Un anno di libri, i migliori

La classifica delle migliori letture dell’anno è un appuntamento irrinunciabile; permette di guardarmi indietro e di capire quali libri mi hanno colpita maggiormente. Quest’anno ho sperimentato, per la prima volta in vita mia, tre lunghi periodi di blocco della lettura: per questo motivo non ho letto come al solito.

Non è un dramma: l’importante è la qualità dei libri letti, non certo la quantità. Però si spiega il motivo per qui anziché i soliti 10 libri tra le migliori letture, ne citerò di meno.

Ecco a voi un anno di libri, i migliori che ho letto!

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Romanzi

Il muggito di Sarajevo” di Lorenzo Mazzoni (Spartaco edizioni). Nella Sarajevo assediata dalla guerriglia, si muovono i perfetti protagonisti del romanzo di Mazzoni; personaggi un po’ strambi, un po’ suonati, alcuni troppo malvagi, però tutti perfettamente realistici. Il libro mi è piaciuto perché mostra quanto l’assurdo possa, in certe situazioni, diventare realtà.

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Crepitio di stelle” di Jón Kalman Stefánsson, trad. S. Cosimini, Iperborea. Un turbinio di ricordi, tempestosi come le particelle elettriche di un’aurora boreale, vorticano nella mente e nel cuore dell’uomo protagonista del romanzo. La storia dei genitori del protagonista si intreccia con quella del bisnonno e della bisnonna, sullo sfondo di un’Islanda meravigliosa e brillante. Un piccolo capolavoro.

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Perché Istanbul ricordi” di Ahmet Ümit, trad. A. Valerio, Ronzani editore. Il corposo romanzo dello scrittore turco è prima di tutto un giallo magistrale, intrigante e coinvolgente, e in secondo luogo l’omaggio di Ahmet Ümit a una delle città più belle del mondo. Un romanzo che regala il vero piacere della lettura.

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Reportage, viaggi, saggi e altre narrative

Shooting in Sarajevo” a cura di Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli, Bottega Errante Edizioni. Il fotografo Luigi Ottani ritrae Sarajevo e i suoi abitanti da una prospettiva insolita, quella di scattare le immagini dalle stesse posizioni dalle quali i cecchini sparavano durante l’assedio di Sarajevo, il più lungo della storia moderna. Un libro perfetto per chi è interessato ad un percorso di lettura sulle guerre nei Balcani.

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Imperium” di Ryszard Kapuściński, trad. V. Verdiani, Feltrinelli. Un reportage favoloso, coinvolgente e ricco, quello di Kapuściński; il noto reporter polacco racconta l’Unione Sovietica dal momento in cui irrompe nella sua vita – da bimbo, nel suo paese natale – fino al momento del suo sgretolamento. “Imperium” è unico per tanti motivi: sia per la storia di quella che fu l’URSS, sia per l’elevata qualità letteraria.

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Atlante delle donne” di Joni Seager, trad. F. Di Stefano-Abichain, add editore. La geografa femminista Joni Seager firma un interessante atlante che fotografa con dovizia di particolari e con estrema precisione la situazione delle donne nel mondo. Imprescindibile per conoscere meglio il mondo nel quale viviamo, in modo particolare dal punto di vista femminile, e per rendersi conto di quanto noi donne occidentali – “nate nel paese ‘giusto'” – siamo fortunate.

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Spillover” di David Quammen, trad. L. Civalleri, Adelphi. A giugno di quest’anno mi sono decisa a ordinare e leggere “Spillover” e, come immaginavo, data la mia passione per la scienza, il brillante saggio di Quammen mi ha illuminata. Il divulgatore spiega con semplicità e chiarezza come si sviluppano e diffondono le zoonosi e cosa dovremmo fare per evitarlo, ricordandoci che nulla accade per caso, ma che i responsabili delle siamo noi. 

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I viaggi del 2020

Benché l’anno che sta per terminare non sia stato uno dei migliori, ho avuto la grande fortuna di poter visitare diversi luoghi, oltre al mare e alle montagne vicino casa: il mio fantastico compagno di viaggio mi ha accompagnata in Romania, Slovenia, Ungheria. L’Est è stato quindi il grande protagonista del mio 2020 e mi auguro di cuore di poterne vedere altri piccoli pezzi nei prossimi anni.

Il mio desiderio sarebbe di visitare i Balcani, l’anno venturo. Vedremo come evolverà la situazione, per il momento mi è sufficiente sognare.

Uno dei miei scatti preferiti di Timisoara, Romania (foto: Claudia)

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I libri che vorrei leggere

Sono una lettrice che saltella di qua e di là, da un capo all’altro del mondo, benché quando tiro le somme noto che il continente d’elezione è sempre lo stesso, la mia Europa.

L’anno prossimo vorrei leggere più romanzi – o saggi o altre narrative – ambientati nel Grande Medio Oriente, quindi dal Nord Africa all’Iran e al Pakistan. Se avete dei consigli per me, sappiate che sono tutta orecchi.

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I miei auguri

A tutti voi che mi leggete ad ogni nuovo articolo pubblicato; a tutti voi che scoprite per caso un mio consiglio di lettura; a chiunque passi di qui e legga queste parole: vi auguro un anno migliore, più sereno e tranquillo, e auguro a tutti di poter riassaporare il piacere di un abbraccio, di un sorriso, di una stretta di mano forte forte alle persone a cui vogliamo immensamente bene.

Con affetto verso tutti voi,

Claudia

18 pensieri su “Un anno di libri, i migliori

  1. Barbara ha detto:

    Cara Claudia,
    chissà perché ogni volta che leggo un tuo post ho la sensazione che tu sia immune dalle sòle, o meglio, che abbia imparato a selezionare così bene le tue letture da scegliere quasi solo libri di qualità.
    Ad ogni modo, buona parte dei titoli che hai riportato sono nella mia wish list o sono già a casa (ad esempio Spillover, appena terminato dal coniuge e già posizionato sul mio comodino). Ne deduco che mi attenderanno ottime letture.
    Per i prossimi mesi, abbiamo in mente viaggi letterari simili: quindi, anche per il 2021 sarò una tua fedele lettrice.
    Tanti cari auguri Claudia.

    Piace a 1 persona

  2. Ludo ha detto:

    Buon inizio 2021! Speriamo che si riesca a tenere sotto controllo la pandemia e che si possa ricominciare a muoversi e a incontrarsi senza timori. Ti auguro un anno generoso, ricco di moment di gioia e povero di aspettative disattese.

    Piace a 1 persona

  3. Giulia ha detto:

    Ottimi consigli, ne ho segnati alcuni. Per l’Egitto ti consiglio “Palazzo Yacoubian” di ʿAlāʾ al-Aswānī (ambientato a Il Cairo) e per l’Iran invece “La casa della Moschea” o “Scrittura Cuneiforme” sempre di Kader Abdolah

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