Pinar Selek | La casa sul Bosforo

S’infilarono per le vie della città, avanzarono fino alla casa più bella di Imrahor, di Yedikule, di Istanbul. La casa della signora Zabel (…) “La casa sul Bosforo! Che cos’è?” “Forse un luogo dove ospitare la mia bella viaggiatrice…” (…) Le voci di tutti si mescolarono in un’allegra confusione (…) Sema rispose a tutti quanti (…) La magia dell’istante era più forte del desiderio di capire. “È come nelle fiabe”, pensò Sema. Ma allora tutto si riduceva a una fiaba? [La casa sul Bosforo, Pinar Selek, trad. A. Tosatti e C. Diez]

Istanbul, 1980. L’esercito ha organizzato un colpo di stato e la situazione politica in Turchia è nuovamente precaria. Nel quartiere di Yedikule, una città nella città, si muovono i personaggi del romanzo “La casa sul Bosforo” della scrittrice di origini turche Pinar Selek.

I quattro ragazzi protagonisti sono giovani e, come tutti i ragazzi di vent’anni, hanno il cuore pieno di sogni. Hasan studia musica e il suo desiderio più grande è diventare musicista per professione, mantenersi suonando e componendo musica. Elif, la ragazza di Hasan, orfana di madre e con il padre Jemal, farmacista, in carcere, ha l’animo inquieto, si iscrive alla facoltà di Filosofia ma non è convinta delle sue scelte.

Salih è un ragazzo responsabile, pur essendo giovane, lavora nella bottega di un falegname armeno e con il suo magro stipendio mantiene tutte le donne della sua famiglia. Sema, anch’essa orfana di padre, vive con la madre che la opprime ma trova una via d’uscita nell’amore verso Salih e nel lavoro come commessa nella farmacia di Jemal, la farmacia Lela, riaperta a Yedikule dopo la scarcerazione del farmacista.

Istanbul aveva molti cuori, ma per Sema quello di Beyoğlu era di diamante. Ogni volta che ci andava era costretta a strizzare gli occhi, abbagliata, e percepiva con ancora più forza l’isolamento di Yedikule. I palazzi vecchi, gli incontri, le sorprese. Gente con i vestiti strappati, uomini avvinazzati, donne longilinee in tailleur, la minigonna o con vestiti dalle stoffe stampate, studenti, artisti, passeggiatori, persone che vanno di fretta… Un autentico spettacolo. Sema volle sedersi nel posto più brulicante di Istiklal Caddesi, un caffé che permetteva di vedere l’intera strada [La casa sul Bosforo, Pinar Selek, trad. A. Tosatti e C. Diez]

A Yedikule vivono, lavorano, si incontrano molte altre persone. Jemal il farmacista, il falegname armeno per il quale lavora Salih, la signora Zabel, Belguin la donna che legge i fondi del caffé, la signora Nahidé e i suoi gemelli, Kemal che è innamorato segretamente della signora Nahidé.

Turchi, greci, armeni, curdi, zingari, ebrei. È variegata la popolazione di Yedikule, perché lunga e complessa è la storia di Istanbul.

La gente del luogo? Ma chi c’è di autoctono in questo Paese? Tutti i popoli sono emigrati, cambiando costantemente posto” [La casa sul Bosforo, Pinar Selek, trad. A. Tosatti e C. Diez]

Uno dei punti di ritrovo più amati del quartiere è proprio la Farmacia Lale. Jemal e Sema ogni mattina aprono il negozio e le persone arrivano non solo per acquistare farmaci o farsi misurare la pressione; Jemal legge il giornale e commenta le notizie, Sema prepara il caffé o il tè e chi frequenta la farmacia si sente accolto come in una casa.

Ma così come le persone non sono mai ferme e il tempo scorre, inesorabile, ogni cosa muta. Hasan insegue il suo sogno di diventare musicista e vola in Francia; Elif prende coraggio e si lancia nell’avventura della rivoluzione. Sema studia per conseguire il diploma che le consentirà di tentare il test di ingresso all’Università, mentre Salih resta nella bottega dell’armeno, a dare forma al legno, a creare oggetti meravigliosi con la fatica e il sudore.

Le strade di alcuni si separano, quelle degli altri si congiungono, ombrose o soleggiate, sinuose o lineari. A ogni passo, numerose scelte vengono offerte ai viaggiatori. Alcuni le vedono, altri no. [La casa sul Bosforo, Pinar Selek, trad. A. Tosatti e C. Diez]

Photo by Damla Özkan on Unsplash

Il romanzo “La casa sul Bosforo” di Pinar Selek (trad. A. Tosatti e C. Diez, Fandango libri) abbraccia un arco di tempo che va dal 1980, l’indomani del colpo di stato, al 2001, l’anno prima che l’ex-sindaco di Istanbul, Recep Tayyip Erdoğan, diventasse Primo Ministro.

Mentre i personaggi del romanzo si muovono tra i vicoli di Yedikule, viaggiano sui traghetti attraverso il canale del Bosforo, escono dal Paese per andare in Francia e in Armenia, la Turchia in quel lasso di tempo vede delle elezioni più democratiche, appoggia gli americani alla guerra in Iraq, subisce e cerca di gestire la crisi curda, vede nascere l’organizzazione terroristica del PKK e infine viene devastata, nel 1999, dal un drammatico terremoto nell’Anatolia, al confine con l’Armenia.

Il romanzo di Pinar Selek è scritto con uno stile quasi etereo, impalpabile e sognante, pur essendo ricco di descrizioni della città di Istanbul e del quartiere di Yedikule, e dettagliando le esistenze, i desideri, le paure e le speranze dei personaggi del libri.

Chi legge ha la sensazione di entrare solo in punta di piedi nella vita dei protagonisti: li seguiamo quando corrono nelle viuzze del quartiere, sentiamo il gelo entrarci nelle ossa quando su Istanbul si posa una spessa coltre di neve, respiriamo l’aria salmastra del Bosforo e udiamo le grida acute dei gabbiani. Sembra si sentire il profumo delle spezie dei mercati, il suono delle sirene delle navi che fanno spola dalla sponda europea a quella asiatica.

Si percepisce la vita che incede, nel romanzo, la complessità delle esistenze, la difficoltà di prendere certe decisioni e gli intrecci e gli amori tra i giovani protagonisti; e sullo sfondo c’è l’immensa Istanbul, il piccolo quartiere di Yedikule, un microscopico lembo della grande Turchia che continua ad ammaliarmi e affascinarmi.

Titolo: La casa sul Bosforo
L’Autrice: Pinar Selek
Traduzione dal francese: Ada Tosatti e Camilla Diez
Editore: Fandango libri
Perché leggerlo: per avvicinarsi alla cultura turca, per respirare l’aria salmastra del Bosforo, per chi crede che la musica, la poesia e l’amicizia aiutino le persone nelle mille difficoltà della vita

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