Consigli di lettura: 11 libri da regalare a chi ama il Nord Europa

Per un lettore trovare sotto l’Albero di Natale un pacchetto a forma di parallelepipedo è sempre fonte di grande emozione e curiosità. Ma regalare un libro a un amico lettore è sempre una sfida: il libro che ho scelto gli piacerà? Lo ispirerà come ha ispirato me? Lo avrà già letto?

Quest’anno ho deciso di scrivere un articolo con un suggerimento un po’ particolare: non vi parlerò delle ultime uscite o delle storie da regalare ad una precisa tipologia di lettore. Quest’anno ho pensato di dedicarmi esclusivamente alla mia regione geografica d’elezione: il Nord Europa.

In pochi luoghi mi sono sentita a casa come in Nord Europa e, pur avendo ancora molti sogni nei cassetti e tanti viaggi da progettare in futuro, quando sento particolare nostalgia corro in libreria e cerco un libro ambientato in quelle magiche e affascinanti terre.

L’articolo che state leggendo vi condurrà attraverso il Nord Europa: visiteremo con la fantasia isole lontane, terre innevate, città sfavillanti che si affacciano sul Mar Baltico e remoti angoli ghiacciati del nostro pianeta. Se siete pronti a partire, seguitemi in questa bella e intrigante avventura letteraria.

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DANIMARCA: Spesso sono felice di Jens Christian Grøndahl (trad. E. Kampmann, Feltrinelli)

Può una donna decidere di cambiare vita a settant’anni? Secondo Ellinor, sì. Anche se ha sempre lasciato che fossero le circostanze a scegliere per lei, appena rimasta vedova abbandona gli agi dei sobborghi di lusso per tornare nel quartiere operaio del centro di Copenaghen dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Il quartiere è cambiato: adesso ci sono le prostitute, i pusher e gli hipster, ma a lei non importa, le importa solo che dalle finestre della sua nuova casa si veda il portone di quella in cui ha vissuto da bambina. In una lunga lettera alla sua migliore amica, morta tanti anni prima, fa il bilancio della propria vita, segnata da inganni e tradimenti, da dolori e lutti, e da un grande, terribile segreto.

Spesso sono felice” è un buon romanzo, che ho apprezzato molto, e che fa riflettere su cosa resterà di noi quando non ci saremo più, su chi si occuperà delle persone che abbiamo lasciato e si interroga sul potrebbe prendere “il nostro posto” nel nostro piccolo mondo.

Copenaghen. Photo by Max Adulyanukosol on Unsplash

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ESTONIA: La congiura di Jaan Kross (trad. G. Pieretto, Iperborea)

È questa ferita che attraversa il Novecento a riaprirsi nei racconti di Jaan Kross. Tre episodi chiave di una storia di formazione che ha per protagonista il suo alter ego Peeter Mirk, giovane scrittore dissidente in perenne fuga, imprigionato dai nazisti e poi dai sovietici nello stesso carcere di Tallinn. Tre confessioni di un intellettuale che porta su di sé tutto il peso della storia di un paese e tutto il prezzo della colpa: di aver mancato, di non aver osato, perché la voce della coscienza arriva sempre troppo tardi per cambiare il corso degli eventi, e forse di altre vite.

I tre racconti contenuti nella raccolta “La congiura“, pur narrando episodi diversi della vita di Peeter Mirk, letti di seguito risultano fluidi e omogenei: sono come tre flash sugli episodi salienti della storia estone. Una storia, quella estone – come quella lituana e lettone – davvero molto complessa: da sempre pizzicate tra Est e Ovest, le tre Repubbliche hanno saputo mantenere con orgoglio la loro dignità, la loro cultura e la loro lingua.

Tallinn. Photo by Beau Swierstra on Unsplash

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ISOLE FAROE – Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen (trad. M. V. D’Avino, Iperborea)

Dopo la morte della nonna, una giovane ragazza danese decide di tornare a Suduroy – l’isola dell’arcipelago delle Faroe da cui proviene la sua famiglia – a cercare le sue origini in una cultura che ha ereditato ma che non le appartiene e in una lingua estranea in cui «non sa neppure pronunciare il suo nome.» L’unico legame concreto con quel mondo è il rapporto con i nonni Marita e Fritz, emigrati in Danimarca negli anni ’30, la sua immaginazione e tutti gli aneddoti che fin da piccola le hanno raccontato.

Isola” è una storia raccontata con uno stile poetico e delicato, perché parla di una famiglia e dei suoi componenti che spesso hanno dovuto prendere decisioni drammatiche e impegnative. Questo libro pone l’accento sul fatto che il luogo in cui nascono i nonni o i genitori è sempre l’origine di tutto, anche se per i discendenti – magari emigrati – all’apparenza sembrano luoghi di vacanza o di passaggio.

Isole Faroe. Photo by Annie Spratt on Unsplash

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FINLANDIA: Professione angelo custode di Arto Paasilinna (trad. F. Felici, Iperborea)

Quando il finlandese Aaro Korhonen, scapolo quarantenne, decide di aprire un caffè con annessa una libreria antiquaria, sa che ci sarà da lavorare ma avrà anche molte soddisfazioni; invece, Sulo Auvinen, ottantaduenne insegnante di religione appena passato a miglior vita, ha intrapreso un corso per diventare angelo custode e sa che  dovrà lavorare parecchio per vegliare sul suo protetto. Entrambi non sanno che dall’assegnazione di Sulo come angelo custode per Aaro scaturirà una serie di avventure davvero incredibili.

Professione angelo custode” è un romanzo scherzoso, scanzonato e scorrevole, che riesce a trattare con leggerezza temi particolarmente macabri e generalmente ben poco divertenti. In questo romanzo nulla viene dato per scontato e il colpo di scena è sempre dietro l’angolo, veloce come un battito d’ali celesti.

Laghi e parchi naturali finlandesi. Photo by Hannu Keski-Hakuni on Unsplash

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GROENLANDIA: Safari artico di Jørn Riel (trad. S. L. Conventini, Iperborea)

Diciannove anni e un sogno: l’avventura nelle incontaminate distese di ghiaccio del Polo Nord. Diventare un cacciatore artico, capace di confrontarsi con una natura grandiosa, fatta di gigantesche montagne, interminabili fiordi, immensi laghi e ghiacciai, e in quel mettersi alla prova trovare il se stesso sconosciuto che ci si porta dentro.

Safari artico” è ambientato in Groenlandia ed è il libro giusto per viaggiare con la fantasia attraverso paesaggi ghiacciati, nevosi, dove l’orizzonte si perde e cielo e terra si fondono, in un magma bianco. Un libro davvero unico per chi ama l’estremo Nord del mondo, senza rinunciare a buffe situazioni e a qualche risata.

Terra di ghiaccio, la Groenlandia. Photo by Annie Spratt on Unsplash

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ISLANDA: Atlante leggendario delle strade d’Islanda di Jón R. Hjálmarsson (trad. S. Cosimini, Iperborea)

Tra spettri, maghi e mostri marini un viaggio lungo la statale n. 1 in sessanta leggende. A cura dell’esperto in cultura e storia islandese Jón R. Hjálmarsson, un atlante sui generis e una guida di viaggio alternativa per percorrere (di persona o con l’immaginazione) le strade d’Islanda immergendoci nella storia, nel paesaggio e nelle leggende legate a ogni luogo.

È un vero e proprio viaggio, quello proposto dal professor Hjálmarsson nel suo “Atlante leggendario delle strade d’Islanda“; un viaggio per partire o per tornare – almeno con la fantasia – in quelle terre leggendarie e remote che costituiscono una delle isole più affascinanti del continente europeo. Per chi è già stato in Islanda, leggere queste storie sarà un po’ come tornare in luoghi già visti e vissuti; per chi, come me, non ci è ancora stato ma la sogna da tempo, sarà come sentirsi vicino alla millenaria cultura di quest’isola e, perché no, sarà una buona occasione per appuntarsi qualche luogo che si desidera vedere.

Cavallini islandesi. Photo by Charl van Rooy on Unsplash

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LETTONIA: Come tessere di un domino di Zigmunds Skujiņš (trad. M. Carbonaro, Iperborea)

In un antico maniero nei dintorni di Riga vive una famiglia del tutto speciale: il figlio di un’artista circense giramondo e il suo fratellastro giapponese, l’eccentrico nonno che con marsina e cappello a cilindro gestisce un noleggio di carrozze, un misterioso Aviatore e la malinconica Baronessa proprietaria della tenuta, discendente di una casata tedesca del Baltico. È seguendo i destini individuali e fatalmente intrecciati di questa bizzarra comunità che ci ritroviamo immersi nella tumultuosa storia della Lettonia, tra l’alternarsi delle dominazioni nazista e sovietica, la tragica sorte degli ebrei, e il tormentato costruirsi di una nazione che è sempre stata un crocevia di popoli, lingue e culture.

Come tessere di un domino” è un collage di personaggi e vicende storiche che intimamente sono legate tra loro. Le due vicende narrate – la storia della famiglia baltica del Novecento e le avventure della Baronessa von Brügger del Diciottesimo secolo – sembrano due rette parallele, sempre pronte ad inseguirsi pur senza toccarsi mai; raccontate con due stili diversi, più colloquiale e riflessiva la prima e più pomposa e solenne la seconda, in realtà i personaggi di queste storie all’apparenza così diverse hanno un punto in comune: la ricerca della propria identità.

Riga. Photo by Gilly on Unsplash

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LITUANIA: Anime baltiche di Jan Brokken (trad. C. Di Palermo e C. Cozzo, Iperborea)

Mark Rothko, Hannah Arendt, Romain Gary, Gidon Kremer. C’è un legame sotterraneo tra alcuni grandi nomi della cultura mondiale: i paesi baltici dove sono nati e la cui anima li ha accompagnati nella fuga oltre confine. È sulle tracce di quest’anima che Jan Brokken attraversa Lettonia, Lituania ed Estonia ricostruendo le vite straordinarie di personaggi celebri e persone comuni, per riscoprire la vitalità di una terra da sempre invasa e contesa, dove la violenza della Storia è stata combattuta con l’arte, la poesia e la musica. Un romanzo per capire il XX secolo, perché “viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è la via più breve per arrivare a se stessi”.

Anime baltiche” contiene dentro di sé l’universo baltico. Si tratta di un reportage che farà la felicità di appassionati di viaggi, d’arte, di letteratura e per chi desidera scoprire la magia delle Repubbliche baltiche, una regione ancora un poco sconosciuta alla maggioranza delle persone ma che racchiude cultura, natura e molte sorprese.

Il castello di Trakai, Lituania. Photo by Tomas Kor on Unsplash

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NORVEGIA: Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare di Morten A. Strøksnes (trad. F. Felici, Iperborea)

“Il libro del mare” è la storia vera di due amici, Morten Strøksnes e un eccentrico artista-pescatore, che con un piccolo gommone e quattrocento metri di lenza partono alla caccia di questo temuto abitante dei fiordi norvegesi. Un’avventura sulla scia di Melville e Jules Verne che diventa un caleidoscopico compendio di scienze, storia e poesia dell’universo marino, ambientato nei mari delle suggestive isole Lofoten.

Il libro del mare” di Morten A. Strøksnes è un’opera che sfugge ad ogni definizione, un testo impossibile da inquadrare in un solo genere. C’è la storia di un’amicizia, alla base, e la conseguente caccia allo squalo di Groenlandia che ne fa da collante. Ma il vero protagonista è il mare: Strøksnes scrive di miti, leggende, storie del Nord, curiosità naturalistiche, ecologiche e geologiche, insomma un vero caleidoscopio di informazioni che divertono e coinvolgono profondamente il lettore.

Reine, isole Lofoten. Photo by John O’Nolan on Unsplash

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ISOLE SVALBARD: La leggenda del sesto uomo di Monica Kristensen (trad. M. V. d’Avino, Iperborea)

E’ febbraio alle isole Svalbard, calano le tenebre e le temperature non si alzano mai sopra lo zero: è l’inverno polare, il cielo nerissimo illuminato da piccole stelle e tappezzato da magnifiche aurore boreali. Durante il pomeriggio del 22 febbraio, Ella Olsen scompare misteriosamente: chi può averla portata via dall’asilo che frequenta? Alle Svalbard non succede quasi mai nulla, qualche cacciatore di frodo o qualche contrabbandiere, ma niente di grave. Da qualche tempo, però stanno succedendo delle cose strane: arrivano minacce a pioggia e nel buio delle miniere di carbone, aleggia la leggenda del sesto uomo… che sia lui ad aver rapito la piccola Ella?

La leggenda del sesto uomo” è uno di quei romanzi gialli incalzanti e scorrevoli da leggere mentre fuori nevica, per entrare meglio nella sintonia del romanzo, con una buona tazza di tè tra le mani e la curiosità di scoprire cosa stia succedendo alle pacifiche isole Svalbard. Il colpo di scena è dietro la pagina, e come la neve copre le tracce appena lasciate, donando nuovamente candore al mondo e nasconde tutto, nulla di ciò che sembra è così realmente .

Isole Svalbard. Photo by Patrick Schneider on Unsplash

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SVEZIA: Cucinare un orso di Mikael Niemi (trad. A. Alberari e A. Scali, Iperborea)

Lars Levi Laestadius è un carismatico pastore di origini sami, esperto botanico e fondatore di un movimento religioso revivalista che a metà ’800 si diffonde a macchia d’olio tra la gente del Tornedal, nell’estremo Nord della Svezia e della Finlandia. Jussi è il suo fedele compagno e discepolo, un ragazzo sami che Laestadius ha adottato, salvandolo dalla miseria. Nell’estate del 1852 nel villaggio di Kengis, Jussi e il pastore sono chiamati d’urgenza da una famiglia di contadini della zona perché una ragazza che badava alle mucche è scomparsa nella foresta. Pochi giorni dopo viene ritrovata uccisa e la gente del posto subito sospetta di un orso. Lo sceriffo Brahe è pronto a offrire una ricompensa per catturare l’animale, ma il predicatore trova altre tracce che indicano un assassino assai peggiore ancora in libertà, e insieme a Jussi s’improvvisa detective, ignaro del male che lentamente si sta avvicinando a lui e che minaccia di distruggere la sua azione di rinnovamento spirituale.

Cucinare un orso” non è un semplice giallo, come potrebbe sembrare a prima vista. Si tratta di un bellissimo romanzo, molto corposo ma sempre scorrevole, che mostra uno spaccato della vita quotidiana di una piccola comunità svedese in una regione di confine, nella metà dell’Ottocento. Eccezionale è il personaggio di Læstadius, uomo capace di coniugare scienza e fede, ed è un libro che con le sue descrizioni della natura lappone fa sognare coloro che, come me, sono innamorati del Nord Europa.

Lapponia svedese. Photo by daniel tegeland on Unsplash

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Mi auguro che i miei suggerimenti di lettura legati al Nord Europa vi siano piaciuti. Questo Natale regalerete libri? Vi piace riceverli o preferite acquistarveli da soli? Avete altri romanzi ambientati in Nord Europa da suggerirmi?

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Jón R. Hjálmarsson | Atlante leggendario delle strade d’Islanda

Alla Scuola Nera il preside era il diavolo in persona e si potevano imparare magie e altri arcani misteri. Quando gli studenti si diplomavano, per consuetudine il diavolo si prendeva l’ultimo a uscire, così quando Sæmundur appena diplomato si offrì volontario per varcare la soglia per ultimo, i suoi compagni ne furono molto sollevati. Si avvolse un grande pastrano sulle spalle, ma senza infilare le maniche e senza abbottonarlo. Sulla porta il diavolo lo ghermì esclamando: “Sei di mia proprietà!” per poi rimanere lì con il cappotto in mano mentre Sæmundur se la svignava. Dopo gli anni trascorsi alla Scuola Nera, Sæmundur era diventato così esperto che riusciva a servirsi del diavolo per fargli svolgere incombenze di ogni genere al posto suo, e lo raggirava a tal punto che il demono non riusciva mai ad ottenere qualcosa in cambio per il disturbo [Sæmundur il Saggio e il diavolo, Atlante leggendario delle strate d’Islanda, Jón R. Hjálmarsson, trad. S. Cosimini]

Jón R. Hjálmarsson è uno studioso di miti e leggende islandesi, oltre che essere stato professore e preside scolastico per molti anni; l’idea di raccogliere le storie della tradizione islandese deriva dal fatto che, per il professor Hjálmarsson, i racconti popolari sono una parte importante della cultura del proprio Paese.

Se oggi l’Islanda è un’isola relativamente semplice da raggiungere, fino a qualche decennio fa era più remota e lontana dal continente europeo: da questo isolamento si sono sviluppati miti, storie e leggende che si sono radicate nella cultura locale e sono state trasmesse alle nuove generazioni.

Le strade in Islanda sono poche e molte sono decisamente impervie da percorrere, ma c’è una strada ad anello che segue il perimetro dell’isola e tocca quasi tutte le principali attrattive; si chiama statale n.1 ed essendo un anello la si può percorrere in senso orario o in senso antiorario partendo da Reykjavík.

Per presentare ai lettori le leggende popolari della tradizione islandese, il professor Hjálmarsson ha avuto un’idea geniale: un viaggio immaginario attraverso sessanta leggende lungo la statale n.1. Il professore ha geograficamente suddiviso l’isola in sei porzioni e per ognuna di queste ha scelto e raccontato storie che, in qualche caso, hanno almeno un fondo di verità. Le leggende sono introdotte da un breve commento del professore per spiegare il contesto storico, culturale o geografico.

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Così chi legge si immerge totalmente nella magia e nella mitologia islandese: vi si trovano troll e trollesse malvagi che tentano di uccidere gli uomini; prelati che praticano esorcismi e magie tanto potenti da fermare le eruzioni vulcaniche; sacerdoti che duellano in versi con i demoni; uomini che vengono tramutati in animali e animali che salvano gli uomini; eserciti fantasma delle grandi pianure centrali, spiriti che nascondono i tesori sotto le cascate; mostri che emergono dalle profondità della terra o delle acque, pronti a ghermire anime buone. In ognuna delle sessanta leggende vi è la contrapposizione tra il bene e il male, e non sempre il finale vede vincere le forze buone.

Alcune storie spiegano in modo fantasioso la formazione di determinati paesaggi dell’isola, come la formazione della spaccatura dell’Ásbyrgi, nell’Islanda settentrionale: si dice che a creare quella profonda incisione nella crosta terrestre sia stata niente meno che la pressione dello zoccolo di Sleipnir, il cavallo di Odino. Un’altra bellissima leggenda fornisce le istruzioni per realizzare tre desideri sulla montagna sacra di Helgafel, nella penisola di Snæfellsnes, nell’Islanda Occidentale.

Ancora oggi è diffusa la credenza che salendo in cima a Helgafell sia possibile vedersi esaudire tre desideri. Secondo gli esperti, il metodo prevede quanto segue: partire dalla tomba di Guðrún Ósvífursdóttir e salire verso la vetta; non guardarsi mai indietro né pronunciare una sola parola durante il tragitto; una volta raggiunta la cima, fermarsi davanti ai ruderi della cappella, voltarsi verso est e formulare mentalmente i tre desideri [I tre desideri sulla montagna sacra, Atlante leggendario delle strate d’Islanda, Jón R. Hjálmarsson, trad. S. Cosimini]

Atlante leggendario delle strade d’Islanda” a cura di Jón R. Hjálmarsson (trad. Silva Cosimini, Iperborea, 225 pagine, 16 €) è una raccolta di storie che inquieta, diverte e suggestiona il lettore, specialmente quella tipologia di persone che amano il Grande Nord e sono affascinati dalle culture che derivano da quelle norrene.

È un vero e proprio viaggio, quello proposto dal professor Hjálmarsson; un viaggio per partire o per tornare – almeno con la fantasia – in quelle terre leggendarie e remote che costituiscono una delle isole più affascinanti del continente europeo. Per chi è già stato in Islanda, leggere queste storie sarà un po’ come tornare in luoghi già visti e vissuti; per chi, come me, non è ancora stato in Islanda ma la sogna da tempo, sarà come sentirsi vicino alla millenaria cultura di quest’isola e, perché no, sarà una buona occasione per appuntarsi qualche luogo che si desidera vedere. E chissà se i desideri non si realizzino anche prima di salire sulla Montagna Sacra.

Photo by Cassie Boca on Unsplash

Titolo: Atlante leggendario delle strade d’Islanda
A cura di: Jón R. Hjálmarsson
Traduzione dall’islandese: Silvia Cosimini
Editore: Iperborea
Perché leggerlo: per sognare l’Islanda e i suoi miti, i luoghi e i paesaggi; per immergersi in una cultura millenaria, per sorridere, inquietarsi e suggestionarsi; per chi c’è stato e per chi sogna di andarci, in quelle terre remote, tra ghiacci e vulcani

(© Riproduzione riservata)

Oddný Eir Ævarsdóttir | Terreni

Luce e buio, fuoco e ghiaccio, silenzi e boati: una terra di contrasti naturali, è così che io immagino l’Islanda, pur senza averci mai messo piede. E’ una terra che mi affascina, mi attrae, quell’isola apparentemente alla deriva lambita dalle gelide acque dell’Oceano Atlantico. La lettura de “Terreni” di Oddný Eir Ævarsdóttir (trad. S. Cosimini, Safarà editore, 240 pagine, 18 €) mi ha permesso di sognare ad occhi aperti e di viaggiare attraverso i pensieri della protagonista scrittrice.

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Titolo: Terreni

L’Autrice: Oddný Eir Ævarsdóttir, nata nel 1972, ha conseguito un diploma secondario di dottorato presso la Sorbona. Ha scritto tre romanzi autobiografici, tradotto e curato opere letterarie e organizzato eventi di arti visive. Ha vinto l’Icelandic Women’s Literature Prize nel 2012 e il premio dell’Unione Europea per la Letteratura.

Traduzione dall’islandese: Silvia Cosimini

Editore: Safarà editore

Il mio consiglio: questo è un diario intimo e personale, ideale per chi vuole immergersi nei pensieri e perdersi nei brulli e desolati paesaggi islandesi

E’ strano essere di nuovo a casa. E’ un sollievo, però allo stesso tempo provo ancora un po’ di nostalgia. Devo cercare di sistemarmi e trovare casa, ma alle mie condizioni. Probabilmente da sola. Forse potrei tenere un cane. peccato che sia così difficile viaggiare oltreoceano con i cani. Li mettono nella stiva? L’amore è cieco, e non è il solo ad esserlo. Mi sento come se mi avessero coperto gli occhi con una benda. Mi libererò di questa benda, ci scriverò sopra, al chiarore dell’alba. Il sole rinasce [Terreni, Oddný Eir Ævarsdóttir, trad. S. Cosimini]

Dopo diversi anni di assenza e viaggi tra l’Europa e l’America, Oddný Eir Ævarsdóttir torna nella sua natia Islanda. Il fratello Ugli è un archeologo, scava nella gelida terra islandese alla ricerca delle tracce di un remoto passato. Fugli, invece, è il suo compagno ornitologo: attraversa l’isola sulla jeep cercando di classificare l’avifauna islandese. Oddný tiene un diario e racconta le sue emozioni, dalle più grandi alle più piccole.

Perché la gente non si compra un quaderno e ci scrive una poesia, invece di sedersi su un poetico cuscino storico mentre guarda la televisione? Non si può riproporre il Romanticismo, spiegare ancora una volta il legame tra creazione poetica e ricordo? [Terreni, Oddný Eir Ævarsdóttir, trad. S. Cosimini]

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Photo: Annie Spratt, unsplash.com

Ritornare in Islanda è in parte rivivere vecchi sentimenti e in parte riscoprire ciò che si era dimenticato. Oddný rievoca le storie dei suoi nonni e bisnonni, cerca le loro vecchie dimore, guarda con i suoi occhi i paesaggi dai colori slavati che vedevano loro e prova ad immergersi nel passato.

E’ un racconto ciclico, quello di Oddný: ritornano le stagioni, i luoghi, i colori e i profumi. Vengono rievocate spesso leggende e saghe nordiche, poeti e scrittori, monaci e artisti, vengono tirati in ballo gli dèi norreni e le credenze popolari islandesi. C’è molto, nei racconti di Oddný.

Mentre raggiungevamo il sito dell’antico monastero ci sono venute incontro tre giumente color sabbia. Stavo appunto pensando tra me che al largo della lingua di terra si incontrano le correnti e ho avuto l’impressione che le giumente arrivassero a nuoto dal mare, dritte dritte dalle Bretasögur o dalle Saghe dei Santi trascritte nel monastero di Þingeyri nel tredicesimo e nel quattordicesimo secolo [Terreni, Oddný Eir Ævarsdóttir, trad. S. Cosimini]

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Photo: Isabella Juskovà, unsplash.com

Strato dopo strato, si forma un terreno e quando è ricco e fertile le radici degli alberi si sviluppano profondamente e saldamente. Oddný descrive le stratificazioni e gli episodi della storia dell’isola e della sua famiglia, episodi che le hanno permesso di diventare quella che è.

Nella traduzione perfetta di Silvia Cosimini – con tanto di note per comprendere meglio i dettagli – rivivono tutte le emozioni e le suggestioni di una terra che ha un sapore magico, una terra fatta di contrasti e di paesaggi unici, di silenzi e di suoni primordiali. E’ l’Islanda che resta nel cuore di Oddný, e per quanto abbia vagato in Europa o negli Stati Uniti, la terra delle saghe resterà sempre con lei.

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Segui tutte le tappe del blogtour!

1° tappa, 12 dicembre: In Islanda con Safarà editore a cura di Spiccando il volo

2° tappa, 16 dicembre: Intervista alla traduttrice Silvia Cosimini a cura di Martinaway.com

3° tappa, 19 dicembre: Recensione del libro a cura di Il giro del mondo attraverso i libri

4° tappa, 22 dicembre: Intervista all’autrice a cura di Turisti per sbaglio

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