Katerina Poladjan | La restauratrice di libri

“Com’è arrivato qui il libro? Non me l’ha ancora detto”
“Credo per posta. Non possiamo ricordarci tutto. Questi libri peregrinano per anni e un bel giorno le persone decidono di affidarli alle nostre cure. Quando ce li portano lasciano qui anche le loro storie. A essere sincera questo evangeliario è rimasto dimenticato in deposito per qualche anno.”
“Come sarebbe dimenticato? Non registrate i manoscritti? E’ importante.”
“Per il restauro non è importante. Dipende dal valore; in questo caso si tratta di un evangeliario (…) Una Bibbia di famiglia (…) Questo qui è
particolarmente bello e siamo lieti che lei lo restauri (…)”

La restauratrice di libri, Katerina Poladjan, trad. E. Benghi

Helene Mazavian arriva dalla Germania per imparare i segreti del restauro dei libri armeni.

La donna studia e si mette in gioco con il restauro dei libri al Matenadaran, il luogo dove sono conservati volumi di inestimabile valore per la storia dell’Armenia; la sua responsabile le affida un evangeliario piuttosto antico, altro non è che una Bibbia di famiglia.

Helene si trova tra le mani un volume in pessime condizioni, dato il suo lungo peregrinare; mentre con estrema pazienza lo restaura, scopre delle scritte: date, nomi di persone e di luoghi. La restauratrice se ne incuriosisce e vuole scoprirne di più.

“Non ha mai la sensazione, signora Gevorgian, che un libro sia qualcosa di più che carta, muffa, inchiostro e cuoio? Quando torno a casa la sera questo libro mi manca, come se fosse una cosa viva.”
“Certo che lo so” disse K’narik alzandosi per dirigersi a una cassaforte. “Fantasmi che vagano. Se stabilissi un rapporto con tutti i libri non combinerei più nulla.”

La restauratrice di libri, Katerina Poladjan, trad. E. Benghi

L’indagine di Helene in merito agli ultimi proprietari della Bibbia di famiglia in restauro si intreccia con la sua personale ricerca: sua nonna Lilit’ e suo nonno Mgrdič erano di origini armene e la madre Sara, prima che Helene partisse per Erevan, le ha affidato una vecchia fotografia; vi sono una serie di persone dai capelli e pelle scura, rigidi nella loro posa. I Mazavian, tredici visi compunti.

Proprio come le rilegature armene, con i fili di seta colorati – neri, rossi e bianchi – Helene deve districarsi tra la ricerca delle sue origini, dei proprietari della Bibbia di famiglia e dei suoi sentimenti.

La sua personale ricerca la porterà a Kars, in Turchia; seguirà con il pensiero il lungo viaggio degli ultimi proprietari dell’evangeliario da Ordu, sul Mar Nero, verso l’ignoto, a causa delle persecuzioni del 1915 contro il popolo armeno; cercherà se stessa, mentre tutti i personaggi che incontra sembra sapere cosa desiderano – chi sogna di emigrare in Svezia, chi vuole proseguire gli studi dopo la fuga dalla Siria, chi combatte nel Nagorno Karabakh.

Helene invece è indecisa: vorrebbe tornare in Germania al più presto ma non se la sente di lasciare l’Armenia, luogo che l’ha stregata nel profondo.

Manoscritto conservato al  Matenadaran di Erevan (Flicrk attribution 2.0 generic CC BY 2.0

Nel mio appartamento c’era la finestra spalancata. Non ricordavo di averla lasciata aperta (…) Levon si sedette sul bordo del letto guardandosi attorno con attenzione e disse che in autunno in Armenia ci sono i fantasmi. Arrivano a fine estate e se ne vanno il giorno della festa dei santi Sahak e Mesrop. Entrano passando attraverso le pareti ed escono dalla finestra. Da certe persone vanno due o tre volte, dipende da cosa c’è di interessante da vedere: una calza dimenticata, del vino rimasto in fondo ad un bicchiere o un arazzo appeso al muro. A volte si nascondono e aspettano che tornino gli abitanti della casa, perché i fantasmi sono molto curiosi.

La restauratrice di libri, Katerina Poladjan, trad. E. Benghi

La restauratrice di libri” di Katerina Poladjan, tradotto da Emilia Benghi per SEM, è un romanzo coinvolgente e scorrevole, scritto con uno stile delicato, essenziale e asciutto, con dialoghi serrati e descrizioni brevi ma molto intense.

La memoria è il filo conduttore del romanzo, nodo dopo nodo, viene riallacciata la matassa di quei fili colorati che sono le vite dei personaggi e gli eventi che vivono o subiscono.

Helene, la protagonista, cerca sé stessa e i frammenti della sua famiglia; dell’Armenia non conosce pressoché nulla, sebbene i nonni materni fossero nati e vissuti in quelle terre, prima della fuga in Russia. Nello stesso tempo cerca di scoprire le vicissitudini di chi ha scarabocchiato date e nomi sulla Bibbia di famiglia; chi legge avrà la possibilità di seguire la rocambolesca fuga di Hrant e Anahid. In tal modo chi legge avrà occasione di riflettere sugli eventi relativi al genocidio iniziato nel 1915.

Il titolo originale del romanzo è “Hier sind Löwen“, incuriosita ho cercato la traduzione e suonerebbe come “Ecco i leoni“, rifacendosi alla locuzione latina “Hic sunt leones“, nell’antichità in riferimento ai territori inesplorati, oggi utilizzata per indicare situazioni nelle quali è opportuno prestare attenzione e rispetto. Un titolo perfetto, poiché è proprio con notevole rispetto e attenzione che la restauratrice di libri si accosta alla storia della sua famiglia, a quella dei proprietari della Bibbia famigliare e ai vari personaggi che incontra a Erevan.

Nell’intrigante romanzo, l’Armenia viene descritta come una terra evanescente, misteriosa, ma accogliente e gradevole. Evanescente come l’Ararat che non si mostra, spesso coperto da spesse coltri di nebbia; misteriosa con le sue leggende e i suoi segreti. Però sempre ben disposta verso chi le si accosta con delicatezza, riverenza e buone intenzioni.

Se diventiamo turchi ci fanno tornare a casa, Anahid. Per poco Anahid non alzò le mani sul fratellino. Ma forse Hrant aveva ragione, solo che lei non sapeva come si faceva a diventare turchi. (…) Sui tronchi di certi alberi erano incisi dei nomi. Quelle persone dovevano aver pensato che gli alberi crescono altissimi quando avevano lasciato scritto il loro nome. RICORDATI DI NOI.

La restauratrice di libri, Katerina Poladjan, trad. E. Benghi

Titolo: La restauratrice di libri
L’Autrice: Katerina Polajan
Traduzione dal tedesco: Emilia Benghi
Editore: SEM
Perché leggerlo: una piacevole lettura per chi vuole immergersi nell’evanescente dimensione dell’Armenia di ieri e di oggi

(Riproduzione riservata)

2 pensieri su “Katerina Poladjan | La restauratrice di libri

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