Le migliori letture del 2017: la classifica finale

Puntuale come sempre, ecco l’articolo in cui raccolgo le migliori letture del 2017. Ho letto in totale 71 libri, meno dell’anno scorso e di questo sono molto contenta: tra i buoni propositi del 2018 da lettrice c’è quello di leggere meno libri ma sceglierli con più cura.

In questo articolo vi parlerò dei dieci libri più belli letti nel 2017, con un breve commento. Prendete appunti, ché non è mai troppo tardi per regalarsi un libro. Buona lettura!

Leggendo Tabucchi sognavo il Portogallo

Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi (Feltrinelli) è il libro che ho deciso di leggere dopo aver prenotato il volo per Lisbona. Sarei andata in Portogallo per la prima volta e avevo voglia di documentarmi a proposito del piccolo stato affacciato sull’Oceano Atlantico. A metà romanzo ho capito che sarebbe diventata una delle migliori letture dell’anno. Rua da Saudade è quasi nascosta, bisogna cercarla con attenzione, ma c’è; Pereira invece non l’ho incontrato: un motivo per tornare nella splendida Lisbona?

Di viaggi e di confini: la mia Europa

Trans Europa Express di Paolo Rumiz (Feltrinelli) è un reportage di viaggio che mi è stato suggerito da Pina, lettrice che cura il blog Il mestiere di leggere. Rumiz racconta di un viaggio compiuto da Nord verso Sud, dalla Norvegia alla Turchia, passando più volte attraverso la cerniera d’Europa, il confine tra l’Unione Europea e la Russia. Mentre leggevo Trans Europa Express, la mente vagava assieme al giornalista Rumiz e iniziava a sognare un viaggio così avventuroso e istruttivo.

Due raccolte di racconti: famiglie irlandesi, famiglie filippine

Tutto in ordine e al suo posto di Brian Friel (marcos y marcos, trad. D. Benati) è una raccolta di racconti agrodolci che raccontano l’Irlanda del Nord e i suoi abitanti. I racconti all’apparenza sembrano tristi: si parla di alcolismo, povertà, nidiate di figli da crescere e difficoltà economiche. Eppure, Friel riesce sempre a strappare un sorriso al lettore e i suoi personaggi non si perdono mai d’animo, mettendo tutto sommatto ogni cosa in ordine e al suo posto.

Famiglie ombra di Mia Alvar (Racconti edizioni, trad. G. Guerzoni) è una raccolta di racconti dove le famiglie smembrate sono protagoniste: dalle Filippine al Medio Oriente, giungendo sino in Europa o addirittura in America, le famiglie descritte da Mia Alvar si sparpagliano per il mondo, dando origine alle famiglie ombra.

Da un figlio per il padre, la Libia che non mi aspettavo

Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro di Hisham Matar (Einaudi, trad. A. Nadotti) è la storia di un figlio, Hisham, che torna in Libia dopo più di trent’anni per scoprire cosa è successo a Jaballa Matar, suo padre, oppositore del regime di Gheddafi. Con una scrittura seducente, elegante e con un tono pacato, quasi volesse sussurrarci questa storia, Hisham Matar regala ai lettori un libro che contiene tutto l’amore che un figlio nutre verso il padre e verso il proprio Paese d’origine.

Da un padre per il figlio, il polveroso Midwest americano degli anni ’50

Gilead di Marylinne Robinson (Einaudi, trad. E. Kampmann) è un romanzo magnifico perché è come una trapunta calda quando a settembre iniziano le prime serate fredde. Un libro che racconta di un’America rurale che esiste solo più nei ricordi, o nelle lettere polverose che si disfano se le si legge. E il reverendo Ames, col suo gran cuore, è uno dei personaggi meglio riusciti incontrati nei romanzi.

Da Guernsey con amore (per i libri e per la vita)

Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows (Astoria, trad. G. Scocchera e E. Rinaldi) è un romanzo epistolare che funziona alla perfezione, raccconta una storia vera e una inventata, con leggerezza e molto sentimento. È un libro ricco di persone buone e capaci a sacrificare loro stesse per il bene degli altri; poi parla di libri e di ciò che possono fare per noi: salvarci e farci incontrare le persone che cambieranno per sempre la nostra vita.

Le graphic novel, tra Cile e i confini ‘caldi’ d’Europa

Gli anni di Allende di Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta (Edicola ediciones, trad. P. Primavera) è un’ottima graphic novel che illustra con precisione e dettaglio gli anni appena precedenti alla vittoria di Salvador Allende, il periodo del suo mandato come presidente del Cile e la sua drammatica morte. Un ottimo libro per coloro che sono curiosi di scoprire qualcosa su una delle più importante figure politiche del Sudamerica del Novecento.

La crepa di Carlos Spottorno e Guillermo Abril (add editore, trad. F. Bianchi) è una graphic novel dove vengono raccontati i confini caldi d’Europa, quei confini fatti di fili spinati, campi minati e uomini, donne e bambini che cercano di raggiungere un luogo sicuro. Una storia drammatica per aprirci gli occhi sulla disperazione del prossimo.

Se ami il Nord, naviga alle Lofoten

Il libro del mare di Morten A. Strøksnes (Iperborea, trad. F. Felici) è stata l’ultima lettura del 2017 ed è entrata nella classifica perché si tratta di un libro unico che sfugge ad ogni tentativo di classificazione. Morten e Hugo sono due amici che decidono di andare a caccia dello squalo di Groenlandia, enorme predatore che nuota nelle gelide acque delle Lofoten; ma nel frattempo, Morten racconta aneddoti, spesso divertenti, curiosità scientifiche e geografiche. Il libro perfetto per chi ama il Nord Europa e vuole sentirsi coinvolto attraverso tutti i sensi.

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Con la speranza che il 2018 mi porti tempo per leggere e belle letture, ora che vi ho svelato i migliori libri dell’anno, tocca a voi raccontarmi quali sono state le vostre letture preferite!

 

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(Ri)diventare lettori: cinque consigli per approcciarsi alla letteratura

Con il trascorrere del tempo possono cambiare molte cose in noi: è possibile che nascano nuove passioni e che altre vengano accantonate. Dopo anni che non leggete potrebbe venirvi voglia di riprovarci, di riprendere un libro in mano, perché ne avete sentito parlare tanto oppure perché avete bisogno di leggere quel determinato libro per lavoro. Tutti siamo stati ‘lettori’: durante gli anni scolastici ci sono state assegnate delle letture, ma alcuni di noi una volta completata l’istruzione hanno deciso di non leggere più per molteplici motivi.

Riprendere a leggere dopo tanto tempo sarà un po’ come iniziare a correre: non si comincia iscrivendosi alla maratona di New York, ma correndo solo due minuti per volta (e fidatevi che per chi non è allenato due minuti sono molto lunghi e il fiatone arriva subito).

Anche per ricominciare a leggere si dovrà procedere per gradi: a chi si riapproccia alla lettura non suggerirei mai di cominciare a leggere “Guerra e pace” di Lev Tolstoj, non penso che arriverebbe nemmeno alla fine del primo capitolo. Quindi come ricominciare a leggere? L’articolo che state leggendo è un compendio in cinque punti che illustra un possibile approccio alla lettura per ragazzi e adulti che vogliono ritornare a leggere. Spero che questo scritto possa esservi utile e possa fornirvi qualche spunto interessante.

Mid-Manhattan Library, New York (Photo by Sebas Ribas on Unsplash)

1. La lettura: impegno ma grandi soddisfazioni

I docenti delle scuole medie e superiori durante gli anni scolastici assegnano letture viste dagli studenti come ‘obblighi’: la lettura di un libro è semplicemente il passaggio necessario per consegnare la scheda libro e per ottenere un buon voto di italiano. A volte gli studenti apprezzano i testi suggeriti dai docenti, ma più di frequente una volta terminati gli studi, mancando la motivazione del buon voto in italiano, i ragazzi non cercano più l’occasione di leggere.

Come dovete procedere per (ri)cominciare a leggere? Innanzi tutto, è importante sapere che la lettura è un’attività impegnativa, non dal punto di vista fisico ma mentale: anzittuto, servono concentrazione e motivazione per leggere un libro. Ricominciare a leggere dopo tanto tempo vi richiederà all’inizio parecchio impegno – per terminare un libro ci metterete molto di più rispetto agli amici lettori – ma giunti al termine del vostro romanzo la soddisfazione sarà immensa. Per prima cosa, dovrete trovare il tempo per leggere…

2. Il tempo per leggere: la lettura non è una gara

Ma chi è che ha il tempo di leggere al giorno d’oggi? Le troppe e tante cose da seguire è innegabile che portino via tempo ed energia. Gli amici lettori vi diranno di leggere nei ritagli di tempo: niente di più sbagliato.

Chi non è abituato a leggere non può pensare di leggere nei ritagli di tempo: pochi minuti liberi non sono sufficienti per immergersi completamente nella storia. Inoltre, non vi consiglierei di leggere sui mezzi pubblici o nelle sale d’attesa, semplicemente perché solo luoghi dove la gente parla oppure fa gesti o cose che possono distrarvi.

Dovreste decidere di dedicare un preciso momento della giornata – cercando di mantenerlo fisso per far sì che diventi un rito quotidiano – e di scegliere un luogo il più possibile silenzioso, per potervi concentrare su quello che legge. Potreste ricavarvi il tempo per leggere prima di cena, oppure prima di andare a dormire, al mattino presto o ancora sacrificando un po’ di tempo alla tv o ai social network.

In più, dovete tenere a mente che leggere è un piacere, non una gara. Su Internet spopolano le Reading Challenge, vere e proprie maratone di lettura, dove lettori più o meno pazzi leggono tantissimo e a gran velocità. Ecco, non curatevi della velocità della lettura, bensì preoccupatevi della qualità delle letture. È preferibile leggere un libro bello – solo uno – anziché quattro brutti e uno bello. Leggendo troppo in fretta si perdono dettagli e leggendo troppi libri le storie sfumano l’una nell’altra e verrà difficile, in futuro, ricordarsi cosa si è letto.

3. La lettura non è costosa

Sì, ma i libri costano. Beh, certo che costano, sono un prodotto commerciale a tutti gli effetti. Un biglietto del cinema costa, una serata in pizzeria costa, una vacanza costa, il carburante per la macchina costa. Epppure, nessuno di noi rinuncia ad una serata al cinema, una pizza con gli amici, una breve vacanza o un giro in macchina. Al contrario di tutte queste attività elencate, ci sono molti modi per leggere gratis (o quasi):

  • Prendere in prestito i libri dalla biblioteca: se non volete azzardarvi a spendere 20 euro per un libro che – magari – non vi piacerà, fate un salto in biblioteca. Con una tessera gratuita avrete accesso a illimitati prestiti.
  • Le offerte lampo degli ebook: se avete un tablet potete scaricare innumerevoli libri in formato epub o pdf e leggerli comodamente sul dispositivo che preferite; tenete d’occhio IBS.it o Amazon, dove ogni giorno vengono messi in vendita libri a partire da 0.99 centesimi, mentre spesso le anteprima dei romanzi sono gratuite: potreste quindi leggere i primi due capitoli di un libro e decidere se acquistarlo oppure no.
  • Curiosate nei mercatini dell’usato: spesso di possono fare buoni affari e molte volte i libri sono tenuti bene.
  • Fateveli prestare dagli amici lettori!
  • Partecipare agli eventi di bookcrossing (scambio di libri fisico) oppure iscriversi gratuitamente ad Acciobooks (piattaforma di scambio di libri on line).
  • Aspettate le offerte che gli editori fanno ogni tanto nel corso dell’anno: spesso i libri vengono scontati sino al 25% oppure cercate tra i reminders sui siti quali Mondadori Store o IBS.it, a volte gli sconti toccano il 55%.

Libreria a Bradford, United Kingdom (Photo by Michael D Beckwith on Unsplash)

4. Ma cosa leggo? La scelta del libro

C’è un libro che fa proprio per voi e quando lo leggerete vi sembrerà che sia stato scritto apposta per voi Bisogna solo trovarlo! Nella scelta del libro potrete essere aiutati da diverse figure:

  • Il bibliotecario già citato, il quale conosce molto bene i libri potrà consigliare il romanzo giusto.
  • Il libraio saprà suggerire delle belle letture.
  • L’amico che legge, quello che impresterà il libro con tanto di motivazione del perché leggerlo.
  • Le recensioni sui giornali o su internet possono aiutare a farsi un’idea di quello che “va di moda” (anche se non necessariamente il primo libro in classifica sul Tuttolibri è il migliore.
  • Un giro sui social network: sulle pagine degli editori italiani, dei blogger che parlano di libri, sui gruppi di lettura su Facebook
  • Partecipare ad un gruppo di lettura organizzato dalla biblioteca o dalla libreria di quartiere: un gruppo del genere prevedere che si legga lo stesso libro in un determinato lasso di tempo (solitamente un mese) e che alla lettura segua una serata di discussione.
  • Partecipate a fiere ed eventi letterari, ce ne sono tutto l’anno sparsi lungo tutta la Penisola: dal famoso Salone Internazionale del Libro di Torino al BookPride di Milano, dal Triestebookfest a Più libri, più liberi di Roma; curiosate negli stand degli editori e parlate con loro: sapranno certamente suggerirvi un buon libro da leggere.

5. I benefici della lettura

Ma la fatica di leggere ripaga? Quali sono i benefici della lettura? Io ve ne indico sette, ma sono certa che ce ne siano molti di più.

  • La lettura aiuta a migliorare e aumentare la concentrazione, in un mondo fatto di distrazioni non è poca cosa.
  • Leggere fornisce ispirazione: che sia per un viaggio, per un evento da organizzare, per un oggetto da creare.
  • I libri migliorano le nostre capacità critiche: impariamo a vedere luoghi e persone in modo diverso, ci aiuta a sfatare stereotipi e pregiudizi e nei libri, nella maggior parte, ci sono personaggi nei quali possiamo identificarci.
  • Si imparano delle nozioni, informazioni utili nella vita di tutti i giorni o semplici curiosità.
  • Leggere aiuta a migliorare il nostro modo di scrivere e di parlare, di spiegare ed esporre concetti. Ci insegna anche delle parole nuove o ci ricorda parole che non utilizziamo mai.
  • I libri ci trasportano in luoghi e tempi lontani, in epoche diverse, in località che forse non vedremo mai direttamente. Il tutto a fronte di una spesa di pochi euro e di un po’ di concentrazione e impegno.
  • Grazie ai libri è possibile incontrare tante persone accomunate dalla nostra stessa passione. E c’è chi dice che nessuna amicizia è più veloce di chi ama gli stessi libri.

Io dico che ne vale la pena ricominciare a leggere, vi assicuro che le fatiche iniziali verranno ripagate!

La Grande Invasione a Ivrea: scrittori ed eventi della quinta edizione del Festival di lettura

La Grande Invasione, Festival della lettura ospitato nella città di Ivrea (Torino), è giunta alla sua quinta edizione. Un successo che, anno dopo anno, è cresciuto e ha visto delinearsi un programma sempre più ricco e articolato. Seguo la Grande Invasione dall’edizione dal 2015 e da allora attendo con viva curiosità l’arrivo del ponte del 2 giugno, giorni nei quali solitamente prende il via il Festival.

© La Grande Invasione

La quinta edizione della Grande Invasione partirà il 1° e terminerà il 4 giugno: giornate intense ricche di ospiti, eventi, workshop, mostre, concerti e pranzi letterari. Insomma, si prospetta un calendario davvero molto interessante e io ho selezionato alcuni appuntamenti ai quali parteciperò (per il programma completo potete curiosare a questo link):

SABATO 3 GIUGNO

Ore 11 presso Tisaneria (via IV martiri, 33 Ivrea)
A colazione con Laia Jufresa ♦ l’autrice di Umami incontra i blogger alla Grande Invasione

Ore 15-16 presso Santa Marta
Esordi 2 ♦ Valerio Callieri, Silvia Greco, Alessandra Minervini con Jacopo Cirillo

Ore 17.30-19 presso Cortile Museo Garda
Memorie di ragazza ♦ Annie Ernaux con Marco Missiroli

DOMENICA 4 GIUGNO

Ore 16.15-17.15 presso Santa Marta
Due nuovi voci americane ♦ Elisa Albert e Alexandra Kleeman con Giulio D’Antona

Ore 17.30-19 presso Cortile Museo Garda
L’arte della fuga ♦ Fredrick Sjöberg con Fabio Geda

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Voi conoscete la Grande Invasione Festival della lettura? Ci siete mai stati o verrete quest’anno per la prima volta? Io lo trovo un ottimo evento, organizzato bene, che aiuta la città di Ivrea a mettersi un po’ in luce. Incuriosire alla lettura non è mai semplice, ma visto il successo delle edizioni passate, la Grande Invasione è sulla strada giusta per riuscirci!

5 consigli per superare il blocco del lettore

Succede a tutti coloro che leggono e di recente è accaduto anche a me: sto parlando del blocco del lettore, quella sensazione per cui non si ha voglia di leggere oppure si iniziano uno, due, cinque libri diversi ma giunti nemmeno ad una decina di pagine si ripongono in libreria sbuffando e innervosendosi.

Il blocco del lettore in me sopraggiunge soprattutto dopo aver letto un libro molto bello (e quindi mi chiedo se il libro che leggerò dopo ne sarà all’altezza) oppure quando ho letto talmente tanto che mi passa letterlamente la voglia, o ancora quando mi preparo per un viaggio o quando la vita reale prende il sopravvento e bisogna risolvere alcune questioni che tolgono energia alla lettura.

E’ da prima di Pasqua che apro e chiudo libri, leggo alcune righe all’inizio, qualcuna a metà libro e poi sbuffo e lo rimetto sullo scaffale. Sono sicura che ho tra le mani un bel libro, ma non ho proprio voglia di leggerlo.

Così, ho lasciato perdere la lettura, mi sono preparata per il viaggio attraverso la regione dei Quattro Stati nei pressi del Lago di Costanza e mi sono concentrata sulla bozza di questo articolo che state leggendo, chiedendomi come superare il blocco del lettore fornendo cinque pratici consigli.

PRIMO CONSIGLIO: Non leggete!

Sembra strano ma se non si ha voglia di leggere perché impuntarsi? Il primo consiglio vi suggerisce di superare il blocco smettendo di leggere per un po’ di tempo. Oltre alla lettura – per fortuna! – ci sono tantissime altre attività: una biciclettata, una passeggiata, una serata fuori con gli amici, giardinaggio, uscite al museo o serate al cinema, la preparazione di un viaggetto… Insomma, non è necessario leggere a tutti i costi, è meglio fare una pausa mentale e la voglia di leggere tornerà dopo aver staccato la spina dai libri.

SECONDO CONSIGLIO: Scegliere un libro a caso in biblioteca

I nostri scaffali straripano di libri, nuovi o vecchi, ma non abbiamo voglia di leggerne nessuno di questi. Nessun problema, basta correre in biblioteca e lasciarsi ispirare dalle novità oppure farsi allettare dalla riscoperta di un classico o ancora chiedere suggerimento ai bibliotecari!

TERZO CONSIGLIO: Una storia che si sa già che coinvolgerà

Molti di noi hanno un luogo e un tempo del cuore, un periodo storico che ci affascina oppure un posto nel mondo che ama perché l’ha visitato o perché sogna di andarci. Nel mio caso, luogo e tempo del cuore sono gli Stati Uniti degli Anni Cinquanta e Sessanta: quando non riesco a leggere, mi rifugio nei romanzi ambientati in quei luoghi e in quegli anni.

QUARTO CONSIGLIO: Un autore o un’autrice che ci piace

Abbiamo degli scrittori o scrittrici preferiti, quegli autori che ci sorprendono sempre nonostante il tempo passi e i libri scritti da loro aumentino nella nostra libreria. Questi autori ci danno (quasi) la certezza che non ci deluderanno, perché ci piace il loro stile, perché amiamo come raccontano le storie, come ricreano la magia nelle pagine; per questo come quarto consiglio per superare il blocco del lettore c’è quello di iniziare a leggere un romanzo di un’autrice o un autore che seguiamo e apprezziamo da tempo.

QUINTO CONSIGLIO: Rileggere un libro molto amato

Forse sembrerà il più assurdo, eppure perché non rileggere un libro che abbiamo amato tanto? Può darsi che a qualcuno sembrerà di perdere tempo a rileggere un libro già letto, con tutti quelli nuovi e vecchi ancora da leggere. Ma rileggendo un libro si possono scoprire molte sfumature che durante la prima lettura si erano ignorate, vuoi perché noi nel frattempo siamo cresciuti o vuoi perché alcune parti le avevamo lette con la fretta di raggiungere il finale.

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Ecco, sono questi i miei cinque suggerimenti per superare il blocco del lettore! Se è da dieci giorni che non leggo un libro significa non che io abbia perso la voglia di leggere, semplicemente non ho trovato la storia che mi coinvolge in questo preciso momento. Non smetto di cercarla, perché so che c’è e non vede l’ora di farmi trascorrere alcune orette in buonissima compagnia; aspetterò che il romanzo arrivi e sono certa che sfoglierò le pagine con la curiosità di chi non vede l’ora di conoscere il finale e di poter parlare di ciò che ha letto!

Tre anni di letture in giro per il mondo: Buon Compleanno al blog!

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Sono trascorsi tre anni dalla prima recensione pubblicata su questo spazio on line, quando ho mollato gli ormeggi per imbarcarmi in questa avventura, senza sapere bene dove mi avrebbe condotta. Tre anni fa sono idealmente salita sulla mongolfiera di Phileas Fogg decisa a visitare tutti i Paesi del mondo passando attraverso i libri: in tutto questo tempo ho letto moltissimo, ho scritto parecchio, ho (s)consigliato diversi romanzi e ho avuto il piacere di collaborare con Autori e case editrici. Ho partecipato alla creazione di eventi letterari alla Libreria Sulla Parola di Caluso (TO) assieme ad Elisa La lettrice rampante, sto attualmente collaborando con un gruppo di undici bookblogger attraverso il progetto Book Bloggers Blabbering.

Mi sono innamorata di tanti luoghi, ho sognato moltissime destinazioni e viaggi, ho conosciuto tantissimi altre lettrici e lettori come me, vicini e lontani.

Soprattutto, in questi anni ho letto due libri bellissimi che mi hanno cambiato il modo di percepire il mondo e le cose: “Anime baltiche” di Jan Brokken e “Ho paura torero” di Pedro Lemebel. Il primo mi ha insegnato che “viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è la via più breve per arrivare a se stessi” e io non posso che essere d’accordo; il secondo mi ha permesso di capire che i sentimenti non vanno mai repressi, che bisogna viverla, la vita, ed essere esattamente quello che ci sente di essere, senza maschere o artifici.

Sono trascorsi tre anni molto belli, tra libri e viaggi, reali e immaginari. Ringrazio tutti voi lettrici e lettori perché mi avete fatto e mi state facendo compagnia in questo lungo giro del mondo: spero di continuare ad avervi a bordo sulla mia mongolfiera e mi auguro di poter leggere e consigliare ancora tanti libri belli!

Sui social, oltre al blog…

Facebook: Il giro del mondo attraverso i libri
Twitter: @Giromondolibri
Instagram: @claudia_giramondolibri

Finalmente settembre: nuovi inizi e tanti progetti!

Buongiorno e ben ritrovati, lettrici e lettori del blog Il giro del mondo attraverso i libri! Rieccomi qui a scrivere e aggiornare questo spazio on line!

Nelle ultime settimane non ho più aggiornato il blog perché ho trascorso le vacanze nell’arcipelago maltese, isolette cariche di luce, di calore, dal mare cristallino, caldo e trasparente; isole con città arroccate su pietre calcaree a picco sul mare e dove mi sono fortemente emozionata durante la visita alla piccolissima capitale Valletta.

Come forse ho già detto molte volte, non riesco (quasi) mai a leggere in vacanza: vuoi perché ho tanta voglia di visitare, vuoi perché il mare non lo vedo mai e quando sono in spiaggia preferisco passeggiare e guardarmi attorno, senza una meta precisa su cui posare lo sguardo. Insomma, da quasi due settimane non ho più letto libri e ieri quando sono rientrata da Malta mi è venuta voglia di leggere e di recuperare tutte le letture arretrate, per poi parlarne sul blog.

E questo mi ha sopresa, forse proprio perché avevo bisogno di staccare un po’ dalla quotidianità, dal mondo dei social network e anche un po’ dalle letture, che ultimamente sono state parecchie. Oggi scrivo con molta più vitalità ed entusiasmo rispetto due settimane fa e ho veramente voglia di combinare qualcosa di nuovo, e forse questa è l’ennesima dimostrazione che ogni tanto fermarsi a riflettere e riposare fa bene.

Finalmente inizia settembre che, come ho già scritto, è il mese dell’anno che preferisco. Settembre è sempre come un nuovo inizio: le giornate sono meno luminose, ma anche meno afose, ho sempre un’energia incredibile di avviare progetti, nuove letture, nuove gite ed escursioni. Guardo le foglie che iniziano a cadere e capisco che l’autunno imminente per me è davvero la stagione migliore, quella che aspetto tutto l’anno.

Immagine via Pinterest

Quindi cosa bolle in pentola per il blog? Dopo una settimana di scarsissima presenza sui social network (la vita è qui fuori!), ieri pomeriggio ho:

  • dato un’occhiata alle interessanti novità letterarie che usciranno a breve, tra questa settimana e la fine dell’autunno
  • dato uno sguardo ai succosi sconti on line che molte case editrici stanno facendo per invogliare ad acquistare scorte di libri per l’autunno (e ho fatto un super acquisto on line, presto vi racconterò cosa ho preso!)
  • deciso che avvierò a breve  una nuova rubrica di viaggi e libri (ancora un po’ di pazienza e rivelerò tutto)
  • e alle porte c’è una nuova collaborazione con la casa editre BAO Publishing con un nuovo blogtour (se mi seguite su Facebook avete già visto l’evento).

Questo breve articolo l’ho scritto per aggiornare il blog dopo un po’ che non lo facevo, mentre le recensioni ai libri che leggo, gli articoli di approfondimento letterario e le nuove rubriche ripartiranno con costanza da lunedì 12 settembre!

Insomma, ci sono davvero tante cose che mi aspettano questo autunno che sta per arrivare…! Spero vorrete continuare a seguirmi in queste avventure in giro per il mondo con i libri!

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XXIX Salone del Libro di Torino: il mio racconto

Buongiorno lettrici e lettori! Mentre molti di voi si preparano per andare al Salone del Libro o come me ne hanno già nostalgia, io vi racconto la mia esperienza personale, vissuta nella giornata di giovedì 12 maggio.

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Finalmente il Salone del Libro!

La giornata dello scorso giovedì è stata davvero ricca di emozioni, di nuovi libri e di nuove conoscenze, soprattutto ho conosciuto dal vivo persone con le quali mi ero solo rapportata via mail oppure on line.

Ho incontrato per prime Silvia e Giulia allo stand di Exòrma editore. Giulia l’ho conosciuta attraverso il suo blog Il diario dei libri, mentre Silvia l’avevo sentita tramite mail. Chiacchierando un po’ con loro, mi consigliano di leggere il romanzo di Claudio Morandini “Neve, cane, piede“, da poco pubblicato. Mi fido di loro e lo acquisto (con un po’ di sconto, grazie Silvia!). In realtà, l’ho già divorato e ve ne parlerò prossimamente.

Passo a salutare – anzi a conoscereValentina di Gorilla Sapiens edizioni e incontro anche il simpaticissimo gorilla di peluche, la mascotte della casa editrice. Dovrebbero fare dei mini portachiavi con il gorilla, insomma, dei gadget gorillosi perché sono davvero simpatici!

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Il gorilla sorveglia i gorillibri!

Corro da Safarà edizioni per cercare Alice, ricordate che è stata lei a coinvolgermi per il blog tour del romanzo dell’autore ceco Tomas Zmeskal “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme“? Purtroppo Alice non era ancora arrivata, così chiacchiero con la sua collega e l’editore, e mi rivelano i prossimi romanzi che pubblicheranno nella collana KEL (Kaleidoscopic European Literature). Tradurranno per noi lettori italiani autori danesi, islandesi, irlandesi, inglesi, slovacchi, cechi e montenegrini. Insomma, una collana da tenere d’occhio anche perché alcuni autori sono Premi Europei per la Letteratura!

Qualche giorno prima del Salone del Libro, su Facebook avevo visto comparire una casa editrice nuovissima e giovanissima: Racconti edizioni. Incuriosita vado a conoscerli. Due degli editori – tutti giovanissimi – mi raccontano il loro progetto di pubblicare solo ed esclusivamente raccolte di racconti, genere decisamente bistrattato dai lettori italiani (anche lettori forti). Gli autori saranno sia italiani che stranieri, per adesso hanno in catalogo tre autori stranieri. Mi piace la grafica delle loro copertine, il formato del libro e mi piace l’idea di leggere racconti, così prendo due raccolte, che leggerò prossimamente. Al Salone erano in super anteprima, ma dal 19 maggio potrete ordinare i libri on line o dal vostro libraio di fiducia.

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Da Racconti edizioni, non solo libri ma anche biscottini!

Da Keller editore non ho dubbi sul libro da acquistare: “Sassi vivi” di Anna Rottensteiner mi affascinava da tempo, così decido di prenderlo (anche se, in realtà, avrei acquistato praticamente tutto il loro catalogo!).

Mettendo da parte la timidezza – con quel clima allegro e festoso la timidezza la si deve obbligatoriamente mettere da parte – vado dai ragazzi di Casa Sirio edizioni. Come forse ricorderete, ho vinto la loro ultima novità grazie ad un concorso lanciato da loro su Facebook. Sono tutti gentilissimi: mi regalano il libro di Steve Hockensmith “Elementare, cowboy” e chiacchieramo un bel po’, di parecchie cose: dalla grafica delle loro copertine al fatto che molti dei loro libri sarebbero perfetti da leggere nelle scuole, ma spesso i docenti non hanno molta voglia di collaborare e di mettersi in gioco. Un vero peccato.

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Casa Sirio è davvero una casa, grazie per l’accoglienza!

Ancora non lo so, ma sto per ricevere una bellissima sorpresa: il mio fidanzato fino alla sera prima mi aveva detto che non sarebbe passato al Salone, e invece… mi scrive un messaggino e mi dà appuntamento da Einaudi. E’ buffo ricevere un appuntamento al Salone del Libro! E’ stata un vera sorpresa trovarlo lì, a vagare anche lui tra montagne di libri, così per far sì che la sorpresa fosse davvero completa, lo trascino da Libraccio e mi faccio comprare “Un lungo silenzio” di Angeles Caso, nuovo ma scontatissimo (3 euro!).

Accompagnata ora, e non più sola, saluto Francesca e Sara di Lindau: un’accoglienza davvero gioiosa e tenerissima! Anche Lindau è davvero una casa, oltre che una casa editrice.

Fazi mi tenta con lo sconto del 50% sull’autore del giorno, che giovedì era Elisabeth Strout: così acquisto “Olive Kitteridge”, dopo aver letto solo recensioni positive.

Ci perdiamo ancora in un mondo di Adelphi, passiamo da Sellerio (gentilissimi!) e resto un po’ delusa dalla Bao Pubblishing perché non hanno portato il libro che avrei voluto prendere. Infine, prima di uscire, saluto Carlotta e Andrea di Las Vegas edizioni e acquisto l’ultimissima novità “Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati” di Davide Bachilega.

Insomma, alla fine della fiera (è il caso di dirlo), me ne torno a casa con otto libri nuovi! Due regalati, uno scontatissimo e gli altri acquistati, alcuni scontati alcuni no. Degli acquisti sono decisamente soddisfatta: ora mi servono duemila anni per leggere tutti i libri che ho preso, ma prometto che presto ve ne parlerò!

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Il bottino del Salone del Libro!

Un po’ di nostalgia per il Salone del Libro ce l’ho già, e al prossimo Salone mancano almeno 365 giorni… Però, per fortuna, tra due settimane inizia La Grande Invasione a Ivrea… seguitemi e vi terrò aggiornati!

Di libri e di cultura: una giornata a Milano tra BookPride e musei

Buongiorno lettrici e lettori, come avevo anticipato nei giorni passati, ecco il mio articolo di resoconto sulla giornata di ieri: una mattinata intensa al BookPride a BASE di Milano e un pomeriggio ancor più intenso in giro per musei (con ingresso libero in occasione dell’iniziativa musei gratuiti ogni prima domenica del mese).

BookPride: cos’ho visto, cosa ho fatto, chi ho incontrato e soprattutto… cos’ho comprato!

Alla scorsa edizione del BookPride non ero potuta andare, per cui per me questa è stata la prima volta. In effetti, la fiera è piccina, molto più piccina del Salone del Libro di Torino – al quale io sono abituata – ma confesso che questo suo essere piccola non mi è dispiaciuto: essendoci andata di mattina, ho trovato poca gente e ho avuto la possibilità di chiedere consigli direttamente agli editori, nonché chiacchierare un po’ con loro chiedendo allegramente di tradurre autori provienienti dalla Guyana francese (spiazzandoli, aggiungo).

E’ vero che gli editori non hanno portato tutto il loro catalogo, ma è stato meglio così: anziché tre libri ne avrei altrimenti presi cinque e i miei buoni propositi sarebbero andati in fumo.

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Alice mi racconta perché i libri di Safarà editore sono… storti! (foto: Paolo)

Per prima cosa sono stata allo stand di Safarà edizioni, un editore di Pordenone, dove la simpatica Alice mi aveva invitata per omaggiarmi di una copia della loro ultima novità “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme” dell’autore ceco Tomás Zmeskal. Alice mi ha contattata qualche mese fa per chiedermi se avrei voluto ospitare sul mio sito un blogtour di promozione di questo romanzo; dopo aver letto la trama e qualche recensione straniera, ho accettato soprattutto per due motivi: il romanzo è ambientato a Praga (e io amo questa città) e l’autore ha vinto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura (che per me, dopo aver letto due autori che hanno vinto questo premio, sta diventando una garanzia di qualità del libro).

Dopo aver incontrato Alice, mi prefiggo di comprare solo i due romanzi che avevo segnato, ma nel mio vagare trovo lo stand dell’editore marcos y marcos e là, in bellavista, c’è “Il battello bianco” di Tschingis Aitmatov, scrittore originario della Kirghisia. Questo libro non l’ho preso per caso: lo incontrai per la prima volta citato da Tiziano Terzani in quel libro magnifico che è “Buonanotte signor Lenin“, dove il giornalista toscano racconta la dissoluzione dell’ex-URSS. Arrivato a parlare della Kirghisia, Terzani cita Aitmatov e da quel momento – son passati quasi due anni – mi sono prefissata di leggerlo. Sarà una delle mie prossime letture.

Così, trovo il piccolo stand dell’editore milanese Metropoli d’Asia, per capirci coloro che hanno pubblicato il bellissimo romanzo di Eka Kurnianwan, lo scrittore indonesiano di cui presto vi parlerò. Racconto all’editore di quando sia rimasta colpita da Kurnianwan, candidato tra l’altro al Man Booker International Prize, e acquisto senza tanti dubbi la loro ultima novità “E adesso?” di A Yi, scrittore cinese molto noto in Patria. La storia parla di un tipo un po’ psicopatico, ma io sono sicura che questo spaccato anomalo di una Cina che di solito sembra ordinatissima, mi piacerà molto.

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Il catalogo di Metropoli d’Asia è magnifico, se cercate libri di scrittori asiatici contemporanei e di oggi, questo è l’editore giusto (foto: Claudia).

Come ultimo acquisto, scelgo la novità dell’editore gran vía, una casa editrice specializzata in letteratura spagnola e latinoamericana (ispanofona). Acquisto senza nessun dubbio “Il pappagallo che prevedeva il futuro” di Luciano Lamberti, giovane promessa argentina della letteratura di oggi, con un nome curiosamente italianissimo. Ho scelto proprio questo, tra il loro bellissimo catalogo, perché a me piacciono molto i racconti e più sono strampalati più mi garbano (ce n’è uno che parla di come vivono i giganti!). Ah, è a loro che ho chiesto se avevano autori ecuadoregni, paraguayani, boliviani o della Guyana francese!

Passo anche allo stand de La nuova frontiera, altra casa editrice che amo molto: vorrei comprare “Di uomini e bestie” di Ana Paula Maia, ma sfogliandolo leggo a caso delle scene un po’ forti, credo di non essere ancora pronta per questo tipo di lettura. E me ne dispiace un po’, forse dovrei superare le mie ansie e le mie paure. Chissà, magari al Salone ci ripenserò…

Girovagando per musei: Museo di Scienze Natuali, Galleria di Arte Moderna e Museo del Novecento

Approfittando dell’ingresso libero per tutti nei musei statali, ogni prima domenica del mese, io e il mio fotografo ufficiale scegliamo di andare a visitarne tre. Il primo è il Museo di Scienze Naturali, del quale io avevo un ricordo bellissimo della sala dei cristalli ma già da qualche anno – da quello che mi ha detto un operatore – non è più possibile vederla perchè nella sala che fu dei cristalli ora allestiscono le mostre temporanee. Che delusione, anche se il percorso dei fossili è sempre molto carino da intraprendere.

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Al Museo di Scienze Naturali hanno tolto i cristalli, per fortuna ci restano i dinosauri (foto: Paolo).

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La sala principale della Galleria di Arte Moderna di Milano (foto: Paolo)

Il secondo museo è la Galleria di Arte Moderna di Milano, ad un paio di minuti a piedi dal Museo di Scienze Naturali. Alla GAM si possono fare fotografie e abbiamo cercato di immortalare tutta questa bellezza. Con la pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento, senza dubbio la GAM sale sul podio dei musei di Milano che mi piacciono di più. Tra i dipinti che ho preferito ci sono senza dubbio quelli che hanno come soggetto la lettura, come “In lettura” di Federico Zandomeneghi, “La lettura” di Federico Faruffini e “Prime letture” di Plinio Nomellini. Come dimenticare poi il ritratto del buon Alessandro Manzoni ad opera di Francesco Hayez, le vedute del Vesuvio di Giuseppe De Nittis (tanto belle che sembrano fotografie) e l’ultima sala con dei paesaggi di una bellezza impareggiabile. Menzione speciale per Angelo Morbelli che con “La stazione Centrale di Milano” mi ha fatta sognare un’epoca che non c’è più, con una vena di malinconia e una di romanticismo.

Con le ultime forze rimaste, ritorniamo in Piazza Duomo per visitare il Museo del Novecento, che ne vale la pena già solo per vedere “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Oltre a Pellizza da Volpedo, il museo custodisce opere di Umberto Boccioni, Henri Matisse, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Vassilij Kandinskji, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Renato Guttuso e… una Merda d’artista di Piero Manzoni, la n. 80.

Il viaggio di ritorno in metrò è un po’ surreale, affollatissima e sporchissima tanto da togliere il respiro (la metrò di Milano se la gioca con l’orrenda metrò di Roma), ma arriviamo alla Stazione Centrale con anticipo (così mi prendo ancora un segnalibro alla Feltrinelli).

Non mi resta che leggere tutto ciò che ho comprato e… organizzare la prossima prima domenica del mese per vedere altri tesori di Milano senza pagare nemmeno un euro!

Un po’ di classifiche… I migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015

L’idea di compilare una classifica dei migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015 mi sembra un ottimo modo per tirare le somme di questo anno di (abbonanti) letture. Di libri proprio brutti non ne ho letti, anche perché di solito tendo ad interrompere la lettura se un libro non mi piace, e nella classifica di quelli che io definisco peggiori troverete libri che mi hanno convinta poco.

Troverete di seguito le due classifiche, la prima con gli undici libri che ho preferito e la seconda con i cinque libri che mi hanno delusa (e vi spiegherò in breve anche il motivo). Come sempre, cliccando sul titolo del libro si aprirà il collegamento alla recensione sul mio blog.

I migliori libri letti nel 2015

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I migliori libri letti nel 2015 in posa per voi!

1- “Le fragili attese” di Mattia Signorini (Marsilio). Perché è un libro bellissimo e perfetto per chi ama gli aneddoti raccontate da gente comune, che all’apparenza non hanno nulla di speciale mentre in realtà sono dei contenitori di storie e di vite incredibili.

2- “E’ finito il nostro carnevale” di Fabio Stassi (minimum fax). I tifosi nostalgici troveranno senza dubbio emozioni per i loro cuori quando Stassi descrive “la partita del secolo”, la semifinale Italia – Germania Ovest di Messico ’70. Tutti gli altri, troveranno un piccolo capolavoro della letteratura italiana contemporanea. Leggetelo!

3- “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg (Iperborea). Per chi ama le scienze naturali, la poesia e i romanzi che sfuggono ad ogni classificazione. E’ un libro che mi ha divertita molto, emozionata, incuriosita e fatta sorridere.

4- “Piccola osteria senza parole” di Massimo Cuomo (E/O, 2014). Per chi come me è nato in un paesino piccino picciò dove la vita di paese – o quasi – ruota attorno al bar, questo libro non può mancare sulla vostra libreria. E’ la storia di un piccolo paesino – Scovazze – al confine tra il Veneto e il Friuli, dove a portar scompiglio è un teròn, tale Salvatore Tempesta.

5- “Ho paura torero” di Pedro Lemebel (marcos y marcos). Cosa mi resta dopo una lettura come questa? La sensazione di aver letto un bellissimo libro, la voglia di scoprire il Cile, con le sue mille sfumature, i suoi colori, i suoi profumi e la sua gente. Mi resta la voglia di rileggerla, una storia così, perché non è facile trovare libri come questo che conquistano cuore e ragione, che mescolano sapientemente così tante informazioni e sentimenti.

6- “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson (Bompiani). Allan Karlsson è arrivato all’improvviso nella mia vita e mi ha trascinata nella sua incredibile avventura a tratti surrale e a tratti incredibile. Ringrazio chi mi ha donato questo bellissimo libro.

7- “Il paradiso degli animali” di David James Poissan (NN Editore, 2015). Scrivere un racconto credo sia molto più difficile che scrivere un romanzo, giacché in poche pagine deve emergere il succo del discorso, senza perdersi in troppe parole. E David James Poissant ci riesce in modo a dir poco magistrale, dando vita ad un carosello di personaggi e situazioni indimenticabili. Assolutamente da leggere.

8- “Atti osceni in luogo privato” di Marco Missiroli (Feltrinelli). Avevo sentito molto parlare di questo romanzo, e avevo letto diversi commenti positivi sia nei vari gruppi di lettura che frequento, sia leggendo blog di libri amici in rete. Il risultato è un romanzo di una finezza incredibile (nonostante l’apparente deretano in copertina) che celebra amore e letteratura sullo sfondo di due bellissime città, Milano e Parigi.

9- “Sembrava una felicità” di Jenny Offill (NN Editore). Un libro per chi ama l’America, il Midwest, i Motel lungo del strade polverose e le mattinate in cui nevica; per chi da piccolo sognava di andare ad esplorare l’Universo a bordo di una navicella spaziale; per chi non ha rinunciato ai sogni, nonostante tutte le avversità.

10- “Cade la terra” di Carmen Pellegrino (Giunti). Nel romanzo dell’abbandonologa Carmen Pellegrino c’è la storia struggente e bellissima di Alento, un borgo immaginario del Centro-Sud dove gli abitanti fuggono a causa di una immensa frana che mina l’intero paesino. Tutti gli abitanti tranne una: una ragazza che ad Alento ha messo radici e non c’è frana che tenga.

11- “Il dolore del mare” di Alberto Cavanna (Nutrimenti). Galeotta fu la bellissima copertina e l’ambientazione all’isola di Palmaria (La Spezia), proprio di fronte alle Cinque Terre che io amo tanto. Candidato anche al Premio Strega (che ahimé non ha vinto), il romanzo di Alberto Cavanna è uno splendido spaccato di vita isolana nel Novecento, con protagonisti indimenticabili come la forte Elvira.

I peggiori libri del 2015

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I libri bruttini in posa per voi! (foto: Claudia)

1- “L’offesa” di Ricardo Menéndez Salmón (marcos y marcos). Non che sia un libro brutto, ecco, ma il finale proprio non mi ha convinta.

2- “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (marcos y marcos). No, c’è qualcosa nello sviluppo della storia che non mi è piaciuto. L’idea di partenza era ottima, ma il come è stata raccontata la storia non mi ha soddisfatta del tutto.

3- “Il pozzo” di Juan Carlos Onetti (SUR). Mi ha innervosita la sua brevità, forse sarebbe stato meglio includere questo scritto in una raccolta di racconti o romanzi brevi.

4- “Tramonto di un cuore” di Stefan Zweig (Garzanti). Non ci siamo: è troppo breve, mi ha irritata tanto quanto “Il pozzo” di Onetti, bisognerebbe fare una raccolta che comprenda alcuni di libricini minuscoli, almeno per giustificare la spesa.

5- “Noi” di Evgenij Ivanovic Zamjatin (Garzanti). Credo che la colpa sia della vecchissima traduzione di questo libro, sostanzialmente incomprensibile.

Avete letto qualcuno di questi libri che io giudico i migliori del mio 2015 da lettrice? Quali sono secondo voi i migliori libri letti nel 2015? E i peggiori? Aspetto i vostri commenti!

Raccontare e raccontarsi: del perché in Italia si scrive così tanto

In questi giorni, oltre alle mie solite letture, mi sono ritrovata a leggere un manoscritto di una ragazza che mi ha gentilmente chiesto un mio parere sulla qualità della storia e dello scritto. Messo in chiaro che non sto leggendo in veste professionale, ma in modo completamente gratuito e “da amica”, sfogliando il manoscritto sono sorte spontanee alcune riflessioni.

Sono solo agli inizi della lettura, ma ho intravisto alcune inesattezze dettate principalmente dalla poca confidenza che ha la ragazza con la scrittura, causata dalla sua giovanissima età. Nella sua testa certamente la storia ha forma e sostanza, ma nell’espressione di ciò che aveva in mente ho visto un po’ di difficoltà. E’ logico, nessuno nasce scrittore e spesso i manoscritti vengono revisionati – o stravolti – dagli editor.

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Non voglio parlare del manoscritto che sto leggendo, ma mentre scrivevo note a margine mi sono chiesta il perché tutti vogliono scrivere un libro. Conosco parecchie persone che hanno pubblicato un libro – alcuni con case editrici a pagamento, ma ne riparleremo in un altro articolo – oppure persone che hanno un manoscritto nel cassetto e cercano di pubblicarlo ad ogni costo.

Perché gli italiani leggono poco ma scrivono tantissimo? Ognuno di noi ha una storia da raccontare, o anche più di una. C’è chi ha il nonno che ha fatto la guerra o la nonna era una staffetta dei partigiani; c’è chi ha superato una malattia e vuole raccontare la propria esperienza; c’è chi è stato volontario in Africa e vuole raccontare la condizione dei bambini denutriti al resto del mondo. Insomma, ognuno di noi racchiude storie, noi stessi non siamo altro che contenitori di storie, e nei nostri scritti ci mettiamo molto di noi.

Tutte queste storie valgono la pena di essere raccontate? Se ci poniamo noi stessi questa domanda, la risposta è senza dubbio sì: certo, la mia storia vale la pena di essere pubblicata.

Chi non riesce a pubblicare con editori “famosi”, si affida all’autopubblicazione e se si guardano i dati recenti, il fenomeno è palesemente fuori controllo: secondo l’Associazione Italiana Editori (AIE) le opere autopubblicate disponibili in cartaceo rappresentano circa il 5% dei titoli in commercio, ma sono circa 6.500 gli ebook creati con le piattaforme di self-pubblishing disponibili in rete (fonte dati: AIE).

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Nel corso di questi ultimi anni, moltissimi hanno pensato che la propria storia valesse la pena di essere pubblciata e il romanzo doveva uscire dal famoso cassetto. Ma perché? Perché con l’arrivo dei social network la nostra vita è stata stravolta. Oggi sentiamo il bisogno di condividere ogni cosa anche con dei perfetti sconosciuti, da ciò che è insignificante – che cosa ho mangiato questa sera? – ad eventi di grande importanza – è nato mio figlio.

Oltre all’impellente bisogno di condividere ogni santa cosa, i social network connettendoci col mondo ci hanno mostrato che siamo tantissimi su questa Terra, e questo ci ha portati all’urgenza di spiccare sugli altri, di distinguerci dalla massa. Dobbiamo prevaricare sul prossimo, convincerlo della nostra bravura, e soprattutto pubblicare la nostra storia perché forse abbiamo paura di restare anonimi o di essere dimenticati quando non ci saremo più.

Credo che siano questi i motivi per cui tanti vogliono pubblicare: l’urgenza della condivisione con il pubblico e la paura di restare anonimi.

Sono sicura che ognuno di noi contenga infinite storie – vere o di fantasia – che vorremmo far leggere al grande pubblico. Eppure, se l’aspirante scrittore scrive tantissimo e legge pochissimo, forse deve umilmente riconoscere che prima di essere grandi scrittori, tutti i nomi famosi sono stati – e sono ancora – grandi lettori, per cui non si può iniziare a scrivere se non si ha un minimo di cultura letteraria.

E se proprio sentiamo nel nostro cuore il bisogno di scrivere, possiamo iniziare a scrivere per noi stessi: impariamo a tenere un diario, inviamo lettere e cartoline agli amici, prandiamo appunti. Poi, dimentichiamo tutto, distacchiamoci e rileggiamoci dopo quale mese: siamo noi quelli che hanno scritto quelle cose, ci riconosciamo ancora?

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