Nawal Al-Sa’dawi | Memorie di una donna medico

Perché la società aveva sempre cercato di convincermi del fatto che essere un uomo fosse un onore e un privilegio, e che essere una donna fosse invece una vergogna e un difetto? (…) E poi chi era la società? Non era forse formata da uomini come mio fratello, che sua madre aveva cresciuto fin dall’infanzia facendolo sentire un dio, e da donne come mia madre, deboli e inutili?

Memorie di una donna medico, Nawal al-Sa’dawi, trad. S. Dell’Anna

Nella breve ma intensa autobiografia “Memorie di una donna medico“, tradotta in italiano da Stefania Dell’Anna per Fandango libri, l’attivista egiziana Nawal al-Sa’dawi racconta principalmente il suo cammino verso la consapevolezza di chi sono e come vivono le donne nel mondo arabo, ma narra anche delle notevoli difficoltà e ostacoli che ha dovuto affrontare per affermarsi e autodeterminarsi.

Il potente memoir inizia con un paragone con le attività che il fratello poteva svolgere, mentre lei no. Nella società egiziana dell’epoca – sono gli anni Quaranta del Novecento – le bambine non potevano uscire in strada a giocare con i bambini; non potevano portare i comodi pantaloni o acconciare i capelli con comodi tagli corti.

Il conflitto interiore di Nawal con la sua femminilità inizia molto presto. Disgustata dai capelli lunghi e dai nastrini colorati, dalle gonne che la impacciavano per coprire le sue vergogne, in seguito dal sangue mestruale e dalla crescita del seno.

Nawal come gesto di ribellione, in modo particolare nei confronti di una madre severa e rigida, si taglia i capelli da sola. Quindi, decide di abbandonare il villaggio natale sulle rive del Nilo per studiare al Cairo.

Per la prima volta in tutta la mia vita, quel giorno conobbi la vittoria. E imparai che la paura condanna alla sconfitta, mentre la vittoria si ottiene solo con il coraggio.

Memorie di una donna medico, Nawal al-Sa’dawi, trad. S. Dell’Anna

Nawal è una delle prime donne egiziane a laurearsi in Medicina, all’Università di Giza. Nel 1955, Nawal consegue la specializzazione in Psichiatria e intraprende la carriera medica.

Essere un medico donna non è semplice; spesso non viene considerata altrettanto brava quanto i colleghi maschi, ma lei è una donna forte e non si arrende. Salva le vite di tutti coloro che la chiamano, in modo particolare i poveri e gli indigenti. Nel frattempo, porta avanti le battaglie per tutte le donne.

La scienza mi dimostrò che la donna era uguale all’uomo e che l’uomo era uguale agli animali (…) Non c’erano differenze sostanziali tra i tre, ma soltanto differenze formali che avevano in comune origine e sostanza.

Memorie di una donna medico, Nawal al-Sa’dawi, trad. S. Dell’Anna

Conosce due persone, ma nessuno dei due si rivela l’uomo che vorrebbe Nawal. Troppo gelosi della sua carriera e della sua indipendenza. Divorzia due volte, in una società che disapprova un simile gesto, soprattutto se proviene dall’idea di una donna.

Le mie catene non nascono dalla paura per una verginità fragile che può essere facilmente lacerata da un colpo alla cieca e ricucita dalla scienza. Io mi metto le catene quando voglio le catene, io esercito la mia libertà quando lo desidero, secondo il mio concetto di libertà

Memorie di una donna medico, Nawal al-Sa’dawi, trad. S. Dell’Anna

La forza di Nawal “era nelle mie profondità, era dentro me stessa“, scrive. E combatte per tutte. Combatte contro le crudeltà inflitte alle donne e ai limiti che la società egiziana impone. Le autorità egiziane la censurano, cercano di zittirla, di vietare la lettura dei suoi scritti e l’ascolto delle sue parole.

L’autobiografia di Nawal al-Sa’dawi si conclude con la speranza, perché un uomo che sembra comprenderla e capirla, standole vicino, potrebbe essere quello giusto.

Nel 1981 viene incarcerata e nel 1992 costretta all’esilio, ad abbandonare per sempre l’Egitto. Nawal fa in tempo a vedere il 2008 e le proteste del mondo arabo. E’ la primavera araba e lei vede l’Egitto cambiare, vietando i matrimoni sotto i 18 anni per le ragazze, condannando la pratica dell’infibulazione (alla quale Nawal, a sei anni, era stata sottoposta) e la possibilità per le ragazze madri di registrare i neonati all’anagrafe con il loro cognome.

La società che diffondeva canzoni d’amore e passione era la stessa che allestiva la forca per tutti coloro che cedevano all’amore e alla passione? Che pena che mi facevano, tutti quanti: erano al contempo vittime e carnefici.

Memorie di una donna medico, Nawal al-Sa’dawi, trad. S. Dell’Anna

Pietra miliare delle idee femministe del mondo arabo, intenso racconto della vita di una donna che decide si spezzare da sé le catene delle convenzioni che da tempi immemori soggiogano le donne, “Memorie di una donna medico” è un libro interessante per avvicinarsi alla cultura egiziana e al pensiero femminista del mondo arabo, nonché a tematiche che sono ancora e sempre molto attuali.

Approfondimento sulla vita di Nawal al-Sa’dawi

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Titolo: Memorie di una donna medico
L’Autrice: Nawal al-Sa’dawi
Traduzione dall’arabo: Stefania Dell’Anna
Editore: Fandango libri
Perché leggerlo: libro interessante per avvicinarsi alla cultura egiziana e al pensiero femminista del mondo arabo, nonché a tematiche che sono ancora e sempre molto attuali

2 pensieri su “Nawal Al-Sa’dawi | Memorie di una donna medico

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