Alessio Romano | D’amore e baccalà

Che poi Lisbona è davvero una delle città scenograficamente più spettacolari del mondo: e allora perché il suo simbolo non è il Castelo de São Jorge, vicino a dove ho scelto di abitare? O la Sé de Lisboa, la cattedrale che sembra una fortezza? O ancora le spettrali rovine del Convento do Carmo? Volevano a tutti i costi qualcosa di più moderno? C’è il neogotico Elevador de Santa Justa che non ha nulla da invidiare alla Tour Eiffel (…) E invece no: hanno scelto proprio questo stupidissimo tram [Alessio Romano, D’amore e baccalà, EDT]

Alessio Romano è uno scrittore abruzzese che viene inviato a Lisbona per scrivere di cucina e per descrivere ai lettori italiani l’affascinante capitale del Portogallo. Come ad imitare il mitico ragionier Fantozzi, Alessio prova prendere il tram 28 al volo, aggrappandosi a quella dannata trappola gialla che frena e accelera tanto bruscamente quanto improvvisamente.

Il tram 28 è un vero trabiccolo e Alessio cade, dopo una frenata, sbattendo la testa al suolo. La capoccia ha sbattuto forte perché Alessio crede di risvegliarsi a casa di Amália Rodrigues, una delle più note cantanti di Fado del Portogallo, morta e stramorta.

Quando rinviene – sul serio? – si trova nella minuscola e affaccendata cucina di una tipica tasca portoghese e di fronte a sé, oltre all’anziana cuoca sdentata, ha la più bella cameriera di Lisbona, Beatriz. Dopo aver mangiato un bacalhau e aver sostenuto una lunga conversazione con la cuoca, Alessio è deciso a scoprirne di più a proposito della bella Beatriz, che sembra però sparire nel nulla e perdersi nelle irte salite e discese della magica città di Lisbona.

Dalla caduta in poi, ad Alessio incominciano a capitare cose strane e assurde: parla con Pessoa, Camões, Chiado e una notte, sceso dal taxi, incontra persino Antonio Tabucchi. I grandi scrittori e poeti lo guidano come spiriti nei meandri della capitale del Portogallo, apparendo in modo del tutto casuale e repentino.

Alessio sa di sognare. Oppure no. Lisbona è una città dove possono accadere cose davvero assurde, buffe, incredibili. Tra un pasteis de nata e una crocchetta di bacalhau (perché sì, dovrebbe scrivere un reportage sulla cucina portoghese), tra una visita alle rovine del Carmo e un inseguimento per cercare la magnifica Beatriz, Alessio Romano, oltre ad assaggiare e raccontare i piatti lusitani, cercherà di comprendere dove si trova il sottile confine tra sogno e realtà in quel Portogallo investito di luce.

Panorama di Lisbona da uno dei numerosi miradouro (foto: Claudia)

È la prima cosa che ti sconvolge di Lisbona, questa luce caravaggesca. È come essere sempre dentro un quadro barocco con un’illuminazione precisa, perfetta che rende tutto un po’ irreale, come ti trovassi su un palco pronto per il tuo spettacolo [Alessio Romano, D’amore e baccalà, EDT]

D’amore e baccalà” di Alessio Romano (EDT, 162 pagine, 8.90 €) è il brillante e divertente diario di viaggio di un italiano che in un mese scopre, o cerca di scoprire, la città di Lisbona. Sempre scorrevole e coinvolgente, il libro è anche un omaggio ai poeti e scrittori, i già citati Pessoa, Chiado, Camões e Tabucchi, raccontando con semplicità ed efficacia un viaggio sempre i bilico tra realtà e sogno.

Lisbona è, allo stesso tempo, una città che lasciatasi alle spalle il grigiume di una dittatura opprimente e feroce, si sta facendo largo nel settore turistico: sempre più cittadini europei (e non solo) vengono attratti dalle bellezze e dall’ottimo cibo lisboeta. Un grande afflusso turistico genera introiti interessanti, ma allo stesso tempo rende necessario fornire al turista sempre più servizi. Lisbona dovrà trovare, nei prossimi anni, il giusto equilibrio per non restare soffocata dal boom turistico.

Il risultato è un libro agile e tascabile che può essere letto sia come dichiarazione d’amore per Lisbona che essenziale e originale guida per chi intende visitare la capitale del Portogallo. Per chi, come me, a Lisbona c’è stato, leggere “D’amore e baccalà” una volta tornato a casa sarà come tornare tra viuzze ripide, tramonti spettacolari e piazze immerse di luce, e necessariamente ci si ritroverà con l’acquolina in bocca a furia di leggere di pasteis de nata e baccalà.

Tramonto al miradouro Nossa Senhora do Monte (foto: Claudia)

Titolo: D’amore e baccalà
L’Autore: Alessio Romano
Editore: EDT
Perché leggerlo: perché è un libro agile e tascabile che fa sognare chi a Lisbona c’è stato e a chi ha intenzione di andare

(© Riproduzione riservata)

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