Michel Bussi | Tempo assassino

“Deve continuare a vivere, signorina.” disse un giovane poliziotto posandole sulle spalle una coperta isotermica argentata. “Deve vivere per loro, non per dimenticarli”.
Lei lo guardò come un cretino, come un prete che le parlasse del paradiso. Eppure aveva ragione. Anche i peggiori ricordi finiscono per essere dimenticati se sopra di essi se ne accumulano altri, molti altri, anche quelli che ti hanno squarciato il cuore e scalfito il cervello, anche i più intimi. Soprattutto i più intimi. Perché sono quelli di cui gli altri se ne fregano.

Tempo assassino, Michel Bussi, trad. A. Bracci Testasecca

Sono trascorsi ventisette anni dal terribile incidente. Nell’estate del 1989, Clotilde era una ragazzina di quindici anni, costretta ogni anno a trascorrere le vacanze di Corsica, luogo di origine del padre; una ragazza di quindici anni, look dark gotico, disprezzo nei confronti degli adulti e una gran voglia di scrivere sul suo quaderno tutta l’umanità che la circondava.

Fino alla sera del 23 agosto 1989, la sera dell’incidente stradale. Morti sul colpo: papà, mamma e Nicholas, il fratello maggiore. Unica sopravvissuta: Clotilde e i suoi fantasmi.

Nell’estate del 2016, l’avvocato Clotilde Baron – nata Idrissi – riesce a ritornare in Corsica per la prima volta, in compagnia del marito Frank e della figlia adolescente Valentine. Clotilde soggiorna al camping dei Tritoni, il luogo dove ha trascorso le sue prime quindici estati, nonostante i nonni Idrissi abbiano a disposizione una tenuta immensa con tanto spazio.

Rivedere il luogo dell’incidente, il punto dove la Fuego di papà ha divelto il guardrail per poi rotolare lungo la scarpata, fa un certo effetto a Clotilde. Ma mai come ricevere una cartolina scritta e firmata da sua madre. Quindi è viva? O qualcuno si sta prendendo gioco di Clotilde, per spaventarla, per farla andare via? Per non farle scoprire la verità legata alla notte del tragico incidente?

Clotilde è una donna che combatte contro i suoi fantasmi, ma allo stesso tempo è forte e sa come ottenere ciò che vuole. La donna inizia ad indagare, a mettere insieme i frammenti che ritrova, cercando di comporre un puzzle e di ricostruire il tutto. Ciò che le manca è il suo quaderno, scomparso la notte dell’incidente e mai ritrovato. Eppure, qualcuno deve averlo ritrovato perché al camping e intorno a Clotilde iniziano a verificarsi fatti decisamente strani…

L’uomo richiuse il quaderno e si lasciò scivolare tra le dita una manciata di sabbia della spiaggia dell’Alga. Dopo tutto era logico leggere quel diario sul luogo del delitto, visto che tutto era cominciato lì, quel giorno. Clotilde aveva un innegabile talento nel dipingere i sentimenti. Stupefacente, a quindici anni. Veniva quasi da pensare che non l’avesse scritto lei. O lei, ma anni dopo, col senno di poi e la maturità. Oppure che il suo racconto fosse stato riscritto, tipo una foto ritoccata, anche se non conteneva cancellature e l’inchiostro, come il resto, era ormai secco.

Tempo assassino, Michel Bussi, trad. A. Bracci Testasecca

Corsica, Photo by Gontran Isnard on Unsplash

Tempo assassino” è il primo romanzo scritto da Michel Bussi, tradotto da Alberto Bracci Testatasecca per edizioni E/O, che leggo. Incuriosita dalla notevole fama che aleggia attorno al romanziere e geografo francese, ho preso in biblioteca “Tempo assassino” e mi sono immersa in questa lettura. Diverse cose mi sono piaciute, altre meno.

Il romanzo si svolge interamente in Corsica e mi sono piaciute le descrizioni dell’ambiente, che certamente Bussi conosce bene, dato che sono dettagliate e precise; ho apprezzato le descrizioni dei personaggi e mi sono affezionata ad alcuni di loro.

La prima parte del libro si divora in fretta, ma verso la metà la narrazione per me è diventata troppo lenta; pagine e pagine dove non succede praticamente nulla, dove si ripetono spesso i fatti e dove si insiste su particolari che non saranno poi così fondamentali.

L’ultima parte è, al contrario, troppo densa di colpi di scena, uno dietro l’altro, tanto che ho avuto l’impressione di finire in un labirinto e non capirci più nulla. Il finale è forse un po’ inverosimile e uno dei colpi di scena è abbastanza scontato per chi ha letto tanti romanzi di Agatha Christie come la sottoscritta (non dico quale in particolare per non rovinare il gusto della lettura del romanzo di Bussi).

Insomma, “Tempo assassino” non mi ha convinta del tutto. Questo non significa che non leggerò altri romanzi del giallista francese: se una rondine non fa primavera, certamente un romanzo poco bello non fa sì che io non dia una seconda possibilità all’autore.

Titolo: Tempo assassino
L’Autore: Michel Bussi
Traduzione dal francese: Alberto Bracci Testasecca
Editore: edizioni E/O
Ambientazione: Corsica

3 pensieri su “Michel Bussi | Tempo assassino

  1. Maria ha detto:

    Aspetto un po’ prima di capire se leggerlo o no. Dopo Ninfee Nere, splendido per me, non voglio delusioni. Scherzo, per scoprire meraviglie leggo e poi…classifico. Buon proseguimento e grazie

    Piace a 1 persona

  2. lisecharmel ha detto:

    ciao, io ho letto Ninfee Nere e ho odiato il finale, lo considero una truffa al lettore. i personaggi poi li ho trovati tremendi: insulsi, privi di personalità, anche inverosimili nel loro ruolo
    ciononostante trovo che Bussi sia veramente abile nella contestualizzazione dell’ambiente: ha ricreato una magnifica Giverny e fa venire voglia di andarci subito 🙂

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.