Morten A. Strøksnes | Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare

Qualcuno una volta ha scritto che il nostro pianeta non dovrebbe chiamarsi Terra: dovrebbe semplicemente chiamarsi Mare. Sotto di me sfilavano montagne, boschi e altipiani all’infinito, finché, arrivati a Helgeland, la terra si è aperta in fiordi e in un mare ondulato che si estendeva a ovest fino a dove la linea tra cielo e acqua perdeva all’orizzonte, in un grigio lucente che pareva fatto di piume di uccelli. Ogni volta che lascio Oslo e vado a nord ho la senzazione di liberarmi: dall’entroterra, da formicai, da abeti, da fiumi, dalle acque dolci e dal gorgoglio delle paludi. Via, verso il mare, libero e infinito (…) [Il libro del mare, Morten A. Strøksnes, trad. F. Felici]

Due amici norvegesi appassionati di mare e di pesca. Un enorme e sfuggente squalo di Groenlandia. Un arcipelago costituito da isole e isolette dove è la natura a farla da padrona. Un’amicizia che si rinnova ad ogni viaggio, nonostante i battibecchi. Una serie di curiosità scientifiche, naturalistiche, sociali e storiche sulla Norvegia e sul Nord Europa.

Questi sono gli ingredienti che fanno funzionare alla perfezione “Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare” di Morten A. Strøksnes, edito da Iperborea nella traduzione di Francesco Felici.

Morten Strøksnes raggiunge l’amico Hugo sull’isola di Skova, nel Nord della Norvegia, dove quest’ultimo vive con la famiglia. L’intenzione dei due amici è quello di pescare il temibile squalo di Groenlandia usando la loro semplice attrezzatura da pesca e uscendo in mare col loro gommone.

Hugo è un artista e gran conoscitore del mare e dei suoi pericoli, mentre Morten è un giornalista, fotografo e fonte inesauribile di sapere scientifico: una coppia decisamente ben assortita che incomincia a navigare nel Vestfjorden, il braccio di mare che divide Skrova dalle isole Lofoten, alla ricerca della loro preda speciale.

Sfrecciamo fuori dalla baia e oltre, fino al lato esterno del faro di Skrova, dove gettiamo in acqua il sacco perforato con i salmoni. Sul Vestfjorden c’è opplætt, come la chiamano i pescatori, cioè la quiete che piano piano cala dopo la tempesta. Benché non ci sia quasi vento, ci vuole tempo prima che il mare si calmi (…) Più che altro per divertimento, caliamo anche la lenza, trecentocinquanta metri più sei di catena, e un amo su cui ho infilato un pezzo massiccio di grasso di balena. Sappiamo che non ci sono grandissime possibilità, oggi, visto che l’odore del salmone non ha ancora avuto il tempo di diffondersi. Comunque provare non costa nulla, e poi ci serve una scusa per rimanere qualche ora sul Vestfjorden  [Il libro del mare, Morten A. Strøksnes, trad. F. Felici]

Photo by Johny Goerend on Unsplash

Il libro del mare” di Morten A. Strøksnes è un’opera che sfugge ad ogni definizione, un testo impossibile da inquadrare in un solo genere. C’è la storia di un’amicizia, alla base, e la conseguente caccia allo squalo di Groenlandia che ne fa da collante. Ma il vero protagonista è il mare: Strøksnes scrive di miti, leggende, storie del Nord, curiosità naturalistiche, ecologiche e geologiche, insomma un vero caleidoscopio di informazioni che divertono e coinvolgono profondamente il lettore.

Allo stesso tempo, “Il libro del mare” contiene una affascinante riflessione sull’uomo, da secoli intrepido esploratore terrestre e stellare, ma che sa bene quanti segreti siano ancora celati nelle profondità degli abissi marini. E infine, chi ama così tanto la natura e le scienze sa quale pericolo concreto l’umanità e la Terra saranno costrette ad affrontare nei prossimi decenni: il cambiamento climatico globale, un fenomeno apparentemente inarrestabile che minaccerà ogni angolo della Terra, splendidi mari norvegesi compresi.

Il mare se la cava bene senza di noi. Siamo noi che senza di lui non ce la caviamo [Il libro del mare, Morten A. Strøksnes, trad. F. Felici]

Photo by Lukas on Unsplash

Titolo: Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare
L’Autore: Morten A. Strøksnes
Traduzione dal norvegese: Francesco Felici
Editore: Iperborea
Perché leggerlo: per sognare il Grande Nord, per i curiosi della natura, per chi ha a cuore il nostro Pianeta
Leggilo se: ti è piaciuto “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg (trad. F. Ferrari, Iperborea)

(© Riproduzione riservata)

 

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Monica Kristensen | La leggenda del sesto uomo

E’ febbraio alle isole Svalbard, calano le tenebre e le temperature non si alzano mai sopra lo zero: è l’inverno polare, il cielo nerissimo illuminato da piccole stelle e tappezzato da magnifiche aurore boreali. Durante il pomeriggio del 22 febbraio, Ella Olsen scompare misteriosamente: chi può averla portata via dall’asilo che frequenta? Alle Svalbard non succede quasi mai nulla, qualche cacciatore di frodo o qualche contrabbandiere, ma niente di grave. Da qualche tempo, però stanno succedendo delle cose strane: arrivano minacce a pioggia e nel buio delle miniere di carbone, aleggia la leggenda del sesto uomo… che sia lui ad aver rapito la piccola Ella?

Titolo: La leggenda del sesto uomo

L’autrice: Monica Kristensen è nata nel 1950 in Svezia, ma è cresciuta in Norvegia. Dopo gli studi in matematica, fisica e glaciologia, è diventata una delle più note esploratrici polari nordeuropee. Alle isole Svalbard ha vissuto due anni per osservare le aurore boreali; è stata la prima donna ad aver vinto la medaglia d’oro della Royal Geographical Society

Traduzione: Maria Valeria d’Avino

Editore: Iperborea

Il mio consiglio: sì, per chi ama i gialli, l’inverno, il mistero…

La direttrice sospirò e rientrò nell’ingresso pieno di tutine colorate buttate alla rinfusa tra i ripiani bassi e gli appendiabiti. I bambini erano stati fatti rientrare presto dal cortile per il freddo. La tutita imbottita di Ella non era appesa al suo gancio, ma quello non voleva dire granché. C’era poco da fare, i piccoli seminavano le loro cose ovunque. Dal suo scaffale però mancava anche il berrettino da orso con le orecchie di peluche, e perfino gli stivali. Ella andava molto fiera dei suoi stivaletti rosa con il bordo di pelliccia bianca. Era l’unica ad averli. Glieli aveva regalati una nonna gentile che viveva più a sud e non li avrebbe mai lasciati in giro. La direttrice pensò che se ritrovava berretto e stivali, Ella non poteva essere lontana.

Longyrbyen è l’insediamento più popoloso delle isole Svalbard, la cittadina dove è ambientato buona parte del romanzo di Monica Kristensen, che vede con la casa editrice Iperborea la sua prima traduzione in lingua italiana. In questo sonnecchioso e buio paese, dove spesso la temperatura scende a meno venticinque gradi sotto lo zero, sembra che non possa accadere nulla di brutto, ma la piccola Ella scompare nel nulla. Come scompare nel nulla anche Steiner Olsen, il nuovo ingegnere minerario arrivato dal contienente. Perché è proprio attorno alle miniere e ai misteri che esse custodiscono nelle loro viscere che ruota il giallo della Kristensen.

Seguendo le vicissitudini narrate da Monica Kristensen, si viene trasportati in un mondo quasi parallelo, dove il ghiaccio, la neve e gli orsi ne fanno da padrona. Attraverso una serie di flashback, la Kristensen addentra il lettore nei luoghi dove il cielo bianco e la neve si confondono in un’orizzonte nero che non viene illuminato per molti mesi all’anno.

Vengono descritti i protagonisti e i personaggi di questo romanzo con dovizia di particolari e con un’attenta analisi psicologica; dove in ogni caso, sono i misteri legati alle miniere di carbone a dominare lo spazio e il tempo, quei luoghi polverosi, scuri, pieni di pericoloso gas esplosivo che più di una volta hanno falciato le vite di numerosi minatori, tanti che uno di loro è rimasto storpio e sfigurato per sempre.

Ma le ore per ritrovare Ella Olsen e l’ingegner Steinar sono pochissime, la notte è fredda e poche ore fuori al gelo possono rivelarsi fatali anche per un uomo adulto. Senza contare gli orsi, che in inverno sono affamati e si spingono fino alle porte della cittadina.

Knut Fjeld, il poliziotto di Longyrbyen è disposto a tutto pur di ritrovare Ella Olsen. E’ disposto persino a sfidare la sua claustrofobia scendendo nella Miniera 7 e l’ancestrale paura del sesto uomo…

Un libro da leggere mentre fuori nevica, per entrare meglio nella sintonia del romanzo, con una buona tazza di tè tra le mani e la curiosità di scoprire cosa stia succedendo alle pacifiche isole Svalbard. Il colpo di scena è dietro la pagina, come la neve che copre le tracce appena lasciate, donando nuovamente candore al mondo e nasconde tutto, nulla è ciò che sembra che sia.

A febbraio 2015 uscirà per Iperborea la seconda avventura del detective Knut Fjeld, nuovamente ambientata alle isole Svalbard: il romanzo si intitolerà Operazione Fritham.