La Grande Invasione a Ivrea: scrittori ed eventi della quinta edizione del Festival di lettura

La Grande Invasione, Festival della lettura ospitato nella città di Ivrea (Torino), è giunta alla sua quinta edizione. Un successo che, anno dopo anno, è cresciuto e ha visto delinearsi un programma sempre più ricco e articolato. Seguo la Grande Invasione dall’edizione dal 2015 e da allora attendo con viva curiosità l’arrivo del ponte del 2 giugno, giorni nei quali solitamente prende il via il Festival.

© La Grande Invasione

La quinta edizione della Grande Invasione partirà il 1° e terminerà il 4 giugno: giornate intense ricche di ospiti, eventi, workshop, mostre, concerti e pranzi letterari. Insomma, si prospetta un calendario davvero molto interessante e io ho selezionato alcuni appuntamenti ai quali parteciperò (per il programma completo potete curiosare a questo link):

SABATO 3 GIUGNO

Ore 11 presso Tisaneria (via IV martiri, 33 Ivrea)
A colazione con Laia Jufresa ♦ l’autrice di Umami incontra i blogger alla Grande Invasione

Ore 15-16 presso Santa Marta
Esordi 2 ♦ Valerio Callieri, Silvia Greco, Alessandra Minervini con Jacopo Cirillo

Ore 17.30-19 presso Cortile Museo Garda
Memorie di ragazza ♦ Annie Ernaux con Marco Missiroli

DOMENICA 4 GIUGNO

Ore 16.15-17.15 presso Santa Marta
Due nuovi voci americane ♦ Elisa Albert e Alexandra Kleeman con Giulio D’Antona

Ore 17.30-19 presso Cortile Museo Garda
L’arte della fuga ♦ Fredrick Sjöberg con Fabio Geda

*

Voi conoscete la Grande Invasione Festival della lettura? Ci siete mai stati o verrete quest’anno per la prima volta? Io lo trovo un ottimo evento, organizzato bene, che aiuta la città di Ivrea a mettersi un po’ in luce. Incuriosire alla lettura non è mai semplice, ma visto il successo delle edizioni passate, la Grande Invasione è sulla strada giusta per riuscirci!

Annunci

5 consigli per superare il blocco del lettore

Succede a tutti coloro che leggono e di recente è accaduto anche a me: sto parlando del blocco del lettore, quella sensazione per cui non si ha voglia di leggere oppure si iniziano uno, due, cinque libri diversi ma giunti nemmeno ad una decina di pagine si ripongono in libreria sbuffando e innervosendosi.

Il blocco del lettore in me sopraggiunge soprattutto dopo aver letto un libro molto bello (e quindi mi chiedo se il libro che leggerò dopo ne sarà all’altezza) oppure quando ho letto talmente tanto che mi passa letterlamente la voglia, o ancora quando mi preparo per un viaggio o quando la vita reale prende il sopravvento e bisogna risolvere alcune questioni che tolgono energia alla lettura.

E’ da prima di Pasqua che apro e chiudo libri, leggo alcune righe all’inizio, qualcuna a metà libro e poi sbuffo e lo rimetto sullo scaffale. Sono sicura che ho tra le mani un bel libro, ma non ho proprio voglia di leggerlo.

Così, ho lasciato perdere la lettura, mi sono preparata per il viaggio attraverso la regione dei Quattro Stati nei pressi del Lago di Costanza e mi sono concentrata sulla bozza di questo articolo che state leggendo, chiedendomi come superare il blocco del lettore fornendo cinque pratici consigli.

PRIMO CONSIGLIO: Non leggete!

Sembra strano ma se non si ha voglia di leggere perché impuntarsi? Il primo consiglio vi suggerisce di superare il blocco smettendo di leggere per un po’ di tempo. Oltre alla lettura – per fortuna! – ci sono tantissime altre attività: una biciclettata, una passeggiata, una serata fuori con gli amici, giardinaggio, uscite al museo o serate al cinema, la preparazione di un viaggetto… Insomma, non è necessario leggere a tutti i costi, è meglio fare una pausa mentale e la voglia di leggere tornerà dopo aver staccato la spina dai libri.

SECONDO CONSIGLIO: Scegliere un libro a caso in biblioteca

I nostri scaffali straripano di libri, nuovi o vecchi, ma non abbiamo voglia di leggerne nessuno di questi. Nessun problema, basta correre in biblioteca e lasciarsi ispirare dalle novità oppure farsi allettare dalla riscoperta di un classico o ancora chiedere suggerimento ai bibliotecari!

TERZO CONSIGLIO: Una storia che si sa già che coinvolgerà

Molti di noi hanno un luogo e un tempo del cuore, un periodo storico che ci affascina oppure un posto nel mondo che ama perché l’ha visitato o perché sogna di andarci. Nel mio caso, luogo e tempo del cuore sono gli Stati Uniti degli Anni Cinquanta e Sessanta: quando non riesco a leggere, mi rifugio nei romanzi ambientati in quei luoghi e in quegli anni.

QUARTO CONSIGLIO: Un autore o un’autrice che ci piace

Abbiamo degli scrittori o scrittrici preferiti, quegli autori che ci sorprendono sempre nonostante il tempo passi e i libri scritti da loro aumentino nella nostra libreria. Questi autori ci danno (quasi) la certezza che non ci deluderanno, perché ci piace il loro stile, perché amiamo come raccontano le storie, come ricreano la magia nelle pagine; per questo come quarto consiglio per superare il blocco del lettore c’è quello di iniziare a leggere un romanzo di un’autrice o un autore che seguiamo e apprezziamo da tempo.

QUINTO CONSIGLIO: Rileggere un libro molto amato

Forse sembrerà il più assurdo, eppure perché non rileggere un libro che abbiamo amato tanto? Può darsi che a qualcuno sembrerà di perdere tempo a rileggere un libro già letto, con tutti quelli nuovi e vecchi ancora da leggere. Ma rileggendo un libro si possono scoprire molte sfumature che durante la prima lettura si erano ignorate, vuoi perché noi nel frattempo siamo cresciuti o vuoi perché alcune parti le avevamo lette con la fretta di raggiungere il finale.

*

Ecco, sono questi i miei cinque suggerimenti per superare il blocco del lettore! Se è da dieci giorni che non leggo un libro significa non che io abbia perso la voglia di leggere, semplicemente non ho trovato la storia che mi coinvolge in questo preciso momento. Non smetto di cercarla, perché so che c’è e non vede l’ora di farmi trascorrere alcune orette in buonissima compagnia; aspetterò che il romanzo arrivi e sono certa che sfoglierò le pagine con la curiosità di chi non vede l’ora di conoscere il finale e di poter parlare di ciò che ha letto!

Tre anni di letture in giro per il mondo: Buon Compleanno al blog!

buon-compleanno

Sono trascorsi tre anni dalla prima recensione pubblicata su questo spazio on line, quando ho mollato gli ormeggi per imbarcarmi in questa avventura, senza sapere bene dove mi avrebbe condotta. Tre anni fa sono idealmente salita sulla mongolfiera di Phileas Fogg decisa a visitare tutti i Paesi del mondo passando attraverso i libri: in tutto questo tempo ho letto moltissimo, ho scritto parecchio, ho (s)consigliato diversi romanzi e ho avuto il piacere di collaborare con Autori e case editrici. Ho partecipato alla creazione di eventi letterari alla Libreria Sulla Parola di Caluso (TO) assieme ad Elisa La lettrice rampante, sto attualmente collaborando con un gruppo di undici bookblogger attraverso il progetto Book Bloggers Blabbering.

Mi sono innamorata di tanti luoghi, ho sognato moltissime destinazioni e viaggi, ho conosciuto tantissimi altre lettrici e lettori come me, vicini e lontani.

Soprattutto, in questi anni ho letto due libri bellissimi che mi hanno cambiato il modo di percepire il mondo e le cose: “Anime baltiche” di Jan Brokken e “Ho paura torero” di Pedro Lemebel. Il primo mi ha insegnato che “viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è la via più breve per arrivare a se stessi” e io non posso che essere d’accordo; il secondo mi ha permesso di capire che i sentimenti non vanno mai repressi, che bisogna viverla, la vita, ed essere esattamente quello che ci sente di essere, senza maschere o artifici.

Sono trascorsi tre anni molto belli, tra libri e viaggi, reali e immaginari. Ringrazio tutti voi lettrici e lettori perché mi avete fatto e mi state facendo compagnia in questo lungo giro del mondo: spero di continuare ad avervi a bordo sulla mia mongolfiera e mi auguro di poter leggere e consigliare ancora tanti libri belli!

Sui social, oltre al blog…

Facebook: Il giro del mondo attraverso i libri
Twitter: @Giromondolibri
Instagram: @claudia_giramondolibri

Cappadocia truly is a land of fairy-tales come true… #Turkey #HomeOf #Cappadocia Photo by @didi_finlay

A post shared by Turkey_Home (@turkey_home) on

Finalmente settembre: nuovi inizi e tanti progetti!

Buongiorno e ben ritrovati, lettrici e lettori del blog Il giro del mondo attraverso i libri! Rieccomi qui a scrivere e aggiornare questo spazio on line!

Nelle ultime settimane non ho più aggiornato il blog perché ho trascorso le vacanze nell’arcipelago maltese, isolette cariche di luce, di calore, dal mare cristallino, caldo e trasparente; isole con città arroccate su pietre calcaree a picco sul mare e dove mi sono fortemente emozionata durante la visita alla piccolissima capitale Valletta.

Come forse ho già detto molte volte, non riesco (quasi) mai a leggere in vacanza: vuoi perché ho tanta voglia di visitare, vuoi perché il mare non lo vedo mai e quando sono in spiaggia preferisco passeggiare e guardarmi attorno, senza una meta precisa su cui posare lo sguardo. Insomma, da quasi due settimane non ho più letto libri e ieri quando sono rientrata da Malta mi è venuta voglia di leggere e di recuperare tutte le letture arretrate, per poi parlarne sul blog.

E questo mi ha sopresa, forse proprio perché avevo bisogno di staccare un po’ dalla quotidianità, dal mondo dei social network e anche un po’ dalle letture, che ultimamente sono state parecchie. Oggi scrivo con molta più vitalità ed entusiasmo rispetto due settimane fa e ho veramente voglia di combinare qualcosa di nuovo, e forse questa è l’ennesima dimostrazione che ogni tanto fermarsi a riflettere e riposare fa bene.

Finalmente inizia settembre che, come ho già scritto, è il mese dell’anno che preferisco. Settembre è sempre come un nuovo inizio: le giornate sono meno luminose, ma anche meno afose, ho sempre un’energia incredibile di avviare progetti, nuove letture, nuove gite ed escursioni. Guardo le foglie che iniziano a cadere e capisco che l’autunno imminente per me è davvero la stagione migliore, quella che aspetto tutto l’anno.

Immagine via Pinterest

Quindi cosa bolle in pentola per il blog? Dopo una settimana di scarsissima presenza sui social network (la vita è qui fuori!), ieri pomeriggio ho:

  • dato un’occhiata alle interessanti novità letterarie che usciranno a breve, tra questa settimana e la fine dell’autunno
  • dato uno sguardo ai succosi sconti on line che molte case editrici stanno facendo per invogliare ad acquistare scorte di libri per l’autunno (e ho fatto un super acquisto on line, presto vi racconterò cosa ho preso!)
  • deciso che avvierò a breve  una nuova rubrica di viaggi e libri (ancora un po’ di pazienza e rivelerò tutto)
  • e alle porte c’è una nuova collaborazione con la casa editre BAO Publishing con un nuovo blogtour (se mi seguite su Facebook avete già visto l’evento).

Questo breve articolo l’ho scritto per aggiornare il blog dopo un po’ che non lo facevo, mentre le recensioni ai libri che leggo, gli articoli di approfondimento letterario e le nuove rubriche ripartiranno con costanza da lunedì 12 settembre!

Insomma, ci sono davvero tante cose che mi aspettano questo autunno che sta per arrivare…! Spero vorrete continuare a seguirmi in queste avventure in giro per il mondo con i libri!

acca5d772ebea5398ac81fd41f597e73

XXIX Salone del Libro di Torino: il mio racconto

Buongiorno lettrici e lettori! Mentre molti di voi si preparano per andare al Salone del Libro o come me ne hanno già nostalgia, io vi racconto la mia esperienza personale, vissuta nella giornata di giovedì 12 maggio.

20160512_134642bis

Finalmente il Salone del Libro!

La giornata dello scorso giovedì è stata davvero ricca di emozioni, di nuovi libri e di nuove conoscenze, soprattutto ho conosciuto dal vivo persone con le quali mi ero solo rapportata via mail oppure on line.

Ho incontrato per prime Silvia e Giulia allo stand di Exòrma editore. Giulia l’ho conosciuta attraverso il suo blog Il diario dei libri, mentre Silvia l’avevo sentita tramite mail. Chiacchierando un po’ con loro, mi consigliano di leggere il romanzo di Claudio Morandini “Neve, cane, piede“, da poco pubblicato. Mi fido di loro e lo acquisto (con un po’ di sconto, grazie Silvia!). In realtà, l’ho già divorato e ve ne parlerò prossimamente.

Passo a salutare – anzi a conoscereValentina di Gorilla Sapiens edizioni e incontro anche il simpaticissimo gorilla di peluche, la mascotte della casa editrice. Dovrebbero fare dei mini portachiavi con il gorilla, insomma, dei gadget gorillosi perché sono davvero simpatici!

20160512_101934bis

Il gorilla sorveglia i gorillibri!

Corro da Safarà edizioni per cercare Alice, ricordate che è stata lei a coinvolgermi per il blog tour del romanzo dell’autore ceco Tomas Zmeskal “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme“? Purtroppo Alice non era ancora arrivata, così chiacchiero con la sua collega e l’editore, e mi rivelano i prossimi romanzi che pubblicheranno nella collana KEL (Kaleidoscopic European Literature). Tradurranno per noi lettori italiani autori danesi, islandesi, irlandesi, inglesi, slovacchi, cechi e montenegrini. Insomma, una collana da tenere d’occhio anche perché alcuni autori sono Premi Europei per la Letteratura!

Qualche giorno prima del Salone del Libro, su Facebook avevo visto comparire una casa editrice nuovissima e giovanissima: Racconti edizioni. Incuriosita vado a conoscerli. Due degli editori – tutti giovanissimi – mi raccontano il loro progetto di pubblicare solo ed esclusivamente raccolte di racconti, genere decisamente bistrattato dai lettori italiani (anche lettori forti). Gli autori saranno sia italiani che stranieri, per adesso hanno in catalogo tre autori stranieri. Mi piace la grafica delle loro copertine, il formato del libro e mi piace l’idea di leggere racconti, così prendo due raccolte, che leggerò prossimamente. Al Salone erano in super anteprima, ma dal 19 maggio potrete ordinare i libri on line o dal vostro libraio di fiducia.

20160512_110636_

Da Racconti edizioni, non solo libri ma anche biscottini!

Da Keller editore non ho dubbi sul libro da acquistare: “Sassi vivi” di Anna Rottensteiner mi affascinava da tempo, così decido di prenderlo (anche se, in realtà, avrei acquistato praticamente tutto il loro catalogo!).

Mettendo da parte la timidezza – con quel clima allegro e festoso la timidezza la si deve obbligatoriamente mettere da parte – vado dai ragazzi di Casa Sirio edizioni. Come forse ricorderete, ho vinto la loro ultima novità grazie ad un concorso lanciato da loro su Facebook. Sono tutti gentilissimi: mi regalano il libro di Steve Hockensmith “Elementare, cowboy” e chiacchieramo un bel po’, di parecchie cose: dalla grafica delle loro copertine al fatto che molti dei loro libri sarebbero perfetti da leggere nelle scuole, ma spesso i docenti non hanno molta voglia di collaborare e di mettersi in gioco. Un vero peccato.

20160512_113831

Casa Sirio è davvero una casa, grazie per l’accoglienza!

Ancora non lo so, ma sto per ricevere una bellissima sorpresa: il mio fidanzato fino alla sera prima mi aveva detto che non sarebbe passato al Salone, e invece… mi scrive un messaggino e mi dà appuntamento da Einaudi. E’ buffo ricevere un appuntamento al Salone del Libro! E’ stata un vera sorpresa trovarlo lì, a vagare anche lui tra montagne di libri, così per far sì che la sorpresa fosse davvero completa, lo trascino da Libraccio e mi faccio comprare “Un lungo silenzio” di Angeles Caso, nuovo ma scontatissimo (3 euro!).

Accompagnata ora, e non più sola, saluto Francesca e Sara di Lindau: un’accoglienza davvero gioiosa e tenerissima! Anche Lindau è davvero una casa, oltre che una casa editrice.

Fazi mi tenta con lo sconto del 50% sull’autore del giorno, che giovedì era Elisabeth Strout: così acquisto “Olive Kitteridge”, dopo aver letto solo recensioni positive.

Ci perdiamo ancora in un mondo di Adelphi, passiamo da Sellerio (gentilissimi!) e resto un po’ delusa dalla Bao Pubblishing perché non hanno portato il libro che avrei voluto prendere. Infine, prima di uscire, saluto Carlotta e Andrea di Las Vegas edizioni e acquisto l’ultimissima novità “Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati” di Davide Bachilega.

Insomma, alla fine della fiera (è il caso di dirlo), me ne torno a casa con otto libri nuovi! Due regalati, uno scontatissimo e gli altri acquistati, alcuni scontati alcuni no. Degli acquisti sono decisamente soddisfatta: ora mi servono duemila anni per leggere tutti i libri che ho preso, ma prometto che presto ve ne parlerò!

20160512_180009

Il bottino del Salone del Libro!

Un po’ di nostalgia per il Salone del Libro ce l’ho già, e al prossimo Salone mancano almeno 365 giorni… Però, per fortuna, tra due settimane inizia La Grande Invasione a Ivrea… seguitemi e vi terrò aggiornati!

Di libri e di cultura: una giornata a Milano tra BookPride e musei

Buongiorno lettrici e lettori, come avevo anticipato nei giorni passati, ecco il mio articolo di resoconto sulla giornata di ieri: una mattinata intensa al BookPride a BASE di Milano e un pomeriggio ancor più intenso in giro per musei (con ingresso libero in occasione dell’iniziativa musei gratuiti ogni prima domenica del mese).

BookPride: cos’ho visto, cosa ho fatto, chi ho incontrato e soprattutto… cos’ho comprato!

Alla scorsa edizione del BookPride non ero potuta andare, per cui per me questa è stata la prima volta. In effetti, la fiera è piccina, molto più piccina del Salone del Libro di Torino – al quale io sono abituata – ma confesso che questo suo essere piccola non mi è dispiaciuto: essendoci andata di mattina, ho trovato poca gente e ho avuto la possibilità di chiedere consigli direttamente agli editori, nonché chiacchierare un po’ con loro chiedendo allegramente di tradurre autori provienienti dalla Guyana francese (spiazzandoli, aggiungo).

E’ vero che gli editori non hanno portato tutto il loro catalogo, ma è stato meglio così: anziché tre libri ne avrei altrimenti presi cinque e i miei buoni propositi sarebbero andati in fumo.

DSC_0074_blog

Alice mi racconta perché i libri di Safarà editore sono… storti! (foto: Paolo)

Per prima cosa sono stata allo stand di Safarà edizioni, un editore di Pordenone, dove la simpatica Alice mi aveva invitata per omaggiarmi di una copia della loro ultima novità “Lettera d’amore in scrittura cuneiforme” dell’autore ceco Tomás Zmeskal. Alice mi ha contattata qualche mese fa per chiedermi se avrei voluto ospitare sul mio sito un blogtour di promozione di questo romanzo; dopo aver letto la trama e qualche recensione straniera, ho accettato soprattutto per due motivi: il romanzo è ambientato a Praga (e io amo questa città) e l’autore ha vinto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura (che per me, dopo aver letto due autori che hanno vinto questo premio, sta diventando una garanzia di qualità del libro).

Dopo aver incontrato Alice, mi prefiggo di comprare solo i due romanzi che avevo segnato, ma nel mio vagare trovo lo stand dell’editore marcos y marcos e là, in bellavista, c’è “Il battello bianco” di Tschingis Aitmatov, scrittore originario della Kirghisia. Questo libro non l’ho preso per caso: lo incontrai per la prima volta citato da Tiziano Terzani in quel libro magnifico che è “Buonanotte signor Lenin“, dove il giornalista toscano racconta la dissoluzione dell’ex-URSS. Arrivato a parlare della Kirghisia, Terzani cita Aitmatov e da quel momento – son passati quasi due anni – mi sono prefissata di leggerlo. Sarà una delle mie prossime letture.

Così, trovo il piccolo stand dell’editore milanese Metropoli d’Asia, per capirci coloro che hanno pubblicato il bellissimo romanzo di Eka Kurnianwan, lo scrittore indonesiano di cui presto vi parlerò. Racconto all’editore di quando sia rimasta colpita da Kurnianwan, candidato tra l’altro al Man Booker International Prize, e acquisto senza tanti dubbi la loro ultima novità “E adesso?” di A Yi, scrittore cinese molto noto in Patria. La storia parla di un tipo un po’ psicopatico, ma io sono sicura che questo spaccato anomalo di una Cina che di solito sembra ordinatissima, mi piacerà molto.

DSC_0083_blog

Il catalogo di Metropoli d’Asia è magnifico, se cercate libri di scrittori asiatici contemporanei e di oggi, questo è l’editore giusto (foto: Claudia).

Come ultimo acquisto, scelgo la novità dell’editore gran vía, una casa editrice specializzata in letteratura spagnola e latinoamericana (ispanofona). Acquisto senza nessun dubbio “Il pappagallo che prevedeva il futuro” di Luciano Lamberti, giovane promessa argentina della letteratura di oggi, con un nome curiosamente italianissimo. Ho scelto proprio questo, tra il loro bellissimo catalogo, perché a me piacciono molto i racconti e più sono strampalati più mi garbano (ce n’è uno che parla di come vivono i giganti!). Ah, è a loro che ho chiesto se avevano autori ecuadoregni, paraguayani, boliviani o della Guyana francese!

Passo anche allo stand de La nuova frontiera, altra casa editrice che amo molto: vorrei comprare “Di uomini e bestie” di Ana Paula Maia, ma sfogliandolo leggo a caso delle scene un po’ forti, credo di non essere ancora pronta per questo tipo di lettura. E me ne dispiace un po’, forse dovrei superare le mie ansie e le mie paure. Chissà, magari al Salone ci ripenserò…

Girovagando per musei: Museo di Scienze Natuali, Galleria di Arte Moderna e Museo del Novecento

Approfittando dell’ingresso libero per tutti nei musei statali, ogni prima domenica del mese, io e il mio fotografo ufficiale scegliamo di andare a visitarne tre. Il primo è il Museo di Scienze Naturali, del quale io avevo un ricordo bellissimo della sala dei cristalli ma già da qualche anno – da quello che mi ha detto un operatore – non è più possibile vederla perchè nella sala che fu dei cristalli ora allestiscono le mostre temporanee. Che delusione, anche se il percorso dei fossili è sempre molto carino da intraprendere.

DSC_0092_

Al Museo di Scienze Naturali hanno tolto i cristalli, per fortuna ci restano i dinosauri (foto: Paolo).

DSC_0108_blog

La sala principale della Galleria di Arte Moderna di Milano (foto: Paolo)

Il secondo museo è la Galleria di Arte Moderna di Milano, ad un paio di minuti a piedi dal Museo di Scienze Naturali. Alla GAM si possono fare fotografie e abbiamo cercato di immortalare tutta questa bellezza. Con la pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento, senza dubbio la GAM sale sul podio dei musei di Milano che mi piacciono di più. Tra i dipinti che ho preferito ci sono senza dubbio quelli che hanno come soggetto la lettura, come “In lettura” di Federico Zandomeneghi, “La lettura” di Federico Faruffini e “Prime letture” di Plinio Nomellini. Come dimenticare poi il ritratto del buon Alessandro Manzoni ad opera di Francesco Hayez, le vedute del Vesuvio di Giuseppe De Nittis (tanto belle che sembrano fotografie) e l’ultima sala con dei paesaggi di una bellezza impareggiabile. Menzione speciale per Angelo Morbelli che con “La stazione Centrale di Milano” mi ha fatta sognare un’epoca che non c’è più, con una vena di malinconia e una di romanticismo.

Con le ultime forze rimaste, ritorniamo in Piazza Duomo per visitare il Museo del Novecento, che ne vale la pena già solo per vedere “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Oltre a Pellizza da Volpedo, il museo custodisce opere di Umberto Boccioni, Henri Matisse, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Vassilij Kandinskji, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Renato Guttuso e… una Merda d’artista di Piero Manzoni, la n. 80.

Il viaggio di ritorno in metrò è un po’ surreale, affollatissima e sporchissima tanto da togliere il respiro (la metrò di Milano se la gioca con l’orrenda metrò di Roma), ma arriviamo alla Stazione Centrale con anticipo (così mi prendo ancora un segnalibro alla Feltrinelli).

Non mi resta che leggere tutto ciò che ho comprato e… organizzare la prossima prima domenica del mese per vedere altri tesori di Milano senza pagare nemmeno un euro!

Cosa leggo? Consigli per gli acquisti al BookPride 2016 (o dal libraio di fiducia)

Buongiorno lettrici e lettori! Come vi ho anticipato ieri sera sulla mia pagina Facebook collegata al blog, ho deciso di scrivere un articolo con alcuni consigli e suggerimenti per gli acquisti librosi al BookPride 2016. Anzitutto, per chi non lo sapesse, il BookPride è la fiera nazionale degli editori indipendenti, promossa da Odei che intende tutelare e promuovere la bibliodiversità. La fiera inizia venerdì 1° aprile – oggi pomeriggio – e si conclude domenica 3 aprile, sarà ospitata a BASE Milano, l’ingresso sarà gratuito e potrete trovare più di 150 editori indipendenti.

L’idea di scrivere un articolo con alcuni suggerimenti è nata per due motivi: in primis, perché di recente sono davvero usciti tanti libri belli e come seconda cosa, dato che gli editori indipendenti sono tantisismi, qualche uscita potrebbe esservi sfuggita (e questo è un promemoria anche per me!).

Presenterò quindi una selezione di romanzi pubblicati di recente da editori indipendenti che potrete trovare al BookPride. Ovviamente, se non andrete al BookPride sono certa che il vostro libraio di fiducia vi potrà reperire tutti i romanzi che vi segnalo. Ecco a voi la mia selezione…

477Titolo: La vita da sogno di Champa il tibetano

Autore//Traduttore: Chan Koonchung//Lorenzo Andolfatto

Editore: Atmosphere libri

Prezzo: 15 euro

Trama: La vita è semplice per Champa, un giovane tibetano. Ha un buon lavoro come autista nella sua città natale di Lhasa, e se il suo capo cinese Mei è un po’ prepotente, beh, si può capire che lei è una seria collezionista d’arte, dopo tutto. E lo fa arrivare a guidare la sua enorme Toyota. Quando comincia a dormire con il suo capo, la vita diventa un bel po’ più complicata. Improvvisamente la vita sessuale di Champa è al di là dei suoi sogni più sfrenati. Ma poi Mei porta a casa una statua di Tara – una statua che brilla con squisita bellezza femminile – e improvvisamente la vita non è semplice per tutti, così Champa fugge per Pechino alla ricerca della propria ispirazione, rubando la Toyota e l’iPhone di Mei e lasciandola arrabbiata e in cerca di vendetta.

frammenti-dalla-sennaTitolo: Frammenti dalla Senna

Autore: Stefano Duranti Poccetti

Editore: Ensemble

Prezzo: 10 €

Trama: Una passeggiata per le strade di Parigi in cui la città, mai come in questo periodo ferita a morte, torna a suscitare il suo naturale fascino letterario e artistico. Una prosa poetica e attenta ci accompagna in un viaggio caleidoscopico in cui i tanti frammenti da cui è composta diventano i pezzi di un puzzle volutamente incompleto.
Parigi si presenta attraverso la voce della Senna, la reale protagonista della narrazione, che, dal suo punto di vista privilegiato, mostra una città al tempo stesso bellissima e contraddittoria; una città di artisti, clochard, prostitute, uomini qualunque, che dal centro alla periferia – quella delle tante banlieue come Aubervilliers – danno respiro e corpo a una delle metropoli più affascinanti al mondo.

pappagalloTitolo: Il pappagallo che prevedeva il futuro

Autore//Traduttore: Luciano Lamberti//Vincenzo Barca

Editore: gran vía

Prezzo: 10 €

Trama: Giganti che vivono in ampie vallate, misteriose entità che prendono possesso di corpi, uomini che parlano con gli animali e animali che parlano come se fossero uomini popolano con totale disinvoltura il vasto universo che Luciano Lamberti costruisce in questo libro. Sei racconti intensi e impattanti, dominati da una poderosa immaginazione, che descrivono il lato inquietante delle cose familiari o l’irruzione del mostruoso nella vita quotidiana. Storie che, allo stesso tempo, diventano soprattutto un modo per narrare la violenza che gli uomini perpetrano contro i loro simili e contro le proprie paure. La migliore tradizione fantastica – quella di Borges, Bioy Casares e Cortázar – rivive nei testi di Lamberti, considerato unanimemente uno dei principali esponenti della letteratura argentina contemporanea, perché come scrive Francisco Ángeles per la rivista letteraria buensalvaje «erano anni che la narrativa latinoamericana non mi coinvolgeva con una raccolta di racconti così potente, stimolante e originale».

20151218144220_alta_montecarloTitolo: Monte Carlo

Autore//Traduttrici: Peter Terrin//Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo

Editore: Iperborea

Prezzo: 16 €

Trama: Maggio 1968, il sole brucia sul circuito di Monte Carlo, dove sta per iniziare l’atteso Grand Prix. Il principe di Monaco, il jet set e la stampa mondiale aspettano l’arrivo di Deedee, la divina stella del cinema francese, sogno proibito di ogni uomo e anche di un giovane e timido meccanico della Lotus: Jack Preston. Ma proprio quando l’attrice fa la sua entrata in pista, un’auto esplode e Jack, travolto dalle fiamme, le fa scudo con il corpo. Lei ne esce illesa, lui gravemente ustionato. Rispedito nel suo piccolo villaggio inglese, stroncata la carriera cui aveva dedicato la vita, Jack attende fiducioso che la donna più desiderata della terra riconosca il suo atto eroico, gli renda l’onore che si merita e gli dichiari il proprio amore, chiamandolo a sé nell’olimpo delle star. Eppure i giorni passano e le cicatrici restano senza che Deedee lo degni di un cenno, mentre la speranza sprofonda sempre più in una cieca ossessione. Con una scrittura essenziale e di una precisione chirurgica, che procede per incalzanti quadri di poesia e humour nero, Peter Terrin si cala negli anni della dolce vita per comporre una parabola densa di suggestioni etiche, sociali, esistenziali. Goffo incompreso, folle fanatico, o giovane incapace di capire che al mondo non importa di lui, Jack Preston non si rassegna all’indifferenza. Vittima dello scarto incolmabile tra noi e gli altri, o di quell’ansia di celebrità che proprio nel ’68 teorizzò Andy Warhol, si rifiuta di cedere alla delusione. Come un uomo di fede che continua a cercare un segno da un imperscrutabile empireo, un antieroe in lotta con l’assurdità della vita, o un moderno Don Chisciotte in un’epoca che offre tanti sogni quanti amari risvegli.

ayiTitolo: E adesso?

Autore//Traduttrice: A Yi //Silvia Pozzi

Editore: Metropoli d’Asia

Prezzo: 10 €

Trama: Un giorno qualunque in una provincia del-la Cina. Mentre conduce la sua vita norma-le, un adolescente sta progettando il brutale assassinio della sua unica amica. La attira in una trappola, la strangola, infila il cadavere in una lavatrice e fugge dalla città, dando il via a una caccia all’uomo piena di imprevisti. E adesso? è un romanzo elettrizzante e raffinato su un omicidio privo di movente che ricorda l’assurdo di Kafka, il nichilismo di Camus e la corruzione morale di Dostoevskij. È un’a-nalisi scioccante della disperazione che in-trappola gli abitanti poveri delle campagne e allo stesso tempo un’incursione condotta con grande abilità tecnica nel campo dell’horror e della suspense. Con uno straordinario con-trollo dello stile, A Yi svela l’antefatto psico-logico che ci consente di dare un senso alla drammatica violenza della storia e fornisce degli scorci agghiaccianti e rivelatori su un Paese che vive un radicale cambiamento dal punto di vista sociale, politico ed economico.

Cop-HenriquezTitolo: Anche noi l’America

Autrice//Traduttore: Cristina Henriquez // Roberto Serrai

Editore: NN editore

Prezzo: 17 €

Trama: Maribel Rivera è una ragazzina bella e felice, fino all’incidente che le cambia la vita. I genitori decidono di abbandonare la sicurezza della propria casa in Messico per trasferirsi negli Stati Uniti, nel Delaware, così da garantirle la migliore assistenza possibile. Il sogno americano dei Rivera si traduce nella possibilità di dare un futuro alla figlia.
Mayor Toro vive nella casa accanto, e la sua famiglia è arrivata dal Panama quindici anni prima. Il ragazzino è il solo che riesca, lentamente, a entrare in sintonia con Maribel e a farle tornare il sorriso. Le voci di Mayor e di Alma, la madre della ragazza, si alternano con quelle della comunità dei vicini: uomini e donne dalle vite divise, che devono lottare per conquistare un nuovo presente, lasciandosi alle spalle la nostalgia e le fatiche del passato.
Anche noi l’America è un romanzo di speranze e sogni, di possibilità e desideri, e racconta con dolcezza della ricerca personale e collettiva di un luogo, un tempo, e soprattutto di una voce.

copj170.aspTitolo: Sanctuary Line

Autrice//Traduttore: Jane Urquhart// Nicola Manuppelli

Edtiore: Nutrimenti

Prezzo: 17 €

Trama: Chiamata a lavorare in un centro di ricerca per studiare la migrazione delle farfalle monarca, l’entomologa Liz Crane si trasferisce a vivere nella fattoria in riva al lago Erie dove ha trascorso le estati della sua infanzia. Il luogo, un tempo affollato da zii e cugini, e dai lavoratori che giungevano annualmente dal Messico per la raccolta, ormai è caduto in rovina. I frutteti sono abbandonati, i campi sono arsi, e la vecchia casa di famiglia è popolata dai fantasmi. Osservando attorno a sé i resti di un mondo scomparso, la donna ripercorre con la memoria quel passato luminoso – i giochi di bambini, le nuotate al lago, le leggende e le poesie, le barchette di carta liberate in acqua. E poi, a segnare la fine della stagione estiva, l’albero che avvampa di farfalle. Ma a gettare un’ombra sui ricordi è lo spettro di ciò che avvenne dopo, la successione di eventi che, come un cataclisma, hanno sconvolto un equilibrio apparentemente immutabile. Una trama di perdite e assenze, che s’intrecciano in una vicenda densa di simbologie. Considerata l’erede di Alice Munro e Margaret Atwood, pluripremiata in patria e all’estero, in questo romanzo Jane Urquhart costruisce una storia familiare emozionante e piena di mistero, affrontando temi profondi e attuali: il tempo, la passione e l’identità; l’eredità e il destino; la fragilità delle relazioni umane e il complesso dialogo tra culture diverse.

Cover-LetteraDamore-800x1235Titolo: Lettera d’amore in scrittura cuneiforme

Autore// Tradutrice: Tomáš Zmeškal // Laura Angeloni

Editore: Safarà

Prezzo: 19.50 €

Trama: Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è costruito come un caleidoscopio di storie che percorrono la spina dorsale del libro a tutta velocità – in un labirinto di trame interconnesse e sovrapposteche cercano di sondare i destini interconnessi dell’uomo e della Storia. Il libro trova la sua trama principale in Josef, prigioniero politico nella Praga del secondo dopoguerra e nel complesso rapporto che lo lega a sua moglie Kveta e a un terzo uomo che, poliziotto nella Praga sovietica, ne determinerà crudelmente e perversamente i destini; tuttavia, se questi sono i personaggi principali, il libro offre una fitta rete di storie collaterali e voci polifoniche che collidono con la principale linea narrativa. Una saga familiare intesa e crudele che interpreta l’universo umano e storico della Praga del ‘900 attraverso l’uso alchemico della letteratura.

SUR42_Hasbun_Andarsene_cover-1Titolo: Andarsene

Autore//Traduttrice: Rodrigo Hasbùn //Giulia Zavagna

Editore: SUR

Prezzo: 15 €

Trama: Andarsene è un denso, intrigante romanzo che unisce mirabilmente realtà storica e finzione letteraria. Un efficace montaggio di episodi e voci permette di seguire le vicende della famiglia Ertl dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Hans Ertl, cineasta tedesco che sotto la direzione di Leni Riefenstahl aveva glorificato l’estetica nazista, finita la guerra si rifugia in Bolivia con la famiglia, inseguendo il sogno di una spedizione archeologica. La moglie e le tre figlie non usciranno indenni dalle incolmabili assenze di quel padre, eppure Monika, la più grande e audace delle tre, finirà per ereditare il carattere anticonformista di Hans e lanciarsi verso un obiettivo molto più temerario, abbracciando la rivoluzione e finendo col passare alla storia come «la vendicatrice di Che Guevara». Tra i poli opposti di queste due figure vigorose corrono i rapporti con gli altri personaggi, grandi fallimenti e piccole tenerezze familiari, in un romanzo che ha il passo e la forza delle storie memorabili.

moscaTitolo: Orgasmo a Mosca

Autore//Traduttrice: Edgar Hilsenrath//Roberta Gado

Editore: Voland

Prezzo: 16 €

Trama: Nino Pepperoni, boss dei boss della mafia americana, è disposto a fare qualsiasi cosa per la sua unica figlia, la trentenne Anna Maria. Durante un soggiorno a Mosca la donna conosce Sergej Mandelbaum, ebreo “tiratardi e pelandrone e traduttore”, con il quale raggiunge per la prima volta l’orgasmo. Decide di sposarlo a tutti i costi, anche se Sergej, segnalato sulla lista nera del KGB, non può uscire dall’URSS per vie legali. Allora Anna Maria si fa mettere incinta per costringere il padre ad aiutarla a portare in America il futuro marito. Ha inizio così un viaggio rocambolesco ricco di colpi di scena. Una trama provocatoria e surreale per una sex and crime story decisamente sopra le righe.

Eccoci alla fine della mia personale selezione di titoli e novità letterarie: sono sicura che il vostro portafoglio mi sta maledicendo; ce n’è qualcuno che vi ispira in modo particolare? Avete già una lista di libri da acquistare al BookPride o dal vostro libraio di fiducia? Sono curiosa di sapere cosa ne pensate di questi romanzi: commentate l’articolo, se vi va!

Lunedì pubblicherò l’articolo con l’esperienza vissuta al BookPride 2016 e il giretto “da turista” che farò a Milano nel pomeriggio.

Un po’ di classifiche… I migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015

L’idea di compilare una classifica dei migliori (e i peggiori) libri letti nel 2015 mi sembra un ottimo modo per tirare le somme di questo anno di (abbonanti) letture. Di libri proprio brutti non ne ho letti, anche perché di solito tendo ad interrompere la lettura se un libro non mi piace, e nella classifica di quelli che io definisco peggiori troverete libri che mi hanno convinta poco.

Troverete di seguito le due classifiche, la prima con gli undici libri che ho preferito e la seconda con i cinque libri che mi hanno delusa (e vi spiegherò in breve anche il motivo). Come sempre, cliccando sul titolo del libro si aprirà il collegamento alla recensione sul mio blog.

I migliori libri letti nel 2015

20151227_141909_Richtone(HDR)

I migliori libri letti nel 2015 in posa per voi!

1- “Le fragili attese” di Mattia Signorini (Marsilio). Perché è un libro bellissimo e perfetto per chi ama gli aneddoti raccontate da gente comune, che all’apparenza non hanno nulla di speciale mentre in realtà sono dei contenitori di storie e di vite incredibili.

2- “E’ finito il nostro carnevale” di Fabio Stassi (minimum fax). I tifosi nostalgici troveranno senza dubbio emozioni per i loro cuori quando Stassi descrive “la partita del secolo”, la semifinale Italia – Germania Ovest di Messico ’70. Tutti gli altri, troveranno un piccolo capolavoro della letteratura italiana contemporanea. Leggetelo!

3- “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg (Iperborea). Per chi ama le scienze naturali, la poesia e i romanzi che sfuggono ad ogni classificazione. E’ un libro che mi ha divertita molto, emozionata, incuriosita e fatta sorridere.

4- “Piccola osteria senza parole” di Massimo Cuomo (E/O, 2014). Per chi come me è nato in un paesino piccino picciò dove la vita di paese – o quasi – ruota attorno al bar, questo libro non può mancare sulla vostra libreria. E’ la storia di un piccolo paesino – Scovazze – al confine tra il Veneto e il Friuli, dove a portar scompiglio è un teròn, tale Salvatore Tempesta.

5- “Ho paura torero” di Pedro Lemebel (marcos y marcos). Cosa mi resta dopo una lettura come questa? La sensazione di aver letto un bellissimo libro, la voglia di scoprire il Cile, con le sue mille sfumature, i suoi colori, i suoi profumi e la sua gente. Mi resta la voglia di rileggerla, una storia così, perché non è facile trovare libri come questo che conquistano cuore e ragione, che mescolano sapientemente così tante informazioni e sentimenti.

6- “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson (Bompiani). Allan Karlsson è arrivato all’improvviso nella mia vita e mi ha trascinata nella sua incredibile avventura a tratti surrale e a tratti incredibile. Ringrazio chi mi ha donato questo bellissimo libro.

7- “Il paradiso degli animali” di David James Poissan (NN Editore, 2015). Scrivere un racconto credo sia molto più difficile che scrivere un romanzo, giacché in poche pagine deve emergere il succo del discorso, senza perdersi in troppe parole. E David James Poissant ci riesce in modo a dir poco magistrale, dando vita ad un carosello di personaggi e situazioni indimenticabili. Assolutamente da leggere.

8- “Atti osceni in luogo privato” di Marco Missiroli (Feltrinelli). Avevo sentito molto parlare di questo romanzo, e avevo letto diversi commenti positivi sia nei vari gruppi di lettura che frequento, sia leggendo blog di libri amici in rete. Il risultato è un romanzo di una finezza incredibile (nonostante l’apparente deretano in copertina) che celebra amore e letteratura sullo sfondo di due bellissime città, Milano e Parigi.

9- “Sembrava una felicità” di Jenny Offill (NN Editore). Un libro per chi ama l’America, il Midwest, i Motel lungo del strade polverose e le mattinate in cui nevica; per chi da piccolo sognava di andare ad esplorare l’Universo a bordo di una navicella spaziale; per chi non ha rinunciato ai sogni, nonostante tutte le avversità.

10- “Cade la terra” di Carmen Pellegrino (Giunti). Nel romanzo dell’abbandonologa Carmen Pellegrino c’è la storia struggente e bellissima di Alento, un borgo immaginario del Centro-Sud dove gli abitanti fuggono a causa di una immensa frana che mina l’intero paesino. Tutti gli abitanti tranne una: una ragazza che ad Alento ha messo radici e non c’è frana che tenga.

11- “Il dolore del mare” di Alberto Cavanna (Nutrimenti). Galeotta fu la bellissima copertina e l’ambientazione all’isola di Palmaria (La Spezia), proprio di fronte alle Cinque Terre che io amo tanto. Candidato anche al Premio Strega (che ahimé non ha vinto), il romanzo di Alberto Cavanna è uno splendido spaccato di vita isolana nel Novecento, con protagonisti indimenticabili come la forte Elvira.

I peggiori libri del 2015

20151228_145045

I libri bruttini in posa per voi! (foto: Claudia)

1- “L’offesa” di Ricardo Menéndez Salmón (marcos y marcos). Non che sia un libro brutto, ecco, ma il finale proprio non mi ha convinta.

2- “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (marcos y marcos). No, c’è qualcosa nello sviluppo della storia che non mi è piaciuto. L’idea di partenza era ottima, ma il come è stata raccontata la storia non mi ha soddisfatta del tutto.

3- “Il pozzo” di Juan Carlos Onetti (SUR). Mi ha innervosita la sua brevità, forse sarebbe stato meglio includere questo scritto in una raccolta di racconti o romanzi brevi.

4- “Tramonto di un cuore” di Stefan Zweig (Garzanti). Non ci siamo: è troppo breve, mi ha irritata tanto quanto “Il pozzo” di Onetti, bisognerebbe fare una raccolta che comprenda alcuni di libricini minuscoli, almeno per giustificare la spesa.

5- “Noi” di Evgenij Ivanovic Zamjatin (Garzanti). Credo che la colpa sia della vecchissima traduzione di questo libro, sostanzialmente incomprensibile.

Avete letto qualcuno di questi libri che io giudico i migliori del mio 2015 da lettrice? Quali sono secondo voi i migliori libri letti nel 2015? E i peggiori? Aspetto i vostri commenti!

Raccontare e raccontarsi: del perché in Italia si scrive così tanto

In questi giorni, oltre alle mie solite letture, mi sono ritrovata a leggere un manoscritto di una ragazza che mi ha gentilmente chiesto un mio parere sulla qualità della storia e dello scritto. Messo in chiaro che non sto leggendo in veste professionale, ma in modo completamente gratuito e “da amica”, sfogliando il manoscritto sono sorte spontanee alcune riflessioni.

Sono solo agli inizi della lettura, ma ho intravisto alcune inesattezze dettate principalmente dalla poca confidenza che ha la ragazza con la scrittura, causata dalla sua giovanissima età. Nella sua testa certamente la storia ha forma e sostanza, ma nell’espressione di ciò che aveva in mente ho visto un po’ di difficoltà. E’ logico, nessuno nasce scrittore e spesso i manoscritti vengono revisionati – o stravolti – dagli editor.

77172e7c9103188ae32b626f81225255

Non voglio parlare del manoscritto che sto leggendo, ma mentre scrivevo note a margine mi sono chiesta il perché tutti vogliono scrivere un libro. Conosco parecchie persone che hanno pubblicato un libro – alcuni con case editrici a pagamento, ma ne riparleremo in un altro articolo – oppure persone che hanno un manoscritto nel cassetto e cercano di pubblicarlo ad ogni costo.

Perché gli italiani leggono poco ma scrivono tantissimo? Ognuno di noi ha una storia da raccontare, o anche più di una. C’è chi ha il nonno che ha fatto la guerra o la nonna era una staffetta dei partigiani; c’è chi ha superato una malattia e vuole raccontare la propria esperienza; c’è chi è stato volontario in Africa e vuole raccontare la condizione dei bambini denutriti al resto del mondo. Insomma, ognuno di noi racchiude storie, noi stessi non siamo altro che contenitori di storie, e nei nostri scritti ci mettiamo molto di noi.

Tutte queste storie valgono la pena di essere raccontate? Se ci poniamo noi stessi questa domanda, la risposta è senza dubbio sì: certo, la mia storia vale la pena di essere pubblicata.

Chi non riesce a pubblicare con editori “famosi”, si affida all’autopubblicazione e se si guardano i dati recenti, il fenomeno è palesemente fuori controllo: secondo l’Associazione Italiana Editori (AIE) le opere autopubblicate disponibili in cartaceo rappresentano circa il 5% dei titoli in commercio, ma sono circa 6.500 gli ebook creati con le piattaforme di self-pubblishing disponibili in rete (fonte dati: AIE).

macchina

Nel corso di questi ultimi anni, moltissimi hanno pensato che la propria storia valesse la pena di essere pubblciata e il romanzo doveva uscire dal famoso cassetto. Ma perché? Perché con l’arrivo dei social network la nostra vita è stata stravolta. Oggi sentiamo il bisogno di condividere ogni cosa anche con dei perfetti sconosciuti, da ciò che è insignificante – che cosa ho mangiato questa sera? – ad eventi di grande importanza – è nato mio figlio.

Oltre all’impellente bisogno di condividere ogni santa cosa, i social network connettendoci col mondo ci hanno mostrato che siamo tantissimi su questa Terra, e questo ci ha portati all’urgenza di spiccare sugli altri, di distinguerci dalla massa. Dobbiamo prevaricare sul prossimo, convincerlo della nostra bravura, e soprattutto pubblicare la nostra storia perché forse abbiamo paura di restare anonimi o di essere dimenticati quando non ci saremo più.

Credo che siano questi i motivi per cui tanti vogliono pubblicare: l’urgenza della condivisione con il pubblico e la paura di restare anonimi.

Sono sicura che ognuno di noi contenga infinite storie – vere o di fantasia – che vorremmo far leggere al grande pubblico. Eppure, se l’aspirante scrittore scrive tantissimo e legge pochissimo, forse deve umilmente riconoscere che prima di essere grandi scrittori, tutti i nomi famosi sono stati – e sono ancora – grandi lettori, per cui non si può iniziare a scrivere se non si ha un minimo di cultura letteraria.

E se proprio sentiamo nel nostro cuore il bisogno di scrivere, possiamo iniziare a scrivere per noi stessi: impariamo a tenere un diario, inviamo lettere e cartoline agli amici, prandiamo appunti. Poi, dimentichiamo tutto, distacchiamoci e rileggiamoci dopo quale mese: siamo noi quelli che hanno scritto quelle cose, ci riconosciamo ancora?

immaginando