Mieko Kawakami | Seni e uova

Quando voglio sapere se una persona è nata povera, non c’è niente di meglio che chiederle quante finestre c’erano nella casa in cui è cresciuta. Non serve fare domande su ciò che mangiava e sui vestiti che indossava. Per scoprire il grado di povertà è essenziale conoscere il numero delle finestre. Sì, proprio così, perché secondo me esiste una correlazione diretta tra povertà e finestre. Nella maggior parte dei casi, se le finestre erano poche o addirittura assenti, è abbastanza facile intuire quanto una persona sia stata povera.

Seni e uova, Mieko Kawakami, trad. G. Coci

Seni e uova” di Mieko Kawakami, tradotto da Gianluca Coci per edizioni e/o, racconta gli intimi e personali eventi e decisioni di vita di due sorelle, Natsuko e Makiko, in parte osteggiati dalla stessa mentalità giapponese degli anni Duemila, profondamente maschilista. Tutto il romanzo è narrato in prima persona da Natsuko stessa.

Il libro si divide in due parti: nella prima parte, l’estate del 2008, Makiko in preda a una crisi di mezz’età decide di sottoporsi a un’intervento di chirurgia plastica per modificare il suo seno; nella seconda parte, tra l’estate del 2016 e del 2019, Natsuko incomincia a percepire forte il desiderio di incontrare suo figlio, ma essendo senza compagno pensa di utilizzare la via della fecondazione assistita.

Nell’estate del 2008, nel corso di tre torridi giorni, Makiko raggiunge la sorella Natsuko, la quale vive a Tokyo, in un minuscolo appartamento poco funzionale e molto squallido. Con Makiko viaggia Midoriko, sua figlia ormai pre-adolescente, che ha smesso di comunicare con la madre a causa della decisione di quest’ultima di rifarsi il seno.

La zia Natsuko, con tutta la sua diplomazia, cerca di far ragionare Makiko in merito alla sua costosa decisione; Makiko è una madre single, il papà di Midoriko è uscito di scena da tempo, pertanto la donna lavora in un triste snack-bar, con la mansione di hostess che induce i clienti a bere di più e quindi a spendere di più.

Makiko non ragiona sul fatto che l’intervento sia troppo costoso – e perché no, anche pericoloso. La ricerca della perfezione e della bellezza acceca la donna: solamente dopo l’operazione potrà, finalmente, essere felice e riscattarsi da una vita di sacrifici e disgrazie.

Dopotutto nella ricerca della bellezza non c’è bisogno di una ragione. La bellezza è sinonimo di bontà. E la bontà è il tramite per la felicità. La felicità non è una sola, esistono varie definizioni di felicità, ma tutte le persone la inseguono, che ne siano consapevoli o meno (…) La felicità non è qualcosa che si può scomporre e discernere con estrema razionalità. La felicità è la felicità e basta. Tutti desiderano essere felici, e non serve una ragione per farlo, perché la ricerca della felicità è al contempo la più piccola e la più grande aspirazione dell’essere umano…

Seni e uova, Mieko Kawakami, trad. G. Coci

Otto estati dopo, nel 2016, Natsuko – ancora aspirante scrittrice, con alle spalle un’unica pubblicazione e un romanzo nuovo che proprio non vuole uscire dalla sua testa confusa – decide di volere un figlio. Purtroppo, Natsuko non ha un compagno e per di più odia il sesso, non essendo mai stata a proprio agio nemmeno durante la giovinezza quando stava con Naruse.

Tra una ricerca e l’altra, Natsuko scopre che esistono cliniche private le quali dispongono del seme di anonimi donatori per aiutare le famiglie ad avere un figlio; però in Giappone per accedere al seme dei donatori è necessario essere sposati ed essere a tutti gli effetti una coppia sterile.

Natsuko non si arrende e nel corso delle sue peregrinazioni tra l’internet e il mondo reale, conosce un’associazione di ragazzi e ragazze nati dalla fecondazione assistita, portata avanti dal giovane Aizawa. Grazie alle loro intelligenti riflessioni e a quelle delle sue amiche – sebbene Sengawa sia contraria mentre Yusa sia favore a una vita senza uomini tra i piedi – Natsuko prende la sua decisione, la quale non è supportata nemmeno da sua sorella Makiko.

“Se sei riuscita tu ad avere un figlio, perché non dovrei riuscirci io? Perché sei così contraria? Non capisco. E comunque non mi pare di aver chiesto il tuo parere, né credo di doverti chiedere il permesso. Non sei nella posizione di dirmi quello che posso o non posso fare. La cosa non ti riguarda, non è un problema tuo, e in ogni caso non ti credo nessun disturbo. Al mondo ci sono milioni di madri single e di bambini che non conoscono il padre. E poi sono una donna adulta, per fortuna non sono al verde e credo di poter garantire un futuro a mio figlio!”.
“Va bene, ma allora perché non ti trovi un compagno invece di scegliere una vita così complicata?” ha reagito lei, sforzandosi di suonare calma e di addolcire i toni. “Fai come fanno tutte, no? Perché non devi fare le cose in modo normale?”.

Seni e uova, Mieko Kawakami, trad. G. Coci

Shibuya, Tokyo (Photo by Alex Knight on Unsplash)

Seni e uovamette in scena una serie di profonde riflessioni rivolte alla società femminile giapponese. La prima parte, relativa alla volontà di Makiko di rifarsi il seno, è più volto alla ricerca della bellezza e della perfezione femminile: le donne hanno l’obbligo di essere sempre perfette, belle, appetibili. Non a caso, Makiko lavora in uno snack-bar, un luogo dove le donne non sono tenute a conversare con intelligenza, ma unicamente a parlare per fare moine ai clienti da spennare.

In questa prima parte, Natsuko torna spesso alla sua infanzia orrenda, nei pressi del porto di Osaka, vissuta con un padre nullatenente e nullafacente, buono solo a bere e alzare le mani sulla povera madre, costretta a turni massacranti nello snack-bar dove, anni dopo, lavorerà anche Makiko; ma se le figure maschili nella famiglia di Natsuko sono negative, non lo sono quelle femminili, come appunto la madre e la dolce nonna Komi.

Nella seconda parte, quella più interessante e ricca di riflessioni, Natsuko racconta le difficoltà e le paure del voler diventare a tutti i costi madre single, per di più attraverso la fecondazione assistita. Racconta del rifiuto del suo corpo nei confronti del sesso, Natsuko è a tutti gli effetti una donna asessuale: non prova attrazione per nessun uomo, non vuole che il suo corpo venga toccato da nessuno e anche quando faceva l’amore con Naruse non percepiva nessuna emozione.

Al giorno d’oggi, per esempio, non è più così anomalo e inconsueto fare sesso col primo venuto. Le donne pronte a infilarsi dentro il pene di un uomo appena conosciuto non sono certamente poche (…) Di conseguenza non è affatto impensabile che si possa rimanere incinte dopo aver avuto un rapporto occasionale con qualcuno che non si incontrerà mai più nella vita e di cui magari non si conosce neanche il nome. Ora, al di là del bene e del male, lasciando perdere il buon senso e la morale comune, si può forse dire che si tratta di qualcosa di impossibile e irrealizzabile? (…) perché non dovrebbe andar bene mettere al mondo una nuova vita ricorrendo all’inseminazione artificiale?

Seni e uova, Mieko Kawakami, trad. G. Coci

Seni e uova” è in realtà due romanzi in uno, perché scritti in due momenti diversi da Mieko Kawakami e solo successivamente presentati raccolti in un unico libro, pluripremiato in Giappone.

Le riflessioni sulla perfezione del corpo delle donne e, in generale, sulla volontà di autodeterminarsi, tra l’altro in una società rigida e maschilista come quella giapponese, sono decisamente interessanti; ad eccezione di Aizawa, le figure maschili del libro non vengono rappresentate in modo positivo. Gli uomini sono duri, poco comprensivi, poco empatici in molte occasioni nei confronti delle donne.

Seni e uova” di Mieko Kawakami lo consiglio a chi vuole approfondire la conoscenza della società giapponese in merito a temi piuttosto importanti e delicati, quali appunto l’autodeterminazione dei corpi delle donne.

Mentre osservavo distratta il paesaggio immaginavo di essere in una di quelle stradine, sul bordo di una risaia o sulla riva di un fiume e di guardare tutto ciò che mi stava intorno. E pensavo a quanto siamo piccoli e insignificanti noi esseri umani a confronto con la natura, il nostro corpo minuto, il tempo limitato a nostra disposizione e i miliardi di posti nel mondo che non vedremo mai.

Seni e uova, Mieko Kawakami, trad. G. Coci

Titolo: Seni e uova
L’Autrice: Mieko Kawakami
Traduzione dal giapponese: Gianluca Coci
Editore: edizioni e/o
Perché leggerlo: per esplorare in modo approfondito la società giapponese e trattare temi delicati e intimi quali l’autodeterminazione dei corpi delle donne giapponesi

6 pensieri su “Mieko Kawakami | Seni e uova

  1. Anna ha detto:

    Wow, argomento piuttosto complicati di cui parlare, e che di sicuro non avrei associato alla società giapponese. Alla fine non è molto diversa dalla nostra, se ci pensi. Probabilmente lì chi si rifà il seno e ha figli con fecondazione assistita è meno accettato di qui, ma pure in Italia non è facilissimo far capire agli altri che il corpo e la vita sono nostri, e non di chi ci sta intorno 😓

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