Scholastique Mukasonga | Kibogo è salito in cielo

Di Bazungu come quelli che arrivarono durante la stagione secca, non ne avevamo ancora mai visti. Eppure di Bazungu sulla collina ne erano passati, e di ogni tipo! All’inizio, c’erano i padri, quelli lì sembrava fossero qui da sempre: c’era il padri che veniva di tanto in tanto fino alla succursale a dire messa e confessare tutti coloro che avevano peccati da confessare, e poi i i padri della grande missione: alla fine non li consideravamo neanche più dei veri Bianchi tanto ci si era abituati a quei vecchi barbuti, e la loro maniera bizzarra di pronunciare il kinyarwanda non ci faceva più ridere (…) Dicevano di essere venuti in Ruanda apposta per aiutare i poveri, le pecorelle del Signore, che il loro Yézu non amava chi possedeva grandi mandrie di vacche e le teneva solo per sé (…)
Kibogo è salito in cielo, Scholastique Mukasonga, trad. G. G. Allegri

Il breve romanzo “Kibogo è salito in cielo” di Scholastique Mukasonga, tradotto da Giuseppe G. Allegri per Utopia editore, è ambientato in Ruanda, durante il periodo coloniale. Dal punto di vista storico, la colonizzazione europea in Ruanda ha lasciato profonde tracce e ripercussioni importanti nel futuro di questo piccolo stato dell’Africa centrale.

Alla fine dell’Ottocento, il Ruanda entrò a far parte dell’Africa Orientale Tedesca, ma scoppiata la Prima guerra mondiale, in occasione della campagna dell’Africa Orientale, il piccolo stato fu occupato dalle truppe militari del Congo belga; nel 1919 il territorio dell’attuale Ruanda venne affidato al Belgio, in amministrazione fiduciaria; il Belgio istituì un sistema coloniale rigido, alimentando i dissapori tra Tutsi e Hutu e incrementando lo sfruttamento.

In particolare, i belgi concessero alla minoranza Tutsi la supremazia sugli Hutu, portando di fatto questi ultimi a covare un profondo odio per i primi. Solamente nel 1957, assieme al movimento indipendentista del Congo, gli Hutu fondarono un partito per la liberazione del Paese. Così qualche tempo dopo i belgi cedettero il governo alla maggioranza Hutu e concessero al Paese l’indipendenza nel 1962.

Inquadrato il contesto storico, veniamo al romanzo di Scholastique Mukasonga. I fatti narrati si collocano durante la guerra degli europei (la prima guerra mondiale) mentre il Ruanda è colpito prima da una grande carestia, chiamata Ryzagayura.

La grande carestia porta fame e morte tra le popolazioni già fortemente afflitte dalla gestione coloniale europea. Gli abitanti del Ruanda attendono la pioggia, ma questa non arriva. Gli europei, sin dal primo momento in cui hanno messo piede in Ruanda, hanno cercato di convertire gli abitanti alla religione cristiana, eradicando le superstizioni e le credenze religiose locali.

Ma non è così facile: una parte di popolazione crede ancora – e fermamente – in Kibogo, un uomo che forse colpito da un fulmine o forse semplicemente sollevato in alto, è stato assunto in cielo. Proprio come il Yézu dei Bianchi. Le popolazioni stremate dalla carestia non sanno più a chi credere: al loro ancestrale Kibogo o al Yézu dei Bianchi? Chi dei due pregare affinché arrivi la pioggia?

“Il sole, la pioggia, le nuvole, i fagioli, le banane, le zucche, il sorgo, il miglio e anche le vacche, son tutte cose create dal nostro Yézu. Non è forse quello che vi ho insegnato al catechismo? (…) Lui ne fa ciò che vuole. Dà la pioggia quando vuole, a chi vuole: è il buon Dio. Ma se non dà la pioggia, vuol dire che è arrabbiato. E magari ha anche dei buoni motivi per essere arrabbiato con voi (…)”.
Kibogo è salito in cielo, Scholastique Mukasonga, trad. G. G. Allegri

Sulla collina del paese vive una donna, tenuta distante da quasi tutta la popolazione. Essa si chiama Mukamwezi e si dice sia una strega devota a Kibogo tanto dall’essere capace di parlarci. Qualcuno del paese, senza essere visto dai missionari bianchi, sale sulla collina, per chiedere alla strega di intercedere con Kibogo e riportare, finalmente, la pioggia nel Ruanda.

La pioggia ritorna: ma chi l’ha portata: Kibogo o Yézu? Per Akayézu, un ruandese convertito al cristianesimo, è stato Kibogo, attraverso la persona di Mukamwezi. Così le credenze religiose di Akayézu iniziano a vacillare e l’idea di una divinità cristiana diventa sempre più lontana, perché i suoi pensieri ritornano al culto dei suoi avi.

La confusione tra culti in paese aumenta quando Akayézu scompare durante una notte di tempesta: che sia stato assunto in cielo come Kibogo?

(…) io so che Akayézu è andato al di là delle nuvole, per salvare il nostro Ruanda ancora e ancora. Ditelo a tutti quelli della collina, raccontate questa storia, questa storia sarà il vostro talismano, vi proteggerà dalla maledizione in cui sareste dovuti incorrere venendo fin qui. Io, Mukamwezi, è qui che voglio aspettare la morte, è vicinissima a me, la vedo con i miei occhi da cieca, ha il volto di Kibogo.
Kibogo è salito in cielo, Scholastique Mukasonga, trad. G. G. Allegri

Come avrete intuito dalla recensione, “Kibogo è salito in cielo” è un romanzo ambientato nell’Africa centrale durante il periodo coloniale belga, una volta ceduto dalla Germania. Il libro della Mukasonga pone l’accento in particolare sulla confusione che regna tra le genti del Ruanda tra i vecchi culti originari (come quello della leggenda di Kibogo assunto in cielo) e i nuovi culti portati dai Bianchi.

Attraverso una narrazione lenta ma incessante, il romanzo è suddiviso in diverse parti: nella prima si introduce la grande carestia e la sua fine ad opera della pioggia benedetta che inizia a cadere; nella seconda il protagonista è Akayézu, quest’uomo convertito al cristianesimo che vede vacillare le sue nuove credenze in favore delle vecchie; nella terza parte la protagonista è la donna creduta una strega, colei che vive sulla baracca nella collina e parla con Kibogo; infine, l’ultima parte è dedicata al culto di Kibogo, perché degli antropologi senza scrupoli arrivano in paese per carpire i segreti delle genti locali. Ma la vendetta di Kibogo non si fa attendere, infatti il velivolo su cui viaggia l’antropologo più anziano subisce un drammatico incidente aereo.

Kibogo è salito in cielo” è un libro che apre una finestra su uno dei numerosi momenti del colonialismo europeo in Africa ed è interessante leggere cosa è accaduto, sebbene ai nostri occhi moderni possa sembrare incredibile. L’unica pecca di questo romanzo è la narrazione lenta, che a tratti annoia, salvo riprendersi nei pochi e dosati colpi di scena.

Resta un buon libro per chi è appassionato di letterature africane e colonialismo, soprattutto declinato nella sua versione culturale.

Titolo: Kibogo è salito in cielo
L’Autrice: Scholastique Mukasonga
Traduzione dal francese: Giuseppe G. Allegri
Editore: Utopia editore
Perché leggerlo: per conoscere la storia e le vicissitudini di un Paese lontano, di cui si sente poco parlare. Per chi vuole conoscere gli aspetti del colonialismo europeo, per rendersi conto di cosa è realmente accaduto
Della stessa Autrice puoi leggere: Nostra Signora del Nilo

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