Aroa Moreno Durán | Cose che si portano in viaggio

Non era mezzanotte, non c'era pericolo di imbattersi nei vicini. La casa era vuota a quell'ora, come tutte le mattine. Non vacillai nell'infilare quattro cose nella borsa. Lo feci, invece, quando mi guardai indietro (...) Nella borsa che portai con me, la stilografica di nichel, il berretto russo, non lo voglio più questo berretto, mi … Leggi tutto Aroa Moreno Durán | Cose che si portano in viaggio

Paolo Rumiz | È Oriente

C'è una linea d'ombra in Europa. Non è ovest e nemmeno est. Sta al centro, taglia la Mitteleuropa e il suo groviglio di etnie. Corre dal Baltico ai Balcani e segna i luoghi dove i due totalitarismi del ventesimo secolo si sono affrontati nel modo più infame. Disegna una geografia di vergogne: lapidi, ossari, cortine … Leggi tutto Paolo Rumiz | È Oriente

Jing-Jing Lee | Storia della nostra scomparsa

Il tempo è una cosa buffa. Oppure è relativo, come ho letto da qualche parte. Una cosa relativamente buffa: per come accelera quando non vedi l'ora che succeda qualcosa, o quando hai un bisogno disperato di portare a termine qualcosa (...) O per come non passa mai quando non hai niente da fare (...) Quando … Leggi tutto Jing-Jing Lee | Storia della nostra scomparsa

Ernesto Che Guevara | Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta

La notte (...) guardavamo il mare immenso, percorso da riflessi biancoverdastri, uno accanto all'altro, appoggiati al parapetto, ma ognuno lontano dall'altro, volando sul proprio aereo verso le stratosferiche regioni del sogno. Lì abbiamo capito che la nostra vocazione, la vera vocazione, era viaggiare in eterno per le strade e i mari del mondo. Eternamente curiosi; … Leggi tutto Ernesto Che Guevara | Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta

Ángeles Caso | Un lungo silenzio

Per qualche oscura ragione, durante tutto il tempo dell'assenza era rimasta aggrappata all'idea che, se lei non avesse abbandonato la casa, la casa non avrebbe abbandonato lei. Era il suo legame con il passato, con tutto ciò che lei e i suoi erano stati da sempre. Aveva bisogno di preservarne il ricordo, di mantenere quella … Leggi tutto Ángeles Caso | Un lungo silenzio

Donatella Di Pietrantonio | L’Arminuta

Non c'era ragione di esistere al mondo. Ripetevo piano la parola mamma cento volte, finché perdeva ogni senso ed era solo una ginnastica delle labbra. Restavo orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l'altra mi aveva restituita a tredici anni. Ero figlia di separazioni, parentele false … Leggi tutto Donatella Di Pietrantonio | L’Arminuta

Elizabeth Jane Howard | Tutto cambia

Quando fu di nuovo sola, Rachel si mise a incartare i regali. L'impegno con cui i domestici si erano buttati nell'immediato presente l'aveva commossa. Probabilmente era l'unico modo giusto per vivere quel momento, dato che qualunque sguardo sul futuro l'avrebbe paralizzata. Decise di chiedere a Tonbridge di portarla a Battle per cercare una casa che … Leggi tutto Elizabeth Jane Howard | Tutto cambia

Markijan Kamyš | Una passeggiata nella Zona

Armati dell'ottimismo degli slogan utopistici e delle stronzate della roboante grafica sovietica, costruivamo il Sogno. E inseguendolo trovammo la cornucopia: l'energia del nucleare civile. La panacea dell'economia statale, il nostro punto di riferimento nel cammino verso il radioso avvenire del comunismo. Ebbri della nostra potenza, con una fede cieca in un futuro migliore, costruivamo centrali … Leggi tutto Markijan Kamyš | Una passeggiata nella Zona

Valentina Parisi | Una mappa per Kaliningrad. La città bifronte

In realtà Königsberg non aveva bisogno di essere rinominata Kaliningrad per diventare sovietica. E neppure del sacrificio dei 1200 uomini dell'Armata Rossa che caddero durante i tre giorni di assedio, dal 6 al 9 aprile 1945, per strapparla ai tedeschi. Che Königsberg dovesse essere russa l'aveva già spiegato Stalin il 1° dicembre 1943 alla conferenza … Leggi tutto Valentina Parisi | Una mappa per Kaliningrad. La città bifronte

Nicolas de Crécy | Visa Transit (vol. 1)

Un piccolo pezzetto di libertà potenziale, e in questo caso, di libertà guadagnata. Era un simbolo, offerto dai genitori al momento della maturità e che racchiudeva una parola: autonomia. Come un messaggio subliminale, a 18 anni è tempo di volare con le proprie ali [Visa Transit, Nicolas de Crécy, trad. F. R. Ledvinka] L'estate dei … Leggi tutto Nicolas de Crécy | Visa Transit (vol. 1)