Marco Balzano | Quando tornerò

Scappai una notte di febbraio. Da giorni, appena restavo in casa da sola, correvo a tirare fuori la valigia dall’armadio, la aprivo sul letto e dentro ci mettevo le canottiere e i pigiami (…) Misi tutti i maglioni che avevo, perché Clarissa al telefono ripeteva che anche a Milano faceva freddo (…) Attraversai il corridoio con le scarpe in mano, rasente al muro come un’ombra (…) Appoggiai la porta piano piano e allo scatto della serratura mi misi a correre.

Quando tornerò, Marco Balzano

Quando tornerò” è l’ultimo romanzo di Marco Balzano pubblicato per Einaudi, dopo il successo di “Resto qui“. Dopo aver scritto una romanzo che narra di una storia molto intensa e commovente – la costruzione della diga del lago di Resia, a partire dall’epoca fascista fino agli anni Cinquanta – Balzano si cimenta ora in una storia divisa tra Italia e Romania, ai giorni nostri.

A Rădeni, una piccola cittadina rumena nei dintorni di Iași, non c’è più lavoro. Qualcuno accetta i miseri sussidi statali per tentare di campare e di mantenere la famiglia, altri pensano che l’unica via per fuggire dalla povertà sia emigrare. Molte donne si sono organizzate: hanno preparato le valige con abiti pesanti, qualche oggetto personale e hanno acquistato il biglietto sola andata per l’Italia.

Così come è accaduto a molte donne del paese, accade anche a Daniela. Moglie di un uomo indolente e dipendente dall’alcool, madre di Angelica e Manuel, due ragazzi che necessitano di cure e soldi per studiare, Daniela non ha altra scelta se non quella di partire per Milano – dove ha un’amica, Clarissa.

Daniela non rivela in anticipo i suoi piani, ha paura che il marito e i figli possano dissuaderla. Daniela fugge una mattina all’alba, salta sul pullman e si fa viva solo una volta arrivata a Milano. Qui trova lavoro come badante: Giovanni è un anziano affetto da demenza senile, padre di Ernesto, un meccanico.

Il lavoro è tosto, proprio come le amiche le avevano anticipato. Giovanni a momenti è tranquillo, ma spesso è irascibile e manesco. Ernesto, poi, continua a promettere a Daniela di metterla in regola ma non lo fa mai. L’idea iniziale di Daniela – come di molte badanti – è quella di restare poco tempo in Italia, ma i soldi che manda a casa non bastano mai e ne servono sempre di più, così lei è costretta suo malgrado a restare.

Cosa accade alla famiglia di Daniela, rimasta a Rădeni? Il padre è incapace di gestire i ragazzi, i quali vengono affidati ai nonni; nonostante le cure, Manuel si perde in compagnie sbagliate e da ottimo studente si trasforma nel peggiore della classe per fare un dispetto alla madre lontana.

Così, mentre Daniela a Milano prova a guadagnare il più possibile, passa da una famiglia all’altra, vestendo una volta i panni di badante e una volta di tata, in Romania la famiglia di sfalda, la casa va in malora, cadendo a pezzi, Manuel perde ogni entusiasmo per la vita e Daniela sarà costretta a tornare a casa perché questa volta di più importante del lavoro c’è la sua famiglia.

Lo guardo andare via, e quando la porta della Terapia intensiva si chiude mi metto a leggere quella carta stropicciata. E’ un incontro organizzato dallo psichiatra dell’ospedale che si terrà sabato nell’aula magna. C’è scritto grande MAL D’ITALIA. Cerco su internet queste parole: gli psichiatri chiamano così la depressione che colpisce chi resta per anni lontano da casa e dai figli per accudire gli anziani, i non autosufficienti, i malati.

Quando tornerò, Marco Balzano

Quando tornerò” è un romanzo coinvolgente grazie alla notevole bravura dello scrittore, con il suo stile lineare e preciso. Il romanzo è narrato a tre voci: Manuel, Daniela e Angelica. Manuel patisce l’assenza della madre e l’indolenza del padre, un’assenza che lo distrugge; Daniela, nella sua parte, dopo essere tornata in Romania per un evento drammatico, racconta come viveva a Milano; infine, Angelica, che ha pensato solo allo studio e a sé stessa, con l’unica intenzione di scappare dalla Romania per lavorare come architetto, senza curarsi né del fratello, né dei nonni, alla quale non interessano i sacrifici della madre.

Le tematiche trattate nel romanzo hanno un’importanza notevole. Sempre più persone anziane italiane, spesso non autosufficienti o gravemente malate, necessitano di cure continue; le strutture che potrebbero prendere in carico gli anziani sono praticamente sempre private e, di conseguenza, costosissime; ma ci sono anche anziani che preferiscono vivere in casa propria, nei luoghi che loro conoscono bene, e si rende quindi necessaria una persona che stia lì con loro.

Lavorare continuamente con chi ha malattie neurodegenerative è sfiancante, tanto più quando si ha lasciato in patria una famiglia – talvolta figli molto piccoli, delegando ad altri le loro cure. Il lavoro è difficile perché molte donne lo fanno come ripiego, appunto di un lavoro non trovato a casa, senza nozioni mediche o infermieristiche, giusto un lavoro improvvisato che, loro sperano, dovrebbe durare pochissimo, giusto il tempo di recuperare un po’ di soldi.

Nel romanzo, a Daniela i soldi non bastano mai. A Milano spende il meno possibile, non compra nulla per sé, tutti i soldi che guadagna finiscono in Romania, ma non sono comunque sufficienti. Così lavora più ore, più di quanto potrebbe farne (e ben contenti che sono i figli degli anziani, che così hanno le domeniche libere). Daniela, come molte, vorrebbe fermarsi in Italia poco tempo, invece resta intrappolata in camerette minuscole, ostaggio di vecchietti insopportabili.

Quando tornerò” è un romanzo che racconta una storia attuale e drammatica; la pecca, secondo me, è che la racconta da un unico punto di vista, quello delle badanti e delle loro famiglie. Per ottenere un romanzo più d’effetto, sarebbe stato interessante dare voce anche alle famiglie italiane, le quali nel libro vengono dipinte come scrupoli nello sfruttare la disperazione di queste donne e senza quasi interessi per l’anziano o i bambini. Emblematica è l’osservazione di Daniela che si chiede perché la coppia di avvocati per i quali lavora abbia messo al mondo due figli quando non ha tempo di accudirli, e li affida a lei.

Questo dipingere gli italiani come i “cattivi” della storia non mi è piaciuto tanto, sebbene io sappia che ce ne sono moltissimi. Talvolta però sono anche comprensivi. E a mio avviso sarebbe stato bello chiamare in causa anche loro, non avrebbe certo guastato il romanzo, anzi, lo avrebbe reso ancora più realistico.

Titolo: Quando tornerò
L’Autore: Marco Balzano
Editore: Einaudi
Perché leggerlo: per chi cerca un buon romanzo, scorrevole e coinvolgente, capace anche di farci riflettere su una serie di difficili argomenti della quotidianità di molti di noi

(Riproduzione riservata)

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