Alessio Romano | D’amore e baccalà

Che poi Lisbona è davvero una delle città scenograficamente più spettacolari del mondo: e allora perché il suo simbolo non è il Castelo de São Jorge, vicino a dove ho scelto di abitare? O la Sé de Lisboa, la cattedrale che sembra una fortezza? O ancora le spettrali rovine del Convento do Carmo? Volevano a tutti i costi qualcosa di più moderno? C’è il neogotico Elevador de Santa Justa che non ha nulla da invidiare alla Tour Eiffel (…) E invece no: hanno scelto proprio questo stupidissimo tram [Alessio Romano, D’amore e baccalà, EDT]

Alessio Romano è uno scrittore abruzzese che viene inviato a Lisbona per scrivere di cucina e per descrivere ai lettori italiani l’affascinante capitale del Portogallo. Come ad imitare il mitico ragionier Fantozzi, Alessio prova prendere il tram 28 al volo, aggrappandosi a quella dannata trappola gialla che frena e accelera tanto bruscamente quanto improvvisamente.

Il tram 28 è un vero trabiccolo e Alessio cade, dopo una frenata, sbattendo la testa al suolo. La capoccia ha sbattuto forte perché Alessio crede di risvegliarsi a casa di Amália Rodrigues, una delle più note cantanti di Fado del Portogallo, morta e stramorta.

Quando rinviene – sul serio? – si trova nella minuscola e affaccendata cucina di una tipica tasca portoghese e di fronte a sé, oltre all’anziana cuoca sdentata, ha la più bella cameriera di Lisbona, Beatriz. Dopo aver mangiato un bacalhau e aver sostenuto una lunga conversazione con la cuoca, Alessio è deciso a scoprirne di più a proposito della bella Beatriz, che sembra però sparire nel nulla e perdersi nelle irte salite e discese della magica città di Lisbona.

Dalla caduta in poi, ad Alessio incominciano a capitare cose strane e assurde: parla con Pessoa, Camões, Chiado e una notte, sceso dal taxi, incontra persino Antonio Tabucchi. I grandi scrittori e poeti lo guidano come spiriti nei meandri della capitale del Portogallo, apparendo in modo del tutto casuale e repentino.

Alessio sa di sognare. Oppure no. Lisbona è una città dove possono accadere cose davvero assurde, buffe, incredibili. Tra un pasteis de nata e una crocchetta di bacalhau (perché sì, dovrebbe scrivere un reportage sulla cucina portoghese), tra una visita alle rovine del Carmo e un inseguimento per cercare la magnifica Beatriz, Alessio Romano, oltre ad assaggiare e raccontare i piatti lusitani, cercherà di comprendere dove si trova il sottile confine tra sogno e realtà in quel Portogallo investito di luce.

Panorama di Lisbona da uno dei numerosi miradouro (foto: Claudia)

È la prima cosa che ti sconvolge di Lisbona, questa luce caravaggesca. È come essere sempre dentro un quadro barocco con un’illuminazione precisa, perfetta che rende tutto un po’ irreale, come ti trovassi su un palco pronto per il tuo spettacolo [Alessio Romano, D’amore e baccalà, EDT]

D’amore e baccalà” di Alessio Romano (EDT, 162 pagine, 8.90 €) è il brillante e divertente diario di viaggio di un italiano che in un mese scopre, o cerca di scoprire, la città di Lisbona. Sempre scorrevole e coinvolgente, il libro è anche un omaggio ai poeti e scrittori, i già citati Pessoa, Chiado, Camões e Tabucchi, raccontando con semplicità ed efficacia un viaggio sempre i bilico tra realtà e sogno.

Lisbona è, allo stesso tempo, una città che lasciatasi alle spalle il grigiume di una dittatura opprimente e feroce, si sta facendo largo nel settore turistico: sempre più cittadini europei (e non solo) vengono attratti dalle bellezze e dall’ottimo cibo lisboeta. Un grande afflusso turistico genera introiti interessanti, ma allo stesso tempo rende necessario fornire al turista sempre più servizi. Lisbona dovrà trovare, nei prossimi anni, il giusto equilibrio per non restare soffocata dal boom turistico.

Il risultato è un libro agile e tascabile che può essere letto sia come dichiarazione d’amore per Lisbona che essenziale e originale guida per chi intende visitare la capitale del Portogallo. Per chi, come me, a Lisbona c’è stato, leggere “D’amore e baccalà” una volta tornato a casa sarà come tornare tra viuzze ripide, tramonti spettacolari e piazze immerse di luce, e necessariamente ci si ritroverà con l’acquolina in bocca a furia di leggere di pasteis de nata e baccalà.

Tramonto al miradouro Nossa Senhora do Monte (foto: Claudia)

Titolo: D’amore e baccalà
L’Autore: Alessio Romano
Editore: EDT
Perché leggerlo: perché è un libro agile e tascabile che fa sognare chi a Lisbona c’è stato e a chi ha intenzione di andare

(© Riproduzione riservata)

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Sara Porro | Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

Quando una ragazza di città, vissuta sempre tra la paciosa Brianza e Milano, decide di organizzarsi un viaggio zaino in spalla in Perù, può succedere davvero di tutto. “Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città” di Sara Porro (EDT, 127 pagine, 8.90€) è un lungo racconto di avventure e incontri, in parte piacevoli, a volte poco igienici e soprattutto culinari. Insomma, una divertente e bellissima lettura!

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Titolo: Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

L’Autrice: Sara Porro è nata a Milano, scrive di cibo e viaggi per numerose testate giornalistiche

Editore: EDT Collana Allacarta

Il mio consiglio: se cercate un libro divertente, intrigante e interessante l’avete trovato!

Quando mi dirigo verso la mia stanza è completamente buio, la sola luce è quella della torcia. Vicino alla porta noto un’ombra circolare. “Hai appena visto una tarantola”, mi dico con tono rassicurante “sono quelle paturnie che ti assalgono quando hai visto Lo squalo una volta di troppo e nuotando al largo ogni ombra ti riempie di terrore. Non fare la matta”. Scosto la zanzariera, e dall’ombra emerge, dritta nel cono di luce proiettato dalla mia torcia, una tarandola, con il suo morbido pelo da Golden Retriever. Caccio un forte urlo (…) Da una porta esce Ramón, sul viso una versione accentuata dell’espressione di malcelato disprezzo verso i turisti che è la sua faccia-base. “¿Que pasa?“, mi domanda. “Hay una tarantula“, dico io. In pantaloni del pigiama e a piedi nudi, Ramón dispone della tarantola con un colpo di scopa giù dalla palafitta. Entro nella stanza, finalmente sono al sicuro. [Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città, Sara Porro]

Sara è una ragazza piuttosto ansiosa, tanto che le sue ansie la spingono ad avere l’ansia di non aver mai vissuto abbastanza avventure: per questo sale su un aereo con il suo compagno Stefano e vola in Perù, la terra degli Inca, delle montagne altissime, dell’Amazzonia e di una cucina piuttosto interessante.

Sono tante le esperienze alle quali Sara partecipa: fa rafting sulle rapide (non proprio in completa sicurezza) e dorme su una palafitta nel cuore dell’Amazzonia (chiedendosi spesso se ciò che vede, fa, assaggia è mortale). Visita la disordinatissima e caotica Lima, i suoi palazzi che imitano il Barocco europeo e le sue genti sempre pronte a rifilare ai turisti un poncho rigorosamente made in China.

Visita anche le isole flottanti del Lago Titicaca, partecipa a un rito sciamanico dove lo sciamano fa bere una stranissima sostanza fatta di erbe allucinogene, vede animali stranissimi, mangia frutta aliena (ma buonissima) e si rifiuta di assaggiare i porcellini d’India arrostiti.

Sara Porro scrive con una fluidità incredibile che avvolge il lettore e lo trasporta nel cuore del Sudamerica. Con ironia a volte tagliente e acute battute di spirito anche nei momenti più drammatici del viaggio, l’autrice riesce a descrivere perfettamente non solo l’interessante cucina peruviana, ma anche le contraddizioni di un grande Paese che ha ancora molti passi da compiere. La grandiosità dell’epoca Inca e la maestosità dell’Amazzonia o delle altre bellezze naturali che il turista vede è solo una piccola parte del Perù di oggi, paese che in realtà deve ancora combattere contro il disagio sociale nel quale molti vivono, in un contesto politico alquanto instabile.

Se avete in previsione un viaggio in Perù (e aggiungo, beati voi!) o se semplicemente siete curiosi e state cercando un libro divertente da leggere durante l’estate, se amate viaggiare anche solo con il pensiero e anche lontani dal vostro paese vi sentite a casa vi consiglio senza dubbio “Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città“.

Sono convinta che i luoghi che visitiamo si dividano in due categorie: quelli che sono come casa, e quelli che sono altro. Ci vuole un po’ prima di capire a quale tipologia appartenga un posto nuovo, a volte anche settimane. Alcuni sono facili: come New York, dove siamo sempre tutti a casa, perché qualunque sia la cosa che ami, lì c’è – ed è meglio che da te. Poi ci sono i posti che a un primo sguardo sembrano famigliari, e invece a ben guardare questa sensazione è ingannevole. Fino a questo momento, avevo pensato che il Perù ricadesse nel genere “come a casa”: un paese di cattolici, fissati con i santi e con il cibo. Poi ho scoperto il cielo all’incontrario. [Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città, Sara Porro]

Consigli di lettura: 10 libri da mettere in valigia quest’estate

Buongiorno lettrici e lettori! Si avvicinano il periodo estivo e le agognate vacanze; per molti l’estate rappresenta un momento in cui si legge di più, per questo ho deciso di rispolverare la rubrica Consigli di lettura e di suggerire 10 libri da portare in vacanza con voi quest’estate.

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Ho scelto libri che ho apprezzato e ho cercato di abbinarli a quella che credo possa essere la vacanza perfetta per quel preciso tipo di lettura. Non mancherà di ironia, in questo articolo, ma è giusto così: a prendersi troppo sul serio si diventa noiosi! Quindi, quando inizierete a preparare la valigia o lo zaino per le vacanze di quest’anno, ritagliate un pochetto di spazio per farci stare ancora un libro.

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Cop_NEVE_CANE1Il consiglio: Neve, cane, piede di Claudio Morandini (Exòrma edizioni)

La trama: Il romanzo è ambientato in un vallone isolato delle Alpi. Vi si aggira un vecchio scontroso e smemorato, Adelmo Farandola, che la solitudine ha reso allucinato: accanto a lui, un cane petulante e chiacchierone che gli fa da spalla comica, qualche altro animale, un giovane guardiacaccia che si preoccupa per lui, poco altro.

La vacanza: Il romanzo di Morandini è perfetto per essere letto in montagna. Che siano le nostre Alpi, Dolomiti, Appennini o l’Europa, questa lettura che parla di monti e di vita in quota è ideale per chi sceglierà di andare in vacanza tra le montagne, i paesini e i laghi alpini. Con buone probabilità scoprirete che i montanari hanno davvero la testa dura come Adelmo, il protagonista del libro.

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Parlami-damore_primawebIl consiglio: Parlami d’amore di Pedro Lemebel (marcos y marcos)

La trama: Pedro Lemebel ha sempre amato cantare canzoni come questa, vibranti di sentimento; si sentiva una persona semplice, vicina a prostitute e operai, vicina a chi resiste e vive al margine. E parlano d’amore le ultime cronache che ha scritto, di un amore sorridente e sconfinato per la bellezza annidata ovunque, per la giustizia calpestata, per questo mondo pieno di ipocrisie, menzogne e formidabili atti di coraggio. Amore per tutti noi, a cui ha consegnato la sua testimonianza appassionata, il suo invito a vivere fino in fondo, a credere e lottare. E a parlare d’amore.

La vacanza: La raccolta delle cronache piumate di Pedro Lemebel, autore cileno scomparso prematuramente, è perfetta per chi andrà in vacanza in Sudamerica o per chi sogna di andarci, poiché le atmosfere descritte dall’autore cileno sono tanto affascinanti quanto coinvolgenti. Le croncache attraversano il Sudamerica e non solo, troverete sicuramente quella che vi colpirà di più.

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Cover-Sanctuary-Line_image_ini_620x465_downonlyIl consiglio: Sanctuary Line di Jane Urquhart (Nutrimenti)

La trama: Chiamata a lavorare in un centro di ricerca per studiare la migrazione delle farfalle monarca, l’entomologa Liz Crane si trasferisce a vivere nella fattoria in riva al lago Erie dove ha trascorso le estati della sua infanzia. Il luogo, un tempo affollato da zii e cugini, e dai lavoratori che giungevano annualmente dal Messico per la raccolta, ormai è caduto in rovina. Osservando attorno a sé i resti di un mondo scomparso, la donna ripercorre con la memoria quel passato luminoso – i giochi di bambini, le nuotate al lago, le leggende e le poesie, le barchette di carta liberate in acqua. E poi, a segnare la fine della stagione estiva, l’albero che avvampa di farfalle. Ma a gettare un’ombra sui ricordi è lo spettro di ciò che avvenne dopo, la successione di eventi che, come un cataclisma, hanno sconvolto un equilibrio apparentemente immutabile. Una trama di perdite e assenze, che s’intrecciano in una vicenda densa di simbologie.

La vacanza: Il romanzo della canadese Jane Urquhart è per la maggior parte ambientato nella regione dei Grandi Laghi al confine tra Canada e Stati Uniti. E’ la lettura perfetta per chi trascorrerà le vacanze in una località lacustre, magari con la propria famiglia (possibilmente piena di segreti, rancori e non detti) o con i cugini che vedete una volta all’anno.

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copDLSDCIl consiglio: Dietro la scena del crimine. Morti ammazzati per fiction e per davvero di Cristina Brondoni (Las Vegas edizioni)

La trama: Si fa presto ad ammazzare un personaggio. Nei libri, nei film e nelle serie TV ci troviamo spesso di fronte a scene del crimine, assassini, morti ammazzati, incidenti, suicidi e infallibili detective che riescono a risolvere i casi più complessi grazie al loro intuito o alla loro intelligenza fuori dal comune. Tutto ciò ci fa pensare che nei casi reali di cronaca nera vengano mandate a indagare persone incompetenti o quantomeno sprovvedute. Analizzando però la fiction con gli occhi esperti di una criminologa, ci si accorge che se certe volte gli scrittori e gli sceneggiatori precorrono metodi e tecniche di indagine, spesso fanno agire i loro personaggi senza tenere conto di cosa succede nella realtà sulla scena del crimine. Perché morire può essere molto semplice, ma scoprire come e perché è una faccenda decisamente più complicata.

La vacanza: Il diventente saggio della criminologa Cristina Brondoni è la lettura ideale per chi trascorrerà le vacanze sui nostri litorali italiani, dividendosi tra un bagno e un ghiacciolo sotto l’ombrellone. A Jesolo è probabile che vi verrà assegnato dal destino un vicino di sdraio particolarmente odioso: il libro di Cristina Brondoni potrà suggerirvi il delitto (quasi) perfetto per porre rimedio alla malasorte.

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9788862431828_0_500_0_75Il consiglio: Vladivostok. Nevi e monsoni di Cédric Gras (Voland)

La trama: L’iniziale disappunto non riesce però a smorzare l’entusiasmo che guida il giovane francese nella conoscenza paziente dell’Estremo Oriente russo e dei suoi abitanti. Con stile vivace e annotazioni divertenti, Gras descrive – al ritmo delle stagioni, delle nevi e dei monsoni – la geografia di questo remoto e quasi favoloso angolo della terra e le sue relazioni con il resto del mondo. Lungi dall’essere un racconto di viaggio in senso tradizionale, “Vladivostok” è il ritratto onesto e affettuoso di una città in bilico tra Russia e Asia, capace di esercitare un grosso fascino sull’autore e di minare i suoi pregiudizi “occidentali”.

La vacanza: Il bellissimo e suggestivo libro del geografo Cédric Gras è ideale per chi intraprenderà un lungo viaggio in treno per raggiungere la meta delle sue vacanze. Che sia il mare, o la montagna, o una bella capitale europea, l’importante sarà leggerlo mentre siete cullati dal treno. Se poi andrete in vacanza in Russia, precisamente a Vladivostok, allora è il vostro libro.

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14883c583d22d4c818ec33fbe725c9d2_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyIl consiglio: Viaggio in Urewera di Katherine Mansfield (Adelphi)

La trama: In un taccuino riempito da Katherine Mansfield a diciannove anni, durante un viaggio fra i Maori, la materia fantastica di cui saranno fatti i suoi racconti neozelandesi. 

La vacanza: La scrittrice neozelandese Katherine Mansfield racconta in questo brevissimo reportage il suo rocambolesco viaggio nella terra dei Maori. Questo è il libro ideale per chi ama viaggiare soprattutto con la fantasia, un breve racconto per farsi suggestionare e affascinare dalle descrizioni di una terra perfettamente agli antipodi dell’Italia (se poi ci va davvero, tanta invidia per voi!)

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indexIl consiglio: Benedizione di Kent Haruf (NN editore)

La trama: Nella cittadina di Holt, in Colorado, Dad Lewis affronta la sua ultima estate: la moglie Mary e la figlia Lorraine gli sono amorevolmente accanto, mentre gli amici si alternano nel dare omaggio a una figura rispettata della comunità. Ma nel passato di Dad si nascondono fantasmi: il figlio Frank, che è fuggito di casa per mai più tornare, e il commesso del negozio di ferramenta, che aveva tradito la sua fiducia. Nella casa accanto, una ragazzina orfana viene a vivere dalla nonna, e in paese arriva il reverendo Lyle, che predica con passione la verità e la non violenza e porta con sé un segreto. Nella piccola e solida comunità abituata a espellere da sé tutto ciò che non è conforme, Dad non sarà l’unico a dover fare i conti con la vera natura del rimpianto, della vergogna, della dignità e dell’amore.

La vacanza: La cittadina di Holt dove Haruf ambienta il suo romanzo Benedizione (e l’intera Trilogia della Pianura) non esiste, per cui sarà impossibile per voi andarci in vacanza. Ma questo è il romanzo che più di ogni altro deve essere letto prima o durante un viaggio negli Stati Uniti (magari proprio nell’Ovest descritto da Haruf) oppure per chi ama in modo sconfinato l’America pur essendo in vacanza a Varigotti.

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indexIl consiglio: L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöberg (Iperborea)

La trama: «Nessuna persona sensata si interessa alle mosche», e soprattutto, ahimè, non le ragazze. Ma sono questi screditati insetti ad aver cambiato la vita di Fredrik Sjöberg, o meglio, la curiosa famiglia dei sirfidi, che abbondano nell’idilliaca isoletta svedese dove si è trasferito e di cui è uno dei maggiori esperti e collezionisti. E sono loro il suo ironico punto di partenza per osservare la vita da un’altra ottica, l’alfabeto di una lingua nuova per leggere il paesaggio, e forse il mondo. 

La vacanza: Lo svedese Fredrik Sjöberg è entomologo e collezionista di insetti, ha scritto questo libro stupendo e perfetto per chi sceglierà una vacanza a contatto con la natura, nei parchi o riserve, magari in bungalow oppure in tenda. Non è necessario essere in vacanza su un’isola svedese e inseguire insetti con un retino rischiando di essere scambiato per un pazzo, però è chiaro che sarebbe un valore aggiunto per rendere davvero ideale il libro in vacanza.

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china_girlIl consiglio: My Little China Girl di Giuseppe Culicchia (ETD)

La trama: Perché non c’è Paese più imperscrutabile della Cina. E non c’è Paese da cui dipendiamo di più, come dimostrano le recenti vicende borsistiche. Comprendere la Cina sarà – anzi: già è – indispensabile. Giuseppe Culicchia ci ha provato a modo suo e nel modo di Allacarta, la collana di EDT che invia gli scrittori italiani in giro per il mondo per capirlo attraverso uno degli ingredienti fondamentali di ogni cultura: la cucina.

La vacanza: Lo dice il titolo, è il libro ideale per chi andrà in Cina oppure sogna di visitarla. Leggendo il buffo reportage di Giuseppe Culicchia emergono tutte le contraddizioni della Cina moderna; Culicchia consiglia anche alberghi, cose da fare e cose da (non) mangiare, per cui potrebbe essere discriminante per decidere se visitare o meno il gigante asiatico. Se a sentir parlare di scorpioni caramellati vi prende il panico ma siete già su un aereo della Air China… troppo tardi! Ma vi divertirete ugualmente, tranquilli!

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indexIl consiglio: Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame di James De Mille (marcos y marcos)

La trama: C’è bonaccia tra le Canarie e Madeira, il Falcon non può navigare. Lord Featherstone e i suoi amici, giocando con le barchette di carta sull’acqua trasparente, trovano un misterioso cilindro metallico, incrostato di conchiglie. Misterioso è anche il contenuto: un manoscritto affidato alle onde da Adam More, naufrago in una terra sconosciuta, oltre i confini del mondo. In attesa che il vento torni a gonfiare le vele, i quattro amici, a turno, cullati dal mare, leggono ad alta voce la sua storia.

La vacanza: Il classico dello scrittore canadese è senza dubbio l’ottimo romanzo per chi vivrà una vacanza all’insegna dell’avventura e dell’imprevisto; tempeste, naufragio su un’isola deserta (o apparentemente deserta), autoctoni bellicosi, insomma ce n’è davvero per tutti i gusti. Ideale per chi visiterà le Isole Canarie, va anche bene per chi resterà ad Alluvioni Cambiò (in provincia di Alessandria, n.d.r.) dove l’unico imprevisto sarà quello di restare senza ghiaccio per l’aperitivo.

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Questi sono i miei consigli di lettura per l’estate, libri che in un modo o nell’altro ho amato e mi hanno divertita. Ora aspetto i vostri consigli per me: cosa mi suggerite di leggere quest’estate? Se vi va, scrivetemi quali sono i libri che amate e che più sono adatti al periodo estivo e vacanziero. Alla prossima

(© RIPRODUZIONE RISERVATA)

I consigli di lettura di Dicembre: speciale Natale

Regalare un libro e ricevere un libro in regalo: cosa c’è di più bello, per una lettrice o un lettore? Mi piace molto donare libri agli amici e alle amiche, soprattutto i libri che io ho amato. Se ci pensate, un libro è un oggetto piuttosto economico da regalare e quando lo si regala in realtà si dona un intero piccolo universo, il tutto in poche pagine. Per questo, ho pensato di scrivere i consigli di lettura del mese di Dicembre come una piccola guida per aiutarvi a regalare “il libro giusto” ai vostri amici.

Con la speranza di esservi utile, scriverò per chi consiglio quel preciso libro e se cliccherete sul link verrete reindirizzati alla mia recensione e nel caso di un libro che vorrei leggere – ma che vorrei anche consigliare – verrete reindirizzati alla recensione di Federica del blog Una ciliegia tira l’altra.

Siete pronti, prendete carta e penna e… ecco il mio piccolo vademecum di Natale con letture per tutti i gusti!

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Per far appassionare i ragazzi alla lettura…

L’ultima stagione da esordienti di Cristiano Cavina (marcos y marcos)

Ti scriverò prima del confine di Diego Barbera (CasaSirio editore)

Il posto giusto di Simona Garbarini (CasaSirio editore)

Per i lettori che amano viaggiare…

Anime baltiche di Jan Brokken (Iperborea)

C’era una volta l’URSS… di Dominique La Pierre (Il Saggiatore)

My Little China Girl di Giuseppe Culicchia (EDT)

Per i lettori che amano i classici intramontabili…

Le avventure di Oliver Twist di Charles Dickens (Mondadori)

Ragazzo negro di Richard Wright (Einaudi)

Frankenstein di Mary Shelley (Mondadori)

Per chi ama le biografie e le autobiografie…

Memorie di una ragazza perbene di Simone De Beauvoir (Einaudi)

Io sono Malala di Malala Yousafzai e Christina Lamb (Garzanti)

Santa Evita di Tomas Eloy Martinez (SUR)

Per chi ama i gialli…

Il messaggio nella bottiglia di Jussi Adler Olsen (Marsilio)

La leggenda del sesto uomo di Monica Kristensen (Iperborea)

Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren (Sonzogno)

Per chi ama i racconti…

Fiori artificiali di Luiz Ruffato (la Nuova frontiera)

La congiura di Jaan Kross (Iperborea)

Manuale per ragazze di successo di Paolo Cognetti (minumum fax)

Per chi cerca letture rilassanti ma con spunti di riflessione…

La donna dal taccuino rosso di Antoine Laurain (Einaudi)

Verrà il vento e ti parlerà di me di Francesca Barra (Garzanti)

Il dolore del mare di Alberto Cavanna (Nutrimenti)

Per chi cerca saghe familiari e storie di famiglie…

Academy Street di Mary Costello (Bollati e Boringhieri)

Cigni selvatici di Jung Chang (TEA)

Lo sguardo del leone di Maaza Mengiste (Neri Pozza)

Per chi vuole informarsi e capire meglio il mondo in cui vive…

Proibito parlare di Anna Politkovskaja (Mondadori)

Memorie di un soldato bambino Ishmael Beah (Neri Pozza)

Il crollo di Chinua Achebe (E/O)

 

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L’albero di Natale realizzato con i libri presso la Biblioteca Civica di Rivarolo (Torino) (foto: Claudia)

Giuseppe Culicchia | My Little China Girl

Quando mi è stata proposta la lettura del libro “My Little China Girl” di Giuseppe Culicchia (EDT, 139 pagine, 7,90 euro), non immaginavo che accompagnata dall’ironia di Culicchia avrei potuto viaggiare per una settimana nell’immensa capitale cinese. Da buona lettrice e apprendista viaggiatrice in totale libertà, oltre che amante delle culture il più possibile diverse dalla mia, ho immaginato però che questo libro mi sarebbe piaciuto molto, ancora prima di iniziarlo. E infatti, le mie aspettative non sono state deluse.

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Titolo: My Little China Girl

L’Autore: Giuseppe Culicchia è nato a Torino nel 1965. Ha pubblicato diversi romanzi e saggi, spesso collabora con La Stampa di Torino e ha tradotto diversi autori americani. Torino è casa sua ma ama girare il mondo, in particolare ama la città di Berlino.

Editore: EDT

Il mio consiglio: assolutamente consigliato a chi ama i viaggi, il cibo, la millenaria cultura cinese e per chi cerca un libro per sorridere e anche un po’ per riflettere

Quando sulle orme del veneziano Marco Polo arrivo a Pechino, per la precisione all’aeroporto di Pechino, non so che la cosa più bella di questo mio viaggio a Pechino in realtà mi capiterà non durante la mia permanenza a Pechino ma alla partenza da Pechino, per l’esattezza dall’aeroporto di Pechino. Tuttavia non è questo il punto in cui dirvela, perciò ve la dirò dopo. Sappiate solo che Pechino è un luogo misterioso, a meno che nel corso della vostra vita non abbiate studiato con un certo profitto il mandarino. E sappiate altresì che Pechino è una di quelle poche località del Pianeta che per ora ci ospita in cui al giorno d’oggi ci si sente davvero stranieri. Più che in qualsiasi città europea o nordamericana o sudamericana o australiana. Più che in qualsiasi città nordafricana, centrafricana, sudafricana o indiana. Più che a Mosca o a Tokyo o a Timbuctù. Perché in tutti questi posti, e in parecchi altri ancora, con un po’ di inglese o di francese o di spagnolo o di tedesco più o meno ce la si cava. Ma a Pechino no. A Pechino non ce n’è. [My Little China Girl, Giuseppe Culicchia, citazione pagina 3]

Giuseppe Culicchia sbarca a Pechino con la ferma intenzione di immergersi per una settimana nella cultura cinese, sia gastronomica che sociale. La prima guida di Culicchia è una ragazza cinese che si fa chiamare Calla – Carla – perché ha una pen friend italiana che appunto si chiama Carla. Sarà proprio Calla che accompagnerà lo scrittore italiano per i primi giorni nella tentacolare e immensa capitale cinese (per me che sono abituata al mio paesino piccolino è stato scioccante scoprire che il viale più lungo di Pechino misura quaranta chilometri di lunghezza!).

Le visite culturali e le incursioni gastronomiche sono programmate con precisione quasi militare: visita alla Città Ploibita, visita alla Glande Mulaglia Cinese, visita al Tempio Celeste e così via. Ma Culicchia è fissato sul fatto di mangiare al Ristorante del Partito Comunista Cinese, benché la sua guida Calla continui ad affermare che quel “listolante” non esista. E così, dopo una piccola lamentela dello scrittore italiano a niente di meno che al Sottosegretario del Turismo cinese, Calla viene sostituita con Li che si fa chiamare Clala – Clara – perché ha una pen friend italiana che appunto si chiama Clara. Ma questa volta la nuova guida di Culicchia riuscirà a portare lo scrittore a mangiare l’anatra laccata nel “Listolante del Paltito Comunista“?

Il viaggio in Cina di Culicchia diventa un reportage che abbonda di ironia ma anche di alcuni utili consigli su dove andare a mangiare, cosa fare e cosa evitare (nel caso, ci sono anche i contatti dove farsi fare la migliore lavanda gastrica a Pechino). Leggere questo agile libretto – con copertina e titolo molto belli – mi ha permesso di viaggiare almeno con la fantasia in quella città dove ancora oggi i turisti si sentono veramente stranieri.

Culicchia racconta la Cina di oggi, dove è ancora presente una forte censura (molti giovani che non sono mai usciti dalla Cina sanno poco o nulla dei fatti di Piazza Tiennamen), dove il nuovo quasi senza pietà fa spazio al vecchio, dove i quartieri più antichi vengono distrutti per far posto a centri commerciali grandiosi o a palazzi altissimi. Ma la Cina è un Paese che guarda verso il futuro pur restando fortemente legata alle sue tradizioni: basti pensare alle farmacie cinesi descritte nel libro, non vi sono le asettiche confezioni di farmaci come nelle nostre farmacie, bensì si trovano serpenti sotto alcool, stelle marine secche, bile d’orso, insomma una vera e propria galleria degli orrori.

Anche se non avete in mente un soggiorno a Pechino, consiglio la lettura di questo libro ironico e divertente, che forse vi aiuterà a comprendere un po’ meglio la nazione più popolosa al mondo. Potrebbe farvi venire voglia di sognare un viaggio in Cina, un po’ come è successo a me. Anche se non mangerò tutto quello che cammina, tutto quello che striscia, tutto quello che vola e tutto quello che nuota, come dice il famoso proverbio cinese.

“Lo vedo, è tutto pallido pallido, voglio dile, più pallido del nolmale. Sa, pel noi cinesi voi occidentali siete tanto pallidi e losa, come i maiali. E poi avete questo naso glosso, così divelso dal nostlo. Ma ascolti me, assaggi spiedino di scolpione, vedlà che la limette a posto.” “Dice?” “Scolpione velo toccasana pel casi come il suo.” “Massì. Due spiedini di scorpione”, dico al ragazzo che vende gli spiedini di scorpione. Clara prontamente traduce. E quando addento il mio primo scorpione, la nausea provocata dal solo ricordo di quello che mangiavo alla mensa universitaria mi passa. [Giuseppe Culicchia, My Little China Girl, citazione pagina 106]