Elvis Malaj | Il mare è rotondo

“Senti, il discorso è sempre quello: io vado in Italia”
“Ujkan, tu non andrai mai in Italia.”
Ujkan fece un passo indietro, guardandolo con diffidenza.
“In che senso?”
“Hai la sindrome del mare rotondo”.
“Eh?”
“Non hai letto il mio romanzo? (…) In poche parole parla di questo ragazzo che vuole andare in Italia, ruba un motoscafo e parte. Dopo qualche ora di viaggio in mare aperto raggiunge terra, solo che quando vede l’aquila bicipite sulle bandiere si rende conto di essere tornato al punto di partenza (…) Gli altri raggiungono l’Italia tranquillamente, lui invece ritorna sempre al punto di partenza; si dice che ha il mare rotondo, come te.”

Il mare è rotondo, Elvis Malaj

Ujkan ha la sindrome del mare rotondo, sogna l’Italia, vorrebbe andarci ma qualcosa lo trattiene sempre in Albania. Ci era quasi arrivato, in Italia, ma poi proprio non se l’è sentita di scendere dalla bagnarola dello scafista di turno quella notte. Gjokë è un amico di Ujkan, nasconde la sua povertà economica e d’animo dietro un elegante completo di giacca e cravatta. Sulejman è uno scrittore, o tale di crede; non riesce a vivere con i proventi dei suoi libri e s’inventa mille lavori e lavoretti – più o meno legali – mettendo in mezzo anche Ujkan. E poi c’è Irena, una giovane ragazza, bellissima e testarda, della quale Ujkan si innamora perdutamente.

Questi sono i personaggi che si muovono attraverso la calura di una lunga estate, quasi alla fine del mese del Ramadam. Shkodër, lo sfondo, è una città piatta, nel Nord dell’Albania, che pare non aver niente da offrire a nessuno se non una noia profonda che provoca sonnolenza.

Le opportunità di lavoro sono scarse, o nulle. Ujkan cambia molti mestieri, si destreggia con difficoltà in una società che sembra rifiutarlo in modo costante; tutto ciò che incomincia, non riesce a portare alla fine. Nemmeno un pacchetto di sigarette, perché o lo perde o glielo rubano.

Ujkan viene travolto dalle idee di Sulejman, idee senza capo né coda, pericolose e strambe. Però, oltre a conquistare la caparbia e manesca Irena, Ujkan vorrebbe andare in Italia. E’ convinto di farcela, questa volta. Sì, ce la farà. Sulejman cerca di dargli una mano, non è semplice procurarsi documenti e permessi giusti per traversare l’Adriatico e approdare sull’altra sponda: più facile a dirsi che a farsi.

Così, in un crescendo di situazioni al limite dell’assurdo, mostrando il vero volto della società albanese, senza sconti e senza edulcorare il messaggio intrinseco, Ujkan capirà qual è la strada che deve seguire.

Lei si fermò, parandosi davanti a lui.
“Ok, non volevi rimorchiarmi, quindi?”
“No, volevo solo chiarire questa cosa”
“Bene, abbiamo chiarito” disse, e riprese il suo passo spedito.
Ujkan rimase un attimo imbambolato, corse verso di lei (…).
“Che stai facendo?”
“Tu non mi credi”
“Che importanza ha se ti credo o no?”
“Per me è importante (…)”

Il mare è rotondo, Elvis Malaj

Photo by Drini Teta on Unsplash

Il mare è rotondo” di Elvis Malaj, pubblicato da Rizzoli, è un romanzo scorrevole e coinvolgente da leggere, uno spaccato sincero e acidulo della società albanese che vive in attesa di qualcosa che non arriva. Che vive guardando il mare, quel mare che spaventa ad attraversarlo, e che collega senza saperlo due lembi di terra così uguali e così diversi.

Con uno stile asciutto, senza troppe descrizioni e con molti dialoghi secchi, Elvis Malaj ci trasporta in un’Albania che in realtà può essere qualsiasi luogo: un posto dal quale si vorrebbe andar via ma non si può, forse più perché per noi è il polo della calamita che ci attira, piuttosto del polo che ci respinge.

Titolo: Il mare è rotondo
L’Autore: Elvis Malaj
Editore: Rizzoli
Per chi vuole viaggiare in: Albania

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