Wilfried N’Sondé | Un oceano, due mari, tre continenti

Le mie deboli spalle erano gravate da un’enorme responsabilità. Una ridda di domande mi assaliva e mi sembrava di soccombere sotto il peso delle innumerevoli nuove informazioni da elaborare (…) Nella piccola chiesa di terriccio ricoperta di fogliame, ritrovai quell’atmosfera semplice e serena che si addiceva al mio spirito tormentato. Per un attimo avevo ceduto alla contentezza di diventare ambasciatore del re ed ecco che la situazione di rivelava estremamente complessa.

Un oceano, due mari, tre continenti, Wilfried N’Sondé, trad. S. Buonamassa

Mbanza, Congo, 1604. Nsaku Ne Vunda è un giovane sacerdote da poco ordinato, mosso profondamente da nobili intenti religiosi. Mentre è all’opera per costruire una nuova cappella in cima a una collina, giungono degli uomini inviati dal re Alvaro II, re dei Bakongo.

Sua Maestà necessita di conferire con Nsaku riguardo una questione della massima importanza; Nsaku, non senza commozione, obbedisce e segue gli uomini inviati da re. Dopo un viaggio piuttosto lungo, il giovane sacerdote raggiunge il palazzo reale a Luanda. Qui re Alvaro II spiega a Nsaku lo scopo della convocazione: il giovane sacerdote dovrà andare in Vaticano, a spiegare a Sua Santità cosa sta accadendo nel regno dei Bakongo.

Mi rivelò che la missione che dovevo portare a termine non era quella di rappresentarlo in Vaticano, ma di adoperarmi presso il Santo Padre affinché facesse valere la propria autorità con i sovrani europei, perorando la causa dell’abolizione della schiavitù, che ormai rappresentava, secondo il sovrano, l’annientamento della nostra umanità

Un oceano, due mari, tre continenti, Wilfried N’Sondé, trad. S. Buonamassa

Dal principio del ‘500 i re del Congo commerciano con gli europei: i portoghesi portano oggetti, suppellettili vari e alcool, i re del Congo danno loro uomini, donne e bambini catturati nei remoti villaggi dell’entroterra. In questo modo, piuttosto in fretta, prende il via la tratta degli schiavi e si imposta il commercio triangolare.

Re Alvaro II ordina a Nsaku si raggiungere il porto e imbarcarsi sul Vent Paraclet, il vascello di Louis de Mayenne. Nsaku è un uomo sensibile e quando raggiunge il porto e vede con i propri occhi cosa accade alla sua gente ne resta sconvolto.

(…) vidi il terrore che brillava nei loro occhi man mano che scoprivano l’immensità della nave (…) le donne tremavano (…) erano scosse da spasmi nervosi, le membra percorse da brividi, si aspettavano o, almeno, presentivano i tormenti che avrebbero patito (…) i guardiani anticipavano i movimenti delle prigioniere, tenendo con fermezza le catene di ferro.

Un oceano, due mari, tre continenti, Wilfried N’Sondé, trad. S. Buonamassa

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Tratta degli schiavi (fonte: Wikipedia)

Salito a bordo del Vent Paraclet, Nsaku scopre che il vascello non andrà direttamente verso il Mediterraneo, bensì l’obiettivo è raggiungere il Brasile e vendere gli schiavi ai ricchi coloni che li impiegheranno come forza lavoro nelle piantagioni o nelle loro abitazioni.

Nsaku è sconvolto: con disgusto scopre come vengono trattati gli schiavi, in quali condizioni sono detenuti. Il viaggio appare immediatamente insopportabile, per fortuna però stringe amicizia con il mozzo Martin, il quale nasconde un segreto, anch’egli scioccato dall’avidità del capitano e dalla furia cieca dei marinai che frustano e maltrattano gli schiavi senza pietà.

Il viaggio verso la Santa Sede non è scevro da pericoli e trappole. C’è chi vorrebbe Nsaku morto, affinché non raggiunga mai il Vaticano e non riveli al Santo Padre gli orrori della tratta degli schiavi. Così, Nsaku giunto in Brasile si imbarca su un nuovo vascello, che fa rotta verso il Portogallo; inseguito dai pirati, sfiancato, nel corpo e nell’anima, dal viaggio tormentato, riesce a raggiungere l’Europa. Ma dal Portogallo al Vaticano la strada è ancora lunga. E ancora molto pericolosa.

Là dove il fiume serpeggiava fino all’Atlantico, Lisbona si arrampicava sulle alture con il suo mosaico di case rosa, ocra, azzurre o bianche, una meraviglia. Ammirai la vista con una stretta al cuore pensando alle misere abitazioni di Boko (…) Ma nessuno si preoccupava davvero di inviare operai che avrebbero potuto insegnare agli artigiani del Congo a lavorare la pietra, la calce o il ferro. Sulle nostre terre, sbarcavano solo individui senza scrupoli ossessionati dal denaro, pronti a saccheggiare fino in fondo i metalli che il nostro suolo celava, gli animali e gli esseri umani.

Un oceano, due mari, tre continenti, Wilfried N’Sondé, trad. S. Buonamassa

Un oceano, due mari, tre continenti” di Wilfried N’Sondé, tradotto da Stefania Buonamassa per 66thand2nd, è un romanzo storico molto documentato, accurato e preciso che narra il reale viaggio del primo ambasciatore africano in Vaticano, Nsaku Ne Vunda. E’ il suo busto conservato in Vaticano che racconta ai lettori, in prima persona, la sua lunga e travagliata storia.

Accurate sono le descrizioni dei luoghi, dei gesti e dei personaggi, in modo da far rivivere nel lettore gli anni drammatici dell’inizio della tratta degli schiavi. Mentre è un semplice sacerdote nel suo piccolo paese, nel cuore del regno di Boko, Nsaku è sereno: segue la parola di Gesù e la insegna ai suoi compaesani, allo stesso tempo rispetta le tradizioni ancestrali.

Quando Nsaku apre gli occhi e scopre, in modo piuttosto rocambolesco, cosa succede nel suo paese, quanta sofferenza si crea con i rapimenti e la vendita degli uomini, donne e bambini agli europei, tutto cambia. Nsaku si sente investito di un importante ruolo, quello di ambasciatore in Vaticano. Sopporta così le difficoltà, le paure, i pericoli di un lunghissimo viaggio attraverso un intero oceano, toccando tre continenti e navigando ancora un intero mare.

Nsaku resta sconvolto nello scoprire che la corruzione è dappertutto. E’ nelle corti dei re africani che commerciano gli europei e procurano loro gli schiavi; è negli europei senza scrupoli che vendono e comprano le persone come fossero merci; è nascosta dietro la bellezza di una città, di un palazzo, persino di un panorama come la vista su Lisbona.

Del lungo viaggio di Nsaku Na Vunda oggi resta un marmo nero, con il suo busto scolpito. La sua tomba si trova a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore. La lettura di “Un oceano, due mari, tre continenti” invita alla riflessione in merito ad una pagina di storia europea che non ci fa nessun onore e restituisce il ritratto a tutto tondo di un personaggio pressoché ignorato, dal grande animo e dal cuore pieno d’amore per la sua terra e la sua gente.

La mia voce si è spenta più di quattrocento anni fa, le mie parole si sono perse nel silenzio della morte ma, con i curiosi che si soffermano un istante davanti al mio busto, vorrei condividere l’amarezza per essere stato ridotto, con il passare dei secoli, al colore di cui un tempo brillava la mia pelle (…) Ho affrontato mille peripezie e ne sono uscito trasformato in una voce foriera d’amore e di speranza: incarno ormai il ricordo di una moltitudine di donne, uomini e bambini che non hanno mai rinunciato al sogno di libertà incastonato nel profondo dei loro cuori.

Un oceano, due mari, tre continenti, Wilfried N’Sondé, trad. S. Buonamassa

Titolo: Un oceano, due mari, tre continenti
L’Autore: Wilfried N’Sondé
Traduzione dal francese: Stefania Buonamassa
Editore: 66thand2nd
Leggilo se sei interessato ad un percorso sulla schiavitù

4 pensieri su “Wilfried N’Sondé | Un oceano, due mari, tre continenti

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