Federico Pace | Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita

Ma ogni viaggio non porta mai con sé solo una cosa, non ci conduce mai in un solo luogo. Il viaggio ci porta sempre in uno spazio infinito, ci restituisce sempre un ampio spettro di emozioni [Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita, Federico Pace]

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono“. José Saramago, premio Nobel per la Letteratura, conclude con queste frasi il libro sul suo amato Portogallo, e più leggo queste parole, più mi trovo d’accordo con lo scrittore portoghese.

Il viaggio, è vero, non finisce mai e il libro “Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita” di Federico Pace (Einaiudi, 14 €) ne è una bella conferma. Pace incomincia il viaggio raccontando della prima volta che, bambino, si allontanò senza permesso dal paese abruzzese dove si trovava in vacanza con i suoi genitori. Il brivido della scoperta e della marachella lo attraversavano come una scossa elettrica, e proprio mentre veniva recuperato da uno zio, in automobile, Federico Pace si rende conto che da quel momento in poi nulla sarà più come prima.

Ci sono viaggi che spaventano, altri che insegnano, altri ancora sono necessari o di piacere, qualche viaggio è in realtà un ritorno o un percorso volto a ritrovare noi stessi o a cercare migliori condizioni di vita.

Lo stesso cammino. Poi però quel cammino, quello stesso percorso, all’improvviso porta in un posto in cui non pensavamo mai di giungere [Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita, Federico Pace]

L’alba sul Mar Baltico a Pirita, Estonia. E’ uno dei luoghi che mi ha riempito l’anima e mi ha commossa profondamente (foto: Claudia)

Leggere il libro di Federico Pace è compiere realmente un giorno intorno al mondo: seguendo le orme di personaggi più o meno noti, si attraversano oceani, steppe siberiane, deserti, confini; si raggiungono città splendide, come Parigi, Praga o Lisbona; si viaggia sulle isole dell’Irlanda o quelle più lontane della Polinesia francese. Durante un viaggio, soprattutto di ritorno, c’è chi si rende conto di quanto sia cambiato, dal tempo del primo viaggio.

O forse perché siamo cambiati noi stessi o ci cambierà proprio quell’avventatezza che ci ha spinti a tornare fin laggiù [Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita, Federico Pace]

Ma perché un uomo dovrebbe mettersi in viaggio, uscendo dalla propria zona comfort, dalla propria casa o dal proprio ben noto Paese? Come dicevo, i viaggi che compiono i personaggi che rivivono negli scritti di Federico Pace hanno molteplici motivi. Frida Kalho torna a casa per salutare la madre morente; Albert Einstein abbandona l’Europa a causa del nazismo; l’uomo che cadde sulla Terra attraversa la Russia in treno per tornare a Mosca senza prendere l’aereo; Julio Cortazar ritorna a Mendoza perché ha bisogno di sapere com’è cambiata durante la sua assenza.

E c’è chi viaggia per scoprire posti remoti, nuovi, diversi da quello in cui vive. Come Paul Gauguin che si imbarca per Tahiti per vedere quanto è diverso quel mondo dalla sua Francia.

Tutto quel viaggio (…) tutti quei frammenti di mondo, non per rimanere affascinato dall’infinita diversità degli uomini, ma per capire cosa c’è di unico e comune in tutta l’umanità [Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita, Federico Pace]

Un viaggio è talvolta faticoso, a volte sfibrante, spesso si incappa in seccature o si fa fatica a farsi comprendere dalle persone del posto. Un viaggio, però, è anche fonte di sapere, se si parte con gli occhi e il cuore ben aperti. Ci si adatta, perché nessun luogo sarà mai come la nostra confortevole casa; bisogna prepararsi ai disagi e alle difficoltà, ma si viene sempre ripagati e man mano si acquista sempre più sicurezza e autostima.

I viaggi aprono varchi su ciò che stiamo diventando. Certificano la nostra condizione. Ci scuotono dall’incosapevolezza e di quell’andare altrove, nel confrontarci con l’altro, ci obbligano a prendere consapevolezza di ciò che altrimenti cerchiamo di nascondere a noi stessi. Il velo che cela le cose, in viaggio viene strappato senza esitazione. La solitudine, in viaggi come questi, diventa crudele, severa e racconta di noi, delle nostre condizioni, con una sincerità priva di dubbi [Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita, Federico Pace]

A Sofia, in Bulgaria, ho vissuto l’atmosfera dell’Est Europa. E mi è piaciuta così tanto che sogno di tornarci (foto: Claudia)

E un viaggio deve ricominciare, sempre. Saramago, sempre nel suo Viaggio in Portogallo, ricorda che il viaggiatore deve ricominciare il suo viaggio, rimettersi in cammino, rivedere ciò che ha già visto e rivivere le emozioni già vissute. Quando si dice: “Ho visto tutto“, si sa che è una bugia.

Il viaggio deve riprendere sempre, e una guida emotiva come il libro di Federico Pace, è senza dubbio il modo perfetto per rimetterci in cammino.

Titolo: Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita
L’Autore: Federico Pace
Editore: Einaudi
Perché leggerlo: per ricominciare il viaggio, sempre

(© Riproduzione riservata)

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