Melinda Nadj Abonji | Soldato tartaruga

Ti ho visto, stanotte. Alle tue spalle un campo di mais, la barba bruna del mais e le lunghe foglie verdi che sembravano punte di lancia. Tu mi guardavi come sempre. Avevi la faccia verdastra. Non so perché, ma sapevo che stavo sudando al tuo stesso modo. La voce di tua madre di chiamava. Tu … Leggi tutto Melinda Nadj Abonji | Soldato tartaruga

Wojciech Tochman | Come se mangiassi pietre

Recensire "Come se mangiassi pietre" di Wojciech Tochman, tradotto da M. Borejczuk, edito da Keller, è impossibile. È impossibile parlare di un reportage così, dove ogni pagina stilla di dolore, paura, miseria, morte. Forse è persino impossibile, per noi, comprendere, benché siano cose accadute vicino a noi. Per questo ho deciso di scrivere una breve … Leggi tutto Wojciech Tochman | Come se mangiassi pietre

Markijan Kamyš | Una passeggiata nella Zona

Armati dell'ottimismo degli slogan utopistici e delle stronzate della roboante grafica sovietica, costruivamo il Sogno. E inseguendolo trovammo la cornucopia: l'energia del nucleare civile. La panacea dell'economia statale, il nostro punto di riferimento nel cammino verso il radioso avvenire del comunismo. Ebbri della nostra potenza, con una fede cieca in un futuro migliore, costruivamo centrali … Leggi tutto Markijan Kamyš | Una passeggiata nella Zona

Witold Szabłowski | L’assassino dalla città delle albicocche. Reportage dalla Turchia

"Anch'io ho uno stretto dentro di me" dice, e getta un grande pezzo di pane verso i gabbiani che seguono il traghetto. "Ogni turco si sposta mille volte al giorno fra la tradizione e la modernità. Fra il cappello e il velo. La moschea e la discoteca. L'Unione Europea e l'ostilità verso l'Unione Europea". Ha … Leggi tutto Witold Szabłowski | L’assassino dalla città delle albicocche. Reportage dalla Turchia

Navid Kermani | L’impeto della realtà. Sulla rotta dei rifugiati attraverso l’Europa

Invece di erigere muri, dovremmo batterci per un'Europa che sia in grado di gestire questa crisi con solidarietà. Questo vale per l'accoglienza dei rifugiati, ma vale ancora di più per le ragioni della fuga: soltanto un'Europa forte, unita e liberale potrebbe aiutare a stabilire la pace nei luoghi da dove così tante persone fuggono per … Leggi tutto Navid Kermani | L’impeto della realtà. Sulla rotta dei rifugiati attraverso l’Europa

Martin Pollack | Paesaggi contaminati. Per una nuova mappa della memoria in Europa

Come vivono le persone, come viviamo con quello che sappiamo, come ci regoliamo, come lo conciliamo con la nostra quotidianità? Vediamo con gli stessi occhi di prima il paesaggio in cui sono avvenuti i fatti, e in cui continuiamo a vivere, o dover vivere, perché lì siamo a casa, lì abbiamo le nostre case, i … Leggi tutto Martin Pollack | Paesaggi contaminati. Per una nuova mappa della memoria in Europa

Sylvie Schenk | Veloce la vita

Eppure sei presa da una sensazione di infinito, la tua vita si apre, una fine è impensabile, la tua anima è come quel mulino là fuori, un vero mulino con le pale che girano al vento, che macinano scintille d'amore sempre nuove spargendole per il mondo. L'amore, e soprattutto l'attesa dell'amore, trasforma tutto, le colline, … Leggi tutto Sylvie Schenk | Veloce la vita

Cornelia Klauss e Frank Böttcher | Alpinisti illegali in URSS. Viaggiare controvento

Lassù, tra i 6000 e i 7000 metri la mente dell'uomo cambia, non si pensa più a nulla, è tutto meccanico: "Ora il piede qui. Respira profondamente tre volte. Il piede qua e ancora tre respiri. Soprattutto non cadere né addormentarti, si muore in un battibaleno". Quei pensieri normali che si fanno in pianura lassù … Leggi tutto Cornelia Klauss e Frank Böttcher | Alpinisti illegali in URSS. Viaggiare controvento

Alina Bronsky | L’ultimo amore di Baba Dunja

Un anno fa un biologo è venuto a casa mia a fotografare le ragnatele (...) Marja dice che sono una casalinga negligente. Il bello della vecchiaia è che non hai più bisogno di chiedere il permesso a nessuno, né per vivere nella tua vecchia casa né per lasciare ragnatele appese. Anche i ragni erano già … Leggi tutto Alina Bronsky | L’ultimo amore di Baba Dunja

Jacek Hugo-Bader | I diari della Kolyma. Viaggio ai confini della Russia profonda

Non è facile andarsene perché tutti gli abitanti della Kolyma, compresi i prigionieri, sono arrivati via mare. E fino a oggi questo è l'unico modo per andarsene: mostrando il documento d'identità e comprando un biglietto per la nave o l'aereo. Proprio come se la Kolyma fosse un'isola (...) Un'isola così distante, quasi fosse un altro … Leggi tutto Jacek Hugo-Bader | I diari della Kolyma. Viaggio ai confini della Russia profonda