Joseph Roth | Viaggio ai confini dell’impero

Ma su questa terra piatta vaga incessante un vento eternamente uguale che si percepisce appena. Colline, preannuncio dei Carpazi, che diventano azzurre in lontananza. Corvi che volteggiano sopra i boschi. Sono sempre stati di casa, qui. Dalla fine della guerra sono diventati numerosi. Niente fabbriche, niente avvisi pubblicitari, niente fuliggine. Nei mercati si vendono primitive marionette di legno, come in Europa duecento anni fa. Si è fermata qui l’Europa? [Viaggio ai confini dell’impero, Joseph Roth, trad. V. Schweizer]

Galizia. Solo a prunciare questo nome si sente il sapore di terre ricche di mistero e fascino. La Galizia è stata una regione storica che indicativamente si poteva collocare tra la Polonia e l’Ucraina, nel cuore dell’Europa centrale. Il nome completo era: Regno di Galizia e Lodomiria, e fu la più settentrionale delle province dell’Impero Austro-Ungarico; la sua capitale era la città di Leopoli, che si trova oggi in Ucraina, e tra le principali città figura Cracovia, oggi in Polonia.

La Galizia nacque dall’assembramento dei territori presi alla Confederazione polacco-lituana quando fu spartita la Polonia, e la Galizia come entità durò sino alla totale dissoluzione dell’Impero Austro-Ungarico nel 1918.

Lo scrittore e reporter Joseph Roth, nato a Brody nel 1894, compie una serie di viaggi attraverso l’Europa centrale, studiando e analizzando questi territori usando l’occhio critico e il cuore entusiasta poiché la Galizia è stata la tua terra d’origine. Roth si mette in viaggio tra il 1924 e il 1927.

La Galizia si trova in un isolamento trasognato, e tuttavia non è isolata; è confinata, ma non tagliata fuori; ha più cultura di quanto lascino presumere i suoi difettosi canali di scolo; un gran disordine e ancor più stranezza. Molti la conoscono dai tempi della guerra, ma allora camuffava il suo volto. Non era un paese. Era retrovia o fronte. Ma in realtà ha il proprio piacere, le proprie canzoni, la propria gente e un suo peculiare splendore; lo splendore triste degli oltraggiati [Viaggio ai confini dell’impero, Joseph Roth, trad. V. Schweizer]

La linea ferroviaria che univa la Galizia, 1897 (fonte: Wikipedia)

Viaggio ai confini dell’impero” di Joseph Roth (trad. V. Schweizer, Passigli editori) è un libro che raccoglie quindi le testimonianze preziose di un luogo che fu. Roth tratteggia le genti, le città, descrive panorami, luoghi e caratteri peculiari.

(…) sto viaggiando da due settimane attraverso la Polonia – attraverso una terra antica e uno Stato nuovo (…) Sebbene gran parte di questo paese sia stata nostra retrovia e nostro campo di battaglia, sebbene abbiamo vissuto nelle sue città e villaggi e abbiamo amato le sue donne, sebbene abbiamo potuto conoscere o per lo meno sentir parlare i suoi cittadini, i suoi contadini, i suoi ebrei, malgrado tutto ciò, è stata proprio l’idea con la quale la paggior parte di noi è venuta in Polonia ad essere il fondamento dei giudizi raccolti; e quel cassetto dove decenni fa abbiamo inserito luoghi e persone rimane il contenitore anche delle nostre nuove impressioni [Viaggio ai confini dell’impero, Joseph Roth, trad. V. Schweizer]

Riguardo alle persone, Roth si sofferma soprattutto sulle minoranze tedesche della Galizia, sulla presenza degli ebrei, su come si comportano e vivono gli ucraini e i polacchi. Racconta in modo vivido tutto ciò che osserva, con una scrittura scorrevole, a tratti informale, ma sempre apprezzabile.

Joseph Roth con questa serie di reportage di alto valore culturale e storico, trasporta il lettore direttamente nel cuore dell’Europa centrale, in un luogo che formalmente non esiste più, poiché si è trasformato, ma che non può fare a meno di ammaliare coloro che si mettono in viaggio – idealmente o nella realtà – sulle tracce dell’antica e affascinante Galizia.

Cimitero ebraico nell’est dell’Ucraina (fonte: Wikipedia)

Questa è la città dei confini annullati. La propaggine più orientale dell’antico mondo imperial-regio. Dopo Leopoli inizia la Russia, un altro mondo. La molto più occidentale Cracovia è meno austriaca. È rimasta sempre un museo nazionale. Tra Vienna e Leopoli c’è tutt’oggi, come da sempre, un grande scambio culturale. Ma vi si è aggiunta anche Bucarest. Il rivolgimento politico, infatti, ha spostato tutte le città galiziane di qualche miglio verso est. Forse per il bene dell’Oriente… [Viaggio ai confini dell’impero, Joseph Roth, trad. V. Schweizer]

Titolo: Viaggi ai confini dell’impero
L’Autore: Joseph Roth
Traduzione: Vittoria Schweizer
Editore: Passigli editori
Perché leggerlo: per far rivivere l’affascinante Galizia, le sue usanze, le sue genti e la sua immensa cultura

(© Riproduzione riservata)

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Martin Pollack | Galizia. Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa

Questo viaggio immaginario, con tutte le situazioni, i luoghi e le persone che descrive, si svolge interno al 1900, epoca a cui risalgono anche i brani tratti dalle opere di autori provenienti dalla Galizia e dalla Bucovina. È possibile oggi ripercorrere questo viaggio, perlomeno per quanto riguarda gli itinerari e le strade, che spesso conducono a villaggi lontani dalle grandi città? Per lungo tempo la risposta è stata no (…) [Galizia. Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa, Martin Pollack, trad. F. Cremonesi]

Si può viaggiare di persona, in modo attivo, oppure lo si può fare lasciando correre la fantasia. Il secondo modo di viaggiare è quello scelto da Martin Pollanck, scrittore austriaco: l’idea è di percorrere con l’immaginazione il tragitto ferroviario che univa la Galizia con la Bucovina. Se la Bucovina oggi esiste ancora, la Galizia non esiste più: è la Storia a modificare i nomi dei luoghi e sposta i confini, la Storia che viene scritta dagli uomini che vincono le guerre.

Pollack immagina di prendere un treno e di percorrere queste regioni storiche all’inizio del Novecento. Lo scrittore austriaco è idealmente accompagnato da altri scrittori, i quali hanno vissuto la Galizia e la Bucovina, vuoi perché ci sono nati o perché qui hanno viaggiato realmente.

La Galizia iniziava nell’attuale Polonia orientale e proseguiva verso Est nell’attuale Ucraina, sfumando quindi nella regione della Bucovina che comprende una parte dell’Ucraina meridionale e una parte della Romania nord orientale. Il viaggio immaginario di Pollack incomincia a Cracovia, sullo storico treno della linea Carl Ludwig-Bahn, e a Cracovia tornerà dopo aver attraversato le due regioni.

Vecchia carta della linea ferroviaria della Galizia e della Bucovina (fonte: Wikipedia, Pubblico Dominio)

Galizia. Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa” di Martin Pollack (trad. F. Cremonesi, Keller editore) è quindi un lungo e intrigante viaggio immaginario nel cuore dell’Europa Centrale, un viaggio che – con un po’ di audacia e spirito di avventura – si può in parte ripercorrere.

Grazie ai romanzi e ai libri, Pollack riesce a ricostruire molto bene le atmosfere dell’epoca, i luoghi, i personaggi, i fatti di cronaca, coinvolgendo chi legge che si sente trasportato in un viaggio reale; questo perché è la scrittura di Pollack ad essere minuziosa e intima, in particolare nelle descrizioni dei villaggi che oggi non esistono più. Ma anche negli usi e nei costumi delle genti, nelle lingue parlate, nei panorami che si potevano vedere dal treno.

Un viaggio, quello di Pollack, che riesce a ridare lustro ad un angolo perduto d’Europa, che oggi non è più come un tempo, che ha perso o ritrovato la sua identità. Un pezzo d’Europa fiero delle proprie radici, un angolo forse mai scomparso in modo definitivo, perché ciò che siamo oggi deriva necessariamente da ciò che è stato un tempo.

Leopoli, Ucraina, cartolina del 1915 circa (fonte: Wikipedia Pubblico Dominio)

La stessa provincia
la stessa patria
un tempo era la nostra
oggi è straniera
(Kazimierz Wierzynski, Wiersz dla Romana Palestra)

Titolo: Galizia. Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa
L’Autore: Martin Pollack
Traduzione dal tedesco: Fabio Cremonesi
Editore: Keller editore
Perché leggerlo: per i nostalgici viaggiatori che cercano luoghi perduti, inghiottiti dalla furia della Storia, ma ancora vivi e presenti, nonostante tutto

(© Riproduzione riservata)