibilità e desideri, e racconta con dolcezza della ricerca personale e collettiva di un luogo, un tempo, e soprattutto di una voce.

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Autrice//Traduttore: Jane Urquhart// Nicola Manuppelli

Edtiore: Nutrimenti

Prezzo: 17 €

Trama: Chiamata a lavorare in un centro di ricerca per studiare la migrazione delle farfalle monarca, l’entomologa Liz Crane si trasferisce a vivere nella fattoria in riva al lago Erie dove ha trascorso le estati della sua infanzia. Il luogo, un tempo affollato da zii e cugini, e dai lavoratori che giungevano annualmente dal Messico per la raccolta, ormai è caduto in rovina. I frutteti sono abbandonati, i campi sono arsi, e la vecchia casa di famiglia è popolata dai fantasmi. Osservando attorno a sé i resti di un mondo scomparso, la donna ripercorre con la memoria quel passato luminoso – i giochi di bambini, le nuotate al lago, le leggende e le poesie, le barchette di carta liberate in acqua. E poi, a segnare la fine della stagione estiva, l’albero che avvampa di farfalle. Ma a gettare un’ombra sui ricordi è lo spettro di ciò che avvenne dopo, la successione di eventi che, come un cataclisma, hanno sconvolto un equilibrio apparentemente immutabile. Una trama di perdite e assenze, che s’intrecciano in una vicenda densa di simbologie. Considerata l’erede di Alice Munro e Margaret Atwood, pluripremiata in patria e all’estero, in questo romanzo Jane Urquhart costruisce una storia familiare emozionante e piena di mistero, affrontando temi profondi e attuali: il tempo, la passione e l’identità; l’eredità e il destino; la fragilità delle relazioni umane e il complesso dialogo tra culture diverse.

Cover-LetteraDamore-800x1235Titolo: Lettera d’amore in scrittura cuneiforme

Autore// Tradutrice: Tomáš Zmeškal // Laura Angeloni

Editore: Safarà

Prezzo: 19.50 €

Trama: Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è costruito come un caleidoscopio di storie che percorrono la spina dorsale del libro a tutta velocità – in un labirinto di trame interconnesse e sovrapposteche cercano di sondare i destini interconnessi dell’uomo e della Storia. Il libro trova la sua trama principale in Josef, prigioniero politico nella Praga del secondo dopoguerra e nel complesso rapporto che lo lega a sua moglie Kveta e a un terzo uomo che, poliziotto nella Praga sovietica, ne determinerà crudelmente e perversamente i destini; tuttavia, se questi sono i personaggi principali, il libro offre una fitta rete di storie collaterali e voci polifoniche che collidono con la principale linea narrativa. Una saga familiare intesa e crudele che interpreta l’universo umano e storico della Praga del ‘900 attraverso l’uso alchemico della letteratura.

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Autore//Traduttrice: Rodrigo Hasbùn //Giulia Zavagna

Editore: SUR

Prezzo: 15 €

Trama: Andarsene è un denso, intrigante romanzo che unisce mirabilmente realtà storica e finzione letteraria. Un efficace montaggio di episodi e voci permette di seguire le vicende della famiglia Ertl dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Hans Ertl, cineasta tedesco che sotto la direzione di Leni Riefenstahl aveva glorificato l’estetica nazista, finita la guerra si rifugia in Bolivia con la famiglia, inseguendo il sogno di una spedizione archeologica. La moglie e le tre figlie non usciranno indenni dalle incolmabili assenze di quel padre, eppure Monika, la più grande e audace delle tre, finirà per ereditare il carattere anticonformista di Hans e lanciarsi verso un obiettivo molto più temerario, abbracciando la rivoluzione e finendo col passare alla storia come «la vendicatrice di Che Guevara». Tra i poli opposti di queste due figure vigorose corrono i rapporti con gli altri personaggi, grandi fallimenti e piccole tenerezze familiari, in un romanzo che ha il passo e la forza delle storie memorabili.

moscaTitolo: Orgasmo a Mosca

Autore//Traduttrice: Edgar Hilsenrath//Roberta Gado

Editore: Voland

Prezzo: 16 €

Trama: Nino Pepperoni, boss dei boss della mafia americana, è disposto a fare qualsiasi cosa per la sua unica figlia, la trentenne Anna Maria. Durante un soggiorno a Mosca la donna conosce Sergej Mandelbaum, ebreo “tiratardi e pelandrone e traduttore”, con il quale raggiunge per la prima volta l’orgasmo. Decide di sposarlo a tutti i costi, anche se Sergej, segnalato sulla lista nera del KGB, non può uscire dall’URSS per vie legali. Allora Anna Maria si fa mettere incinta per costringere il padre ad aiutarla a portare in America il futuro marito. Ha inizio così un viaggio rocambolesco ricco di colpi di scena. Una trama provocatoria e surreale per una sex and crime story decisamente sopra le righe.

Eccoci alla fine della mia personale selezione di titoli e novità letterarie: sono sicura che il vostro portafoglio mi sta maledicendo; ce n’è qualcuno che vi ispira in modo particolare? Avete già una lista di libri da acquistare al BookPride o dal vostro libraio di fiducia? Sono curiosa di sapere cosa ne pensate di questi romanzi: commentate l’articolo, se vi va!

Lunedì pubblicherò l’articolo con l’esperienza vissuta al BookPride 2016 e il giretto “da turista” che farò a Milano nel pomeriggio.

Merritt Tierce | Carne viva

Il romanzo “Carne viva” di Merritt Tierce (BigSur, 220 pagine, 16,50 euro) rappresenta il primo volume della nuova collana della casa editrice SUR, che finora si era dedicata alla letteratura sudamericana ma ora oltrepassa il confine tra USA e Messico e inizia a pubblicare autori nordamericani (tenete d’occhio le prossime uscite perché sono davvero interessanti). Il romanzo di cui parlo è l’esordio della scrittrice texana, un libro molto coinvolgente narrato in prima persona: è la storia di Marie una giovanissima cameriera che vive e lavora a Dallas, in Texas. In lingua originale ha come titolo “Love me back“, che suona quasi come un grido d’aiuto, perché d’amore ce n’è tanto ma la protagonista non riesce a gestirlo e a provarlo. Allora sorge spontanea una domanda: l’amore, i sentimenti e il dolore in realtà cosa sono? E quante forme d’amore esistono?

Titolo: Cacover5rne viva

L’Autrice: Merritt Tierce è nata in Texas, dove tutt’oggi vive. E’ stata premiata dalla National Book Foundation come uno dei cinque migliori scrittori americani sotto i trentacinque anni. Attivista nella difesa dei diritti delle donne, in particolare sull’aborto, Love me back è stato segnalato come uno dei più importanti libri dell’anno secondo il Chicago Tribune e il San Francisco Chronicle, inoltre è stato finalista al PEN/Bingham Prize come miglior romanzo d’esordio

Traduzione: Martina Testa

Editore: SUR

Il mio consiglio: fortemente consigliato per chi vuole leggere un buon romanzo scorrevole, nonostante la crudezza e le incazzature che immancabilmente vi verranno pagina dopo pagina, soprattutto se siete lettrici. Offre moltissimi spunti su cui riflettere, anche sul mondo della ristorazione, decisamente poco scintillante da come appare dall’esterno

Il mio confessore era Calvin: ogni pomeriggio gli raccontavo dei miei nuovi uomini e non risparmiavo dettagli, né sullo squallore né sulla pericolosità di quello che facevo. Lui mi rimproverava, mi dava della scriterata, mostrava una preoccupazione nei miei confronti che avrei voluto provare anch’io. A Cavlin non nascondevo quanto fingessi. Fingevo che mi piacesse farlo, fingevo di averne voglia, fingevo di venire. Lui non capiva e io non riuscivo a spiegarglielo. Aveva qualcosa a che fare con l’amore e qualcosa a che fare con la disperazione […] Ma non era questione di piacere: era che alcuni tipi di dolore sono il perfetto antidoto per altri. Perciò quando mi davano il numero ed erano vecchi e li avevo visti con delle mignotte, dicevo sì. [“Carne viva” Merritt Tierce, trad. Martina Testa]

Durante un’esperienza di volontariato in Messico, la giovane e intelligente Marie conosce un ragazzo, il suo vicino di posto in aereo. Marie è una ragazza promettente, ha in mente di frequentare l’università utilizzando delle borse di studio e docenti e genitori vedono Marie come una studentessa modello. Ma durante quel viaggio in Messico accade un qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato da lei. Marie resta incinta e suo padre – dopo averle dato uno schiaffo, l’unico sinora – la costringe a sposare il padre della bambina.

Marie si ritrova a diciassette anni, sposata e con una figlia. La carriera universitaria è bruciata, e con essa tutti i suoi sogni. Non le resta che cercarsi un lavoro, per manternersi e pagare le spese della gestione della casa. Marie non ha mai svolto nessun lavoro e si offre come cameriera in uno squallido bar, il Chili’s. Dopo un anno di matrimonio, inizia a tradire il marito, che nonostante tutto all’inizio cerca di riaggiustare le cose tra loro.

La mattina che non mi alzai e tirai fuori un pacchetto di cracker dal casetto del comodino e misi a mangiari a piccoli morsi senza alzare la testa dal cuscino lui mi disse E’ mio? Non lo so, risposi. Sentivo che stava fissando il soffitto. Mi accompagnò al consultorio per l’interruzione di gravidanza. Se avessi saputo di chi era l’avrei tenuto. Se fosse stato di Damon l’avrei voluto. Se avessi saputo che era di mio marito l’avrei voluto. Ma non potevo volerlo senza sapere. [“Carne viva” Merritt Tierce, trad. Martina Testa

Marie, è schifata della sua vita, senza nessuno spiraglio di felicità, senza ambizioni – quali ambizioni potrà mai avere una ragazzina che serve ai tavoli? – inizia ad odiare il fatto che si odia. Marie non si sente né moglie, né tantomeno madre. Ama sua figlia, pensa a lei anche nei momenti più duri e pesanti, ma non sa come si diventa una vera madre. La allatta, la cambia e la lava ma non le parla nemmeno, quando è piccola tanto non può capire.

Mi versò altra birra addosso e mi mollò uno schiaffo in faccia e mi diede della troia e un altro schiaffo in faccia, io pensai a lei che dormiva nel salotto del papà a mezz’ora da lì. Mi chiesi che pigiama portava e se lui le aveva trovato la sua volpe di peluche preferita [“Carne viva” Merritt Tierce, trad. Martina Testa]

Marie si odia e odia quel corpo nel quale è imprigionata. Tradisce continuamente il marito: Marie frequenta gli aiuto camerieri, gli chef, i gestori dei locali, i facoltosi chirurghi che vanno a mangiare al Chili’s o al Dream Café. Il marito la lascia e si porta via la bambina, mentre lei serve ai tavoli, senza mai prendersi una pausa o mezza giornata libera.

Eppure, Marie non fa vittimismo, non si compatisce, non cerca neppure compassione: i consigli li ascolta ma non li mette mai in pratica, ribadisce più volte che la sua vita è il risultato delle sue scelte, se lei è una cameriera che fa sesso con uomini talvosta disgustosi, si droga, si incide la coscia con una limetta o si marchia a fuoco, è perché l’ha voluto lei, nessuno gliel’ha imposto. E per questo, si odia ancora di più.

Un giorno mi svegliai e dissi Non ce la faccio. Tutto questo non è reale. Sto vivendo la vita sbagliata. Successe così all’improvviso, dalla sera alla mattina, come un serpente che cambia pelle. E se la lascia dietro, strisciando via col suo sangue freddo [“Carne viva” Merritt Tierce, trad. Martina Testa]

Carne viva” è un romanzo raccontato senza pietismo e vittimismo, non ci sono allusioni, ma descrizioni forti e chiare. Con la narrazione in prima persona, entriamo nei pensieri di Marie, comprendiamo il disagio, l’immensa tristizza, i brevi squarci d’amore quando parla della figlia – anche se il percorso per diventare una madre non è certo semplice. Sono le regole che le mancano nella vita reale, non sa come si tratta con gli altri, né con se stessa. Il lavoro è diverso: ci sono regole precise per offrire un servizio perfetto e ottenere laute mance, e Marie conosce solo queste.

Arrivavo alle cinque, lavoravo sodo per tutto il turno ogni sera, a prescindere da quanta gente c’era, e appena finito imboccavo l’uscita senza guardarmi indietro. Non me ne andavo mai senza lucidare i miei tavoli. Neanche una volta. Molte sere ero talmente esausta che non mi ricordavo da che punto avevo cominciato, e mi toccava lucidare tutto il tavolo di nuovo, per sicurezza. [“Carne viva” Merritt Tierce, trad. Martina Testa]

Il romanzo “Carne viva” è anche un interssante racconto sul cosa succede dietro le quinte di un locale: come sono i rapporti tra i colleghi, la rivalità con le mance, quanta droga gira in certi ambienti, e come sia facile procurarsela assieme ad un permesso di soggiorno fasullo, come quello che si procurano i sudamericani che lavorano con Marie.

Carne viva” è un libro difficile da dimenticare, vivo, forte, devastante e realistico nella sua crudezza. Distrugge l’animo di chi legge, lo annienta, e fa incazzate, tanto, proprio tanto, soprattutto se si è una donna.

love me back