Guillem López | Challenger

Gli astronauti sono a bordo, in attesa. Cosa si aspettano? Quali pensieri navigano nei loro silenzi? Raccomandazioni dell’infanzia impresse nella memoria? C’è spazio per quell’istante sacro, unico, dedicato a un pensiero metafisico, al significato epico dell’esser lanciati fuori da questa sfera che galleggia nel vuoto, così piccola, così triste? (…) La paura assale anche gli esploratori dello spazio che intraprendono un viaggio verso l’ignoto, verso un luogo in cui soltanto pochi uomini e donne sono stati. Ma la loro non è una paura comune e mortale, è la vertigine di affacciarsi sull’infinito [Guillem López, Challenger, trad. F. Bianchi]

Cape Canaveral, U.S., 28 gennaio 1986. Mancano pochissimi secondi al lancio dello Space Shuttle Challenger e le aspettative di moltissimi americani, giovani e vecchi, sono alle stelle. Dopo diversi ritardi, dovuti a complicazioni tecniche, sembra che tutto sia pronto ed è esattamente alle ore 11.38 a.m. che partono il count down e il lancio vero e proprio.

Settantatré secondi. Trascorrono settantatré secondi dal lancio al momento in cui il Challanger, raggiunti circa tredici chilometri di altezza esplode improvvisamente, collassando su se stesso e scomparendo in una nube bianchissima di fumo. Chi ha assistito alla diretta televisiva o al lancio dalle tribune di Cape Canaveral è sotto choc; c’è chi piange, chi resta senza parole, chi è incredulo.

La cosa più probabile è che sia stata una concatenazione di coincidenze minime a generare un errore nel sistema. Succede anche nella vita, cose piccolissime, inspiegabili, a volte perfino magiche, che scatenano gli eventi più comuni e anche quelli eccezionali. Può sembrare assurdo, ma per ogni cosa esiste un punto di flesso, un luogo in cui l’equilibrio diventa caos e i risultati, le formule, la logica, vanno a farsi friggere; è come lo scarico dell’universo, un vortice che gira e trascina nel vuoto dell’incomprensione qualsiasi ipotesi, qualsiasi regola. Il luogo che ogni scienziato detesta [Guillem López, Challenger, trad. F. Bianchi]

Il romanzo “Challenger” di Guillem López (Eris Edizioni, trad. Francesca Bianchi, ill. Sonny Partipilo, 404 pagine, 20 €) racconta in settantatré brevi episodi la giornata del 28 gennaio 1986, tutti ambientati tra la città di Miami e l’isola di Merritt, dove sorge il complesso di Cape Canaveral.

Il corposo romanzo dello spagnolo López è un universo di personaggi, dove non sono solo esseri umani a raccontare quel giorno, ma hanno voce anche rane di porcellana, insetti disgustosi, tempeste magnetiche, mostri delle fogne. Nel libro López fa vivere e rivivere infinite volte il momento dell’esplosione del Challenger oppure le ore precedenti o quelli successivi, quando i protagonisti – scioccati – si rendono conto della terribile tragedia. L’idea di ripetere infinte volte l’attimo dell’incidente – ogni personaggio si trova in un punto diverso di Miami e sta facendo cose diverse – è un espediente decisamente televisivo: quante volte, dopo una tragedia o un attentato, vediamo trasmesse in televisione, in modo quasi ossessivo, le stesse identiche immagini? Come se dovessimo per forza imprimerle a mente, come dovessimo ricordarle per sempre.

Se all’inizio il romanzo può sembrare un vero rompicapo – complice il fatto che sfugge ad ogni genere letterario -, perché vengono introdotti molti personaggi che appaiono sconnessi l’uno con l’altro, procedendo con la lettura ci si rende conto di quante ricche interconnessioni siano presenti. Si scoprono i rapporti tra un protagonista e l’altro, si rivelano dettagli per comprendere un evento già citato. E quindi si torna indietro, nei capitoli precedenti, si scruta la bellissima mappa che Eris edizioni ha allegato al romanzo, si cerca quella connessione, il filo conduttore per cercare di comprendere il più possibile il senso di quella giornata.

Quello che mi è piaciuto di “Challenger“, oltre all’idea in sé di raccontare il giorno del disastro attraverso settantatré episodi e innumerevoli persone o mostri o cose, è il fatto che all’improvviso – come fulmini a ciel sereno – López incanta chi legge con pensieri e riflessioni tanto profonde quanto preziose. Immagini da sottolineare e rileggere, da riscrivere su un taccuino e aprirlo a caso, in una giornata in cui abbiamo bisogno più del solito di parole; López ha una scrittura attenta ai dettagli ma ancor di più alle emozioni.

Se non vi ho ancora convinti della genialità di questo romanzo, potrebbe farlo il capitolo finale, il #73, quello affidato al Challenger stesso, che è quanto di più bello io abbia letto da qualche anno a questa parte.

Settantatré secondi. Sono successe molte cose, frammenti sparsi, caotici. Cose che sono strettamente legate a questa storia, anche se sono successe in altri posti, in altri momenti. E’ una cosa complicata che dipende, come tutto ciò che è complicato, dalla fede e dall’immaginazione. Cercare il bandolo della matassa in fondo ai cassetti, nelle tasche vuote, nelle conversazioni più insignificanti, nelle battaglie di guerre passate, negli uomini malvagi e nei santi, in Dio e nei suoi testi sacri scritti da apologeti del dolore e della tortura, annusare la terra umida fino a trovare la fossa comune della felicità, della pace, della compassione. Essere uomini nuovi in un mondo nuovo, troppo nuovo, troppo giovane. L’ambizione è il combustibile sacro che mette in moto ogni cosa. Il desiderio di essere migliori, di essere un’immagine divina [Guillem López, Challenger, trad. F. Bianchi]

Titolo: Challenger
L’Autore: Guillem López
Traduzione dallo spagnolo: Francesca Bianchi
Illustrazioni: Sonny Partipilo
Editore: Eris edizioni
Perché leggerlo: perché Guillem López ha creato un universo, un romanzo che sfugge ad ogni definizione ma che conquista ed echeggia nella mente del lettore come le innumerevoli volte che il Challenger è esploso

(© Riproduzione riservata)

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Fabio Tonetto | Rufolo

Quando gli amici di Eris edizioni mi hanno proposto la lettura di Rufolo di Fabio Tonetto (Eris edizioni, 12,50 euro) sono rimasta subito colpita dalle morbide linee che definiscono i contorni di Rufolo e del signor Atti. Così, mi sono ritrovata a dire “leggo solo più un’avventura“, e intanto le ho finite tutte!

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Titolo: Rufolo

L’Autore: Fabio Tonetto è nato trent’anni fa ad Alessandria

Editore: Eris edizioni

Il mio consiglio: fatevi travolgere dalla simpatia di Rufolo e del signor Atti, trascorrete qualche ora in un mondo surreale, pazzesco e bellissimo

Rufolo è un animaletto dalle fattezze gommose, di colore rosso aragosta e dalla simpatia e ingenuità disarmante. Il mondo di Rufolo è speciale, innaturale, surreale, stranissimo: ci sono bruchi che ridono se sono tristi, cappelli che si materializzano solo pensandoli, torte che assomigliano a castelli di sabbia sfasciati.

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Fabio Tonetto, Rufolo (Eris edizioni, 2016, 12,50 euro)

In ogni breve avventura, il piccolo Rufolo è accompagnato da un cane nero, parlante anche lui, il signor Atti. Rufolo ha la sua famiglia, i suoi amici, personaggi che si muovono in questo universo senza regole apparenti, dove anzi l’unica regola è il non sense.

Le avventure sono narrate attraverso episodi trascinanti, dialoghi, gesti e situazioni che fanno sì che il lettore non riesca ad interrompere l’avventura, per poi arrivare all’ultima pagina e pensare immediatamente di ricominciarlo per entrare di nuovo nel mondo di Rufolo.

Assolutamente consigliato!

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Fabio Tonetto, Rufolo (Eris edizioni, 2016, 12,50 euro)

Librinpillole: le letture di agosto e settembre

Dopo la pausa estiva ritorna Librinpillole, la rubrica che vi racconta e vi consiglia i libri che ho letto nel mese appena trascorso. Buone letture!

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Da lettrici e lettori attenti avrete notato – probabilmente! – che alla fine del mese di agosto non ho scritto l’articolo della rubrica Librinpillole con l’elenco delle letture del mese; questa mancanza è dovuta al fatto che il 30 agosto sono partita per la vacanza estiva a Malta, quindi in questa puntata di Librinpillole vi parlerò delle letture di agosto e di settembre assieme.

Iniziamo con il mese di agosto, mese che non amo particolarmente come ho già detto più volte, ma durante il quale ho letto (e pedalato!) parecchio, ecco quali libri:

  • Sono il guardiano del faro Éric Faye (trad. Valentina D’Onofrio, Racconti edizioni, 150 pagine, 14 €). Un’ottima raccolta di racconti, molto raffinati e sofisticati, per chi cerca una prosa che la potenza di una poesia.
  • Sassi vivi di Anna Rottensteiner (trad. Carla Festi Keller editore, 128 pagine, 13€). Una lettura molto interessante che apre una finestra su di un difficile periodo storico così vicino a noi e così importante da non dover assolutamente essere dimenticato.
  • Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey (trad. Teresa Ciuffoletti, SUR editore, 243 pagine, 16,50 €). Il romanzo mi è piaciuto ma è necessario leggerlo con lo spirito giusto e prendere il personaggio di Elyria per quello che è: una donna insoddisfatta che non sa cosa vuole dalla vita.
  • Crepuscolo di Kent Haruf (trad. Fabio Cremonesi, NN Editore, 314 pagine, 17 €). Per chi è già stato a Holt sarà di nuovo come tornare a casa, dove si incontrano vecchi amici e conoscenze. Consiglio di leggere Crepuscolo solo dopo aver letto Canto della pianura.
  • La Repubblica del Catch di Nicolas De Crécy (trad. Fay R. Ledvinka, Eris edizioni, 222 pagine, 17 €). E’ una bella graphic novel per chi cerca una storia assolutamente visionaria, strampalata e bizzarra.
  • Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino (Hacca edizioni, 184 pagine, 15 €). E’ un romanzo dal titolo poetico e affascinante, struggente e trascinante. Davvero consigliato.
  • Isole minori di Lorenza Pieri (edizioni E/O, 207 pagine, 17 €). Un romanzo che ho amato tantissimo, mi ha colpita, stregata, emozionata. Mi sono commossa alla fine, perché è successo ciò che speravo sin dalle prime pagine. Per me è un libro imperdibile.
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Le letture di agosto!

Settembre è il mio mese preferito, chissà forse perché lo inizio sempre in vacanza o perché mi piace l’idea di ricominciare con entusiasmo dopo la pausa estiva, o forse perché è il mese del mio compleanno (e io compio gli anni con Frodo e Bilbo Baggins). Insomma, anche durante il mese di settembre ho letto libri e graphic novel molto interessanti. Eccoli:

  • Itero perpetuo di Adam Tempesta (Eris edizioni, 408 pagine, 18 €). Gli amanti dei fumetti di fantascienza, molto visionari e surreali, troveranno un’ottima graphic novel con una storia ben congegnata.
  • Le cose che non facciamo di Andrés Neuman (trad. Silvia Sichel, SUR edizioni, 152 pagine, 15€ ): la raccolta di brevi e brevissimi racconti di Neuman la consiglio agli appassionati del genere narrativo breve, a chi piace leggere qualcosa di sperimentale e assurdo, a chi cerca qualcosa di decisamente innovativo.
  • Aiuto! di Isaak Friedl e Yi Yang (BAO Publishing, 18 €)
  • Mio fratello rincorre dinosauri di Giacomo Mazzariol (Einaudi, 174 pagine, 16,50 €): è un romanzo bellissimo, commovente e scritto molto bene. Consigliato a chi ama le storie tratte dalla vita vera e a chi crede che le barriere siano soprattutto mentali. Un romanzo consigliatissimo ai ragazzi giovani.
  • Risposta multipla di Alejandro Zambra (trad. Maria Nicola, SUR edizioni, 107 pagine, 12 €): lo consiglio a chi cerca una lettura orginale e molto interessante e decisamente diverso dal solito libro!
  • Tumulto di Alice Milani e Silvia Rocchi (Eris edizioni, 167 pagine, 17,50 €): un bel fumetto per chi ama i viaggi on the road, la musica, il senso di libertà che deriva dall’essersi liberati di un grande peso sul cuore
  • Terra di confine di Emil Tode (trad. Francesco Rosso Marescalchi Iperborea, 169 pagine, 10,50 €): è un libro che può sfuggire alle definizioni perché è davvero particolare. Uniche le descrizioni dei luoghi e dei sentimenti, gli eventi descritti attraverso lettere mai spedite. Un libro per chi vuole scoprire autori poco noti in Italia e viaggiare attraverso le pagine.
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Le letture di settembre!

Prima di darvi l’appuntamento al mese prossimo con questa rubrica, vi anticipo una cosa super bella che troverete sul blog prossimamente: il 7 ottobre passate di qui perché ci sarà una sorpresa! Vi dò un piccolissimo indizio: quello che si avvierà il 7 ottobre sarà una cosa che avevo sperato si avverasse e la trovate mescolata nella lista dei buoni propositi per il 2016. Curiosi? Se sì, non vi resta che seguirmi!

L’appuntamento con Librinpillole è per il prossimo mese, con tante (spero belle!) nuove letture!

(© Riproduzione riservata)

Alice Milani e Silvia Rocchi | Tumulto

“Tumulto” di Alice Milani e Silvia Rocchi (Eris edizioni, 167 pagine, 17,50 €) è una graphic novel molto trascinante, perché racconta dei sentimenti nati lungo un viaggio intrapreso da due amiche in una terra non così lontana dall’Italia quanto praticamente sconosciuta.

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Titolo: Tumulto

Le Autrici: Alice Milani e Silvia Rocchi (entrambe classe 1986) sono due giovani fumettiste italiane.

Editore: Eris edizioni

Il mio consiglio: un bel fumetto per chi ama i viaggi on the road, la musica, il senso di libertà che deriva dall’essersi liberati di un grande peso sul cuore

Vinto dall’orgoglio sconvolto dal torpore, la meraviglia è la tua ossesione. Continua, sì continua a fingersi sordo, le nostre coscienze sibilano come proiettili sulla Drina [Tumulto, Alice Milani e Silvia Rocchi]

Due amiche ex-musiciste di un gruppo punk chiamato “Tumulto” decidono di raggiungere in moto un preciso luogo nella ex-Jugoslavia. Una viaggia per distaccarsi da una storia d’amore soffocante, l’altra bisogno di raggiungere la Drina in un tratto che ha ispirato una canzone scritta da lei stessa.

Il lungo viaggio non manca di difficoltà e momenti di spaesamento, ma è forte la loro intenzione di arrivare sulla Drina e liberarsi dei loro problemi. Non sono più due ragazzine, sono cresciute dai tempi del gruppo musicale, eppure sembra quasi che non se siano accorte. Durante il viaggio le amiche incontrano diverse persone, albergatori, motociclisti, addetti al museo, una verietà di persone molto diverse tra loro, ma tutte unite dalla forte ospitalità balcanica. Molto interessante dal punto di vista storico è la visita che le amiche fanno quasi per caso in un museo: la guida, felice di vedere finalmente qualcuno nel museo, racconta alle ragazze una drammatica parte della storia del suo Paese.

Riusciranno le due amiche a raggiungere la Drina? E soprattutto, la ex-vocalist e paroliera del gruppo riuscirà a fare pace con se stessa?

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I Balcani, soprattutto Serbia e Bosnia-Erzegovina, sono luoghi che alla maggior parte delle persone fanno ancora venire in mente la recente e sanguinosa guerra, me compresa. Echeggia la guerra nel museo che le amiche visitano, nei posti che hanno quasi assunto un sapore di leggenda, ma in negativo, come il Fiume Drina dove si è consumata una vera e propria tragedia. Eppure, nonostante questa pinza che mi afferra lo stomaco mentre penso ai Balcani, mi piacerebbe moltissimo visitarli e scoprire un mondo vicino a me ma molto lontano culturalmente.

“Tumulto” è disegnato come fosse un acquerello, dove spesso i volti e i dettagli sfuggono (ma non è così, quando incontriamo una persona e poi non la rivediamo più?), la graphic novel di Silvia e Alice è un vero viaggio attraverso una terra martoriata che ha voglia di riscattarsi.

Come hanno voglia di riscattarsi le due protagoniste, la ex-voce del gruppo e la compagna, intrappolata quest’ultima in una storia d’amore asfissiante. Un luogo, specialmente se simbolico, può mettere tutto a posto e aiutare a trovare la pace dopo un tumulto interiore.

Adam Tempesta | Itero perpetuo

Prendete un astronauta sperduto nello spazio, aggiungeteci un polletto saccente quanto enigmatico, sullo sfondo un cielo nero ma punteggiato di stelle, galassie e creature immonde: ora agitate il tutto e otterrete il fumetto visionario e folle “Itero perpetuo” di Adam Tempesta (Eris edizioni, 408 pagine, 18 €). Ora, se siete pronti a fare un lungo viaggio spaziale, vi racconto qualcosa di questa storia incredibile.

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Titolo: Itero perpetuo

L’Autore: Adam Tempesta nasce un giorno, nell’anno 1992. Fumettista, illustratore, writer il suo sito internet è adamtempesta.it

Editore: Eris edizioni

Il mio consiglio: gli amanti dei fumetti di fantascienza, molto visionari e surreali, troveranno un’ottima graphic novel con una storia ben congegnata

Ascolta amico, forse non… Ascolta tu. Ciò che tu vuoi è il risultato della somma di tante probabilità. Questo è un viaggio astronauta. Un viaggio dove devi raccogliere più elementi possibili. Non troveraimai ciò che cerchi focalizzandoti solo su quello che cerchi. Il vero obiettivo lo troverai cercando (…) L’unico modo per trovarlo è fare in modo che lui trovi te. [Adam Tempesta, Itero perpetuo]

Sin dalle prime pagine, incontriamo Eric un giovane astronauta che vaga nello spazio infinito alla ricerca di un modo per tornare a casa dai suoi affetti. Non sappiamo perché sia lì, non abbiamo idea del motivo per cui si trovi nello spazio, se abbia partecipato ad una missione spaziale o se abbia avuto un incidente. Noi sappiamo solo che l’astronauta è disperato perché non riesce a tornare a casa e durante le sue peregrinazioni incontra un misterioso polletto parlante, il quale gli rivela che lui conosce il modo per farlo ritornare sulla Terra.

L’astronauta, dapprima timoroso, pian piano inizia a fidarsi del polletto ma iniziano ad accedere delle cose strane e da nulla a comparire creature bislacche e inquietanti. C’è da fidarsi veramente del polletto oppure anche lui è uno di quei guerrieri psichici che Eric deve combattere per rientrare a casa? Perché ogni volta che il polletto cerca di rimandare a casa Eric, questo ritorna a Orione? Come si interrompe questo loop di andata e ritorno?

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Il caos spaziale nella copertina interna del libro (fonte: web)

Con inquietudine e maestria, Adam Tempesta disegna una storia tutta in bianco e nero dove la spirale di assurdo e di irrealtà diventa reale e possibile per il lettore. Eric l’astronauta, come un moderno Ulisse, cerca in ogni modo di tornare a casa – la sua Ithaca – ma durante ogni tentativo viene coinvolto in avventure contro mostri spaziali e quando gli sembra di essere tornato a casa, ecco che dopo il risveglio ritrova il polletto.

Itero perpetuo“, che dal titolo dà la sensazione di essere un qualcosa che continua in perpetuo senza fine, è un bel fumetto visionario e inquietante, consigliato certamente agli appassionati di fantascienza, che troveranno una storia complessa ma decisamente scorrevole e ben congegnata.

Nicolas De Crécy | La Repubblica del Catch

Questo è l’anno in cui ho scoperto quanto sia divertente leggere delle storie raccontate tramite disegni e fumetti, e oggi vi parlo de “La Repubblica del Catch” del fumettista francese Nicolas De Crécy (Eris edizioni, 222 pagine, 17 €), una storia assolutamente strampalata e surreale dove il filo conduttore è la bellezza della musica.

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Titolo: La Repubblica del Catch

L’Autore: Nicolas De Crécy è uno dei maestri visionari del fumetto in lingua francese, è attivo dall’inizio degli Anni Novanta con il suo inconfondibile stile

Traduzione dal francese: Fay R. Ledvinka

Editore: Eris edizioni

Il mio consiglio: è una bella graphic novel per chi cerca una storia assolutamente visionaria, strampalata e bizzarra

E’ mio amico… In realtà, ne ho solo uno… un pinguino. Non è molto affettuoso, ma mi fido di lui. Non è neanche troppo loquace, ma va bene così, si esprime con la musica. Debussy, Schubert, questa gente qua… Io, non ne conosco uno. E, cosa strana, la musica lo fa andare avanti… non saprei come altro dirlo. E’ un fenomeno particolare, non ne ho mai parlato a nessuno, quando lui suona, è una forza, forse la forza della musica, che suona il pianoforte. [La Repubblica del Catch, Nicolas De Crécy]

Prendete una città dove succedono cose strane, una specie di metropoli. Degli spettri – buoni – che vivono in un fabbricato abbandonato. Un ometto tenero e timido che vende pianoforti ma non sa suonarli, un pinguino che non parla ma suona benissimo. Aggiungete una famiglia mafiosa e combattiva, uno sport cruento e violento, agitate il tutto e otterrete la trama e i personaggi de “La Repubblica del Catch” di Nicolas De Crécy.

Mario è un timido personaggio, un po’ buffo bassotto e col riportino, che vende pianoforti. Il suo unico amico è un pinguino, che quando si mette al pianoforte suona melodie bellissime capaci di incantare tutti, e – cosa strana – lo strumento e il pinguino iniziano a camminare, anzi correre.

Mario ha una famiglia oppressiva e crudele, in particolare un nipote precoce e malvagio, benché sia ancora piccino ordisce dei piani degni del più cattivo mafioso della città. La famiglia vorrebbe che anche Mario praticasse il catch, una lotta sanguinosa che ricorda un po’ lo spettacolare wrestling. Ma Mario non ne ha nessuna intenzione, preferisce vivere in pace, vendendo pianoforti e ascoltando la suadente musica del pinguino.

La famiglia, però, non lascia correre e se la prende con Mario. Inizieranno così una serie di avventure bislacche e bizzarre, personaggi inquietanti e incredibili, mentre il pianoforte del pinguino navigherà e correrrà per le vie della città a prestare aiuto al povero Mario vessato dalla famiglia.

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La storia di Mario è quella che, tra le righe, incarna un po’ quella di tutti noi. Quante volte ci siamo sentiti oppressi da qualcuno “più forte”, che ci ha obbligati e costretti a fare qualcosa che non avevamo voglia di fare. Esistono quasi sempre, per fortuna, delle vie di fuga: Mario ha la musica, suonata dall’unico amico pinguino, e sogna – sempre timidamente – la bella Bérénice, la quale però preferisce Ares, uno dei campioni di catch della città.

Attraverso disegni in bianco e nero, ma tratteggiati con cura, Nicolas De Crécy racconta la storia del piccolo Mario che cerca, sempre utilizzando la sua innata bontà d’animo, il suo posto nel mondo. E’ difficile mettersi al riparo dai soprusi, nella vita, purtroppo questi sono quasi una costante. Ma ci sono gli amici e le vie di fuga: bisogna solo saperle riconoscere.