Heloneida Studart | La libertà è un passero blu

Tuttora non so come sia nato l’amore. All’epoca in cui vivevo rintanata nella biblioteca municipale, divorando le parole dei libri, mi piaceva inventarmi teorie sull’amore. Oggi, non lo so. E’ tutto legato a un sogno fatto quando avevo circa diciotto anni (…) Quando mi svegliai, l’amore non era passato, e non mi aspetto che passi più.

La libertà è un passero blu, Heloneida Studart, trad. A. Di Munno

Marina Carvalhais Medeiros è una bambina bruttina, asmatica e deboluccia ma quando mamma Luciana ritorna a casa di sua madre Donna Menina Carvalhais Medeiros , ammettendo che il suo matrimonio con l’impiegato delle Poste è stato un disastro, la nonna vede nella nipote se stessa da giovane e la prende in considerazione come nessun altro. Al contrario, Luciana mal sopporta la figlia maggiore, predilige Dalva, la minore, incredibilmente bella; Marina viene affidata dalla domestica Meméia, che la cura come fosse sua figlia.

Donna Menina è una signora di quasi cent’anni, forte e robusta, abituata a dire cattiverie e comandare a bacchetta. Adora tenere in scacco le due figlie superstiti con la questione dell’eredità; lo zio Lucas è morto pazzo in soffitta costruendo aquiloni per domare i fantasmi e la splendida zia Guiomar si era unita con un uomo prima del matrimonio e Donna Menina ha ordinato di rinchiuderla in un convento. In quel convento è nato João, ma la sua giovane mamma è morta dandolo alla luce.

Quando Marina e sua sorella Dalva arrivano a casa di Donna Menina, in casa c’è il loro cugino João, accolto grazie alla pietà della nonna; Marina ammira João, un ragazzo così bello, affascinante e sicuro di sé, spesso mosso da idee furoreggianti, brillanti e romantiche.

Il cuore di João brucia di passione e scrive su un muro che il passero è un uccello blu: questo fatto gli costa caro, viene chiuso in carcere. Per Marina è una tragedia immaginare l’amato cugino chiuso in una cella buia, fredda, umida, torturato con cattiveria dai soldati del regime dittatoriale. Marina visita il cugino e con orrore si rende conto della grama vita di chi si trova in carcere per aver espresso le sue idee politiche.

Nel frattempo, Donna Menina sta per compiere cent’anni e un uomo misterioso, bellissimo, compare dal nulla. Animali e piante muoiono dopo il suo passaggio, Donna Menina si chiede cosa fare di costui: egli sembra un gringo, ma si fa chiamare Pablo, è muto, qualcuno gli ha tagliato la lingua; Marina suggerisce di ospitarlo in casa, e da lì in avanti in casa tutto inizia ad andare in pezzi e in carcere le guardie picchiano più duro João.

Come fare per salvare João dalla crudeltà e dalla cattiveria? Come può riuscirci una ragazzina come Marina?

Nella vita reale, nel mondo dei ragni, non riusciamo mai a spezzare quel “frammento di notte oscura” che esiste in ciascuno di noi. Ci sono ragni, madri che ripudiano le figlie, figlie che non perdonano le madri, un ragazzo testardo e sfinito che si ostina a dire: “Il passero è un uccello blu e questa è la mia ultima parola, Calunguinha”

La libertà è un passero blu, Heloneida Studart, trad. A. Di Munno

La libertà è un passero blu” di Heloneida Studart, tradotto da A. Di Munno per marcos y marcos, è un romanzo breve ambientato nel nord del Brasile e narrato in prima persona da Marina, la giovane protagonista, con uno stile scorrevole che contiene elementi afferenti al realismo magico. Nel romanzo si ritrovano principalmente donne: la famiglia Carvalhais Medeiros infatti è costituita esclusivamente da donne, il marito di Donna Menina non viene mai menzionato, lo zio Lucas è morto pazzo e João, l’unico uomo della famiglia, è in carcere. Il potere nelle mani di Donna Menina prima e di Marina poi fa capire al lettore che la loro famiglia è impostata sul matriarcato.

Il contesto storico nel quale è inserito il romanzo della Studart è quello degli anni della dittatura militare, nota come regime dei Gorillas, che durò dal 1964 al 1985; João viene incarcerato per via delle sue idee politiche, contrarie alla dittatura che schiaccia il Brasile.

João è un ragazzo attendo al prossimo, prima di essere incarcerato viaggia nel suo Stato e vede con i suoi occhi tutta la povertà e la miseria della gente. La racconta a Marina, la quale resta stupita, abituata ad una vita tutto sommato di agi e comodità a casa di Donna Menina.

Così, quando João si ritrova in carcere, Marina per non impazzire lo va a trovare ogni giorno. In realtà, è innamorata del cugino, pur non volendo ammetterlo. La madre di Marina, crudele, dice alla figlia che João non è interessato alle donne, preferisce gli uomini, ma lei non ci vuole credere. E farà di tutto per cercare di liberarlo, di farlo uscire dalla cella, prima che sia troppo tardi. Allo stesso tempo, benché giovane, dovrà decidere cosa fare di Pablo, che diventa una presenza sempre più inquietante.

La libertà è un passero blu” è un romanzo piacevole che si legge velocemente e regala un interessante spaccato di vita brasiliana negli anni della dittatura. Una lettura senz’altro utile per aggiungere nuove conoscenze riguardo il Sudamerica.

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Questo romanzo è stato scelto per rappresentare la seconda tappa del progetto “Sudamerica A/R. Viaggio in tappe in compagnia delle voci femminili sudamericane“, un percorso di lettura che mira ad esplorare cultura, società a storia del Sudamerica attraverso le voci delle donne.

Per chi vuole approfondire le vicende legate al golpe degli anni Cinquanta in Brasile:
Il golpe in Brasile, 50 anni fa

Titolo: La libertà è un passero blu
L’Autrice: Heloneida Studart
Traduzione dal portoghese: Amina Di Munno
Editore: marcos y marcos
Perché leggerlo: utile per aggiungere nuove conoscenze riguardo il Sudamerica

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