Omar Youssef Souleimane | L’ultimo siriano

Sarah sostiene che la nostra sia una generazione-ponte: le generazioni future lo attraverseranno per arrivare alla democrazia. E’ un’idea che tu condividi, lo so, mentre io mi limito a guardare quello che succede: la migliore gioventù della Siria è morta senza che ciò abbia prodotto un risultato.

L’ultimo siriano, Omar Youssef Souleimane, trad. A. Bracci Testasecca

Nel dicembre del 2010, un attivista tunisino di nome Mohamed Bouazizi si dà fuoco a seguito dei maltrattamenti subiti dalla polizia. E’ l’inizio di quella che diventerà la “Primavera araba“. A partire dalla Tunisia, la “Primavera araba” infiamma molti Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, raggiungendo anche la Siria.

La Siria è governata dal dittatore al-Assad e, sulla scorta di ciò che sta avvenendo negli altri Paesi mediorientali, prendono il via una serie di manifestazioni popolari per chiedere maggiore libertà e diritti civili; l’opposizione inizia a chiedere la caduta del dittatore: la richiesta viene repressa con la violenza da parte dell’esercito.

Questo è il contesto nel quale è inserito il romanzo “L’ultimo siriano” di Omar Youssef Souleimane, tradotto da Alberto Bracci Testasecca per edizioni e/o. Il romanzo racconta di un gruppo di amici che decidono di lottare contro il regime di al-Assad e sognano una Siria libera e democratica.

Il gruppo è eterogeneo ma con la causa comune. Ci sono Mohammed e Youssef, innamorati che non possono manifestare il proprio affetto a causa delle severe convenzioni del mondo islamico; Rashid, che sogna di diventare medico; Khalil, che crede fermamente nella rivoluzione e ama Joséphine; Joséphine, sprezzante di ogni sorta di pericolo, corre da Homs ad Aleppo, passando spesso da Damasco, dove aiuta a gestire il Centro, un rifugio ancora apparentemente sicuro; Adel, padre di famiglia che vuole un mondo migliore per il suo bambino.

Photo by Nada Ghanna0 on Unsplash

Tutti, nel loro piccolo, collaborano alla causa rivoluzionaria, ma ben presto le proteste vengono appunto represse dall’esercito e rapidamente incomincia la guerra civile. L’esercito è dappertutto e i suoi uomini sono spietati, non fanno sconti a nessuno, soprattutto ai rivoluzionari o ai sospetti dissidenti.

Il gruppo di dissidenti è unito, forte, credono molto nella causa, ma sono così piccoli in confronto al potere centrale del dittatore. Ogni secondo che trascorrono a manifestare, a spostarsi, a far girare volantini ed opuscoli è un serio rischio. Le trappole sono davvero ovunque e ogni sera ringraziano di essere ancora vivi.

La situazione degenera quando a Khalil e ad Adel accadono drammi inimmaginabili. Ora tutti sono a rischio, ancora di più. Vanno prese delle decisioni, estreme, ma necessarie a meno di non voler morire.

Non ho tempo di spiegarti tutto. Sto partendo per Beirut. Ce la fai a raggiungermi lì? Il Libano non sarà il mio punto d’arrivo, non voglio vivere in un paese in cui i siriani non hanno alcun diritto. Ci resteremo solo qualche giorno, poi chiederemo asilo politico alla Francia. Siamo ventitré milioni di migranti all’interno del nostro paese e il doppio all’estero. Siamo disseminati su tutto il pianeta, dall’America latina alla Cina. Da sempre riusciamo a essere una patria solo fuori dal suolo patrio.

L’ultimo siriano, Omar Youssef Souleimane, trad. A. Bracci Testasecca

“L’ultimo siriano” è un romanzo breve, scorrevole, intenso, durissimo e crudo che ho letto tutto d’un fiato. Il romanzo è narrato in terza persona, inframezzato dalle mail disperate e intensissime che si scambiano Mohamed e Youssef. La storia abbraccia un arco temporale che va dall’autunno del 2011, gli esordi della guerra civile, fino all’inverno del 2012, quando alcuni componenti del gruppo decideranno di scappare dalla loro patria.

La letteratura mediorientale mi affascina sempre, sono luoghi complessi e difficili, è vero, ma allo stesso tempo esercitano notevole fascino: “L’ultimo siriano” mi ha ispirata e incuriosita subito, a partire dalla bellissima copertina, continuando con la trama decisamente accattivante e nelle mie corde.

E’ vero che talvolta vi sono narrate scene cruente, difficili da digerire, perché la violenza non è mai possibile accettarla, ma è anche un romanzo fortemente lirico, poetico, fatto di sogni bellissimi che si infrangono contro la crudele e buia realtà. Realtà che, mi auguro di cuore, un giorno potrà essere totalmente ribaltata e la Siria potrà tornare un Paese libero e democratico.

La prossimità della violenta dà più valore alle cose semplici: oggi mi sembrano meravigliosi i fiori, la musica o farmi una doccia. Certe volte sogno una farfalla con una metà nera macchiata di giallo e l’altra metà bianca picchettata di marrone. Ho fatto qualche ricerca, è un esemplare raro, né maschio né femmina. In questo momento l’unica cosa che desidero è posare la testa sul tuo petto e crollare in un sonno profondo.

L’ultimo siriano, Omar Youssef Souleimane, trad. A. Bracci Testasecca

Consigli di lettura in merito alla Siria e alla situazione siriana:
“Salam è tornata” di Gianluca Serra
“Damasco” di Suad Amiry
“Passaggi in Siria” di Samar Yazbek

Titolo: L’ultimo siriano
L’Autore: Omar Youssef Souleimane
Traduzione dal francese: Alberto Bracci Testasecca
Editore: edizioni e/o

2 pensieri su “Omar Youssef Souleimane | L’ultimo siriano

  1. Maria ha detto:

    Lo leggerò senz’altro. Lì dove la speranza, il coraggio, l’intraprendenza, il rispetto sono gli obbiettivi, io voglio attingere per essere migliore. Grazie dal profondo del cuore per riuscire ogni volta a cogliere l’anima dei libri.

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