Stoccolma e arcipelago, una piccola guida letteraria

La Svezia, come il resto del Nord Europa, è sempre stato uno dei miei desideri. Ho sognato per lungo tempo di organizzare un viaggio in Svezia: immaginavo i luoghi, le città, i paesaggi e grazie alle mie letture riuscivo a vivere e i meravigliosi spazi svedesi.

Dopo aver tanto letto sulla Svezia, nel giugno scorso il mio sogno si è concretizzato prendendo un aereo per Stoccolma. La cosa buffa è che mi sono sentita come a casa, pur non avendo mai messo piede prima in Svezia.

Il potere dei libri è davvero grandioso.

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Stoccolma in noir

Era in gamba, aveva un’ottima presenza sullo schermo e sapeva farsi valere (…) Se avesse continuato, avrebbe avuto senza dubbio una carica dirigenziale molto meglio remunerata (…) Invece aveva scelto deliberatamente di abbandonare il mondo della tv e di puntare su Millenium, un progetto ad alto rischio che era iniziato in un angusto scantinato di Midsommarkransen, ma che aveva avuto sufficientemente successo da permettere il trasferimento, verso la metà degli anni novanta, nei locali più ampi e più accoglienti di Götgatbacken nel quartiere di Södermalm [Uomini che odiano le donne, Stig Larsson, trad. C. Giorgetti Cima, Marsilio]

Un caratteristico angolo del quartiere di Södermalm (foto: Claudia)

Il mio primo incontro con la Stoccolma letteraria avviene leggendo “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson, edito in Italia da Marsilio. Inizialmente impressionata dalla mole del romanzo, leggendolo mi sono resa conto di quanto fosse scorrevole, accattivante e piacevole.

Mikael Blomkvist è un noto giornalista investigativo, co-direttore della rivista svedese Millenium. Un giorno, il giornalista riceve la chiamata del potente industriale Henrik Vanger: l’uomo ha bisogno di Blomkvist per scoprire che cosa sia successo alla prediletta nipote Harriet, scomparsa nel 1966. Nel giorno dell’anniversario della scomparsa, ogni anno, Vanger riceve un fiore secco incorniciato. Mikael Blomkvist indaga aiutato dall’hacker Lisbeth Salander.

Il successo della saga Millenium, che comprende altri due volumi oltre Uomini che odiano le donne, è stato talmente forte che l’ufficio turistico di Stoccolma e molte guide private hanno iniziato a proporre il Millenium tour, un giro che conduce i visitatori nei luoghi dei romanzi di Stieg Larsson.

Tra i più interessanti, l’abitazione di Mikael Blomkvist al principio di Bellmansgatan, un lussuoso edificio con una vista unica sul canale di Riddarfjaerden e sulla città vecchia Gamla Stan; la redazione della rivista Millenium, all’angolo tra Götgatan e Hökensgata, proprio accanto alla fermata della metropolitana Slussen.

L’incantevole piazza di Mosebacke, con al centro la statua delle Sorelle di Nils Siogren, un luogo dove Lisbeth incontra il suo avvocato Annika, e bevono birra sedute accanto al Södra Teatern.

Tramonto sul Riddarfjaerden e vista su Gamla Stan (foto: Claudia)

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Sandham, l’isola degli omicidi

Dopo dieci minuti di passeggiata nel bosco, sbucò sulla spiaggia occidentale e davanti a lei si aprì il consueto scenario mozzafiato. Era davvero splendido (…) Nora si sedette su un masso al limitare del bosco per godersi la pace di quel luogo (…) Sprofondò le mani nelle tasche e si incamminò verso est. Se percorreva tutta la costa fino a Trouville e poi tornava verso casa passando per il bosco, ci avrebbe messo all’incirca un’ora. Una passeggiata né troppo lunga né troppo corta [Nel nome di mio padre, Viveca Sten, trad. A. Ferrari, Feltrinelli]

Trouville, isola di Sandhamn (foto: Claudia)

Mi sono innamorata perdutamente dell’isola di Sandhamn leggendo due romanzi gialli di Viveca Sten: “Il corpo che affiora” e “Nel nome di mio padre“. Terminato di leggere il primo libro, ho deciso che sarei andata a visitare l’isola di Sandhamn.

Giunta sull’isola, la sensazione è stata nuovamente quella di essere a casa: grazie alla lettura del primo romanzo della Sten, ogni scorcio mi pareva famigliare e utilizzando una mappa fornita dall’ufficio del turismo ho percorso l’intera isola a caccia dei luoghi dei romanzi.

Nel primo romanzo “Il corpo che affiora” conosciamo i due amici protagonisti, il poliziotto Thomas Andreasson e l’avvocato Nora Linde, alle prese con un rompicapo apparentemente senza soluzione: il cadavere di un uomo, in avazato stato di decomposizione, è stato ritrovato su una delle spiagge dell’isola. Come se non bastasse, a pochi giorni di distanza, altre due persone muoiono e il mistero si fa più fitto. Sarà una casuale scoperta di Nora nel capanno di Villa Brand a fare luce sul mistero.

Kvarnberget, Villa Brand nei romanzi di Viveca Sten (foto: Claudia)

Nel romanzo “Nel nome di mio padre” s’intrecciano passato e presente degli abitanti di Sandhamn, una storia di famiglie rivali e rancori mai sopiti. I luoghi qui sono la foresta di pini, dove i figli di Nora e altri amichetti fanno una macabra scoperta; il centro dell’abitato di Sandhamn, innevato e gelido; la chiesetta sulla roccia e il lontano cimitero sul bordo occidentale dell’isola.

Lasciò di nuovo vagare lo sguardo sui tronchi che lo circondavano, mentre una sensazione di disagio lo invadeva inesorabile. Il bosco gli pareva non finire mai, anche se lui sapeva bene che terminava sull’altro lato dell’isola, poco prima della spiaggia. Ma dal punto in cui si trovava non vedeva nulla [Nel nome di mio padre, Viveca Sten, trad. A. Ferrari, Feltrinelli]

La fitta foresta di pini che ricopre il centro dell’isola (foto: Claudia)

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Runmarö, la magia delle notti d’estate

Ogni estate ci sono alcune notti – non molte, ma alcune – in cui tutto è perfetto. La luce, il caldo, i profumi, la foschia, il canto degli uccelli… le farfalle. Chi può dormire, allora? Chi vuole? La maggioranza, a quanto pare. A me invece viene da piangere di gioia e mi metto a girovagare per l’isola fino all’alba, sognando e pensando che le notti d’estate sono la nostra risorsa meno sfruttata. Questo pensiero è nuovo, ma i sogni e le passeggiate ci sono state sempre, da che ricordo. [L’arte di collezionare mosche, Fredrik Sjöberg, trad. F. Ferrari, Iperborea]

In viaggio verso Sandhamn, attraverso l’arcipelago di Stoccolma (foto: Claudia)

Forse il mio amore per l’arcipelago di Stoccolma ha radici più lontane, perché prima di leggere i gialli della Sten ho letto “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg.

Questo è un libro che sfugge ad ogni classificazione, è impossibile da inserire in un genere letterario, ma per me è stata una lettura gradevole, divertente ed umoristica, mai noiosa o accademica, nemmeno quando Fredrik Sjöberg si lancia sulle disquisizioni a proposito dei suoi amati sirfidi.

Benché Sjöberg divaghi e parli di altri noti scienziati, artisti, scrittori ed esploratori, a me questo libro ha trasmesso soprattutto la voglia di andare a vedere dal vivo l’arcipelago, ammirare i suoi colori e assaporare i suoi profumi.

E ho pensato a Sjöberg quando, di ritorno da Sandhamn in traghetto, sorseggiavo un tè caldo e mangiavo biscotti al burro e cioccolato, mentre ammiravo i magnifici colori del tramonto, quasi alle dieci di sera.

Tramonto alle ore 22.30 sull’arcipelago di Stoccolma (foto: Claudia)

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Gita ad Uppsala in compagnia di un piastrellista

Veniva preso da una sorta di malinconica tristezza anche solo a passare nelle vicinanze e vedere giovani betulle e cardi crescere fra i binari dove un tempo correvano i vagoncini ribaltabili, riempiti fino all’orlo di pesante argilla dell’Uppland. Perché gli ricordava, in qualche modo vago e generico, un’epoca in cui la sua vita era ancora popolata di gente (…) Ogni cosa era mondo, e nulla in quel mondo gli apparteneva sul serio. Così ebbe inizio il giovedì di Torsten Bergam [Il pomeriggio di un piastrellista, Lars Gustafsson, trad. C. Giorgetti Cima, Iperborea]

Uppsala, Svezia (fonte: Paulius Malinovskis, Attribution 2.0 Generic CC BY 2.0)

Torsten Bergam è un piastrellista di Uppsala, una città a nord di Stoccolma. Torsten è un uomo che vive in compagnia della sua solitudine. Moglie e figlio sono morti, lui si arrangia con qualche lavoretto rigorosamente in nero e si concede giusto qualche goccetto ogni tanto. Torsten non ha amici, ma un conoscente finlandese un giorno gli telefona per chiedergli se ha voglia di sistemare le piastrelle del bagno di un edificio in ristrutturazione di proprietà di un facoltoso committente.

Quello di Torsten sarà un lungo pomeriggio, durante il quale il suo lavoro verrà rimestato dai ricordi che spesso tornano a tormentarlo.

Durante il mio viaggio a Stoccolma non ho avuto la possibilità di andare ad Uppsala, ma l’ho aggiunta al piccolo itinerario letterario perché, dalla immagini che ho visto, mi sembra una cittadina molto gradevole ed è facilmente raggiungibile in giornata dalla capitale svedese.

Nel romanzo di Gustafsson, Uppsala è tratteggiata come una città malinconica, dove la narrazione di concentra su un fabbricato fatiscente in periferia. “Il pomeriggio di un piastrellista” parla di una Svezia differente, quella di persone che hanno problemi con l’alcool e con i soldi, quella gente che vive ai margini, sola, nell’indifferenza della società ed è continua preda dei propri ricordi e malinconie.

La vita era quella che era, e diventava quel che diventava. E nemmeno era possibile tornare indietro e riparare. La miseria dell’esistere [Il pomeriggio di un piastrellista, Lars Gustafsson, trad. C. Giorgetti Cima]

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La letteratura nordica: uno sguardo d’insieme

La scelta del titolo Miniature deriva del resto dalla loro natura di testi brevi, ma anche dalla circostanza che non sempre trattano le opere centrali di ciascun autore. Tesi piuttosto a cogliere un piccolo particolare nel grande affresco rappresentato dalla produzione di uno scrittore e seguendo spesso una strada tracciata dall’occasione editoriale (…), i brevi testi si aprono all’osservazione di un particolare, di un’opera secondaria, verso un paesaggio più ampio sullo sfondo, l’intera produzione dell’autore e la mappa un tempo incerta, ora sempre più dettagliata, delle letterature nordiche nell’orizzonte del lettore italiano [Miniature. Frammenti di letterature dal Nord, Bruno Berni, Aguaplano]

L’ultimo libro del nostro itinerario letterario svedese è “Miniature. Frammenti di letterature dal Nord” di Bruno Berni, edito da Aguaplano. Nella raccolta di miniature del professor Berni, ritroviamo molti autori e autrici provenienti dal Nord Europa, dagli autori classici a quelli contemporanei, indicativamente attraverso due secoli di letteratura nordica.

Gli spunti per la lettura e l’approfondimento sono tanti, e nel caso della letteratura svedese sono davvero numerosi. Il viaggio attraverso “Miniature. Frammenti di letterature dal Nord” permette di spiccare il volo dalla Groenlandia alla Danimarca, dalla Finlandia all’Islanda. La mia lista di libri da leggere si è allungata notevolmente, dopo aver letto “Miniature”. Sono sicura che, se siete appassionati di Nord Europa come me, si allungherà anche la vostra.

Stoccolma, in tutta la sua meraviglia (foto: Claudia)

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Questo articolo è stato scritto per il progetto #particongoodbook ideato da Giulia Cuter della redazione GoodBook.it.

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Libri, viaggi e buoni propositi per il 2018

L’aforisma che mi ha accompagnata per tutto il 2017 è una frase estratta dal libro Trans Europa Express di Paolo Rumiz: “I sogni di chi viaggia sono i più facili da decifrare“. Pur amando questa citazione al punto di averla appuntata un po’ dappertutto, per far sì che mi rispecchi davvero forse dovrei riscriverla più o meno così: “I sogni di chi viaggia e legge sono i più facili da decifrare”.

Leggere e viaggiare sono due mie grandi passioni e spesso si compenetrano, poiché dopo la lettura di un libro inizio a sognare un viaggio oppure dopo un viaggio vado alla ricerca di un libro che me lo ricordi.

Così, prima di pubblicare l’articolo con le letture migliori dell’anno, ho scritto un breve memoir, come una pagina di diario, che parli appunto di libri e viaggi, senza dimenticare i buoni propositi per il 2018.

Le mie letture, i buoni propositi

Il 2017 è stato decisamente generoso: ho letto molti libri e sono quasi sempre riuscita a ritagliarmi tempo per leggere. Facendo un bilancio su numeri e qualità, penso di aver letto troppi libri e alcuni di questi li ho terminati troppo in fretta. Leggere, per me, è un piacere; io non leggo per lavoro, quindi tra i buoni propositi per il 2018 da lettrice compaiono per primi quelli di leggere meno titoli, leggerli più lentamente e cercare di sceglierli con più cura. Preferirei non leggere di tutto e poi ritrovarmi tra le mani un libro orrendo o che non rispecchia i miei gusti e desiderare solo di toglierselo dai piedi il più in fretta possibile.

Rallentare la lettura godersi la storia parola per parola, senza sentirsi in dovere di terminare un libro perché se ne hanno già altri dieci in attesa o si deve per forza scrivere la recensione in tempi brevi.

Dei 71 libri letti quest’anno 70 sono stati recensiti (in realtà, di due mancano ancora le recensioni perché li ho terminati la scorsa settimana). Uno non l’ho recensito, i motivi sono due: è un libro che non mi è piaciuto e che ho terminato saltando le pagine. Non ha nessun senso parlare di un libro senza averlo letto interamente: spesso leggo delle recensioni che mi sembrano dei copia-e-incolla dai comunicati stampa (che ricevo anche io via mail) oppure delle recensioni così vaghe che potrebbero adattarsi ad una rosa di titoli. Può darsi che nel 2018 non recensirò tutti i libri che leggerò: una recensione, se scritta bene, porta via almeno un paio d’ore; per certi libri basterà un post su Facebook.

Forse non scriverò le recensioni di tutti i libri letti nel corso del 2018: preferisco scrivere meno recensioni e cercare di curarle di più.

Il giro del mondo a che punto è? Quest’anno ho raggiunto il traguardo di 100 Paesi visitati attraverso i libri, per cui per completare il giro me ne mancano poco meno di altri cento. Inizia a diventare difficile scovare libri tradotti in italiano e scritti di autori provenienti da Paesi particolari, ma un passo per volta aggiungerò mattoncini al mio progetto.

Leggere le letterature straniere che più straniere non si può è sempre una priorità.

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I miei viaggi, i miei desideri

Dopo le letture, ecco il bilancio dei viaggi in Italia e in Europa. Questo è stato un anno molto europeo, più europeo che italiano: ho messo piede in 7 stati europei e ho visitato 3 regioni italiane.

Ad aprile ho viaggiato tra Svizzera e Liechtenstein (con due piccole puntate l’una in Austria, l’altra in Germania). A luglio è stata la volta di una veloce corsa in Provenza, sfruttando la relativa vicinanza tra Francia e Piemonte: il rovente altopiano di Valensole mi ha incantata e spero che in futuro ci sarà occasione di tornare di nuovo.

Il vero viaggio del 2017 si è concretizzato ad agosto: ho realizzato il sogno di volare a Lisbona e per una ventosa e soleggiata settimana sono stata in Portogallo, visitando non solo la capitale lusitana ma anche i suoi dintorni. Un vaggio davvero stupendo, tra i migliori mai organizzati.

Settembre è il mio mese preferito e mi ha regalato un altro viaggio bellissimo: il mio compleanno l’ho trascorso in una delle mie regioni d’Italia preferite: l’Umbria. Ho trascorso tre giorni nella cittadina di Gubbio, e ho girovagato tra Assisi e Spoleto, attraverso i luoghi del santo Patrono d’Italia, San Francesco, e del celebre prete investigatore Don Matteo. Ritornando a casa, ho fatto una tappa a Ravenna, incantevole città che custodisce dei mosaici a dir poco unici e dopo tanti anni ho reso omaggio al Sommo Poeta.

A dicembre ho realizzato il mio secondo sogno baltico: sono salita su un aereo diretto a Nord-Est e ho raggiunto Riga, l’elegante e stupenda capitale della Lettonia. Presto arriverà un articolo sulla Riga letteraria, un percorso attraverso i libri e i luoghi, senza dimenticare il buon cibo (ebbene sì, in Lettonia ho mangiato molto bene).

E i desideri per i viaggi del 2018? Vorrei concentrarmi su tre punti cardinali: Sud, Est e Nord.

Italia: nel 2018 vorrei continuare i miei giretti in Valle d’Aosta, la mia regione d’Italia preferita dopo il Piemonte, ma non mi dispiacerebbe ritornare in Liguria o scoprire qualche città lombarda.

Europa: nel 2018 mi piacerebbe soggiornare in una bella isola mediterranea, magari in estate. Desiderei iniziare a scoprire l’Est Europa, un’elegante capitale, forse? Infine, come già sapete, la mia bussola punta sempre a Nord, per cui vorrei che nel mio 2018 ci fosse posto per almeno un viaggio in Nord Europa.

I viaggi è vero che prosciugano le finanze, ma quando torno è innegabile: mi sento sempre più ricca di quando sono partita.

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E ora, un po’ di ringraziamenti. Grazie per avermi letta, grazie per il vostro supporto, grazie per i vostri commenti e la vostra fiducia. Che sia un 2018 positivo per tutti, che possa vederci realizzati tanti sogni e che ci conservi sempre la curiosità di scoprire nuovi luoghi, nuove culture e nuove esperienze!