Chibundu Onuzo | Benvenuti a Lagos

Saliva su un autobus senza badare alla destinazione chiamata dal conducente, e girava tutta la città. Era stato a visitare le spiagge, dove aveva affondato i piedi nella sabbia e aveva raccolto conchiglie che si era messo in tasca; aveva avvicinato fedeli in abiti bianchi che fluttuavano come ali; alla fine era entrato nell’oceano e aveva sussultato sentendo l’acqua fredda (…) E proprio così era arrivato a vedere la città d’acqua. All’inizio non gli era parsa diversa dai bassifondi visti altrove, con le case a un piano con i corridoi che portavano dall’ingresso al cortile sul retro, uno stile diffuso a Lagos (…) Aveva visto villaggi costruiti sul mare, nel Delta, ma niente di quella grandezza. Ovunque guardasse spuntavano quelle case grigie con i tetti arrugginiti.

Benvenuti a Lagos, Chibundu Onuzo, trad. C. Brovelli.

Chike e Yemi sono due soldati, rispettivamente capo e subalterno, che combattono i militanti ribelli nel Delta del Niger; un luogo duro, difficile, nel quale violenza e morte sono pane quotidiano. Dopo una serie di riflessioni, benché non abbia conosciuto null’altro che la vita dell’esercito, Chike decide di disertare e il suo subalterno Yemi accetta di seguirlo. Dal Delta i due vogliono dirigersi a Lagos, cambiare aria, cambiare vita.

Stanco dell’aria putrida, satura del lezzo dei fumi del petrolio, anche Fineboy vuole abbandonare il Delta. Fineboy è un militante tra le fila dei ribelli, ma sogna di diventare un DJ e parla un inglese con un buffo accento. Si imbatte in Chike e Yemi, si unisce a loro: a Lagos pensa che potrebbe trovare un lavoro in un’emittente radio.

Isoke è una ragazza di vent’anni, che nel corso di un raid dell’esercito – o dei ribelli – ha perso di vista i genitori. L’unica sua possibilità è tornare a Lagos, dove vive con i suoi genitori. Nonostante il timore, a pelle, che Isoke nutre per Fineboy, la ragazza si unisce al gruppo diretto a Lagos.

Alla stazione degli autobus, i quattro incrociano Oma, una donna dal portamento fiero ma dagli occhi velati di tristezza, la quale fugge da una situazione famigliare difficile e spera di trovare la libertà a Lagos.

I cinque non potrebbero essere più diversi tra loro, per estrazione sociale, età, vita precedente; ad accomunarli c’è la mancanza di denaro, ne hanno pochissimo e nessuno ha idea di come potrà vivere a Lagos.

Lagos ti uccideva se perdevi tempo a pensare al passato. Era una città piena di sfiducia, potevi toccarla con le dita: bastava pensare all’autista dell’autobus che quella mattina aveva contato i loro soldi non una, ma tre volte.

Benvenuti a Lagos, Chibundu Onuzo, trad. C. Brovelli

Sopravvivere a Lagos senza denaro non è impossibile, ma è difficile; Fineboy però scopre un luogo che potrebbe diventare la loro casa, in attesa che la situazione si stabilizzi, cambi e ognuno di loro trovi un’occupazione redditizia.

Ma il destino – il caso? la fortuna? la sfortuna? – è in agguato: i cinque si imbattono loro malgrado nell’ex-ministro dell’Istruzione nigeriano, Capo Sandayo, reo di aver rubato dieci milioni di dollari; e assieme a lui, i cinque entrano in contatto con Ahmed, un giovane e rampante giornalista, fondatore del Nigerian Journal.

Da questo punto di non ritorno in avanti, come tessere di un domino, le decisioni vengono prese d’impeto e le scelte dei personaggi, a cascata, si riflettono nelle loro vite.

La cosa più saggia era consegnarlo. Ma come potevano consegnare lui senza il denaro? (…) Potevano sempre ucciderlo, pensava Chike in certi momento in cui si lasciava andare alla fantasia. I coltelli di Oma erano abbastanza affilati da ammazzare un uomo. Ma togliere la vita non gli veniva più facile. Non come prima: quando con freddezza e senza rancore sparava a estranei che per chi lo comandava erano nemici dello stato nigeriano.

Benvenuti a Lagos, Chibundu Onuzo, trad. C. Brovelli

Benvenuti a Lagos” di Chibundu Onuzo, tradotto da Chiara Brovelli per Fandango libri, è un romanzo scorrevole, intrigante e forte nella sua crudezza mista a fedeltà nel rappresentare la società nigeriana di oggi.

Profondamente sincero e senza sconti, l’Autrice racconta come le persone – di diversa estrazione sociale – vivono in Nigeria; dal Delta del Niger, luogo complesso e pericoloso a causa delle continue guerriglie per i pozzi petroliferi, a Lagos, la maggiore tra le città nigeriane, che conta oltre sedici milioni di abitanti. Una nazione, la più popolosa del continente africano, che è una foresta di usi, costumi, lingue e religioni diverse.

I cinque protagonisti, diversi tra loro ma accomunati dalla voglia di dare una svolta alla propria vita, si imbattono necessariamente nella crudeltà di Lagos e in uomini corrotti; nessuno si muove per niente a Lagos, gli interessi personali vengono sempre prima di tutto il resto. L’ingenuità che i cinque portano nel cuore cozza contro la brutalità e la ferocia di chi incontreranno a Lagos.

Acuto, intelligente e brillante, il romanzo “Benvenuti a Lagos” si leggere tutto d’un fiato, con le suggestive descrizioni degli ambienti e dei caratteri dei vari personaggi, la Onuzo ci porta in un Paese complesso, difficile, duro, a tratti assurdo per noi occidentali, ma che non può lasciarci indifferenti.

Isoken non parlò finché non ebbero raggiunto la stazione di Edepie, un vasto campo calpestato da pneumatici di veicoli di ogni dimensione che andavano e venivano, minivan coperti di polvere, enormi autobus lussuosi e lustri, roulotte coperte di disegni, e poi movimento, rumore, polvere sollevata dagli pneumatici che giravano. Si era creato un mercato per il traffico di chi passava di lì: vestiti, libri, cibo, giocattoli in mostra per il viaggiatore attento (…) Trovarono un autobus diretto a Lagos e aspettarono che si riempisse. Non sarebbe partito fino a quando non fosse stato al completo.

Benvenuti a Lagos, Chibundu Onuzo, trad. C. Brovelli

Approfondimenti sulla Nigeria:
Ultime notizie sulla Nigeria – Internazionale
I disastri delle aziende petrolifere nel Delta del Niger
Come funziona il conflitto nel Delta del Niger
La discriminazione delle donne in Nigeria

Titolo: Benvenuti a Lagos
L’Autrice: Chibundu Onuzo
Traduzione dall’inglese: Chiara Brovelli
Editore: Fandango libri
Perché leggerlo: perché è un romanzo intelligente e brillante, che indaga tra le pieghe della società nigeriana, dove predominano le disparità di genere e sociali per restituirne un acuto e intrigante ritratto a chi legge

(Riproduzione riservata)

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