Kemal Yılmaz | Elefteria di Istanbul

Suo nonno, sua nonna, la sua prozia, sua madre, e con loro migliaia di altri greci, erano arrivati dalla Turchia nel 1955. Si erano dispersi ai quattro angoli di Atene, dove avevano ripreso la loro quotidiana lotta per la sopravvivenza.
– Perché non sei rimasta a Istanbul? – aveva chiesto una volta alla madre.
E lei le aveva raccontato di quella notte. Erano stati costretti a lasciare la città senza poter prendere niente. Quando erano saliti sul treno alla stazione di Sirkeci, della loro vecchia vita restavano solo gli abiti che indossavano e quelle poche cose che avevano portato dalla casa della zia a Yeniköy.

Elefteria di Istanbul, Kemal Yılmaz, trad. T. Maraucci

Atene, 1989. Magnolia accompagna la madre Elefteria nel suo ultimo viaggio. Terminate le funzioni funebri, Magnolia si ritrova a ordinare la stanza della madre e all’interno di una scatola, al di sotto di una serie di fotografie, scopre una busta contenente una lunga lettera scritta in lingua turca.

Magnolia conosce la storia di sua madre: Elefteria era nata a Istanbul, in Turchia, e dalla città sul Bosforo era dovuta fuggire in gran fretta nella notte tra il 6 e il 7 settembre 1955, a causa delle gravi violenze che i greci d’Istanbul avevano subito per mano dei turchi nazionalisti. Invece, Magnolia non ha mai conosciuto suo padre.

La ragazza non è capace a leggere il turco e si fa aiutare da un’amica della madre, Celena. La donna traduce la lettera e ciò che vi è scritto stravolge la vita di Magnolia al punto di decidere di volare a Istanbul; Magnolia vuole vedere la città dov’è nata sua madre, il vicolo dove è cresciuta, la casa dove il nonno aveva lo studio dentistico. Vuole respirare la brezza del Bosforo e soprattutto vuole incontrare una delle persone che nella notte tra il 6 e il 7 settembre si sono spese per spegnere l’incendio doloso appiccato alla casa dei nonni.

La torre di Leandro, Istanbul (foto: Claudia)

Ascolta, figliola, dove nasciamo non fa alcuna differenza. Viviamo qui, al momento, ma le nostre radici sono rimaste laggiù, e se tu le recidi non potrai mai sapere chi sei. La nostalgia che hai dentro, sì, proprio quella, ti porterò a rimpiangere di non averci provato. Prima o poi arriverà a mancarti, questa città che non conosci. Se vuoi sapere come la penso, fallo prima che sia troppo tardi, finché puoi incontrare, ancora vivo, un amico di tua madre o di chiunque tu stia cercando. Altrimenti la nostalgia lascerà il posto a qualcosa di peggio.

Elefteria di Istanbul, Kemal Yılmaz, trad. T. Maraucci

Elefteria di Istanbul” di Kemal Yılmaz, tradotto da Tina Maraucci per Francesco Brioschi editore è un delicato e profondo romanzo sulla memoria e sull’identità, sullo sfondo degli eventi legati al pogrom di Istanbul del settembre 1955.

La giovane Magnolia, protagonista del romanzo, grazie a una lettera scritta dalla madre anni prima, prende coraggio e decide di scoprire cosa è accaduto nel corso della notte di violenze nel 1955. Quella tragica notte è passata alla storia come un saccheggio premeditato da tempo e tollerato dalla polizia e dall’esercito; i promotori delle violenze furono il governo turco di allora e i membri dell’associazione “Cipro è turca”, l’isola contesa tra Grecia e Turchia.

Il giorno precedente ai saccheggi e alle violenze, venne data la notizia che un greco aveva fatto esplodere una bomba nella casa museo di Mustafa Kemal Atatürk, a Salonicco; questa fu la scintilla che scatenò la rappresaglia. In realtà, l’ordigno fu piazzato da un cittadino turco in accordo con il governo al fine di dare avvio ai massacri delle minoranze, greci, armeni ed ebrei.

Nella notte, la casa del nonno di Magnolia va a fuoco, ma tre coraggiosi ragazzi riescono a salvare il salvabile. Per incontrare uno di loro, colui che riportò maggiori ferite, Magnolia vola a Istanbul. Ma il suo viaggio le serve anche per risolvere un’altra questione, non meno importante, legata ad uno dei segreti della madre.

Delicato e tenero, il romanzo dello scrittore Kemal Yılmaz affronta il pogrom di Istanbul dal punto di vista della figlia di una delle tante persone che ha dovuto abbandonare in gran fretta la terra dov’è nata perché non più gradita; identità e memoria sono i temi centrali del bel romanzo di Yılmaz, un libro piacevole e interessante da leggere perché apre al lettore una finestra su un fatto storico poco noto del Novecento ma fondamentale per riflettere quanto le minoranze siano sempre state prese come capro espiatorio e per calare quei drammatici eventi nella nostra attualità.

Titolo: Elefteria di Istanbul
L’Autore: Kemal Yılmaz
Traduzione dal turco: Tina Maraucci
Editore: Francesco Brioschi editore
Perché leggerlo: per conoscere una pagina della storia turca e greca poco nota ma di grande attualità e tragicità

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