Dino Buzzati | Il deserto dei tartari

Adesso era finalmente ufficiale, non aveva più da consumarsi sui libri né da tremare alla voce del sergente, eppure tutto questo era passato. Tutti quei giorni, che gli erano sembrati odiosi, si erano ormai consumati per sempre, formando mesi ed anni che non si sarebbero ripetuti mai. Sì, adesso egli era ufficiale, avrebbe avuto soldi, le belle donne lo avrebbero forse guardato, ma in fondo – si accorse Giovanni Drogo – il tempo migliore, la prima giovinezza, era probabilmente finito. [Il deserto dei tartari, Dino Buzzati]

Il tenente Giovanni Drogo è stato nominato ufficiale e si prepara per raggiungere la sua prima destinazione: la Fortezza Bastiani. Drogo ha trascorso anni per prepararsi a quel momento: ha studiato molto, ha dovuto fare innumerevoli sacrifici, ha sopportato le angherie dei compagni e dei superiori; ma finalmente, ecco, è tenente.

Saluta l’amata madre, i suoi amici e la città, pronto per raggiungere la Fortezza Bastiani. Viaggia per due giorni a cavallo del suo destriero e accompagnato dai dubbi che si manifestano ogni volta che si incomincia una nuova avventura. Giunto alla Fortezza, Drogo si accorge che è un luogo davvero solitario.

Gli pareva, la Fortezza, uno di quei mondi sconosciuti a cui mai aveva pensato sul serio di poter appartenenre, non perché gli sembrassero odiosi, ma perché infinitamente lontani dalla sua solita vita. Un mondo ben più impegnativo, senza alcuno splendore che non fosse quello delle sue geometriche leggi [Il deserto dei tartari, Dino Buzzati]

Il primo impulso di Giovanni Drogo è quello di scappare, di abbandonare la Fortezza e tornare a casa. Ma il Maggiore Matti, sfoggiando le sue migliori capacità persuasive, convince Drogo a restare almeno quattro mesi, poi vedrà.

È così che il tenente Giovanni Drogo si trova sempre più irretito dal misterioso potere della Fortezza Bastiani: i quattro mesi trascorrono, ma Drogo decide di restare ancora qualche mese. È sicuro, Giovanni, che presto o tardi i tartari arriveranno dal deserto per invadere i territori che i soldati devono difendere; Drogo dovrà essere lì alla Fortezza a contrastare l’invasione dei tartari, anche al costo di trascorrere tutta la vita in attesa di quel momento.

Sperava di non scorgere nulla e invece una striscia nera attraversava obliquamente il fondo biancastro della pianura e questa striscia si muoveva, un denso brulichio di uomini e convogli che scendevano verso la Fortezza. Altro che le miserabili file di armati al tempo della delimitazione del confine. Era l’armata del nord, finalmente e chissà… [Il deserto dei tartari, Dino Buzzati]

Dino Buzzati scrisse “Il deserto dei tartari” nel 1940, quando aveva trentatré anni e lavorava al Corriere della Sera. Sin dalle prime pagine, chi legge si accorge che l’intera opera di Buzzati è permeata di attesa e velata d’angoscia e preoccupazioni.

Il tenente Giovanni Drogo giunge alla Fortezza da giovanissimo, appena uscito dalla scuola degli ufficiali, e la sua prima destinazione non lo convince. Allo stesso tempo, però, la Fortezza esercita su di lui uno strano potere ammaliante e una volta entrato Giovanni non riesce più ad andarsene via.

Gli anni trascorrono velocemente, e Drogo diventa sempre più vecchio. Il tempo passa ma dei tartari neppure l’ombra. Giovanni Drogo torna in città in più di un’occasione e rivede alcuni suoi vecchi compagni di classe e gli pare che essi abbiano raggiunto i veri successi della vita: qualcuno si è sposato, altri hanno un buon lavoro.

Drogo, invece, si sente prigioniero della Fortezza Bastiani ma allo stesso tempo non vuole scapparte perché è convinto che prima o poi qualcosa accadrà.

Fotogramma tratto dal film “Il deserto dei tartari” del 1976, diretto da Valerio Zurlin.

Il deserto dei tartari” è una lettura che arriva dritta al cuore dei lettori perché nelle parole di Buzzati è impossibile non ritrovarsi: quanti di noi abbiamo atteso che un certo periodo della nostra vita terminasse, per poi rimpiangerlo? Abbiamo atteso che la scuola finisse, e con essa le interrogazioni a sorpresa e le sgridate dei professori; ma guardandoci indietro saremmo disposti a rivivere quei giorni, anziché vivere la monotonia di un giorno lavorativo.

Quante volte guardiamo i nostri vecchi compagni di scuola o amici e pensiamo che loro abbiano avuto più successo di noi? E quante volte lasciamo scappare via il tempo presente, senza viverlo appieno, aspettando un futuro sconosciuto?

Il deserto dei tartari” nella sua prosa immobile e sempre in attesa è un libro che mi è piaciuto molto e che ho fatto mio: mi sono ritrovata spesso nei ragionamenti del tenente Drogo e nell’immobilità della Fortezza; godersi di più il presente, non lasciarsi intristire dal passato e non pensare troppo al futuro remoto potrebbero essere buoni propositi per l’anno che incomincia.

Titolo: Il deserto dei tartari
L’Autore: Dino Buzzati
Editore: Mondadori
Perché leggerlo: perché è un libro universale, un libro che parla di tutti noi e del tempo che trascorriamo nell’attesa di qualcosa che – forse – non arriverà mai

(© Riproduzione riservata)

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I consigli di lettura di Dicembre: speciale Natale

Regalare un libro e ricevere un libro in regalo: cosa c’è di più bello, per una lettrice o un lettore? Mi piace molto donare libri agli amici e alle amiche, soprattutto i libri che io ho amato. Se ci pensate, un libro è un oggetto piuttosto economico da regalare e quando lo si regala in realtà si dona un intero piccolo universo, il tutto in poche pagine. Per questo, ho pensato di scrivere i consigli di lettura del mese di Dicembre come una piccola guida per aiutarvi a regalare “il libro giusto” ai vostri amici.

Con la speranza di esservi utile, scriverò per chi consiglio quel preciso libro e se cliccherete sul link verrete reindirizzati alla mia recensione e nel caso di un libro che vorrei leggere – ma che vorrei anche consigliare – verrete reindirizzati alla recensione di Federica del blog Una ciliegia tira l’altra.

Siete pronti, prendete carta e penna e… ecco il mio piccolo vademecum di Natale con letture per tutti i gusti!

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Per far appassionare i ragazzi alla lettura…

L’ultima stagione da esordienti di Cristiano Cavina (marcos y marcos)

Ti scriverò prima del confine di Diego Barbera (CasaSirio editore)

Il posto giusto di Simona Garbarini (CasaSirio editore)

Per i lettori che amano viaggiare…

Anime baltiche di Jan Brokken (Iperborea)

C’era una volta l’URSS… di Dominique La Pierre (Il Saggiatore)

My Little China Girl di Giuseppe Culicchia (EDT)

Per i lettori che amano i classici intramontabili…

Le avventure di Oliver Twist di Charles Dickens (Mondadori)

Ragazzo negro di Richard Wright (Einaudi)

Frankenstein di Mary Shelley (Mondadori)

Per chi ama le biografie e le autobiografie…

Memorie di una ragazza perbene di Simone De Beauvoir (Einaudi)

Io sono Malala di Malala Yousafzai e Christina Lamb (Garzanti)

Santa Evita di Tomas Eloy Martinez (SUR)

Per chi ama i gialli…

Il messaggio nella bottiglia di Jussi Adler Olsen (Marsilio)

La leggenda del sesto uomo di Monica Kristensen (Iperborea)

Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren (Sonzogno)

Per chi ama i racconti…

Fiori artificiali di Luiz Ruffato (la Nuova frontiera)

La congiura di Jaan Kross (Iperborea)

Manuale per ragazze di successo di Paolo Cognetti (minumum fax)

Per chi cerca letture rilassanti ma con spunti di riflessione…

La donna dal taccuino rosso di Antoine Laurain (Einaudi)

Verrà il vento e ti parlerà di me di Francesca Barra (Garzanti)

Il dolore del mare di Alberto Cavanna (Nutrimenti)

Per chi cerca saghe familiari e storie di famiglie…

Academy Street di Mary Costello (Bollati e Boringhieri)

Cigni selvatici di Jung Chang (TEA)

Lo sguardo del leone di Maaza Mengiste (Neri Pozza)

Per chi vuole informarsi e capire meglio il mondo in cui vive…

Proibito parlare di Anna Politkovskaja (Mondadori)

Memorie di un soldato bambino Ishmael Beah (Neri Pozza)

Il crollo di Chinua Achebe (E/O)

 

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L’albero di Natale realizzato con i libri presso la Biblioteca Civica di Rivarolo (Torino) (foto: Claudia)